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Visualizzazione dei post con l'etichetta francia

di chi parla il film Il Gusto delle Cose? E le 'quenelles' sono francesi?

Lo so, è inutile parlarne ora che tutti i cinefili appassionati di cinema e di cucina lo hanno già visto, ma come al solito non sono una buona reporter ed arrivo a parlare dopo gli accadimenti invece di anticiparli: a maggio, a 4 giorni dalla sua uscita ufficiale, ho presentato in un colto cineforum il film  Il Gusto delle Cose . Pur sapendo di avere un limite di pochi minuti, come al solito mi ero preparata ore e ore di argomenti, decidendo poi cosa dire davvero solo al momento di accendere il microfono, in base all'umore della sala. Ho finito semplicemente per consigliare di "ascoltare" il film nei suoi suoni mesmerizzanti e di farsi coinvolgere dal sapiente tepore delle sue luci, e poi ho scelto di raccontare un aneddoto storico che curiosamente nessuno pare aver ancora notato. Il film, ambientato nella Francia del 1884*, illustra il rapporto tra un gastronomo benestante e la sua cuoca, ed è ispirato ad un romanzo del 1924 di Marcel Rouff, scrittore e gourmet svizzero,...

i cetrioli al forno ed il mito gastronomico di Caterina de' Medici

La nascita del mito di Caterina de' Medici nella storiografia gastronomica italiana è ciò che racconto qui a completamento dell'articolo per il Calendario del Cibo Italiano , che oggi, come il 13 aprile dello scorso anno , di due anni fa e di tre anni fa , celebra con aneddoti e ricette la nobile fiorentina che si dice abbia "civilizzato" la cucina di corte francese, aprendole la strada all'incontrastata e duratura egemonia gastronomica in Europa. Racconto oggi sul Calendario che la convinzione che Caterina de’ Medici abbia portato con sé uno stuolo di cuochi provetti quando andò sposa al futuro re di Francia Luigi II nel 1533, sia in realtà solo una leggenda: gli scambi culturali e gastronomici tra i due Paesi erano attivi da secoli e si influenzavano a vicenda, tanto è vero che si trovano già nel Liber de coquina napoletano dei primi del '300 una ricetta di carne  ad usum Francie e un brodium gallicanum , così come nei testi francesi suoi contempo...

cena con segreti e crema di patate al pollo "ton sur ton"

Quanto fa figo dire Menu Ton Sur Ton ? Eppure è stato solo il pretesto per riunire a cena amici che tra loro non si conoscevano senza rivelare le vere basi della scelta dei piatti.  Il tema "tutto bianco o quasi", infatti, nascondeva due piccoli segreti: un commensale era celiaco e un altro invitato, appassionato di cucina, aveva dubbi sull'utilizzo creativo del microonde e mi aveva sfidato a cucinare alcuni piatti con questo strumento ed altri in modo tradizionale, in modo che lui potesse poi indovinare quelli "microondati". Non ho voluto dare per scontato che le due persone in questione volessero rivelare agli altri ospiti queste loro caratteristiche, così il tema ufficiale della cena è rimasto per tutti questo ton sur ton attorno al colore bianco, con pietanze quasi monocromatiche, tutte innaffiate da un'ottima birra umbra senza glutine tranne il dolce, accompagnato peccaminosamente dalla grappa bianca di produzione familiare. Gli antipasti eran...

sfogliata di porri italo-francese in cerca di dignità

Non oso parlare di quiche per questa torta salata di porri... sia perché la base qui è una banale pasta sfoglia pronta (nemmeno fatta a mano, per dire, come  questa ), sia perché una certa concezione francese di quiche l'ho già abbastanza strapazzata  qui .  Oggi devo per forza vivere alla luce della velocità di preparazione, così lascio perdere la filologia gastronomica ed italianizzo "lievemente" il gusto con "meditatissimi" spunti dal frigo: pecorino, grana e rosmarino entrano in ibrido affiancamento ai porri insieme alle classiche pancetta e panna.  La  quiche lorraine  è un'altra cosa, lo so: questa torta salata deve per forza cambiare nome, nonostante provi a restare francese nell'anima.  Ma il tempo è risicatissimo, la carne al fuoco (anche se dovrei dire pesce!) per il prossimo post è davvero tanta e quel poco di energie disponibili per la cucina è sostanzialmente in via di esaurimento.  Ci provo, a parlare francese, ma il m...

beignet d'aubergine... perchè dirlo in francese fa più figo!

Per riprendere il filone delle melanzane  mi sposto in Francia. La ricetta che segue era destinata al progetto agostano che oramai penso nemmeno parta più, ma non me ne faccio un cruccio più di tanto, ad essere onesta...  L'importante è che qui dentro si continui a sperimentare, a curiosare in giro, a cucinare divertendosi e, non da ultimo, a mangiare bene! La ricetta, dunque, resta legata al mood francese che respiravo qualche tempo fa, mentre scrivevo per il numero di agosto di A Tavola (reperibile in edicola o qui ) un servizio sulle basi della cucina dei nostri cugini d'oltralpe. S o che con le melanzane in ambito francese ci si poteva aspettare una ratatouille, ma di cucina classica avevo già parlato fin troppo sulla rivista, mentre qui nel blog ne avevo già pubblicato  questa versione ,  così ho preferito puntare su una tradizione francese diversa. Ortaggio di piena estate per tutti i Paesi che condividono il nostro stesso clima, la melanzana è protago...

crema di asparagi al dragoncello: tutto in verde

Dovrei amare sopra a tutto gli asparagi bianchi di Cantello , specialità della mia zona d'origine. Oppure dovrei adorare quelli violetti francesi da cui questi derivano, come me, che ho un nonno francese. O anche dovrei andar pazza per quelli bianchi di Bassano, visto che l'altro mio nonno era veneto quasi di quelle parti...  Ma la mia passione in verità sono gli asparagi verdi, anche quelli sottili e selvatici, che rispetto ai bianchi ed ai violetti risultano decisamente più ferrosi al palato e tanto, tanto più saporiti! Li ho presentati in questo blog in  quasi tutte le salse , anche le più bizzarre, ma non ne ho fatto mai una zuppa... finora. La tentazione, in questa occasione, era quella di esagerare; poi ho deciso di stare sul classico, limitandomi a sottrarre burri e panne che di solito con gli asparagi vanno a meraviglia, ed introducendo un tocco di dragoncello a recuperare l'anima francese della ricetta. Non me ne vogliano nonni e terre natie in genere....

tagliatelle al Grand Marnier tra sproloqui sulla cucina di magro

So che c'entra poco con Pasqua, primavera, grandi pranzi e bla bla, ma in questi giorni per varie ragioni mi sto occupando di cucina francese e mi è uscita spontanea una voglia di cibi cremosi, ricchi e grassi, di quelli che fanno tanto male e sono totalmente fuori stagione.  Ricetta veloce, che non pretende di essere altro che il levarsi uno sfizio goloso e francesizza un classico della cucina anni '80 con aromi provenzali ed un liquore agrumato.  A Pasqua non so ancora quanti saremo ne' che preparerò... ed è fantastico. Mi beo nell'ignoranza del futuro prossimo, so che improvvisare sarà deliziosamente rilassante e non penso cucinerò così: sarà di certo qualcosa di molto più fresco e primaverile. In questi giorni "di magro", però, in effetti mi diverte riflettere su una ricettina che fa il verso alla finta cucina di precetto: per la tradizione familiare in cui sono cresciuta, in Quaresima si evitano dolci e snack, il venerdì non si mangia carne ed il V...

terrina di trota e verdure con aromi giapponesi: cosa non si fa per l'MTC!

L'idea iniziale era di preparare tre ricette, una di carne, una di pesce e una di verdure, e scegliere le due più interessanti per l' MTC di questo mese , che Giuliana de  La gallina Vintage  ha deciso di dedicare alle  terrine . Sono entusiasticamente partita giorni fa dai tre diversi stampi che stavano nella mia credenza ed ho diligentemente cominciato a raccontarne le storie in tre post, che per ciascuno parlavano di luoghi, persone e accadimenti particolari e che, per tali suggestioni, mi portavano quasi naturalmente verso tre differenti idee di terrina. Avrei poi deciso "a cose fatte" quale terrina presentare fuori gara... Ho persino scritto per intero due ricette dettagliate: ragionamenti letterario-filosofico-affettivi sulla cucina napoletana, base di partenza per la terrina di pesce, e approfondimenti storici su origini del piatto e degli strumenti per prepararlo per la terrina di carne, che era di ispirazione inglese. Ho ricercato a tappeto due ingredie...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!