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torna lo Yamato-Maru, pesce sostenibile alla giapponese! Questa sera da Osaka, Milano

Prende il via da oggi a cura di AIRG, l'Associazione Italiana Ristoranti Giapponesi, il nuovo calendario dello Yamato-Maru, una serie di appuntamenti con la cucina giapponese più autentica: alcuni ristoranti dell'Associazione proporranno da novembre 2019 a marzo 2020 una serie di serate di degustazione con ricette tradizionali dedicate ai pesci ""poveri" di stagione, scelti tra quelli che i mari italiani hanno in comune con quelli nipponici.
Il nome dell’iniziativa è traducibile un po’ come “il peschereccio della cultura tradizionale giapponese” e sottolinea come la pesca sostenibile sia parte storica del rapporto dei Giapponesi con il mare e come sopravviva ancora oggi sia nelle abitudini che nel gusto della gran parte della popolazione nipponica, il cui approvvigionamento ittico del Paese del Sol Levante è fornito tuttora per la maggior parte da piccoli pescherecci che operano a livello locale.

Nello Yamato-Maru ogni serata vede protagonista un pesce specif…
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il senso giapponese del legame tra cibo e natura: Riserva San Massimo e un risotto alle patate dolci

Qualche settimana fa, dopo il post sullo tsukimi e sulla festività giapponese legata alla raccolta del riso, mi era venuta curiosità di verificare come avvenisse la stessa mietitura in Italia. Per un grande colpo di fortuna e per la grande disponibilità di chi mi ha accolto ho potuto parteciparvi in diretta in uno degli scenari più incredibili che si possano immaginare a pochi chilometri da Milano: Riserva San Massimo.

All'interno di questa riserva naturale di oltre 800 ettari, a sua volta parte del Parco della Valle del Ticino, i campi in cui viene coltivato con tecnologie a basso impatto ambientale riso di altissima qualità nelle varietà Carnaroli e Rosa Marchetti, sono alimentati da fontanili e risorgive naturali e circondati da boschi, frutteti autoctoni e brughiera, dove trovano il loro habitat naturale caprioli, volpi, aironi e molte specie animali e vegetali che contribuiscono alla conservazione della biodiversità.

Per la visione giapponese della vita, dell'alimentazio…

si può: una crema di cavolfiore che non sa di cavolfiore

Ho letto qualche tempo fa una ricetta americana di zuppa di cavolfiore che, giurava l'autore, no sa di cavolfiore! La cosa mi ha incuriosito parecchio: sarebbe perfetta per l'essere napoletano che mi vive a fianco e che sopporta la bianca brassicacea solo nella versione di pasta cu e cavulisciure di mammà sua.

La versione americana mescola cavolfiore a patate e altre verdure e lo insaporisce con bacon, sia in versione croccante che usandone il grasso fuso, lo rende cremoso sia con abbondante panna che con besciamella.

Prendo il toro per le corna e stravolgo il tutto cercando di sgrassare un po': croste di formaggio per l'umami al posto del bacon e olio invece del suo lardo, latte in cottura per sostituire la panna e, per non perderne totalmente la rotondità, una nocina appena di burro. Lascio perdere il roux: le patate sono sufficienti per creare morbidezza senza necessità di trasformare la crema in una vellutata.

Incredibilmente, anche se ho aumentato leggermente la …

tajine trasgressiva di coniglio con cannella e cipolle

Qualche tempo fa avevo raccontato di una favolosa scorza di cannella ricevuta in dono dal Marocco. E in regalo è arrivata da poco anche una pentola di coccio che non vedevo l'ora di inaugurare, così decido di cucinare una sorta di tajine di coniglio alla cannella nel coccio nuovo, trasferendo poi tutto in piattini a forma di tajine per il servizio.
L'idea iniziale è di utilizzare ingredienti autunnali, poi mi faccio travolgere dalla semplicità e decido che  con coniglio e cannella ci sanno perfettamente umili ma abbondanti cipolle. Da lì è facile: qualche tocco di frutta secca, che ora è buonissima, qualche spezia di complemento e lo stufato si può dire quasi un tajine (*).

Non si tratta ad essere precisi di una preparazione in vero spirito marocchino perchè in questo stufato utilizzo vino, di cui il Marocco è ottimo produttore per l'esportazione ma che localmente non si usa ne' come bevanda ne' nella cucina popolare di tradizione, a causa delle restrizioni religi…

un ragionevole compromesso: gnocchi di semolino alla pizzaiola

Nonostante la settimana scorsa sia stata piena di pasta, sia sul blog che nella vita quotidiana, la "voglia di primi" non mi è ancora passata. Quindi oggi, nonostante non sia giovedì, mi do agli gnocchi, per la precisione in versione semolino.

L'essere napoletano che mi vive a fianco dice di non conoscerli e, temendo una piatto molto  nordico a base di burro, latte e salsine varie, verso cui non riesce mai a vincere di primo acchito la sua innata diffidenza partenopea, mi ha chiesto di farglieli prima assaggiare in versione più mediterranea possibile.

Inutile spiegargli che se a casa mia si sono sempre chiamati "grocchi alla romana" ci sarà stato pure un perchè: mi rassegno ad un ragionevole compromesso e mi invento dei rassicuranti "gnocchi alla pizzaiola". Burro e latte ci sono lo stesso ma in dosi ridotte, di salse cremose nemmeno l'ombra e altri sapori arrivano negli gnocchi per la prima volta... chissà che siano sufficientemente rassicuranti…

World Pasta Day 3, l'evoluzione: spaghetti al pomodoro, burro nocciola e sedano

Oggi si celebra il World Pasta Day ma è di fatto una settimana che non posso fare a meno di cucinare pasta! Nei post precedenti avevi ragionato prima sull'antichità italiana con una ricetta creativa e poi sulla regionalità, che nel nostro Paese è definita da formati di pasta tutti locali, con una ricetta tradizionale. Oggi invece parto... dallo spaghetto al pomodoro!

E' la preparazione iconica che nell'immaginario collettivo internazionale lega Italia e cibo, come ben sa Rustichella d'Abruzzo che, per celebrare degnamente questa giornata, mi ha inviato un cilindro per "Spaghettata Express" contenente una confezione di spaghetti, un vasetto di sugo pomodoro e basilico, entrambi di loro produzione, insieme ad un forchettone di legno, rivelatosi perfetto per mescolare la pasta che bolle.
Il loro spaghetto è assoluto: preparato con semola di grano duro, trafilato al bronzo ed essiccato lentamente a bassa temperatura. La loro salsa è semplice e classica: pomodori…

World Pasta day 2, la regionalità: fregola in brodo di funghi

E' in occasione della settimana del World Pasta Day 2019 che quest'anno per ragioni varie abbiamo dovuto riunire in un unico giorno i festeggiamenti per ben cinque compleanni di famiglia sparsi tra agosto ed ottobre. Occorreva dunque un pranzo lento e ampio con un menù davvero speciale e con un piatto di pasta fuori dal comune all'altezza della situazione.

Dopo varie ipotesi si è concretizzato in una degustazione di sei diversi pecorini sardi, serviti come antipasto e poi quasi tutti utilizzati nelle portate successive, a costituire un pranzo sardo a tema "formaggio pecorino"!
Tra sottovuoto e congelamento, tutti i formaggi portati  dalla Sardegna a fine agosto sono resistiti fino ad ora a parte la ricotta fresca di pecora, ce ci siamo sbafati subito ma che, tra tutti, è forse il prodotto più facile da reperire a Milano, anche se non sempre lo si trova di origine sarda.

Il pranzo si è dunque potuto aprire con un tagliere che comprendeva: pecorino erborinato, pec…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!