Passa ai contenuti principali

maccheroni con gli scescilli: quasi un piatto del Molise


Con l'oramai avviatissimo #girodeiprimi siamo giunti in Molise, una terra che ho frequentato poco, quasi solo di passaggio, ma che apprezzo tantissimo sia per paesaggi e storia, sia in termini gastronomici per gli innumerevoli prodotti tipici e per alcuni piatti di cui sono particolarmente golosa. 

Essendo terra storica di pasta non è difficile trovare abbondanza di sughi e salse tradizionali, sia di terra che di mare, con cui viene condita non solo la pasta nei suoi formati tipici locali ma spesso anche la polenta... altro motivo di adorazione da parte di una montagnina come me! 


E a tutti questi sughi, spesso densi e di solito molto saporiti, si adattano perfettamente diversi formati del Pastificio di Canossa, grazie alla trafilatura al bronzo che contraddistingue la sua produzione. Questa lega, infatti, permette alla superficie della pasta di rimanere appena ruvida e non la "brucia" scaldandosi troppo, come capita ad altri materiali, quindi la lascia anche leggermente porosa, perfetta per accogliere e trattenere meravigliosamente condimenti corposi.


Nessun problema dunque, in teoria, a trovare tra i sughi della tradizione un compagno che avvolga come si deve i maccheroni Pasta di Canossa, giunti in terra molisana grazie all'iniziativa de La Melagrana e qui pronti ad assorbire tutti i profumi della cultura gastronomica locale. Se non che, guarda un po', i miei piatti molisani preferiti... sono due zuppe!

Da una parte sta la zuppa santè (zuppa della salute) o zuppa agnonese (tipica di Agnone), un brodo di gallina e prezzemolo in cui si tuffano polpettine di vitello, pallotte di formaggio, dadini di caciocavallo, a volte verdura e poi, a seconda della famiglia, cubotti di pane dorato nell'uovo oppure pane di Franze, un pane "di Francia" appositamente preparato, arricchito con uova e erbe. 


Da principio era questo lo spunto per i miei "maccheroni molisani", ma si tratta di una ricetta del periodo natalizio che mi piacerebbe proporre per intero, con tutti i crismi, nel periodo giusto. E che quindi ho deciso di accantonare e riservare ad un pranzo dicembrino.


L'altra mia golosità non è proprio esattamente una minestra, ma un accompagnamento, che ho trovato spesso a giocare con le zuppe di pesce, specie nella zona di Termoli, ma che vive benissimo anche di per sè: u' scescille


Detti anche scescillipallott cac' e ov', sono delle polpette di pane, uova e formaggio cotte nel pomodoro e, a seconda della zona e della famiglia, eventualmente arricchite, nell'impasto o nel sugo, con erbe o spezie varie, formaggi differenti, cipolla, aglio, salsiccia, lardo, peperoni, peperoncino...


In alcune località, poi, gli scescilli non vengono cotti nel pomodoro ma lessati in brodo di gallina... cosa che mi riporta da capo alle polpettine di formaggio della zuppa santè! E così la mia scelta diventa automatica: modifico il rapporto tra salsa e polpettine perchè i maccheroni devono restare protagonisti, utilizzo un ottimo pecorino locale in purezza sia per gli scescilli che per finire il piatto al posto di qualsiasi altra tradizione, ed arrivo a questo piatto, "povero" ma saporitissimo:




Maccheroni Pasta di Canossa con mini scescilli

per 4 persone:

320 g di maccheroni Pasta di Canossa

per il brodo:

1/2 pollo, circa 900 g
6 rametti di prezzemolo
sale

per la salsa:
700 g di pomodori perini maturi
1 piccola cipolla (nel mio caso mezza grande)
6 foglie di basilico
2 cucchiai di olio extravergine, meglio se molisano
sale
zucchero


per gli scescilli (*):
80 g di pane casereccio (molisano, se si trova)
1 uovo
30 g di pecorino del Matese a media stagionatura (peso al netto della crosta)
1/2 spicchio di aglio
2 rametti di prezzemolo
2 o 3 cucchiai di farina
1 cucchiaio di olio extravergine
sale
pepe nero al mulinello


per completare:
30 g di pecorino del Matese
4 ciuffettini di basilico
pepe nero al mulinello

Se non si ha a disposizione del pane raffermo il giorno prima privare il pane della crosta, tagliarlo e fette e lasciarlo all'aria per una notte, in modo che si indurisca ma non si secchi. (Se ci si dimentica, come è capitato a me, il giorno stesso mettere le fette di pane ben separate nel microonde a 900 w per 1 minuto e farle poi respirare all'aria per 5 minuti, voltandole ogni tanto.)

Per il brodo mondare il pollo, spellarlo parzialmente e disporlo in una casseruola con i rametti di prezzemolo, gambi compresi, una presa di sale e 3 litri di acqua. Portare a leggero bollore, coprire e cuocere a fuoco basso per un'ora, quindi lasciar intiepidire il brodo e filtralo. (Cosa fare poi con il pollo lesso? Superata la forte tentazione di metterlo negli scescilli, ne racconterò poi l'uso in un altro post.)


Per la salsa tritare grossolanamente la cipolla e ridurre i perini a pezzettini. Soffriggere la cipolla nell'olio in un ampio tegame di coccio. Quando è morbida unirvi i pomodori e le foglie di basilico, salare, coprire parzialmente e far consumare a fiamma bassa per un'oretta, allungando se serve con qualche cucchiaio di brodo di pollo e addolcendo eventualmente con un pizzico di zucchero, fino a che si è formata un sugo rustico, saporito e abbastanza denso. 



Per gli scescilli sminuzzare finemente il pane con le mani inumidite di brodo e pesarne circa 50 g. Versarlo nell'uovo sbattuto ed unire la polpa dell'aglio schiacciata nello spremiaglio o grattugiata finissima, le foglie del prezzemolo tritate (in tutto circa 1 cucchiaio raso), il formaggio grattugiato o triturato finissimo, un pizzico di sale e una bella grattata di pepe. 




Lavorare l'impasto delicatamente, se serve unire pane o un goccio di brodo di pollo per regolarne la consistenza, poi, formare una ventina di palline poco più grandi di nocciole, lavorando senza premere troppo per non trasformarle in gnocchi compatti.

Rotolare delicatamente gli scescilli nella farina e poi dorarli brevemente in un filo di olio caldo per sigillarli, basteranno un paio di minuti in tutto. Scolarli subito su carta forno in modo che restino asciutti. 


Versare nella salsa gli scecilli, mescolare delicatamente e cuocere a fuoco medio per 10-15 minuti, unendo un filo di brodo caldo se il sugo dovesse restringersi troppo. 

Intanto portare a bollore il brodo di pollo, eventualmente regolare di sale, e lessarvi i maccheroni, scolandoli  molto al dente (io li ho cotti 4 minuti e mezzo).


Eliminare il basilico "cotto", versare i maccheroni nella salsa con qualche cucchiaio del brodo di cottura e insaporire a fuoco vivo per un paio di minuti fino a che i maccheroni sono a giusta cottura.




Distribuire il tutto nei piatti individuali, badando che ogni commensale abbia ugual numero di scescilli, e servire con il pecorino ridotto a scagliette, le foglioline di basilico fresco e un'ultima spolverata di pepe.




Con questa ricetta partecipo al contest #girodeiprimi indetto da La Melagrana - Food Creative Idea e Pasta di Canossa


(*NB: c'è chi tiene l'impasto morbido e lo cuoce a cucchiaiate nella salsa, c'è chi lessa direttamente le polpette nel pomodoro, preparando un impasto duro perchè non si sfaldi. Queste dosi sono una via di mezzo, pensate per ottenere polpette morbide, che però rosolo in un velo di farina proprio per evitare che si aprano in cottura).


Il piatto si presta ad essere servito anche a tavolate numerose: il brodo di pollo, il sugo di pomodoro, le polpettine dorate e perfino il pecorino a scaglie si possono preparare con calma il giorno precedente. Poco prima di andare a tavola, mentre si porta a bollore il brodo per la pasta, si riscalda il sugo e ci si tuffano gli scescilli.
  • rivoli affluenti:
  • un testo di sicuro interesse per i sughi tipici molisani (e regionali in genere), anche se non ci si trova la ricetta degli scescilli, è: Accademia Italiana della Cucina (cura), Sughi salse e condimenti nella cucina del territorio, XI volume della collana "Itinerari di Cultura Gastronomica", 2015. E' scaricabile gratuitamente qui
  • il pecorino del Matese che ho usato è questo
  • se si usa un brodo vegetale si tratta di un piatto vegetariano.

Commenti

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà". 
A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza!

Premessa...
... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere. 

E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero!

Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO, come capirete, li spalanca frantumando ogni…

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici titolari e aggiunte dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali...

Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone!

Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con Cipango, il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un siffatto des…

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi...

Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare.

Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia. 

Ho pescato invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integralista...



Si utilizza ridotto in farin…

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso...

A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsurigiapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori!


In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati "matsuri", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di autentico stre…

il riso parla. E sceglie la ricetta vincitrice dell'MTC

Anche se ad alcuni questo MTC è sembrato difficilissimo e ad altri una passeggiata, la base della sfida era semplice: cuocere con una tecnica tra le tre indicate la varietà di riso più adatta all'ispirazione di partenza e confezionarci una ricetta personale.

Le regole, oltre alle pure indicazioni tecniche, altrettanto chiare: che ci si inventasse tutto di sana pianta o si prendesse spunto da piatti regionali, classici o etnici, era fondamentale capire che cosa si stesse facendo e perché. E farlo con cura e sorriso, al meglio del proprio gusto per la cucina.

Il criterio personale di giudizio del giudice del mese varia di volta in volta. Il mio l'avevo però esplicitato da subito: il confronto non era davvero con il riso ma piuttosto con se stessi. Così diventavano importanti lo spirito di armonia dell’insieme, la cura positiva dei gesti, la fantasia degli abbinamenti e la conseguente, inevitabile bellezza "naturale" del piatto finale. 
In generale ogni piatto condiviso su…

acquaviva scorre... sciuè sciuè!

Arrivo all'ultimo giorno utile con il mio modesto contributo all'iniziativa Pasta Bufala e fantasia! Reinventa la tradizione, contest organizzato da Le Strade della Mozzarella e Pastificio dei Campi.

Scopo specifico di questo confronto di idee è interpretare un piatto della tradizione usando delle nuove tecniche di cottura e di preparazione, che abbiano naturalmente come protagonista l'abbinamento di pasta prodotta a Gragnano dal Pastificio dei Campi e Mozzarella di Bufala Campana DOP. 

Nel giudicare la ricetta saranno valutati l'utilizzo della tecnica in rapporto al risultato ottenuto, la valorizzazione della pasta e della mozzarella, la qualità innovativa rispetto a preparazione tradizionale. Che ci faccio io dunque in questo gruppo di esperti gourmet? La mia cucina non ha mai brillato per inventiva tecnica... 

Forse la mia personale sfida in questo caso è quella di confrontarmi con prodotti che ovviamente conosco ma con cui "non sono nata": le mie origini f…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!