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Visualizzazione dei post da Luglio, 2010

guardare oltre

E mentre la carovana di Marco Polo sosta a ristorarsi nelle verdi praterie della Mongolia, in yurte mongole abitate da dolci fanciulle, la vivandiera riesce ad interrompere la sua folle corsa su carro delle vettovaglie e sosta un momento a pensare a sè. Sì, perchè questo su e giù insieme a Marco Polo dietro una carovana in eterno movimento per le montagne e gli altopiani asiatici alla lunga le ha messo fame...

Servirebbero ingredienti di facile reperibilità in zona ed un'idea per qualcosa di super-veloce da preparare (ha mooooolta fame oggi!).Ma le donzelle locali sono distratte dai nuovi cavalieri e dubito avranno tempo di consigliarmi... Potrei arrangiarmi: accendere un fuoco ed organizzare di nuovo una cucina mongola da campo, con braci su cui arrostire montone e cipollotti appena colti, oppure su cui piazzare un pentolone e con gli gli stessi ingredienti cucinare uno stufato...

Ma come già mi era capitato qui, sono un poco stanca di cibi pesanti, elementari oppure molto rustic…

ligure-giapponese...

Oggi super-fretta, ma non volevo mancare di ringraziare una persona gentile che qualche settimana fa ha portato per due giorni una boccata di aria nuova a casa mia.


Viene a trovarmi un'amica ligure che mi porta, freschi freschi dal suo orto in riva al mare, una manciata di fagiolini verdi e delle belle patate novelle. La destinazione più logica sarebbe stata un bel piatto di pasta al pesto avvantaggiato... Però io non so stare davvero lontana a lungo dai sapori giapponesi, così mi sono fatta travolgere da una profumata crema di sesamo giapponese che occhieggiava voluttuosa dalla dispensa e, confesso, ho ceduto... Dovrò trovare un modo per farmi perdonare più avanti con qualcosa di ispirazione decisamente ligure, per non essere accusata di estremo tradimento!


Fagiolini e patate al sesamo
ingredienti per 2 persone come contorno, per 4/6 come antipastino:
400 gr. di fagiolini
4 patate novelle (circa 450 gr.)
1/2 spicchio d'aglio grattugiatissimo, praticamente ridotto in pasta
1/2 c…

la Norma e le sue Regole

Tradizioni gastronomiche siciliane? Un annetto di fidanzamento intorno ai miei vent'anni con una famiglia siciliana non credo basti a fare di me un'autorità in materia. Non ho origini sicule nemmeno di striscio e purtroppo per me tutto quello che so sulla cucina dell'isola sono informazioni di seconda mano, ricavate da lettura di libri, consigli di amici, esperimenti in loco durante le rare permanenze in Trinacria.

Certo l'anno di full immersion è stato istruttivo: aiutando a caricare il forno a legna ho visto come spalmare il pomodoro sugli sfinciuni in modo che non coli; il nonno mentre lavavo i piatti mi ha spiegato come ottenere una pasta e piselli dal giusto grado di brodosità e come pelare i fichi d'india senza pungermi; mentre premevo la ricotta fresca dallo staccio per i cannoli fatti in casa dalla nonna lei, che da ragazza aveva lavorato in una pasticceria, mi ha insegnato anche a confezionare i vassoi delle paste nella carta senza bisogno del nastrino...

E …

quanto è piccolo il mondo...

Mi piacerebbe attardarmi sulle disquisizioni nate attorno al silenzio nei commenti al post sulle donne giapponesi, ma la carovana di Marco Polo ha già ripreso il cammino ed oggi siamo nel bel mezzo deldeserto del Gobi.

Per questa incursione in un territorio tanto magnifico quanto inospitale, parzialmente abitato quasi solo dai nomadi Mongoli, mi sono documentata fino allo spasimo... ma tutti i piatti erano sostanzialmente "pesanti" perchè una vivandiera coscienziosa li proponesse in questo periodo afoso: carni di montone arrostite o lessate, zuppe di carne, pasticci di carne fritti, formaggine derivate dal latte con complesse preparzioni, bevande per noi relativamente insolite come il tè salato con latte di cammella o di yak (!) ... E purtroppo (per me) quasi nessuna verdura. Daltronde bella scoperta: in un deserto...

La teoria alimentare mongola, divisa tra cibi grigi (carni) e bianchi (latticini) è ingegnosa ed interessantissima, come si può leggere qui, ma sinceramente fa…

roba dell'altro mondo! Sì, alla griglia...

L'estate è percepita dalle donne come l'occasione di cibarsi di frutta, yogurt, frullati, insalatine e poco altro; per gli uomini invece estate è sinonimo di barbecue. In Spagna il potere sulle fiamme è declinato con la paella, assolutamente da quelle parti un "piatto da uomo", ma il senso cambia poco: si tratta di qualcosa di ancestrale, che ha legami con la scoperta del fuoco, con il dominio sugli elementi, con la forza dei muscoli, della carne e del sangue, con i  ruolo di capofamiglia dentro e fuori la caverna...

Le donne, oggi, li lasciano anche fare volentieri... tranne che non sanno mai starsene zitte! Impossibile resistere alla tentazione di indicare la strada migliore ad un uomo che guida al suo fianco? Impossibile tenere la bocca chiusa quando la battuttina acida sulla suocera appena uscita dalla porta è lì, a fior di labbra, che lotta per uscire? Altrettanto impossibile evitare di suggerire marinate, varianti leziose ed imprescindibilmente qualche verduri…

inverno o estate?

Carovana di Marco Polo di nuovo in movimento... verso il freddo lago Baikal. Proviamo a vedere che succede nelle cucine locali? Per un lungo periodo gli abitanti della zona si sono nutriti solo dei doni della foresta della taiga e del pescato del lago Baikal. Data la limitata varietà delle risorse disponibili non ci sono moltissime specialità storiche, si tratta prevalentemente di piatti molto nutrienti e simili tra loro nell'abbinamento di pochi ingredienti base, cucinati con semplicità.

Sono però state sviluppate diverse varianti nella cottura a fuoco di legna (chiedete ad un abitante della zona di cuocervi qualcosa all'aperto... si inventerà un metodo all'istante per ricavarne un capolavoro!) e di altri procedimenti di trattamento naturale dei cibi, come l'essicazione, l'affumicatura e la salagione.

La cucina odierna è formata dalla confluenza di tre differenti tradizioni. Quella Byruat è fatta di piatti semplici a base prevalentemente di carne e latte; in segn…

casa di tutti

Credo che dalle cronache più superficiali il pub inglese sia nell'immaginario collettivo estero poco più di un ritrovo di hooligans ed omoni alcolizzati. Non nego di essere capitata anche il luoghi così, soprattutto nei pub di città che, a parte l'arredamento, come modello sociale umano assomigliano molto ad i nostri bar di periferia. I pub di campagna invece sono traccia di un modello di convivenza e scambio sociale che non è tanto diffuso con queste modalità nel nostro Paese. E sono prevalentemente puliti ed ordinati...


In sostanza ogni villaggio della Gran Bretagna, anche quando si tratta di un piccolo pungo di case, ha sempre al suo centro una chiesa, il relativo cimitero ed il pub. Poi vengono gli uffici comunali, la posta, il negozio di alimentari od altri luoghi istituzionali... ma non sempre. Chiesa e pub invece sono proprio il simbolo fondante della presenza di una comunità. Anima e corpo, direi, visto l'origine del pub (contrazione di public house, casa pubblica, …

... bianche le torri che infine toccò...

Potrei cantare per ore le canzoni di Vecchioni, magari un giorno ne parliamo sul serio. Invece oggi ho poco tempo e dunque lascio un post breve e me ne devo andare a canticchiare sopra altri gesti. Le parole da riportare però sono praticamente inveitabili:

T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda,
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che, per ascoltar la banda,
non facessi in tempo ad arrivare qua!

Cito questo piccolo stralcio senza timore di apparire blasfema perchè in effetti, slegandoli dal contesto originale, potrei anche rivolgere con impazienza questi versi  al nostro Marco Polo, che ha girovagato un bel po' a zonzo prima di accompagnarci in una delle più antiche città del mondo. Siamo infatti arrivati a Samarcanda, le cui torri appaiono da lontano ai viaggiatori, oggi come allora, finalmente come un luogo di sosta sicuro.

Crocevia millenario di popolazioni e commerci, ai tempi della carovana dei Polo era una delle tappe classiche della Via della Seta. Tra i mille sapori…

data astrale 2252534.24

Tempo ordinario 20 giugno 1970, corrispondente data astrale questa:


E come c'entrano una data astrale ed un'astronave in un blog di cucina? Intanto non è un'astronave qualsiasi... e poi la data qua sopra è semplicemente il giorno della nascita di una persona speciale che, nonostante ora sia padre di famiglia e posato professionista, per il suo quarantesimo compeanno ha deciso di vivere una delle sua più antiche passioni: una serata Star Trek!

Per chi (come me) fosse relativamente a digiuno della faccenda, è stato interessante scoprire che esistono appassionati a livelli profondissimi di questa saga televisivo-cinematografica, ma soprattutto che, come ad esempio si può dedurre da siti comequesto o da post come quest altro, esiste in specifico anche il culto per  l'aspetto gastronomico dell'intera faccenda!

Già, perchè il mio compito era proprio quello di allestire un buffet a tema, in cui proporre cibi e bevande che citassero quelli davvero consumati dai protagonist…

fool vuol dire crema!

Riprendendo velocemente il concetto tanto dibattuto in rete di cibo a chilometri zero, senza perdermi in mille ragionamenti già esposti da  persone più informate ed autorevoli di me, mi faceva piacere notare come, nonostante le differenze gastronomiche fondamentali tra lo stile alimentare britannico e quello italo/mediterraneo, alcuni prodotti siano fortunatamente in comune. Ad esempio i frutti di bosco...


Quindi, nonostante non abbia avuto modo di portarmi a casa quelle meraviose fragole del Kent che esponevano su un banchetto di una stada di campagna, me ne sono fatta una scorpacciata al momento così "nature", insieme a ciliegie scure e dolcissime e ad una scatoletta di lamponi con tanto di orgogliosa etichetta "made in England"...


E poi, carpita una ricettina dolce realmente British, me la sono tranquillamente preparata a casa con della frutta italiana. Qualcuno la chiamerebbe una crema inglese, ma in quella classica non c'è traccia di farina o simili... Io pe…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!