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passate le feste 4: clam & corn chowder alleggerito

Prosegue la mia tardivissima illustrazione dei piatti delle nostre feste di Natale. Dopo i  biscottini al doppio cioccolato e le  linguine con frutti di mare polpo e pomodori secchi della Vigilia, sono partita con il pranzo di Natale, a tema "pesce, leggero e total white ", cominciato con l'aperitivo/antipasto , un cocktail alle mandorle e un pane farcito. Oggi parliamo al primo piatto, una sorta di clam chowder bostoniano rivisitato in versione molto alleggerita: ho usato poco latte invece di litri di panna, ho ridotto la quantità delle patate canonica (che avevo anche evitato nella "insalata russa" dell'antipasto) ed ho usato sì, il grasso sciolto del bacon ma si è trattato dell'unica concessione. Piccola ulteriore variante, per pura mia golosità: ho  aggiunto chicchi di mais, che non compaiono nella versione "classica" ma in una delle tante possibili variazioni sul tema. Non appartiene, ovviamente, alla tradizione natalizia italiana e pe
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passate le feste 3: tronchetto con verdure e salmone più cocktail alle mandorle per un Natale tutto bianco

Per i motivi che ho descritto nel post precedente , "passate le feste" continuo a pubblicare le ricette natalizie della mia famiglia.  E dopo il menu per la cena della Vigilia  eccoci al pranzo di Natale, che per noi ha ogni anno un tema differente e per cui questa volta ho ricevuto tre input specifici: doveva essere "semplice", possibilmente di pesce e adatto all'età media dei commensali, per due terzi sopra gli ottant'anni. Quindi, nella loro visione, un antipasto "classico tipo insalata russa", un primo "in brodo ma senza tortellini", un secondo "scarso e leggero" e niente dolci strani, "al massimo una cremina per il panettone", così "si resta nella tradizione". Amo i temi difficili in cucina, e quello vero qui era stupire i commensali (perchè questo si aspettano da me, specie a Natale) restando light nella sostanza e aderenti ad una sorta di tradizione che nemmeno loro avevano ben chiara. Dal punto di vi

passate le feste 2: linguine allo scoglio our way

Avrei voluto in questi primi giorni dell'anno parlare del Natale ucraino che cadeva ieri, ma erano talmente preoccupati e afflitti i miei amici al di qua del confine ucraino a talmente in pericolo e difficili da raggiungere quelli al di là che di fatto nessuno se l'è sentita di impegnarsi davvero nel celebrare secondo la tradizione ne' nel cucinare piatti carichi di simboli di serenità, pace, famiglia e speranza.  Condiviso un pasto frugale, ieri chi riesce ancora a crederci ha concentrato le proprie energie nella preghiera, gli altri hanno semplicemente parlato della situazione attuale e di quanto a lungo sarà ancora da patire. Condividere il dolore aiuta ad umanizzarlo, mi dicevano ieri, e chi mi circondava sosteneva anche che è sbagliato da parte mia sentirmi in colpa per le piccole felicità che mi arrivano mentre ad altri sono negate.  Loro stessi mi hanno suggerito di postare sul blog le ricette del mio Natale, con la speranza che avremo presto qualcosa da festeggiare

come capito per caso anche quest'anno nel Capodanno giapponese

Questo assurdo 2022 si chiude oggi per me con alcune sorprese inaspettate, tra cui quella del Consolato Generale del Giappone, che ieri ha condiviso ufficialmente sulla sua pagina Facebook  il video di una conversazione in merito a cibi e usanze del Capodanno giapponese che avevo registrato insieme a Chiara Bettaglio , appassionata quanto me di cultura nipponica. Fino a pochi giorni fa mi riproponevo di ignorare questa volta il Capodanno, che se ci consegna una pandemia quasi risolta ci abbandona nelle grinfie di una guerra senza senso e, vista da qui, pure senza fine. Non pensavo che sarebbe valsa la pena di impegnarsi in bilanci e speranze, e non sapevo nemmeno cosa augurare a chi mi avrebbe letta, visto le conseguenze che tutti stiamo pagando (anche se, in fondo casualmente, da noi soprattutto di riflesso). A livello personale, invece, questi ultimissimi giorni dell'anno mi hanno donato soddisfazioni e credibili nuove prospettive di vita che non avrei prima considerato possibili

passate le feste 1: biscottini doppio cioccolato e arancia

Ho una famiglia geograficamente molto composita quindi, come ho spesso raccontato, i riti delle nostre tavole natalizie sono decisamente alternativi:  colazione della Vigilia  con golosità dolci e salate di ogni tipo (oggi la chiameremmo brunch ma cinquant'anni fa ancora non esisteva il termine) cena della Vigilia con qualsiasi cosa (di solito o trippa a baccalà mantecato) a ruotare attorno alla mitica zuppa di cipolle di mia mamma pranzo di Natale ogni anno con un tema diverso Santo Stefano pranzo regionale di una delle aree di provenienza di qualcuno dei membri.  Ovviamente il resto di colazioni e cene in quei giorni è praticamente abolito e poi fino all'Epifania di cibo non si parla più... Nel racconto delle nostre tavole festive partirei dalla ricetta dei biscotti che ho preparato quest'anno per la nostra speciale Colazione del 24. Per la cronaca, la colazione questa volta ha compreso: treccia di pane dolce, taralli e Zwieback (fette biscottate svizzere) accompagnati

semplicemente: lasagne broccoli e salsiccia

Giudicando dalla foto sembra che io in questo momento non sia ancora esattamente nel mood natalizio che ci si aspetta dal periodo. Eppure la mia cucina è operativa in merito oramai da settimane. Per di più invece di pubblicare qui ricette di dolcetti o di piatti eleganti adatti ai menu delle feste... oggi vado di rusticissime lasagne. E, sì, lo so: è una ricetta talmente tranquilla da non sembrare neppure mia!  In verità sono sdoppiata in questa fase: cucina da lavoro e pasti per casa. Ovviamente questa lasagna è della seconda famiglia, e penso che renderla pubblica sia una sorta di modo indiretto di raccontare quanto calore ci sia in questi giorni a casa mia, nonostante i piatti non siano rossi o dorati e sulla tovaglia non compaiano renne o folletti. Ma tuffiamoci nella ricetta: la sfoglia è tirata a mano secondo gli insegnamenti della Rina  e poi tagliata in 10 rettangoli da circa 22 x 13 cm, poco più piccoli della misura della mia teglia. La si può sostituire con una decina di fogl

mood strano, da gnocchi

Ho le ultime stentate foglioline sulla pianta di basilico del davanzale. Ho del pecorino romano pieno di significato che occhieggia dal frigo insieme ad una ricotta vaccina assolutamente anonima. Ho dubbi su cosa essere nella vita, situazione che alla mia età suona un po' ridicola anche se il saggio dice che può succedere, di non crescere mai.  Ho forse bisogno di un momento per me, nell'aria tiepida di questo cielo grigio di un ottobre milanese qualsiasi. Sto in bilico tra storia e futuro, un po' come quel basilico smorto che non è ne' estate ne' autunno, e non capisco da che parte voglio cascare.  Farò come le foglie, mi affiderò al vento. Farò pure degli gnocchi di pecorino buono e ricotta anonima, che alla fine danno pure un senso al pranzo anche se in partenza poteva non sembrare. Sarà merito del limone, o del pepe. Oppure proprio del basilico, chi lo sa.  GNOCCHI DI RICOTTA E  PECORINO  AL LIMONE  PEPE E BASILICO ingredienti per 4 persone: 500 g di ricotta 160

pollo alla Kyiv, oggi una piccolissima isola di serenità

Sono con un'amica ucraina quando danno la notizia dei nuovi bombardamenti sui civili di Kyiv e di altre città. Poi, dopo ore di angoscia, arriva il messaggio che sua figlia e suo nipote sono riusciti a rifugiarsi nella stazione della metro e sono vivi. "Della casa non mi importa", commenta la mia amica, sollevata. Ora siamo in attesa di capire se ce l'hanno ancora, una casa in cui tornare, una volta che potranno uscire dai rifugi. Sinceramente mi rattrista il disinteresse oramai abbastanza diffuso per il dramma di chi subisce la guerra in prima persona: la cronaca riferisce quasi solo delle conseguenze economiche per l'Occidente, mentre sono pochissimi a mantenere il focus sulle persone che per questa scelleratezza rischiano di perdere o hanno già perso tutto, persino la vita, non solo qualche ora di riscaldamento o una spesa a prezzi accessibili. Vedo che serve a poco il sistema, adottato qui sul blog, di pubblicare prevalentemente ricette ucraine per non distrar

di nuovo in Ucraina, con vareniki e panna

Finalmente il clima si è un po' riaccordato con la stagione e le temperature mi permettono di tornare in cucina seriamente. Mi spiace non riuscire a pubblicare spesso quanto vorrei, ma nella vita che faccio ora non sono contemplati momenti di pausa in cui godersi i fornelli e fotografare con calma. Tornando alla stagione, se nella mia cucina iniziano a comparire zuppe e stufati di tutte le parti del mondo, qui nel blog riprendo più che volentieri il filo dei racconti di cucina dedicati all'Ucraina con una delle tante varianti dei loro  vareniki . Sono i ravioli la cui storia avevo accennato qui , che questa volta preparo utilizzando la panna acida, come da tradizione molto diffusa in diverse aree del Paese, che entra sia nell'impasto che nel condimento.  Io per la verità li avevo preparati qualche settimana fa, in uno strano "buco temporale" libero da altri impegni e pensieri, per poi congelarli su un vassoio e raccoglierli in sacchetti per alimenti. ovviamente

paella? Be'... quasi, in versione insalata di riso

Si organizza un pranzo a tema "Revival anni '70-'80" dove ciascuno provvede a una portata, e a me commissionano il primo. So che ci saranno tra i convitati dei golosi di paella, che tanto piaceva a casa dei miei verso la fine di quegli anni, ma sinceramente non ho voglia di cucinare a lungo e all'ultimo momento: vorrei poter preparare tutto prima e godermi la giornata in relax, come avrei fatto se avessi portato quello che avevo in mente, l' insalata di pasta e verdure grigliate della mia adolescenza. Ma per fortuna ecco che scatta la folgorazione: preparo una insalata di riso ispirata alla paella! Cerco di ricalcarne l'aspetto e gli aromi ma in modo che il piatto tragga vantaggio da qualche ora di riposo. E magari, già che ci sono, uso un condimento che citi pure la fideuà , la "paella di pasta" che di solito si accompagna con una salsa aioli.  In sostanza, rispetto ad una paella classica, uso un tipo di riso differente e quasi tutto quello che

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!