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Visualizzazione dei post da Settembre, 2010

finalmente alla meta...

Con la carovana dei Polo finalmente (!!!) approdata alla Corte di Kublai, Marco Polo ed i suoi compagni di viaggio possono rilassarsi, ripulirsi e visitare il Palazzo e tutte le meraviglie dellaCittà Proibita. Nei diciassette anni che trascorreranno in quei luoghi avranno tempo di vedere e comprendere un sacco di cose, ma di certo tra le emozioni di quei primi giorni ci sarà stato il desiderio di riprovare un'esperienza che manca loro da anni: partecipare ad un banchetto come si deve!

Enrico parla di anatra laccata, un piatto prelibato ma molto complesso, praticamente impossibile da preparare in casa secondo le regole classiche: alla corte del Kahn c'erano addirittura alcuni cuochi specializzati che si dedicavano solo a questa preparazione. Il loro compito consisteva nello scegliere dai canali attorno a Pechino dei pulcini di anatra della specie e del colore giusti, nell'alimentarli per 65 giorni con mangime speciale secondo un determinato rituale, quindi  macellare queste …

la balena bianca

Si sente come una balena spiaggiata: inerte, sbigottita, ingombrante. In attesa dell'onda giusta che la riporti in un mondo familiare. Bianca è ancora tramortita dalla fine del suo amore, dal rifiuto di essere accettata per quella che è, dal conseguente mutamento totale della sua vita.
Una storia che finisce condiziona tutto: i gesti quotidiani, la visione del futuro, le logiche di vita intrinseche nei gesti e nei pensieri da cui ci si lasciava cullare, le certezze che ci proteggevano fino a pochi istanti prima. Bianca si sente ancora strana, come lontana dalla vita reale, eppure tutti quelli che la conoscono la esortano: "ma sono passati più di due anni, non mi dirai che sei ancora in lutto!"
Bianca non dice nulla. Per la verità di questo argomento proprio non ha mai parlato, ne' a botta calda ne' adesso, ne' probabilmente le verrà mai: il dolore è talmente forte che a parole è inesprimibile.
Come un lutto, forse è vero, con la differenza che chi muore non s…

una Japanese Cake... per niente giapponese!

Per partecipare all'MT Challenge di Menù Turtistico (perchè sì, oramai ci sono cascata e devo imparare a convivere con questo trauma), le crudeli ideatrici hanno lasciato che l'irresponabile Genny de Al Cibo Commestibile proponesse assurdamente di ricreare la ricetta di una torta! So che per i comuni mortali si tratta di una esercizio piacevole... ma io con i dolci... non mi piace!!!

Leggendo gli ingredienti obbligatori di questa Japanese Cotton Cheesecake, ovvero formaggio morbido, qualche aroma e cottura in forno, avevo dapprima subdolamente pensato di trasformare questa torta da dolce a salata, dove il gorgonzola recitava il ruolo del formaggio ed un frutto, insieme ad erbe o spezie, giocava da comprimario come aroma.

Poi mi sono resa conto che sarebbe stata una mossa di pura vigliaccheria: negli obblighi non è scritto ma mi pare evidente che il tema deve rimanere un dessert... e preparare rarissimamente dolci non mi autorizza a cercare scorciatoie! Uffa...

Allora mi stavo in…

mutamenti e tartarughe

Nonostante nei primi mesi non avessi reso pubblico ciò che scrivevo, come qualcuno negli ultimicommentiha voluto farmi notare... da più di un anno ho cominciato a mettere qui dentro il mondo disordinato del mio stile culinario. E in questo lungo periodo di "pratica" mi sono accorta di avere sviluppato una inaspettata forma di lento e costante blog-pensiero.

Me ne sono resa conto solo ultimamente rileggendo i miei primi post, il cui spirito in questo momento mi sembra molto chiuso al mondo, più vicino ad una sorta di diario delle ricette familiari e delle letture amate, dove ogni piatto era legato con affetto quasi esclusivamente a persone, episodi o libri della mia vita.

Inizialmente nel pensare ad un nuovo post guardavo molto al passato. Forse perché ero poco convinta del presente e totalmente assente nei confronti di una qualsiasi visione di futuro. Sentivo inconsapevolmente la necessità di costruire una sorta di base di partenza, quasi volessi sottolineare a me stessa quant…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!