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Visualizzazione dei post con l'etichetta topinambour

costine e topinambur brasati alla cinese... o quasi!

In Italia il topinambur non è conosciutissimo, nonostante sia molto diffuso in Piemonte e aree limitrofe. Il suo parente asiatico più stretto, facile da trovare sottaceto tra gli antipasti freddi nei ristoranti cinesi autentici, in italiano si chiama tuberina , in cinese gānlù zi  (甘露子) e in giapponese chorogi (チョロギ), mentre in francese viene definito crosne du Japon e in inglese Chinese artichoke (carciofo cinese), a testimoniare come Cina e Giappone se ne contendano l'antica paternità. La tuberina è meno bitorzoluta, più allungata e sottile del nostro topinambur: il suo aspetto ricorda un po' delle larve o dei bachi e la fa guardare con sospetto da chi è diffidente nei confronti delle cucine straniere... ma per il suo sapore che ricorda assolutamente i carciofi, proprio come il topinambur! Per questo nella ricetta cinese di oggi da cucinare con ingredienti facili da reperire in Italia, le costine di maiale brasate  dùn páigǔ  (炖排骨), sostituisco tranquillamente la tu...

i segreti confessati di un'insalata di polpo e topinambour al miso

Adoro l'uso "improprio" della maionese, familiare ai  Russi  e ai  Nipponici , tra gli altri. Entrambe popolazioni che  hanno molto più  in comune,  gastronomicamente parlando, di quanto i semplici stereotipi "burro cavoli e panna acida" e "sushi miso e tempura" potrebbero far sospettare: due esempi per tutti il grano saraceno ed i ravioli, per dire. Ma ne' di grano ne' di ravioli si parla oggi, bensì di maionese. Con questa salsa pure io mi sono concessa parecchie libertà culinarie, nel blog e fuori: una volta ci ho fatto dei  muffin salati  ed un'altra addirittura dei biscotti natalizi, variando leggermente la ricetta che avevo imparato  qui !  Quando si è trattato di proporre un antipasto ad una combriccola dai  vincoli alimentari decisamente assortiti , come raccontavo qualche giorno fa, una rivisitazione della maionese mi è venuta in mente subito, perché in quella cena cena volevo di fondere la tradizione partenopea di pa...

crema di topinambur alle mandorle: semi che attecchiscono...

Pensavo ad una zuppa che avesse le caratteristiche dell'anno all'inizio: ricca di buone intenzioni e confortante fin dagli esordi, ma con una certa leggerezza di base. Partivo da una zuppa spagnola tradizionale, l' ajo blanco  a base di aglio e mandorle, che lega sprint e morbida dolcezza (sarà un anno così, mi auguro...), per tradurla il versione invernale e un filo più locale per me.  Pensando ad una crema chiara e calda ho deciso di aggiungere i topinambur e di sostituire le  mandorle ridotte in farina della ricetta classica direttamente con il latte di mandorle, che potevo ricreare grazie ad un panetto siciliano di pasta di mandorle con cui avevo già osato in precedenza contaminare  una ricetta salata . Dopo aver cucinato, servito e consumato la mia bella zuppettina rivista, sono ricordata che qualche tempo fa avevo assaggiato un piatto simile preparato nientepopodimenocchè... dallo chef Giorgio Trovato.  Sono andata a ripescare appunti e foto di a...

insalata tricolore di topinambur per hinamatsuri

Il 3 marzo in Giappone si festeggia lo hina-matsuri , la festa delle bambine, durante la quale si prega per la loro salute e bellezza. Si allestisce in casa l' hina-ningyo : su una piccola gradinata coperta di tessuto rosso o dorato si dispone, in sette ordini di rango, una collezione di bambole riccamente vestite che rappresentano, nell'ordine, l'imperatore e l'imperatrice, vari personaggi della loro corte fino alle riproduzioni in miniatura di oggetti della loro vita. Un po' come i nostri lari, anticamente in Giappone si pensava che le statuette potessero proteggere la casa riuscendo ad allontanare gli spiriti cattivi e le malattie. Inizialmente si confezionavano bambole di paglia (le hina-nagashi , bambole fluttuanti) e le si faceva portare via dalla corrente di un fiume, in modo da allontanare i pericoli; quelle che finivano incidentalmente nelle reti dei pescatori venivano bruciate al tempio. Dal VIII secolo si cominciò a confezionare bambole da tenere i...

contorni danesi per una tavola invernale

Post veloce e mood invernale, per questo 21 dicembre in cui inizia ufficialmente l'inverno e manca pochissimo tempo ed infinite incombenze al Natale. Cerco rifugio nelle tradizioni danesi dunque, Paese che mi riesce ad ispirare calma ordine e serenità e dove le verdure resistenti al freddo vengono ampiamente valorizzate in ricette da vero confort food, ricche di sapori burrosi ed avvolgenti. Mai come in questi giorni qui si sente la necessità di pacatezza e di coccole. Ed ecco un paio di piatti tradizionali danesi molto semplici,  di solito serviti come contorni a portate di carne: la verza in salsa cremosa e le patate caramellate.  Si tratta di due ricette che possono entrare a pieno titolo ne  Il mondo in casa , ovvero i piatti di origine straniera facilmente preparabili con prodotti italiani. E che oggi mi sembrano essere speciali e ricchi nonostante la loro semplicità... e mi regalano la sensazione di essere un po' così anche io! il cavolo verza a g...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!