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il giorno del Ringraziamento genovese

Giorno del Ringraziamento oggi. Non nel senso americano del termine, ma in quello ligure. Perché il mondo va aventi ma la mia testa è rimasta a Genova e da lì non si riesce a staccare. Dal giorno del primo appello  le cose sono cambiate concretamente ed il ristorantino alluvionato sta provando davvero a nascere a nuova vita. Sono arrivati aiuti materiali del tipo più disparato: chili di pasta, zucchero  o farina ma anche impastatrici per la cucina, sedie per la sala, libri, versamenti sul conto corrente, artigiani che lavorano al puro costo, volontari che aiutano con la burocrazia... Non è tutto a posto ovviamente ma tra qualche mese, una volta sistemato tutto e tornati al lavoro di routine, ci si renderà conto della nascita di una nuova faticosa bellezza. Dopo aver trascorso due giorni al ristorante per collaborare a prepararne la riapertura mi è servita una giornata di decompressione per resettare i pensieri e fotografare la situazione reale in u...

viaggiare come un baccalà

Nel bailamme degli eventi clamorosi seguiti al mio post sui sogni genovesi  di un'amica coraggiosa, stavo quasi dimenticando l'MTC! Ma poiché ogni promessa è debito ed il baccalà occhieggiava in frigo oramai da un paio di settimane, ho deciso di prendermi una pausa e dedicarmi per un momento alla cucina. Anche perché il tarlo mi rodeva da quando avevo letto le interessanti note storiche che accompagnavano la ricetta di questo mese... Come giustamente ricordato da Cristina  di Insalata Mista , l'autrice del baccalà alla livornese proposto all' MT Challenge di Menù Turistico  per questo mese di novembre , la cucina tradizionale di Livorno è stata definita "rissosa e popolaresca" come il carattere dei suoi abitanti, il cui numero è cresciuto in modo esponenziale fino al '700 popolandosi di banditi stranieri in fuga dalla legge o da rifugiati che emigravano a causa di persecuzioni religiose. Parte di questi rifugiati erano Ebr...

nascita di un sogno semplice

Coraggiosa, gentile, umile. Dopo vicende di vita davvero alterne trova di nuovo la forza di reinventarsi. Da capo, dal nulla, di nuovo tutta da sola. Inventa energie che non ha, ingigantisce motivazioni per farsele bastare, calpesta gli ostacoli anche se sono quasi tutti fuori scala. La sua disperata tenacia le fa pensare che di nuovo, per l'ennesima volta, può ancora valere la pena di avvicinare un sogno e renderlo reale. Un sogno semplice, solo un piccolo ristorante, in fondo. Osa, e in associazione con un'amica crea questo. E la cosa poco per volta prende un pochino di slancio, le leva qualche peso dal cuore, le permette di concentrarsi su una routine faticosissima e finalmente bellissima. Ogni giorno di più la dimostrazione che almeno questa volta è valsa la pena di stringere i denti. Fino al giorno in cui mentre lavora nel suo ristorantino sente un grido nell'altra sala. Poi un'altro, poi il rumore dei clienti che scappano, poi il gorgogliar...

le campane che non suonano a Gardaland

Qualche giorno fa  Libera mi ha segnalato la diffusione di una campagna internet contro Gardaland a fronte di un comportamento poco chiaro ripetutamente tenuto dai responsabili del parco nei confronti di persone disabili. Tante campane risuonano su internet a tal proposito,  su questo tema in rete esiste di tutto: testimonianze di diversi episodi simili, attacchi ad oltranza alla struttura, teorie e polemiche sul concetto di sicurezza, commenti sconsolati sulla diffidenza strisciante e sul conseguente apartheid nei confronti di chi soffre della sindrome di Down. In rete si trova di tutto, dicevo, tranne una spiegazione chiara. Nel senso che non sono riuscita a trovare una risposta esplicita da parte dei responsabili di Gardaland al di là di frasi in burocratese del tipo "abbiamo rispettato gli obblighi di legge". Ho cercato allora un documento ufficiale che mi chiarisse quali sono le normative di riferimento, come vengono applicate ...

la lezione antica delle cotogne greche

La mela cotogna, questa sconosciuta. Mi ha fatto talmente piacere vedere una bella pila di mele cotogne sul banco della frutta che ne ho afferrate subito un paio e me le sono portate a casa prima ancora di pensare a come utilizzarle. Frutto dimenticato, sottovalutato, relegato dentro pochi dolcetti regionali, così, per assoluta mancanza di buonsenso. Poche certezze di fronte a questa mela antica. Sapevo solo che non avrei preparato dei dadini di cotognata dolce come quelle che mi offriva la nonna da bambina e che si vedono nella vetrina dell'unica pasticceria della città che propone ancora deliziosi dolcetti dei tempi andati. E così mi sono guardata un po' in giro. Anche se forse sarebbe meglio dire che mi sono guardata indietro... Sì, perché la cotogna è un ingrediente molto apprezzato da millenni in tutto il bacino mediterraneo e mediorientale e pure le popolazioni anglosassoni non lo disdegnano. Frutto antichissimo, originario si dice di Babilonia, nell'antica Greci...

esagerare... con le noccioline americane

Da bambina le chiamavo spagnolette , poi ho saputo che i fumetti Peanuts a quello si riferivano, per scoprire infine che in italiano corretto il loro nome è arachidi . Nonostante siano dunque sempre state presenti nella mia vita non ne sono stata mai particolarmente golosa fino a che non le ho incrociate in forma diversa dalla solita versione italiana delle "noccioline salate" da aperitivo dentro le cucine di altre culture, ad esempio in accoppiata con cocco e lemon grass nella cucina tailandese oppure nella versione americana del burro di arachidi. Come ho già avuto occasione di dire tempo fa  sono un po' allergica alle festività commerciali, soprattutto quando importate senza alcun significativo criterio, ma è anche vero che stamane, non so come, è accaduto il piccolo miracolo di aprire un cassetto e trovarvi un tagliabiscotti a forma di pipistrello misteriosamente inghiottito lo scorso anno dallo stesso cassetto della mia cucina cannibale . E' uno stampino...

perdere la trebisonda

Marco Polo può perdere la trebisonda? Forse avvicinarsi finalmente dopo più di vent'anni alla vera meta di ogni viaggiatore che si rispetti, cioè il ritorno a casa, lo ha emozionato tanto da non sapere più in che nazione si trovasse... In italiano "perdere la trebisonda" significa essere disorientati oppure proprio uscire di testa, perdere il controllo. Come succedeva agli antichi naviganti del Mar Nero, che se non riuscivano a scorgere il porto di Trebisonda, già allora tappa strategica sulle rotte commerciali verso l'Oriente, dovevano procedere disperatamente a casaccio e capitava finissero per naufragare sulle coste anatoliche settentrionali. Enrico  nel suo post racconta il reincontro di Marco Polo con il Mediterraneo e poi la serie di tappe che via terra lo riporteranno a Venezia. Tra cui, appunto,Trebisonda. Ai tempi di Marco Polo la città era capitale di un piccolo impero a sè sotto l'influenza bizantina, Cioè ne' del Kahn ne' degli Ottomani. ...

dietro una pila di beignet

Mi sono venute idee infinite per il profiterole, il tema dell' MTC di questo mese . La ricetta di Stefania di Profumi & Sapori  lo propone nella sua versione originale di dessert, una pila di beignet alla crema tutta ricoperta di cioccolato, ma le due pazze di Menù Turistico  lasciano facoltà ai partecipanti di reinterprertarlo anche in chiave alternativa, compreso il salato. Sono partita in quarta con le varianti di sapore più improbabili e lavorandoci sopra mi sono resa conto che la mia era solamente la discesa di una china pericolosa... La profiterolità del piatto infatti non si esaurisce in una semplice pila di beignet farciti e poi glassati, insomma nell'oggetto in sé, qualsiasi sia la natura di dette farce e glasse. Il significante visivo che presuppone il significato oggettivo di profiterole (almeno nella mia personale percezione di questa strana lingua che è la gastronomia) non può prescindere da...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!