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per il Calendario del Cibo Italiano: la genovese di mare!

Sì, lo so: la genovese napoletana è per tradizione un piatto rigorosamente di terra. Ne parlo oggi sul Calendario del Cibo Italiano  per la Giornata Nazionale che celebra proprio i due grandi sughi napoletani: il ragù e le genovese. Lì racconto come in realtà la ricetta classica si presti a molte possibili rivisitazioni. Nel calendario ad esempio , in un guizzo di follia, invece di usare le cipolle come condimento della pasta e la carne come secondo infilo la carne dentro a dei ravioli e le cipolle diventano un secondo a base di uova. Qui invece vado oltre, serena nel sostituire il mare alla terra perchè c'è chi ha anche osato di più, come Antonino Cannavacciuolo che in una vecchia puntata di Masterchef aggiunse i gamberi ad una genovese di scamone. Dunque oggi non mi attengo alla origine storica del piatto e, al posto di ritagli di manzo e salame, profumo le cipolle della mia genovese con polpo e  la pasta che devono condire con le cozze.  Di varianti della "genovese di mare&
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l'amico giapponese. Our Japanese friend, our small okuyami

(English version below) Fino alle 13 di sabato ci si sperava tutti.  Lui era l'amico giapponese simpatico, quello che avendo vissuto a lungo all'estero sapeva superare l'innato riserbo nipponico nelle relazioni interpersonali: non si offendeva per le pacche sulle spalle o il "tu" dato senza chiedere il permesso, sapeva ridere alle battute italiane perchè le comprendeva e a volte ne tentava pure qualcuna sua.  Lui era l'amico giapponese curioso, quello che, una volta destinato all'Occidente per lavoro, prima si era girato l'America e, dopo l'ultimo trasferimento, l'Europa e tutta Italia, sfruttando i weekend ed i giorni liberi per capire questi mondi diversi dal suo, alcuni altrettanto antichi, altri ancora più strani, tutti pieni di gente, di arte e di cibi che gli interessava capire. Lui era l'amico giapponese solitario, quello che sapeva trarre da ogni momento il meglio, che si prendeva cura del proprio corpo con lo sport e del proprio sp

studiare le lingue attraverso il cibo: le patate dolci caramellate dell'università giapponese

Una delle golosità che più amo del Giappone sono le patate dolci caramellate con la soia, classico snack autunno-invernale, perfetto se accompagnato da un tè verde. L'unione di zucchero e salsa di soia è una delle combinazioni più riuscite di tutta la cucina giapponese, presente in moltissimi piatti, sia di cucina nobile che popolare, e base di molte salse tipiche persino dello street food, come quella fluida che glassa i  mitarashi dango e quella stesa a velo per incroccantire i senbei . Caramellare le patate non è un'abitudine solo giapponese, ne è un esempio la ricetta danese dei  sukkerbrunede kartofler   che pubblicai nel lontano 2013, ed in Giappone le patate dolci sciroppate, in specifico, sono un contorno tipico autunnale per pesce grigliato e per il loro gusto che si avvicina alle castagne nelle occasioni eleganti vengono addirittura sagomate come delle piccole castagne spellate prima di essere poste sul piatto.  La ricetta in questione, però, con lo sciroppo profumat

per il Calendario del Cibo Italiano una ricetta inter-regionale: garganelli con zafferano ricotta e guanciale

Di recente ho avuto occasione di chiacchierare con quella mia zia svizzera giramondo che avevo citato anni fa proprio in apertura del blog , e mentre le raccontavo quanto apprezzassi la sua conoscenza di ricette internazionali, che tutt'oggi preparo secondo le sue indicazioni, lei ma ha sorpreso dicendomi che anche lei e le sue figlie hanno un paio di ricette che chiamano con il mio nome, da quando, poco più che adolescente, le cucinai ospite a casa loro, e che considerano indimenticabili. Tra queste mie "creazioni" c'era la pasta zafferano e zucchine, che copriva un soffritto di zucchine julienne con abbondante panna, in cui veniva poi sciolto lo zafferano: erano gli anni '80, perdoniamoci tutti! Questo suo racconto mi ha condizionato quando pensavo ad una ricetta a base di zafferano per il Calendario del Cibo Italiano , che proprio oggi celebra, appunto, la Giornata Nazionale dello z afferano . Mentre per il Calendario ho poi optato per una ricetta storica, un

one "good" idea for Onigiri Action 2020: chestnuts and Italian ham

Throughout this month of October I like to partecipate in  Onigiri Action , a worldwide charity initiative in which various international sponsors donate five school meals to disadvantaged children for each image of  onigiri  (お に ぎ り or more formally お 握 り) which is published citing the initiative, online or directly on their website on  this map .  In recent days I sent photos of some  onigiri  I already published here in the blog, but I also want to prepare a dedicated one. I immediately thought of a traditional fall Japanese recipe easily transformable into an  onigiri : my beloved  kuri gohan , 栗 ご は ん, the "chestnut rice" I talked about during one of my seasonal  Japanese cooking class .  I liked the correspondence between that dish and  macch  or  mach  (both read "mak"), a traditional and ancient chestnut soup typical of Northern Italy (forementioned  here ) which, according to local products, was prepared with chestnuts and rice, chestnuts and millet or che

riso e castagne: una "buona" idea per Onigiri Action 2020

Forse "non tutti sanno che" durante tutto il mese di ottobre è in atto l' Onigiri Action , un'iniziativa benefica mondiale in cui vari sponsor internazionali si impegnano a donare cinque pasti scolatici a bambini disagiati per ogni immagine di onigiri (おにぎり o più formalmente お握り) che viene pubblicata citando l'iniziativa, in rete o direttamente sul loro sito, dove saranno tutte visibili in questa cartina . Ho deciso di aderire non solo inviando nei giorni scorsi le foto di alcuni degli onigiri che avevo già pubblicato qui nel blog, ma anche di prepararne uno dedicato specificamente all'Onigiri Action. E mi è subito venuto in mente un piatto della tradizione giapponese, tipico di questa stagione e facilmente trasformabile in un onigiri: il kuri gohan , 栗ごはん, quel riso alle castagne protagonista del menù autunnale su cui avevo tenuto un corso di cucina giapponese a Casa Cortella. Mi piaceva la corrispondenza tra quel piatto ed il macch o mach , una antica min

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!