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Visualizzazione dei post con l'etichetta triveneto

le mille storie del Kaiserschmarrn

Prima di tornare ad un lungo periodo di immersione nella cucina giapponese mi concedo un dolce alpino: è il Kaiserschmarren o Kaiserschmarrn , di cui ho di recente parlato con amici romani che non ne conoscevano la storia. Da una vacanza in Alto Adige hanno portato come souvenir una scatola di preparato per questa delizia, a cui devono solo aggiungere latte e uova. Ho pensato che sarebbe stato carino dare loro anche la mia ricetta casalinga, in modo da poter replicare a casa un Kaiserschmarrn semplice senza dover tornare ogni volta sulle Alpi. Parte tutto dallo Schmarren , una semplice frittella contadina cotta nel lardo (in tedesco antico Schmer ) diffusa da secoli sulle montagne a cavallo tra Italia ed Austria e la cui prima menzione letteraria risale al 1563. Rustico piatto montanaro, tipico dei boscaioli che potevano prepararselo facilmente su un fuoco da campo, spesso includeva semolino o altre farine di risulta ( Semolinaschmarren ) o addirittura pezzi di pane raffermo, ammolla...

canederli improvvisati con pane saraceno e feta

Qualche settimana fa ero a tenere un corso di cucina vegana per monaci buddisti in Trentino e, fuori dal lavoro, mangiavo locale. Quindi canederli. Quindi me ne è tornata la voglia, nonostante me li prepari spessissimo (anche se ne ho pubblicati qui troppo pochi). Eccone dunque una nuova ricetta, improvvisata con quello che avevo in casa una volta rientrata dal Trentino. Che è il vero spirito con cui nascevano i canederli, per quell'arte del riciclo che i Giapponesi chiamano もったいない, mottainai .  Ovviamente qui la versione è poco ortodossa, oserei dire quasi improbabile a prima vista, dato che non accoglie formaggi trentini o speck ma rimasugli di feta greca e di prosciutto crudo toscano, mentre pane e farina sono di grano saraceno, profumo innegabilmente lombardo.  Si possono servire i canederli in brodo, come qui, oppure asciutti, insieme ad aromi un po' greci che si riallaccino alla feta. Ne avevo infatti scolato qualcuno... ma erano talmente buoni anche solo in br...

fiocco rosa... ma dai!

Quando venne al mondo la mia prima nipote non avevo ancora un blog in cui gioire pubblicamente: erano anni in cui non esistevano social ne' telefonini di alcun tipo ed a malapena le società più evolute usavano i computer sul lavoro. Ma dai: incredibile quanto il mondo sia cambiato in 28 anni! Nemmeno quando nacque la seconda nipote avevo un blog: nonostante in ufficio usassi il computer, si trattava poco più di una macchina da scrivere completa di archivio, visto che, appunto, solo proprio nel 2002 che cominciò ad esistere Internet. Le forme della mia gioia presero dunque, allora come in precedenza, per forza strade non informatiche. L'unica di nascita di famiglia di cui ho esultato qui dentro finora è stata quella del terzo nipote , venuto al mondo quando avevo impostato il blog da pochi mesi e cominciato a pubblicare "in chiaro" giusto da un mesetto. Per la cronaca ai tempi non esistevano ancora Facebook e social media vari. Ma dai, anche in questo caso sembra...

dietro le quinte di una tavola settecentesca

Oggi esce sul sito dell'MTC  un articolo sui segreti di una tavola di Natale elegante. Facile, uno dice, che ci vuole a mettere lì due tocchi rosso e oro per una bella tavola a tema natalizio?! E no: qui si tratta di tutt'altro...  Nell'articolo per MTC approfitto del periodo in cui sono tutti un po' più attenti ai "dettagli di contorno" che fanno del Natale un'occasione speciale anche a tavola per raccontare quanti piccoli segreti di gusto e di armonia si possono imparare dalla storia, attualissimi ed assolutamente applicabili alla nostra apparecchiatura da festa contemporanea nonostante ci vengano rivelati da una tavola... di trecento anni fa! Poche parole, qui: un servizio di Maioliche di Bassano del 1760 da il via ad un turbine di emozioni e di ragionamenti che, alla fine di tutto, si dedicano alla felicità di cuore, occhi e palato dei commensali. La tavola allestita nella vetrina di Altomani & Sons , prestigiosissima galleria d'arte an...

pollo, funghi e polenta per il link party di Edvige

Delle tante persone che ho conosciuto in rete molte si sono perse per strada, mentre quelle a cui mi sono sentita più legata le ho poi quasi tutte conosciute anche di persona, e alcune sono entrate costantemente nella mia vita reale. Una delle poche eccezioni è  Edvige , che "frequento virtualmente" da anni ma che non sono mai riuscita ad incrociare, nonostante una volta, fuori Trieste, ci fossi andata  quasi vicina! Si tratta di una baldanzosa signora che il giorno del suo settantaquattresimo compleanno ha deciso di organizzare nel suo blog "Memento Solonico"  una festa virtuale della durata di oltre un mese, invitando a partecipare tutti gli amici della rete con cui si trova bene e che culminasse il 9 novembre, ottavo compleanno del suo blog. Già una donna così è da adorare a prescindere, quando poi si spulcia nel suo blog e si leggono i suoi commenti ai post altrui si capisce che ha forza, simpatia e conoscenza, caratteristiche importanti non solo per ...

parmigiana di cardi... panitaliana!

A Roma ho assaggiato tempo fa una parmigiana di cardi che ha lasciato il segno. Io li avevo sempre preparati alla "nordica", gratinati  con formaggi e besciamella, oppure utilizzati per piatti stranieri, tipo con gli ossibuchi in un  koresh persiano , ma o ggi ho deciso di cimentarmi con questa idea della parmigiana.  Quella assaggiata vedeva i cardi a strati con semplice salsa di pomodoro, mozzarella e parmigiano. Ho scoperto poi, parlando con l'autrice, che non si tratta di una specialità romana ma della sua personale declinazione, vagamente partenopea, di una ricetta di famiglia arrivata dal suo ramo umbro. Mi sono resa conto, insomma, che anche senza contaminazioni estere la cucina regionale italiana odierna ha la sua bella parte di evoluzione "fusion"! Così, fatte salve le basi nella tecnica di frittura dei cardi e nella presenza di pomodoro, me  la rivedo pure io, questa benedetta parmigiana, senza pormi particolari remore filologiche. Arricchisco...

Italiani all'estero per il Calendario AIFB: Bolinho Italiano dal Brasile

Per il Calendario del Cibo Italiano  di AIFB  si celebra oggi la cucina degli Italiani all'estero, di cui parla qui  l'ambasciatrice Stefania, oltre ce sul suo blog  Big Shade . Notissimi e spesso un po' strani, per chi in Italia ci è rimasto, i piatti che i ristoranti italiani di seconda generazione propongono nei Paesi stranieri come fossero tipicità del nostro territorio: fettuccine all'Alfredo, spaghetti con le polpette, spaghetti alla bolognese, scaloppine di vitello al vino bianco, saltimbocca, pollo alla cacciatora...  I nomi paiono familiari ma nella maggior parte dei casi si tratta di un piatto quasi completamente reinventato, che coniuga la memoria della famiglia di partenza con quelli che sono gli ingredienti e i gusti di chi ha in realtà trascorso la sua vita in una cultura gastronomica differente, spesso senza aver mai messo davvero piede in Italia. Ma ancora più curiosi i piatti "di famiglia", quelli che nonni e bisnonni avevano impar...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!