venerdì 9 agosto 2013

eresia turco-rumena

Una certa necessità di impegnare la mente in qualcosa di "produttivo", una certa stanchezza da lasciarmi cadere dalle spalle, un certo desiderio di sperimentazione con il lievito di birra secco mai usato prima, un certo bisogno di un profumo dolce, magari di fiori.

Tutto ciò si somma ad un bell'acquazzone che in una notte ha abbassato la temperatura da 34 a 19 gradi e mi permette di accendere il forno senza alcun ritegno. E per prima cosa ne escono dei dolcetti...

Avevo in mente i fursecuri, dei biscottini rumeni cu untura, cioè allo strutto. E di unirci dei pezzettini di rahat, nome rumeno di una sorta di gelatina profumata un po' "amidosa" di origine turca, il lokum, che nasce come bonbon ma che in Romania si introduce spesso in altri dolci, un po' come in Italia si usiamo i canditi.

Chissà da quale meandro del mio cervello stanco mi è venuta la pensata di farne dei dolcetti lievitati... Devo dire che non si è trattato di un'idea geniale! E' uscito uno strano ibrido, che forse avrebbe dovuto essere più morbido (oppure più friabile) e più dolce, troppo "gnucco" come focaccina e troppo umido come biscotto. E decisamente poco dolce per qualsiasi ulteriore intenzione.

Almeno si è conservato il profumo di rosa, che fiorisce grandiosamente in bocca non appena si addenta il suo cuore rosso, cuore che la prossima volta farò di certo più grande. Perché, tra i tanti imprevisti di questo esperimento, nemmeno avrei pensato che i rahat/lokum andassero in forno, cambiando leggemente consistenza, perdendo quella loro componente "amidosa" ed intensificandosi nel sapore...

Lievito granulare da risperimentare meglio e dosi del dolcetto tutte da correggere ma rivalutazione assoluta della "delizia turca" (il turkish delight con cui è conosciuto il lokum in ambienti anglofoni) trattata come un ingrediente invece che come una dolcezza in sè. 

Chissà se per un pasticcere rumeno i fursecuri con il lievito di birra sono un'eresia e chissà che direbbe un pasticcere turco dei lokum al forno...


Dolcetti alla rosa di ispirazione rumena con cuore turco

ingredienti per circa 35 pezzi:
300 gr. di farina 00
100 gr. di strutto
120 gr. di zucchero semolato
130 ml. di latte
1 uovo
5 gr. di lievito di birra granulato
50 gr. di lokum (gelatina di rose turca)
5 gocce di acqua di rose
3 gocce di estratto di vaniglia
la scorza di 1/2 limone grattugiata finissima
2 cucchiai di zucchero a velo per decorare

Sciogliere il lievito in qualche cucchiaio di latte tiepido, unire 1 cucchiaio di zucchero e 2 di farina e lasciar riposare coperto per una decina di minuti.

Setacciare un paio di volte la farina e unirvi lo strutto a fiocchetti, lo zucchero, gli aromi di vaniglia rose e limone e l'uovo leggermente sbattuto, quindi versare tutto il latte tiepido e la miscela di lievito.

Miscelare bene e lavorare poi a lungo con le mani (o con l'impastatrice) fino a che si ottiene un impasto morbido, ben uniforme e leggermente appiccicoso.

Distribuire a palline su una placca rivestita di carta forno, schiacciare leggermente le palline al centro e disporvi i lokum tagliati a dadini  di mezzo centimetro.

Cuocere a 180° per circa 25 minuti o fino a che i dolcetti sono leggermente dorati, quindi disporre su una gratella, spolverizzare con lo zucchero a velo e lasciar raffreddare.


I lokum esistono in molte differenti varianti di aroma e sono
apprezzati in Turchia ma anche nei Paesi Arabi, nei Paesi balcanici e slavi e in Medioriente in genere; si trovano in Italia nei negozi di specialità alimentari orientali o slave. In questa ricetta si possono sostituire con una punta di confettura di rose su ogni dolcetto o con una goccia di miele profumata di acqua di rose.


E per essere precisi... in verità i lokum che ho usato qui sono di produzione greca, dove si chiamano loukoumi...
  • rivoli affluenti:
  • nota privata: in Brasile invece il lokum si chiama manjar turco o bala de goma arabe... Ma quanto è piccolo il mondo?!

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