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Visualizzazione dei post da Aprile, 2013

ceci mandorle e cocco... coerenti!

Sono in tremendo ritardo. Il mese scorso è stato un turbinare di impegni nella vita reale e qui sul blog non sono riuscita a godermi tutto quello che avrei voluto. Tra cui, mancanza fortemente sentita, l'appuntamento mensile con Salutiamoci...

Stavo rischiando di fare la stessa fine anche questo mese ma ho deciso che non me lo sarei mai perdonato... ed eccomioggi, velocemente e in extremis, a cucinare per questa istruttiva raccolta un piatto che contenga entrambi gli ingredienti dei due mesi in questione. Ne è uscita una ricetta che mi spinge, questa volta, a confrontarmi con il senso della "località" degli ingredienti.

La raccolta di marzo vedeva come protagonistii ceci, ospitati da Katia di  Pappa&Cicci, mentre aprile è dedicato alle mandorle,accolte da Francesca dei Paciocchi di Francy, entrambi prodotti ovviamente "di stagione". Anche se non esattamente qui, in quella parte della Lombardia prealpina dove vivo e dove non si sono mai viste ne' piante di…

la via nascosta del chili

Ed eccoci di nuovo negli Stati Uniti in compagnia della tribù dell' MTC, che grazie ad Annquesta volta cucina il chili alla texana...

Come abbiamo visto qui, il chili sembra avere mille origini: culture lontane tra loro che confluiscono tutte in uno stufato al peperoncino, a sua volta diventato simbolo d’identità di una popolazionenuova.

A me piace pensare che, prima di tutte le lotte ed i fraintendimenti che divisero “indiani e cowboys" arrivati a noi attraverso cinemae letteratura, ci fosse stato un periodo in cui le genti appena arrivate in zone sconosciute abbiano potuto rispettare le popolazioni locali. 
E magari pure che esploratori, pionieri e mandriani abbiano potuto cogliere il segreto di chi sapeva essere in armonia con la terra, con i suoi prodotti, le sue stagioni e le sue dure regole di sopravvivenza, imparando qualche trucco per venire a patti con le caratteristiche di quei territori da chi era lì secoli prima di loro… Compresi quelli della "cucina da campo&qu…

mare nascosto, mare vicino

Il mare mi assale in questi giorni. Forse perché l'ho sfiorato per qualche ora alcune settimane fa, forse perché in realtà ne sono separata da tantissimo tempo.

Probabilmente gli sto troppo lontana. Nata lontana da qualsiasi mare, non ho mai sentito il bisogno impellente di consultarmi con le sue rive, di solcarlo nei momenti di riserbo, di tuffarmici in quelli di gioia. Eppure ogni tanto, come questa volta, lui ritorna da me. 

Si intrufola nel mio mondo asciutto e mi propone il rumore ripetuto delle onde come richiamo ad un ritmo più tranquillo, il profumo salmastro come tonico per le mie percezioni intorpidite, gli spruzzi di acqua fresca sul viso come ristoro dall'arido del vivere quotidiano. 

Forse il suo fascino deriva proprio dal non partecipare alla mia vita di sempre. Quando si fa sentire parla implacabilmente di qualcosa d'altro, mi suggerisce che forse è ora di salvarsi. Mette in moto la tendenza al cambiamento. Guardare oltre... magari, perché no, probabilmente all…

conta il gesto...

Giovanna vuole fare una sorpresa a Claudio. Ogni sera lo vede rientrare stanco e preoccupato e ogni sera ricacciare tutto dietro un sorriso affettuoso e una frase scherzosa. E ogni sera lei si rasserena al suono della porta che si apre, a quel suo rituale di chinarsi a baciarla mentre leva la cravatta, per poi indossare il grembiule ed infilarsi in cucina a prepararle la cena.  

Lei non ha mai saputo cucinare, per la verità, ma è sempre stata golosa ed orgogliosa dei manicaretti del marito. Ha tentato all'inizio di farsi insegnare ma niente... in tutte le cose pratiche Giovanna è sempre stata  una totale imbranata!

Per fortuna il suo lavoro di insegnante di lettere non ha mai richiesto particolari abilità manuali, quindi anche ora che le sue giornate trascorrono in casa sulla sedia a rotelle Giovanna non si sente particolarmente limitata in gesti che già prima compiva raramente, ed è invece molto felice di continuare ad occuparsi di letteratura, materia che la appassiona da una vita…

chili per caso?

Come ripeto spesso, la cucina americana è talmente sottovalutata qui da noi che nemmeno le si attribuiscono i meriti che le spettano. Come l'invenzione del chili con carne, che quasi tutti gli Italiani credono sia un piatto messicano...

Dato che avevo preparato la ricettada postare sul blog in questi giorni prima di sapere del nuovo tema dell'MTC di aprile... la casuale (?!) contemporaneità della proposta mi solleva dal grosso peso di non aver ancora pubblicato qui un chili come si deve... Ovvero texano.

Perchè il miochili precedente era serio e storico ma in un'eretica versione dell'Ohio, mentre quello che ho cucinato ieri per oggi (perchè, come per tutti gli stufati, è più buono il giorno dopo), è la presa in giro di un chili trovato su uno sgualfissimo libro di ricette messicane scritto da un pool di Inglesi...

Proponibile più lento come zuppa, più ristretto a spezzatino o  decisamente asciutto come salsa per farcire tacos e tortillas, è un piatto che vede protagonista…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!