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Visualizzazione dei post con l'etichetta zucchine

la mia pasta colorata: qui in due formati, con due condimenti di zucchine e un ringraziamento

Pasta Tua , la scuola di sfoglia emiliana di Rina Poletti è grande perchè non insegna solo a impastare e tirare alla perfezione quella pasta all'uovo tradizionale che tanto amo. Con lei impari a rispettare ciò che fai ed a condirlo di allegria. E' lo spirito con cui mi sono cimentata ultimamente in un paio di occasioni con la pasta di semola colorata, che mi viene bene proprio grazie alla cura nei gesti e all'attenzione per i dettagli acquisiti lavorando con Rina (grazieeeeeee!!!!!), anche se la pasta di semola con lei non l'ho mai preparata. In un caso si trattava di orecchiette multicolor destinate ad un pranzo quasi a piatto unico con amici, nell'altro di malloreddus serviti come primo piatto in una cena su commissione a tema "bandiera italiana".  L'impasto è il medesimo, adatto ad entrambi i formati: qui lo riporto nella dose per 4 persone e 3 colori più il bianco ma ovviamente, fatta salva la proporzione tra acqua, semola e colorante in polvere, ...

esercizio di yoshoku inverso: zucchine e cipolle "alla giapponese"

Oggi è un piccolo momento "inversamente yoshoku" , visto che presento un piatto non cucinato da giapponesi con ingredienti stranieri ma preparato da una casalinga italiana con ingredienti giapponesi.  Ne sono protagoniste le zucchine, verdura oramai diffusissima nel Paese nonostante ne sia iniziata la coltivazione in Giappone solo in pieno '800, solo dopo la loro parente americana zucca che arrivò sulle tavole nipponiche poco prima della fine del '700. Che le zucchine siano una verdura relativamente "nuova" per i Giapponesi è testimoniato dal loro nome, "zucchini", di chiara derivazione occidentale, che viene scritto in katakana, i caratteri destinati alle parole straniere.  Ciò nonostante sono divenute rapidamente protagoniste quasi d'obbligo delle "zuppe del giardino del tempio" (o unpen-jiru , come le definisce Elisabeth Andoh),天ぷら tenpura e かき揚げ kakiage stagionali, oltre che di molti piatti giapponesi estivi di nuova generazione,...

una versione poco probabile della pasta alla Nerano

L'essere napoletano che mi vive a fianco non conosce gli spaghetti alla Nerano... ma  i colleghi di lavoro gliene hanno parlato e siccome ha sentito che dovrebbe esserci molto fritto mi ha chiesto di farglieli assaggiare. Caratteristica che differenzia gli spaghetti alla Nerano da della banale pasta con zucchine è la cremosità del condimento, ottenuta con l'impiego di Provolone del Monaco. Il formaggio deve questo nome agli ampi mantelli con cui si coprivano i pastori che fin dal '700 dai monti Lattari scendevano a Napoli per vendere i loro prodotti, manti che li facevano assomigliare a dei monaci. Per il nome del piatto, invece, sembra si debba ringraziare la trattoria Maria Grazia a Marina del Cantone, un paesino che si affaccia sul golfo di Nerano, proprio sulla punta della Costiera Amalfitana, che si dice sia stata la prima negli anni '50 ad aggiungere il provolone a pasta e zucchine fritte. Ne raccontavo meglio la storia qui . Il mio testo storico di riferimento p...

all'inseguimanto di Uffizi da mangiare 14: Raffaello Pagliaccetti e la ciabbotta

Avevo raccontato dell'impatto della regina Margherita sull'immaginario collettivo popolare di fine '800 e del conseguente margheritismo  che investì i costumi italiani dell'epoca, soprattutto quando, nel decennio 1880-90, la stampa ne fece una vera e propria icona da proporre ai recenti "Italiani" come modello di stile e di comportamento.  A lei è dedicata questa tappa di Inseguendo l'arte da mangiare , il percorso che segue le proposte artistico-gastronomiche di Uffizi da mangiare  e che oggi parla di regine ma insieme ci porta in Abruzzo.  E' infatti il busto in marmo che ritrae Margherita di Savoia l'opera scelta per parlare del legame tra cibo e arte. Si dice che quando lei vide il bozzetto che lo scultore verista Raffaello Pagliaccetti aveva scolpito ispirandosi ad una foto della allora principessa, fu talmente colpita dalla somiglianza che gli commissionò un ritratto dal vero rendendosi disponibile a posare per lui.  Il busto in marmo venne r...

all'inseguimento di Uffizi da mangiare 10: Roberto Barni e i germogli di lenticchie

La decima tappa di Inseguendo l'arte da mangiare è decisamente contemporanea e ci fa viaggiare più con la mente che tra luoghi reali, anche se spiritualmente si rimane in Toscana.  Infatti questa volta Uffizi da mangiare non propone ne' una natura morta a cui ispirarsi per gli ingredienti ne' un dipinto che raffiguri paesaggi agresti a cui ricondurre la ricetta e neppure un'opera esposta all'interno di una delle Gallerie che fanno capo agli Uffizi.  L'opera di oggi è una scultura del 2013 di Roberto Barni intitolata I passi d'oro : omaggia le vittime dell'attentato dinamitardo avvenuto agli Uffizi venti anni prima ad opera di cosa nostra (il minuscolo è d'obbligo) e fu commissionata all'artista toscano dagli Uffizi a vent'anni dalla tragedia per commemorarne le vittime. Nato a Pistoia nel 1939, Barni vive ed opera a Firenze e, dopo i primi esordi da pittore, si dedica con successo anche alla scultura. Quella di cui parliamo oggi è una fig...

zucchine autunnali marocchine, con miele e arancia

In Marocco lo   zaalouk  si prepara di solito con le melanzane, è un piatto che si serve come antipasto a temperatura ambiente ma spesso funge anche da contorno caldo per un tajine  di carne (nel mio lessico "il" tajine è la preparazione, "la" tajine lo specifico tegame di coccio).  Ad ottobre qui dove abito le melanzane sono oramai decisamente fuori gioco e dovrebbero esserlo anche le zucchine... se non che in frigo ho l'ultimo pezzo di una zucchina trombetta dell 'orto di mio padre , uno dei soliti giganti la cui polpa compatta ora è diventata una via di mezzo tra zucca e zucchina.  Ho pensato di farci uno zaalouk  alternativo e, ai suoi aromi classici di pomodoro aglio e cumino, ho aggiunto note dolci che aiutassero il sospetto di zucca ad evolversi in certezza, ammorbidendo con toni più autunnali quelli decisi ed abbastanza freschi della ricetta classica. Ho così abbondato in cipolla ed ho aggiunto scorza d'arancia, miele e cannella, tutti ingred...

pasta e zucchine a somma di tradizioni napoletane: spaghetti con scapece

In questi giorni qui sul blog abbondano il riso e le cucine straniere, quindi creo un piccolo intermezzo con una ricetta tutta italiana di pasta condita con le zucchine, di cui ho appena fatto incetta nell'orto paterno. Ma non si tratta del piatto che ovviamente viene alla mente per primo, quegli spaghetti alla Nerano inventati nel 1952, insieme da un cuoco e un principe, nella locale  trattoria Maria Grazia e che utilizza zucchine fritte, abbondante basilico e una mantecatura di provolone del Monaco e parmigiano. La versione più povera del celeberrimo piatto, sua popolare antesignana, è la (sempre partenopea)  pasta 'nguacchiata , condita con zucchine fritte ed il loro olio di frittura, oltre ad una spolverata di pepe e pecorino, se disponibili. Ma io, se di zucchine fritte e del loro vivere nella tradizione partenopea non posso fare a meno, vado di altra specialità campana, che non nasce per condire la pasta. Oggi l'essere che mi vive a fianco non mangia con me, quindi p...

storia familiare di una pasta fredda con verdure grigliate

Da ragazzina avevo deciso di cucinare io,almeno durante le vacanze estive, per sopperire alla mancanza di tempo e di entusiasmo di mai madre, oberata da un lavoro a tempo pieno da tre figli e dalla sua nascita svizzera.  Attingevo allora a riviste di cucina e racconti di conoscenti vari, raccogliendo tutti gli spunti in un quadernone bianco e proponendo esperimenti a volte davvero al limite dell'umano, che grazie al cielo sono gradualmente finite nel dimenticatoio.  Non ho mai smesso invece di preparare una delle prime ricette davvero riuscite della mia adolescenza, tratta da un Guidacucina chissà di che anno, che è poi diventato un classico delle domeniche in famiglia, dato che l'orto di casa era bello ricco e che mio padre nel suo tempo libero adorava grigliare. Il merito della bontà della preparazione, in quei giorni, quindi non era davvero mio, mi si deve riconoscere invece quello della sopravvivenza della ricetta che, un po' per l'avanzare dell'età e un po...

World Pasta day 2, la regionalità: fregola in brodo di funghi

E' in occasione della settimana del World Pasta Day 2019  che quest'anno per ragioni varie abbiamo dovuto riunire in un unico giorno i festeggiamenti per ben cinque compleanni di famiglia sparsi tra agosto ed ottobre. Occorreva dunque un pranzo lento e ampio con un menù davvero speciale e con un piatto di pasta fuori dal comune all'altezza della situazione. Dopo varie ipotesi si è concretizzato in una degustazione di sei diversi pecorini sardi, serviti come antipasto e poi quasi tutti utilizzati nelle portate successive, a costituire un pranzo sardo a tema "formaggio pecorino"! Tra sottovuoto e congelamento, tutti i formaggi portati  dalla Sardegna a fine agosto  sono resistiti fino ad ora a parte la ricotta fresca di pecora, ce ci siamo sbafati subito ma che, tra tutti, è forse il prodotto più facile da reperire a Milano, anche se non sempre lo si trova di origine sarda. Il pranzo si è dunque potuto aprire con un tagliere che comprendeva: pecorino erbori...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!