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Visualizzazione dei post con l'etichetta grecia

all'inseguimento di Uffizi da mangiare 5: Giorgio De Chirico e peperoni alla greca con uvetta

Nel percorso che porta in tavola dipinti famosi, siamo arrivati oggi alla quinta tappa di Inseguendo l'arte da mangiare , che si discosta temporalmente dalle opere precedenti perchè oggi non spiaziamo tra '500 e '700 ma ci si confronta con un artista moderno. Infatti in questa tappa del viaggio che segue il percorso magistralmente tracciato da  Uffizi da Mangiare oggi si parla di Giorgio De Chirico e della sua Natura Morta con peperoni e uva , dipinto attorno al 1930 ed esposto alla Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti.  De Chirico, di ascendenze siciliane, era nato nel 1888 in Grecia e lì visse fino ai 18 anni, quando cominciò il suo viaggio di confronto nell'arte del mondo, prima all'Accademia di Firenze, poi a Monaco di Baviera, e poi a Milano, a Parigi, a Ferrara e a New York, fino a stabilirsi a Roma nel 1944, dove visse il resto della sua vita. Proprio a Ferrara, dove viveva all'epoca di questo dipinto, cominciò la sua riflessione metafisica sulla...

fragole in salsa di avocado e altra cucina varia da caleidoscopio

Riprendo velocemente un discorso rimasto incompleto, quello della serata in cui mi è apparsa chiara l'interpretazione della  cucina da caleidoscopio , per riportare tutto il menù ed un altro paio di ricettine, semplici nella preparazione ma sempre appartenenti a quello stile di ideazione.  La serata, come accennato nel post iniziale, comprendeva: meloui marocchino con composta di pere, yogurt all'aneto e carotine alla soia parmantier alle spezie indiane con crostini al sesamo sfogliata di zucchine, quartirolo e maggiorana fragole in sciroppo di limone e timo con salsa di avocando e yogurt Del piatto di antipasto non c'è foto perchè non previsto ma messo insieme all'ultimo, quando la mia attuale, deliziosa vicina di casa magrebina si è presentata con un cestino del suo pane ancora caldo, simile a questo: Si tratta del meloui , uno dei tanti fantastici pani piatti marocchini, in questo caso sfogliato: una squisitezza! La dovrò spiare molto più accurata...

meze mediterranei parte 2: fatayer e kadaif

"Ricette mediterranee reprise": come avevo cominciato a raccontare qualche giorno fa, di recente abbiamo festeggiato ricorrenze familiari con un pranzo a base di mezze mediterranei. Li avevo cominciati a raccontare  qui  con le ricette dei falafel (polpette di ceci egiziane) e di un paio di insalate/salse ottime per accompagnarli: zaalouk (insalata di melanzane marocchina) e cacik (insalata di cetrioli turca). Oggi invece parliamo di due preparazioni che coinvolgono il forno: bella idea, con questo caldo!  In realtà hanno il vantaggio di poter essere tranquillamente preparate la sera, quando è un po' più fresco, e servite il giorno dopo: delle focaccine libanesi farcite di carne, i fatayer , e degli involtini greci di pasta kadaifi (o kataifi o kadaif ), sfoglia a fili sottilissimi che di solito si utilizza per confezionare dolcetti e che qui ho invece impiegato per avvolgere un composto di feta e zucchine. Insieme agli altri meze , ho accompagnato questi boccon...

storia dei carciofi ripieni che fuggirono da una zuppa

Per il minestrone col riso da presenta re al l' MTC n. 53 ,  devo essere sincera, la prima ispirazione in assoluto era stata storica: il biancomangiare ,  pensando a riso, pollo e mandrole con verdure bianche. Poi ha preso il sopravvento la mia golosità più orientaleggiante, ed ero indecisa tra gnocchetti di riso e  congee . Alla fine, tra tentazioni storiche e geogafiche, credo di aver trovato un buon compromesso. Che parte da tutt'altro e guarda con occhi americani a due specialità di tradizione vicine a noi... o quasi. Non è vero che in America si mangia male: cuochi e massaie statunitensi hanno accolto spunti da infinite etnie e ne hanno fatto dei piatti "tipici" che sono davvero interessanti. Certo, all'atto pratico, ora, non sempre si conosce a fondo la tradizione da cui si ha preso spunto e magari neppure la basi pratiche per una cucina sensata, ma sono dettagli... E poi non è sempre sempre così. Negli Stati Uniti esiste una crema di verdura chiamata It...

vacanza greca farcita di zucchine

Tiziana sta alla finestra e guarda. L'asfalto della strada bianco di sole, i marciapiedi vuoti, le serrande dei negozi abbassate, il tram   solitario  che passa sferragliando nel silenzio, senza nessuno da raccogliere. Lei s i ritira e chiude i vetri. Magari così entra meno caldo... Apre il rubinetto della cucina e lascia scorrere l'acqua per un pochino. Beve  tutto d'un fiato  dal bicchiere appannato, poi lo appoggia nel lavello: è in vacanza, no? Perché occuparsi di lavarlo subito? Asciuga le mani nel grembiule, si siede, sfoglia di nuovo la rivista che conosce a memoria, trova la foto che cercava e chiude gli occhi. Immagina di stare anche lei, come la tipa della réclame, su un'isoletta greca: case bianche e azzurre, mare trasparente, qua e là vasi di fiori, un gatto acciambellato all'ombra, sul fondo le pale di un mulino. La distraggono  dei passi sulle scale. A ppoggia l'orecchio alla porta d'ingresso: sembra che la coppia del pian...

sfogliatine di zucca e quartirolo un po' greche

Di solito ci si immagina la Grecia come una terra di insalatone, carne alla brace e piatti freschi, ricchi di verdure, adatti al clima estivo e all'ambiente vacanziero.  Questa volta invece per la rubrica Il Mondo in Casa Propria  provo ad "addomesticare" un capolavoro greco autunnale a base di zucca: la  kolokithopita . La versione originale prevede una sfoglia sottilissima detta horiatiko (parente della pasta fillo, per capirci) avvolta strettamente attorno ad un ripieno di zucca e feta a formare un lungo salsicciotto che viene disposto spirale dentro la teglia e cotto in forno. Per semplificare la preparazione al posto della pasta horiatiko,  un po' impegnativa da preparare in casa,  uso  una pasta sfoglia pronta; frullo anche la zucca cruda a cubetti invece di grattugiare una zucca intera, come prevederebbe la ricetta originale.  Per italianizzare, o meglio "lombardizzare" la ricetta, invece, sostituisco la feta con del formaggio quartirolo,...

eresia turco-rumena

Una certa necessità di impegnare la mente in qualcosa di "produttivo", una certa stanchezza da lasciarmi cadere dalle spalle, un certo desiderio di sperimentazione con il lievito di birra secco mai usato prima, un certo bisogno di un profumo dolce, magari di fiori. Tutto ciò si somma ad un bell'acquazzone che in una notte ha abbassato la temperatura da 34 a 19 gradi e mi permette di accendere il forno senza alcun ritegno. E per prima cosa ne escono dei dolcetti... Avevo in mente i fursecuri , dei biscottini rumeni cu untura , cioè allo strutto . E di unirci dei pezzettini di rahat , nome rumeno di una sorta di gelatina profumata un po' "amidosa" di origine turca, il lokum , che nasce come bonbon ma che in Romania si introduce spesso in altri dolci, un po' come in Italia si usiamo i canditi. Chissà da quale meandro del mio cervello stanco mi è venuta la pensata di farne dei dolcetti lievitati. .. Devo dire che non si è trattato di un'idea genia...

fideuà: destini mediterranei incrociati

Se mi si parla di cucina da cambusa posso unicamente rispondere che non ho grande esperienza di barche. Vivo da sempre lontano dal mare è l'unica volta che sono entrata in contatto con la navigazione è stato per via di un vecchio moroso, che aveva insieme la barca ed il mal di mare... La prima volta che mi ha portato in un porto ligure a vedere questa sua imbarcazione, tutto orgoglioso del nuovo acquisto,   dopo un'oretta trascorsa tra molo galleggiante e ponte della barca,   in una giornata di mare assolutamente tranquillo , lui è quasi svenuto. La seconda volta che siamo saliti sulla sua barca eravamo in compagnia di uno skipper, visto che il novello proprietario non era provvisto di patente nautica. Non so esattamente dove l'avesse reperito, ma nel giro di prova in mare questo genio di skipper è riuscito a perdere l'ancora durante la navigazione e, rientrando in porto, a rovinare il fianco della barca vicina durante la manovra di ormeggio... La terza volta che ...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!