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chitarrone alla misticanza: la perfezione della semplicità

Il caso vuole che passassi a trovare mio padre, che l'orto fosse in pieno rigoglio e che lui mi regalasse una cassetta carica di ogni ben di Dio. E che arrivata a casa mi rendessi conto che in quell'orto avevo provato lo stesso senso di benessere e naturalità vissuti nei giorni scorsi in Abruzzo. E che mi venisse in mente di cucinare insieme pasta abruzzese e ortaggi freschi, cercando un legame per riprodurre quelle sensazioni perfette.

E così eccomi qui, a parlare di nuovo di Abruzzo, questa volta nel senso di pasta alla chitarra.
Non ho al momento la chitarra, lo stumento con cui ho imparato a tagliare quei meravigliosi spaghettoni a sezione quadrata a base di semola e uova, che descritti così paiono un controsenso, visto che per abitudine nella pasta fatta in casa di solito si accoppiano farina con uova e semola con acqua, ma che un controsenso, lo assicuro non sono affatto!


Appena avrò sotto mano lo strumento di cui sono in attesa mi metterò a "chitarrare" anche…
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l'insalata di sgombri e la lenta educazione del palato

Rarissimamente si mangiava pesce a casa della mia famiglia, quando ero piccola. Escludendo i bastoncini surgelati, insieme a sofficini e würstel risorsa base di mia madre, che lavorava a tempo pieno ed era pure svizzera, compariva ogni tanto in tavola qualche filetto di sogliola (sempre surgelato), qualche trota di fiume o qualche persico od agone di lago che mio padre ogni tanto pescava la domenica.

Si trattava sempre di pietanze dove il sapore specifico del pesce si sentiva poco, un po' per caratteristica della specie, un po' per i tipi di cottura o di condimenti che mia madre utilizzava, appunto, per levare al piatto il "sapore di pesce". Sono cresciuta senza allenamento del palato a questo gusto, insomma, e quando ho cominciato a cucinare per conto mio ci ho messo anni per uscire dal seminato e indagare "sapori di pesce" più caratteristici.

Il mio impatto con lo sgombro ne è la conseguenza più evidente: trovavo quello in lattina troppo saporito quello …

l'anima certa degli gnocchi di riso coreani

Gli gnocchi di riso sono una golosità asiatica di cui non smetterei mai cibarmi. Li adoro in tutte le loro forme e consistenze, anche se i più conosciuti in Occidente sono quelli che si trovano nei ristoranti "etnici", come i nian gao cinesi a forma di medaglia, i dango giapponesi a pallina ed i tteok coreani a bastoncino, e li ho imparati a preparare sia partendo dal riso in versione tradizionale, che con il metodo "moderno" che utilizza la farina di riso.

Nelle righe precedenti ho semplificato molto (un post/trattato in merito prima o poi comunque lo scriverò!), ma non tralascio qui un distinguo importante: qualsiasi sia la patria, la forma od il nome degli gnocchi di riso, quando si prepara l'impasto per dei dolcetti si usa prevalentemente riso (o farina di riso) glutinoso, in modo che gli gnocchetti restino molto morbidi e chewy, mentre per gnocchi da consumare salati ci si serve del normale riso a chicco tondo (o relativa farina), dato che i bocconcini de…

emozione d'Abruzzo

Trovo difficilissimo iniziare questo racconto: in una manciatina di giorni l'Abruzzo mi ha investito e stordito, farcendomi la testa di storie, persone e luoghi memorabili e lasciandomi nell'anima il tocco lieve di chi ha troppa saggezza per perdersi nei tempi veloci che il resto del mondo esige.

Abruzzo terra strana, umanissima, con l'accoglienza di chi ama lo spirito delle persone e la riservatezza di chi conosce il valore delle parole. Spazi diversi ad ogni passo, ciascuno impregnato di un genius loci tutto da ascoltare nei silenzi aspri da montagna, nei silenzi pazienti nei campi, in quelli quieti di un mare dalla costa affollata con troppa superficialità.

Abruzzo da ascoltare con cura, 'che sono in pochi a raccontarlo, un po' per timidezza, un po' per gelosia, un po' perché il lavoro è più importante delle chiacchiere. Basta che parlino i fatti, le finestre delle case, le curve delle colline, il colore chiaro delle pietre, il passo lento di un anziano…

parmigiana con salsa di pomodori freschi, sulla via della (lontana) perfezione

In tema di parmigiana di melanzane, con in casa un napoletano, prova che ti riprova non si finisce mai di perfezionarsi. Questa volta rispetto alla versione precedente, che aveva già un suo bel perché, mi scosto di poco: sostanzialmente uso pomodori freschi invece dei pelati per preparare la salsa e vario leggermente i formaggi, ma quando la materia è sacra sembra che nessun particolare sia un dettaglio!

Nella salsa ho lasciato i pomodori con la pelle: a me la pelle del pomodoro piace e qui era sottile e gustosa, per cui anche la componente partenopea della famiglia non ha avuto niente da dire. In alternativa o i pomodori si pelano prima della cottura (scottandoli oppure usando l'apposito attrezzino sbuccia-pomodori) o si passa la salsa una volta cotta, cosa che per me è un peccato perchè mi piace trovare delle parti di pomodoro più consistenti. 

Per i gusti napoletani, dicevo, il pomodoro era ottimo anche con le bucce, ne' si è sentita la mancanza dell'olio extravergine d&#…

le cose di una vita, e poi una tajine di coniglio con frutta e gorgonzola

Mafalda adora la sua casa nuova: un enorme divano "da sprofondo" piazzato davanti al caminetto, una cucina con elettrodomestici professionali, chilometri di armadi e scarpiere, vasca ad idromassaggio e TV in un bagno coi colori dell'acqua e dell'oro. Una camera da letto intima ed ovattata, dal soggiorno una terrazza enorme affacciata su un parco silenzioso, con comode poltrone di design ed un tavolone di cristallo che può allungarsi per accogliere, sedute, più persone di quanto ce ne stessero in piedi nel suo bilocale di prima.

E' un privilegio questa casa nuova. Un regalo che si è fatta e che ora si gode pienamente: ogni volta che torna stanca la sera aprire quella porta significa lasciare il mondo alle spalle ed entrare in una dimensione riservata, solo sua, tutta pensata unicamente per avvolgerla di coccole e bellezza. E, per una affamata di bellezza e poco abituata alle coccole come lei, questa sensazione di benessere è davvero una conquista.

Manca ancora qu…

l'occasione della trescatura

Dato che niente succede per caso, mentre ultimamente ero seduta sulla sponda del fiume in attesa degli eventi (come dicevo qualche giorno fa) non sono passati cadaveri di nemici ma intuizioni, desideri e, guarda un po', anche qualche inaspettata conferma rispetto alle mie scelte per il blog.

Non sono mai stata in nove anni una "foodblogger" tipica: cerco poco la visibilità, non punto sulle immagini, sono quasi inesistente sui social, accompagno le ricette con le divagazioni più assurde e non sempre recensisco i prodotti che ricevo o gli eventi a cui sono invitata. L'insieme del mio comportamento generalmente allontana gli imprenditori del food, specie quelli che puntano sui blogger come forma di comunicazione, ne' il fatto in sè mi è mai sembrato un dramma.

A quelli che si avvicinano comunque, poi, chiarisco sempre da subito che non sono un'opinionista di peso ne' una giornalista dalla vasta audience e che, nonostante questo, mi gusto il diritto di selez…

effetti di un uomo in cucina: salsa di ananas distratta con costine di maiale

All'interno dell'articolo per Mag about Food di luglio riguardo alle salsas, centroamericane ed estivissime, propongo anche una semplicissima ricetta di esempio: la salsa de piña, ovvero di ananas, che spiego essere un accompagnamento classico del maiale e che, come tutte le sue colleghe di categoria, non è esattamente definibile una "salsa" dato che per texture e pure per quantità all'interno del piatto completo assomiglia di più ad un contorno.

Raccontavo all'essere che mi vive accanto questa cosa e lui si è mostrato scettico, così ho deciso di provargli le mie ragioni sul campo allestendo un bel piatto in vago "stile caraibico" da accompagnare al meglio con questo aderezo (condimento). Vi ho però inserito patate dolci al posto dei più adatti platanos (non li avevo sotto mano ma sarebbero stati perfetti!) ed ho pure evitato, a malincuore, riso e fagioli a completare la portata, visto che lui sostiene di essere a dieta.

Abbiamo cucinato insieme, e…

un isolato progetto di piacere, senza fretta

Nove anni fa, il 13 luglio 2009, l'acqua viva con cui mi visualizzavo in rete ha cominciato a scorrere in questo blog, dapprima  solo per me, dopo qualche mese aperto anche alla alla lettura pubblica. Ho sfogliato velocemente i primi tre anni di post e vi ho incontrato una persona diversa. Oggi sono meno addolorata ed emotiva, un po' più amara ed annoiata di allora, molto più trattenuta nel parlare di me. 

Rimpiango quella scrittura del tutto e del niente che c'entrava poco con la cucina, quei titoli dei post legati all'emozione del testo senza nemmeno nominare la ricetta, quei dialoghi con altre persone che nascevano nei commenti e proseguivano nel tempo, da un post all'altro. Non rimpiango la persona che ero sul web, sarebbe stupido, ma quel modo personale che mi ero inventata per starci.

I motivi per cui iniziai quesa avventura mi sono molto chiari ora. Meno quelli per cui la continuo. Cioè: non capisco perché ho portato avanti negli ultimi anni i miei post in que…

ekiben alla croata per il Summer Box di Dole

Periodo di spostamenti, chi per vacanza chi per necessità. E se i viaggi sono lunghi uno snack fresco e salutare può essere molto utile. Ci ha pensato Dole, che mi chiede di inventarmi una Summer Box di "cibo da viaggio" con la sua meravigliosa frutta.



La prima cosa in assoluto che mi viene in mente sono gli ekiben giapponesi, ovvero quei bento (schiscette) con specialità stagionali della zona che vengono venduti in ogni stazione ferroviaria nipponica. da consumare durante il viaggio in treno. Ovviamente hanno lo scopo, oltre che di ristorare i viaggiatori, di diffondere in tutto il Paese la conoscenza delle specialità gastronomiche locali. 

Qui, ad esempio, l'ekiben della stazione di Kobuchizawa, nella prefettura di Yamanashi, che pur non affacciandosi sul mare è la patria dell'awabi, l'abalone, tradizionalmente conservato nella soia (...un po' come nel nostro Piemonte, senza mare, dove molti piatti contemplano le acciughe sotto sale!).



Quello che mi diverte pe…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!