venerdì 30 maggio 2014

calamari vongole e ceci, per riposarsi

Torno per un momento a cucinare un piatto "normale" prima di affrontare i temi gastronomici complessi e stimolanti del mese di giugno, spesso tralasciati per la fretta di guardare all'estate piena...

Si arriva quasi tutti parecchio stanchi a questo punto dell'anno, così si tende a vivere di aspettative, ignorando quasi il presente per protendersi verso una sospirata pausa estiva, che in realtà dista ancora un po'.

Ma non solo giugno è ricco in cucina di nuovi spunti stagionali che vale la pena di vivere in sé e per sé invece che in prospettiva... va anche considerato il fatto che la "pausa estiva" non arriva per tutti.

Vivere apprezzando il momento permette di non vincolarsi al futuro per godersi la bellezza. L'estate arriverà comunque, piano piano, per conto suo anche, senza essere caricata di promesse. Lasciamola avvicinare un passo per volta.

E se siamo stanchi cominciamo a riposarci ora, con profumi gentili e gesti che sanno un po' di mare e un po' di terra, 'che anche il 30 maggio 2014, incredibilmente solatìo per queste lande, è un giorno che vale la pena di essere vissuto pienamente proprio per se stesso...


Insalata tiepida di calamari e vongole con ceci e patate

ingredienti per 4 persone:
1 kg. di vongole
500 gr. di calamari
4 piccole patate, circa 700 gr. in tutto
60 gr. di ceci secchi (*)
1 cipollotto di Tropea
1 spicchio di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1 rametto di rosmarino
1/2 bicchiere di vino bianco
4 cucchiai di olio extravergine
sale
pepe bianco al mulinello

Mettere a bagno i ceci la sera prima in acqua fresca, sciacquarli e lessarli in acqua con qualche gambo di prezzemolo ed il rametto di rosmarino fino a che sono morbidi, salando verso la fine scolandoli appena sono cotti. Ci vorranno un paio di ore.

Mettere a bagno le vongole un paio di ore in acqua fresca salata e sciacquarle poi strofinandone una manciata per volta sotto l'acqua corrente.

Cuocere le patate intere al microonde a 900 w per 6 minuti, lasciar riposare 2 minuti (oppure lessarle in acqua non troppo salata), quindi sbucciarle e tagliarle a dadini, da unire ai ceci. 

Tritare il cipollotto rosso, se ha un sapore molto pungente lasciarlo a bagno in una tazza d'acqua per una quindicina di minuti, quindi unirlo alle verdure.

Pulire i calamari eliminando la pelle, gli occhi e le interiora, sciacquarli molto bene sotto acqua corrente e tagliare le sacche ad anelli ed i tentacoli a ciuffetti.

Scaldare un cucchiaio di olio con l'aglio in un tegame, versarci i calamari e lasciar cuocere fino a che hanno buttato la loro acqua e poi l'hanno riassorbita. 

A quel punto salare leggermente, versare un paio di cucchiai di vino e lasciar asciugare di nuovo. Sono i calamari che ci danno il tempo di cottura... ci vorranno in tutto 10-15 minuti ma non conviene guardare l'orologio quanto testare la consistenza dei calamari, che quando sono pronti diventano rosati e morbidissimi senza essere ne' scivolosi ne' gommosi.

Versare i calamari con quel poco del loro fondo sopra le verdure, rimettere il tegame sul fuoco e versarci le vongole, insieme al resto del vino, ad un paio di cucchiai di acqua e a qualche nuovo stelo di prezzemolo. Coprire e cuocere a fuoco vivo fino a che le vongole si aprono, quindi spegnere.

Levare dal tegame le vongole, sgusciarne la metà ed unirle tutte alle verdure. Filtrare il loro fondo con carta assorbente o tela fine e farlo restringere sul fuoco fino ad ottenerne circa 3 o 4 cucchiai.

Emulsionare il fondo delle vongole con il resto dell'olio, aggiungere le foglie del prezzemolo tritate e versarlo sopra l'insalata, mescolando con attenzione per non rompere le patate. 

Verificare se serve un pizzico di sale, spolverizzare con una grattata di pepe e lasciar riposare il tutto una decina di minuti. 

Distribuire nei piatti individuali e servire l'insalata tiepida, con un'altra spolverata di pepe e di prezzemolo e, se serve, un giro di olio.


Provata anche più tardi, come insalata di mare a temperatura ambiente, ha comunque un suo perché...

  • rivoli affluenti:
  • * invece dei ceci secchi si possono anche usare circa 250 gr. di ceci in scatola, ben risciacquati dal liquido di conservazione. In quel caso meglio tritare qualche ago di rosmarino ed unirlo all'emulsione di condimento.

mercoledì 28 maggio 2014

l'anima ed il corpo dei babà

La prima volta che ho mangiato un babà a Napoli sono rimasta sconvolta dalle dimensioni della "monoporzione": un babà di almeno 20 cm, grondante di sciroppo ed arricchito di crema ed amarene... ed avrei dovuto papparmelo da sola!

Ma quando l'ho assaggiato ho capito. Da allora a Napoli non lo ordino più a fine pasto e me lo gusto in tutta la sua potenza come unico protagonista di un momento di profonda estasi.

In questo MTC per il confronto sul babà proposto da Antonietta de La Trappola Golosa, mi sono resa conto che modificare una ricetta tanto perfetta nella sua barocca semplicità è un'impresa impossibile: il babà non può essere reinventato semplicemente perché è perfetto così...

Sono partita allora da un altro concetto: il "corpo" del babà ha una pasta lievitata in sé semplice negli ingredienti ed elementare nel sapore di base. Assume la vera identità di babà nel legame con sciroppi, liquori ed accompagnamenti, ovvero quando assorbe e si lega alla sua anima. Perché la saggezza orientale ci insegna che non c'è separazione tra corpo e anima, sono inscindibilmente un'unica entità.

La partenza stessa di questo contest, in soldoni "tieni il corpo e modifica pure l'anima", mi ha aperto la strada: non posso reinterpretare il babà classico ma posso abbinare ad un corpo di base una diversa anima, facendone di fatto un individuo differente, che si accompagna volentieri ad amici insoliti senza assolutamente pretendere di essere un babà.

Così senza colpe può sparire l'alcool, l'aspro non è più di solo limone, il dolce non viene dal solo zucchero, la crema non si  basa sulle uova, il profumo è un'erba e non un liquore, la veste lucida ignora le albicocche... E a fare compagnia prodotti di stagione, non importa che sia frutta a tutti i costi.

Con le dosi di Antonietta ho riempito 5 stampini da babà in alluminio larghi 5/7 cm e alti 7 cm e 10 stampi in silicone larghi 2,5/4,5 cm e alti 5 cm. Gli stampi più grandi danno babà che, una volta assorbito lo sciroppo, risultano lunghi 12 cm, quelli piccoli diventano 8 cm. Con le stesse dosi vengono 7 babà negli stampi grandi oppure circa 22 in quelli piccoli (come quello delle foto).


Corpo di babà e anima di rosmarino, con profumo di kiwi, crema di caprino e compagnia di ciliegie, fragole e lattuga

ingredienti:
per i babà classici:
300 g di farina Manitoba (+ 1 pugno per la spianatoia)
3 uova grandi
100 g di burro (+ 1 noce per gli stampi)
100 g di latte
25 g di zucchero
10 g di lievito di birra fresco
1 pizzico di sale fino

per lo sciroppo al rosmarino:
400 g di zucchero
1 cucchiaio di aghi di rosmarino
3 cm di scorza di limone

per la lucidatura punteggiata al kiwi:
3 cucchiai di confettura di kiwi al limone e rosmarino
(ovvero:
900 g di kiwi ben maturi
400 g di zucchero
1 grosso limone
1 ciuffetto di rosmarino)

per la crema di caprino:
250 g di formaggina fresca di capra
2 cucchiai abbondanti di miele di rosmarino
1 cucchiaio di scorza di limone grattugiata finissima
(1 cucchiaio di latte, al bisogno)

per l'insalata dolce:
300 g di ciliegie
250 g di fragole
(2 kiwi, ma qui non li ho usati)
4 foglie di lattuga romana
2 cucchiai di confettura di kiwi come sopra

Per i babà sbriciolare il lievito in 50 g di latte tiepido con 1 cucchiaino di zucchero, unire 70 g di farina setacciata, impastare brevemente, coprire e far lievitare in luogo tiepido per circa 1 ora fino al raddoppio.

Versare in un'ampia ciotola il resto della farina setacciata e unire le uova leggermente sbattute ed il lievitino; impastare con energia unendo il latte rimasto a cucchiaiate fino alla consistenza voluta.

Continuare a lavorare il composto per una decina di minuti con energia, sbattendolo sui lati della ciotola, quindi coprire e lasciar lievitare per 1 ora e 1/2, fino al raddoppio.

Lavorare il burro a pomata con lo zucchero rimasto e un pizzichino di sale, quindi unirlo all'impasto un cucchiaio alla volta, lavorando perché il burro sia ben assorbito prima di aggiungere la cucchiaiata successiva.

Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano di marmo infarinato e continuare a impastare con energia per una quindicina di minuti, piegando e sbattendo l'impasto più volte sul piano, fino a che mantiene la forma a palla liscia.

Citando Antonietta "questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna", per cui sconsiglia l'uso dell'impastatrice. Io, che l'avevo sempre usata, questa volta ho provato a seguire il suo consiglio. Fatica e soddisfazione insieme, anche se per la verità non ho notato grandi differenze nel risultato.

Mozzare (come per la mozzarella!) una pallina dall'impasto da circa 80 g e metterla in uno stampino da babà grande ben imburrato, oppure grande come una noce (c.a 20-25 g) per gli stampi piccoli. Deve arrivare a circa metà altezza. Ripetere fino ad esaurimento.

Coprire con un telo umido e lasciar lievitare in luogo tiepido per 2 ore, fino a triplicare di volume e a salire sopra l'orlo degli stampi di circa 1 cm.

Accendere il forno statico a 200 °C, infornare ed abbassare a 180 C° e cuocere per 20 minuti i babà più piccoli, 26 minuti quelli più grandi, coprendo con alluminio se la superficie tende a scurirsi. 


Lasciar riposare i babà negli stampi qualche minuto prima di sformarli.



Per la bagna portare a bollore 1 l di acqua con lo zucchero, la scorza di limone ed il rosmarino, lasciar sobbollire per 10 minuti fino a che si forma uno sciroppo profumato, lasciar intiepidire e filtrare.

Tuffare i babà in un contenitore dal fondo piatto con la bagna pochi per volta e lasciare che si gonfino, tenendoli immersi nel liquido con l'aiuto di un cucchiaio di legno, voltandoli e "strizzandoli" delicatamente ogni tanto, fino a che sono ben inzuppati di sciroppo, quindi scolarli. Ci vogliono circa 15 minuti per i babà piccoli, 25 per i babà grandi.




Per la lucidatura... preparare la confettura con deciso anticipo! Sbucciare e tagliare a fettine sottili i kiwi, condirli con lo zucchero, il succo del limone, 5 cm di scorza di limone tagliata a nastro (solo la parte gialla) ed il rosmarino, coprire e lasciar macerare per un paio d'ore, mescolando ogni tanto.

Versare tutto in una pentola di acciaio, portare a leggera ebollizione e cuocere a fuoco medio-basso per circa 1 ora e 1/2, schiumando se serve, fino a che una cucchiaiata di composta messa su un piattino inclinato scorre con difficoltà.

Versare in vasetti di vetro puliti (con queste dosi se ne riempiono 2 da 250 ml), chiudere subito, avvolgere i vasetti in coperte di lana e lasciarli arrivare lentamente a temperatura ambiente per un paio di giorni (oppure sterilizzare con la classica bollitura). Se si prepara la confettura all'ultimo tenere da parte in una ciotolina con coperchio la dose necessaria per i babà prima di invasare il resto della marmellata.



Per la crema lavorare con una frustina il caprino con miele, scorza di limone e, se serve, un goccio di latte, fino ad ottenere una spuma morbida. Conservare in frigo.



Per l'insalata dolce: poco prima di servire snocciolare le ciliegie, tagliare a pezzetti le fragole (e i kiwi) e tagliare a julienne sottile la lattuga. Radunare tutto in una ciotola ed insaporire con un cucchiaio di confettura di kiwi diluita con un po' di acqua.

Costruzione del piatto: frullare la confettura di kiwi e scioglierla in un pentolino a fuoco bassissimo con 3 cucchiai di acqua. Scolare i babà dallo sciroppo rilasciato e spennellarli con la confettura diluita fino a che sono belli lucidi.



Tagliarli in due per il lungo con un coltello seghettato e disporli nei piatti individuali. Accompagnare con la crema di caprino e l'insalata dolce e servire decorato con ciuffetti di rosmarino.


Con questa ricetta partecipo all'MTC di maggio 2014...

  • rivoli affluenti:
  • PS: diluendo lo sciroppo in acqua ghiacciata si ottiene un'ottima bibita dissetante, in vino bianco secco un originale aperitivo...
  • PPS: la confettura di kiwi accompagna perfettamente anche formaggi stagionati
  • PPPS: la crema di caprino è un ottimo dip per verdure da pinzimonio e, diluita con un pochino di sciroppo, per frutta fresca.

martedì 27 maggio 2014

Milano Matsuri 2014: tiriamo un po' le somme

Non posso resistere a raccontare del Milano Matsuri 2014! Non ne ho materialmente il tempo e comincio a farlo oggi per immagini, grazie alla collaborazione di una fotografa fantastica, La Viz.



Il Milano Manga Festival a cui era collegato Il Matsuri 2014 è passato un po' in sordina in effetti, perchè la mostra sul Gourmet Manga, carinissima, 



non è molto ampia e tutti gli eventi organizzati dal Matsuri hanno messo un po' in ombra le proiezioni degli anime e i workshop di disegno manga, che probabilmente agli appassionati di cultura gastronomica e tradizionale giapponese interessavano meno.

Invece hanno avuto il totale consenso del pubblico gli spettacoli musicali, come il concerto di tamburi  taiko o quello di koto e shamisen, strumenti tradizionali giapponesi



gli showcooking sulla cucina giapponese (tradizionale, popolare, elegante o creativa che fosse; qui nelle foto il taglio del pesce per la composizione di un piatto secondo l'arte kaiseki e la battitura del riso per la preparazione dei dolcetti mochi),



i workshop di arti applicate, come origami o calligrafia



e le rappresentazioni di arti millenarie, come la vestizione del kimono da oiran, cortigiana di altissimo rango del Giappone antico, o il cha no yu, la cerimonia del tè allestita dentro la ricostruzione artistica di una stanza da tè in cartone...



Per quanto riguarda il vasto argomento cibo... ci scriverò un post a parte appena trovo il giusto tempo, perché lo street food giapponese, che si trova raramente nei ristoranti in Italia, merita davvero di essere raccontato in modo approfondito come una delle parti nobili della cultura gastronomica di questo Paese.

Per il momento basti la testimonianza dell'apprezzamento della ventina di specialità presenti sulle yatai, le bancarelle tipiche di ogni sagra popolare, da parte del pubblico sia del Milano Matsuri che del Manga Festival!

  • rivoli affluenti:
  • il Manga Festival continua fino al 2 giugno, sempre alla Fabbrica del Vapore, con la mostra Manga Gourmet e nuove proiezioni, concerti ed appuntamenti. Informazioni e programma dei prossimi giorni qui.

venerdì 23 maggio 2014

asparagi e pesce azzurro insieme fanno faville

La raccolta di Salutiamoci ospitata questo mese da Le Delizie di Feli, parla di asparagi. Nella mia zona crescono i pregiati asparagi di Cantello, che si servono di solito o con burro fuso e grana o con uova al tegame. 

Ovviamente lo scopo di Salutiamoci e ricostruire in modo creativo dei sapori interessanti con i prodotti di stagione ma evitando tutti quegli ingredienti che non portano benefici alla salute. Ed abbandonando latticini e uova... cosa meglio del pesce azzurro da abbinare agli asparagi? 

Certo non posso contare su un prodotto autoctono e mi sposto decisamente a sud alla ricerca di un pesce dalla polpa dolce e delicata come quella degli asparagi. L'amore con il pesce sciabola scatta al primo incontro sul bancone della pescheria. Insieme a lui gli asparagi di Cantello faranno faville...

Peccato che nel frattempo mi sia vista scippare da sotto il naso l'ultimo mazzo di asparagi locali nella cesta dell'ortolano. Ma era anche sera all'ora di chiusura... per fortuna erano rimasti degli asparagi verdi, e con quelli, il mio bel trancio di sciabola, un aroma del giardino ed un paio un po' più esotici ho combinato questo piattino goloso:


Sandwich di pesce sciabola e asparagi al lemon grass e menta

ingredienti per 2 persone come secondo, per 4 come assaggio:
1 trancio di pesce sciabola da 30 cm (c.a 350/400 g)
16 asparagi (circa 600 g)
1 lime
1 spicchio di aglio
1 stelo di lemon grass
4 foglie di menta (+ 4 per il decoro)
1 cucchiaino di colatura di alici
6 cucchiai di olio di girasole spremuto a freddo
sale integrale

Ricavare dal trancio di pesce due lunghi filetti senza lisca e senza pinne dorsali e tagliarli ciascuno in 4 pezzi uguali, in modo da ottenere in tutto 8 filettini grossomodo quadrati.

Ridurre il lemon grass a rondelle sottilissime lasciandone intero un pezzetto da 3 o 4 cm; tritare 4 foglioline di menta; spremere 1/2 lime. 

Miscelare 4 cucchiai di olio con il succo di lime, 1 cucchiaio di rondelle di lemon grass, la menta tritata e la colatura di alici. Spennellare il pesce con la miscela e lasciar riposare in frigo per un'oretta.

Nel frattempo mondare gli asparagi eliminando con un pelapatate la parte terrosa, pareggiarne i gambi allineandoli dal lato delle punte e legarli a mazzetto nella parte inferiore con refe da cucina.

Immergere gli asparagi in piedi in 10 cm di acqua, unire il pezzetto intero di lemon grass e un pizzico di sale integrale e coprire. Portare l'acqua a bollore e cuocere circa 10 minuti, fino a che le punte a vapore saranno cedevoli ma ancora croccanti ed i gambi lessati più morbidi.

Tuffare gli asparagi in acqua ghiacciata, slegarli e farli asciugare su un telo, qundi tagliarne le punte nella stessa lunghezza dei filetti di pesce.

Disporre metà dei filetti di sciabola in una pirofila leggermente unta, con la pelle rivolta verso il basso, e disporvi sopra le punte di 4 asparagi in modo ordinato; 


condire con un goccio di marinata, mettere su ogni porzione 1 pezzetto sottile di rondella di lime sbucciata e coprire con un altro filetto di pesce, questo con la pelle verso l'alto.


Condire di nuovo con la marinata e cuocere i sandwich in forno ventilato a 160° per 15 minuti. Nel frattempo frullare i gambi degli asparagi (e poi passarli al setaccio, se si vuole la salsa vellutata. Io l'ho preferita più rustica).

Scaldare un cucchiaio di olio con lo spicchio d'aglio a fuoco vivace. Appena l'aglio comincia a dorare levarlo dal tegame, unire il passato di asparagi, regolare se serve di sale e lasciar insaporire per qualche minuto. Se la salsa dovesse addensarsi troppo unire un goccio di acqua di cottura degli asparagi, se fosse troppo liquida lasciar asciugare qualche minuto in più a fuoco basso.

Stendere un po' di salsa di asparagi su ogni piatto, deporvi sopra un sandwich (o due) di sciabola e servire decorando con le rondelline di lemon grass rimaste (e una fogliolina di menta... che qui nella foto mi sono dimenticata!).


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Salutiamoci di maggio 2014.

  • rivoli affluenti:
  • il pesce sciabola (o spatola, o lama, o bandiera) è un bellissimo pesce azzurro mediterraneo che sembra un nastro d'argento e che (è un vero peccato!) non si trova spesso in vendita al qui al Nord. Adesso e fino a ottobre comincia la sua stagione migliore. Per conoscelo meglio: qui

lunedì 19 maggio 2014

Milano Matsuri 2014

Non sono sparita dal mondo, sto solo dedicando 24 ore al giorno  del mio tempo a questo...


Sabato 24 e domenica 25 maggio alla Fabbrica del Vapore di Milano, dalle 11 alle 22 torna il MILANO MATSURI, festival di gastronomia e cultura giapponese.


I matsuri sono feste folcloristiche che durante l’anno attirano centinaia di persone nelle strade e nei parchi di tutto il Giappone per celebrare in riti collettivi il legame profondo dell’uomo con la natura, rapporto che ha radici nella religione shintoista e nel culto delle divinità Kami, identificate con gli elementi naturali.

Ogni festival ha un particolare significato ed elemento tipico del matsuri è la festa che si tiene attorno al tempio della divinità locale: processione di carri, danze, canti tipici, suonatori di taiko (i tamburi tradizionali) 


e, come nelle feste patronali italiane, varie forme di divertimento: giochi per bambini, spettacoli, dimostrazioni sportive e artistiche. E, ovviamente, le yatai, caratteristiche bancarelle che propongono cibo di ogni tipo, bevande e dolci... 


Quest'anno il tema del Milano Matsuri 2014 è "Cibo e Manga" e l'evento è collegato al MILANO MANGA FESTIVAL, che si apre con i due giorni di Matsuri e prosegue poi, sempre alla Fabbrica del Vapore, fino al 2 giugno.

Le yatai del Milano Matsuri proporranno quindi tutta una seria di street food, di cibi popolari e di dolcetti resi famosi da personaggi di fumetti e cartoni animati giapponesi e che è difficile trovare nei menù dei ristoranti giapponesi classici in Italia: onigiri, takoyaki, karee, gyudon, ma anche dorayaki, taiyaki, chocobanana... e 
pure il watagashi, lo zucchero filato servito non sul bastoncino ma in buffi sacchetti decorati.


Ma ci sono anche bancarelle di oggetti, libri e altro dedicati al Giappone, ed un programma fittissimo di spettacoli, conferenze, workshop e showcooking, come la storia dei ramen, i trucchi dell'okonomiyaki, la cottura del riso a vapore, il taglio del tonno,


l'abbinamento tra cibo giapponese e vini italiani o tra sakè e cibi mediterranei, una mostra sul manga contemporaneo, concerti di koto e shamisen, corsi di origami e di calligrafia, proiezione di cartoni animati e di documentari sul cibo giapponese... 

Un programma golosissimo per gli appassionati di street food e cibo giapponese, di cultura nipponica tradizionale e j-pop, di manga e di sagre popolari. Durante il Matsuri si accede ad entrambi gli eventi con un biglietto unico, che costa 12 euro e che, se acquistato in prevendita, da diritto ad un assaggio di street food, ad una birra (o acqua) e a un dolcetto, oltre ad assistere gratuitamente a tutti gli intrattenimenti.

Alle 10.30 si aprono le porte, le yatai cominciano a servire il cibo caldo dalle 11.00, ma il Milano matsuri 2014 viene inaugurato ufficialmente alle 11.30 di sabato mattina dal Console generale del Giappone sig.ra Koga, che augura buona fortuna all'evento con il rito del kagamivari, la rottura di una botte di sakè. E da qui comincia la vera festa...

  • rivoli affluenti:
  • prevendita on line e telefonica qui
  • ringrazio La Viz per le foto del Milano Matsuri 2013
  • la foto dei watagashi, introvabili in Italia al di fuori del Matsuri, è presa da qui.

lunedì 5 maggio 2014

fragole nascoste

Sarò breve: ho saputo con gioia che ci sono altre due settimane di tempo per Per un Pugno di Mandorle, la raccolta di Stefania che chiede ricette gluten free a base di mandorle (e, possibilmente, aceto balsamico) e che avrebbe dovuto terminare il 30 aprile. 

Con un po' di tempo davanti ho potuto quindi divertirmi a ripescare una ricetta tra le tante che mi erano venute in mente ma che poi non avevo più proposto... e che mi sa continueranno ad infestare questo blog anche a raccolta terminata, tanto il tema si è rivelato stimolante.

Non paga delle zucchine quasi-salate con latte di mandorle dolce della proposta precedente, anche qui gioco miscelando due ingredienti che dovrebbero tradizionalmente essere uno salato ed un altro dolce ma che a mio parere si abbinano perfettamente entrambi a mandorle e balsamico, oltre a costituire un connubio interessante tra di loro: gamberi e fragole...



Fragole nascoste tra gamberetti e mandorle, con profumo balsamico
ingredienti per 2 persone:
7 fragole medie (c.a 130 g in tutto)
100 g di gamberetti sgusciati
50 g di farina di mandorle
1/2 cipolla (c.a 30 g)
1/2 carota (c.a 30 g)
1 dadino di zenzero da 1,5 cm (c.a 5 g)
1 cucchiaio di amido di mais
1,5 cucchiai di aceto balsamico
2 cucchiaini di zucchero
300 ml di olio di arachidi
1 cucchiaio di olio di mandorle
sale
pepe al mulinello

Mondare le fragole dal picciolo, sciacquarle velocemente ed asciugarle con delicatezza, in modo che siano perfettamente asciutte.

Privare i gamberi dell'eventuale filo nero e tritarli grossolanamente; tritate finemente cipolla, carota e zenzero; sciogliere l'amido in 1/2 cucchiaio di aceto balsamico.

Frullare i gamberi e le verdure tritate fino a ridurli in pasta, quindi unire l'amido diluito, un cucchiaino di zucchero, un pizzico di sale, una grattata di pepe e miscelare con cura.

Unire al composto 3 o 4 cucchiai di farina di mandorle, in modo da ottenere una consistenza umida ma compatta, e lasciar riposare in frigo per una mezz'ora.

Nel frattempo preparare la salsina frullando 3 fragole con 1 cucchiaio di aceto balsamico, 1 cucchiaino di zucchero e 1 pizzico appena di sale. Condire con un'abbondante grattata di pepe, coprire e tenere in frigo.



Avvolgere le 4 fragole rimaste nell'impasto di gamberi e mandorle, premendo bene la pasta attorno ai frutti per formare 4 "polpette" della dimensione di un uovo. Passarle poi più volte nel resto della farina di mandorle in modo che se ne ricoprano bene.

Scaldare l'olio di arachidi insieme all'olio di mandorle fino a 180 °C e dorarci le fragole rivestite per 3 o 4 minuti, in modo che all'esterno siano dorate, che la polpa di gamberi sia cotta e che le fragole all'interno risultino appena intiepidite.



Scolare su carta assorbente e servire due fragole nascoste a testa accompagnate dalla salsina.


Ecco la seconda proposta, strampalata e anche un po' romantica (!), con cui partecipo a Per un Pugno di Mandorle di Cardamomo  & Co...



  • rivoli affluenti:
  •  ribadisco che vale assolutamente la pena di gustarsi tutte le proposte arrivate, che Stefania ha raccolto qui