lunedì 20 luglio 2009

la Luna e gli agrumi

Quarant'anni che l'uomo è andato sulla Luna, tutti oggi ne parlano e la cosa mi lascia abbastanza indifferente. Da quella sera in cui i miei mi svegliarono per assistere in diretta all'evento sul nostro piccolo televisorino in bianco e nero, ho avuto il tempo per riflettere sulla bellezza potente degli sforzi immani che le grandi imprese richiedono, sull'evanescenza di alcuni traguardi, sul fascino concreto delle aspettative e su quello quieto del non raggiungere mai i propri sogni.

Il grande passo per l'umanità a me bambina è rimasto impresso quella sera per la novità dell'ora insolita in cui potevo stare alzata, nelle giornate successive per i "missili" che mio padre faceva decollare dalla tavola di cucina incendiando con un fiammifero dei cilindri fatti con la carta velina degli agrumi... Ognuno vive sulla propria pelle le esperienze come meglio crede, ciò che ci rimane suppongo sia esattamente la parte che ce ne meritiamo. Io dello sbarco sulla Luna mi meritavo la gioia infantile di un nuovo gioco, la sensazione di condivisione familiare di qualcosa un po' speciale, la beata incoscienza di un senso globale che mi sfuggiva del tutto.

Un'altra meravigliosa esperienza lunare invece l'ho condivisa sulla costa atlantica di Cadice qualche anno fa con il mio compagno di allora. Passeggiata notturna sulla spiaggia deserta, cielo nerissimo, profumo di sale, silenzio di onde, vento rotto all'improvviso da uno squillo di tromba. Alle nostre spalle si materializza un gruppo di musicisti che ha scelto quel luogo fresco e defilato per provare l'intero concerto che li aspetta l'indomani su un prestigioso palco. Poco dopo spunta una Luna piena, giallo limone, gigantesca, che avanza nel cielo sempre più decisa, avvicinandosi in onore della musica, immagino, e di quell'esatto piccolo momento di perfezione. Credo di non avere mai visto una Luna così grande.

In onore delle Lune come delle estati passate, di quelle che arriveranno, di tutti i frammenti di felicità che ancora aspettano di rivelarsi nella vita di ciascuno, questa sera serve qualcosa di non catalogabile, tra il dolce e il salato, il morbido ed il consistente, una Luna commestibile con piccoli crateri sulla superficie tonda senza altre definizioni, perchè ciò che conta è quasi solo il suo profumo. E non può essere altro che di agrumi.


Cupolette di pollo al lime con salsa alla menta
dosi per 2 persone:150 gr. petto di pollo
70 gr. robiola (meglio di capra)
1 lime
1 rametto di timo
4 foglie di menta fresca (oppure basilico)
1 scalogno
1 cucchiaio rum
30 gr. burro (più quello per gli stampi)
1 uovo
1 punta di cucchiaino amido di mais
noce moscata
1 cucchiaino abbondante di zucchero di canna
1 pizzico di peperoncino sbriciolato
sale

Spremere il lime e metterne metà in una ciotola insieme allo zucchero, al rum, al peperoncino, a metà della sua scorza grattugiata finissima, ad una grattata di noce moscata e alle foglioline di timo e mescolare bene.

Ridurre il pollo a dadini e metterlo a marinare nella miscela per una decina di minuti coperto.
Trasferire il pollo con tutta la sua marinata, sempre coperto, nel microonde e cuocere 45 secondi a potenza 900 w; mescolare bene e cuocere altri 45 secondi, quindi salare, rimestare ancora e lascar riposare un paio di minuti coperto.

Scolare la carne (conservando il fondo) e passarla al mixer, unendo se serve un po' del fondo perchè rimanga morbida.

Fondere 20 gr. di burro nel microonde per 15 secondi, miscelare perchè sia tutto liquido e tiepido ed unirlo al pollo.

Unire alla miscela il tuorlo, la robiola e poi l'albume ben montato a neve ferma e regolare di sale.
Dividere il composto in due stampi leggermente imburrati, coprire e cuocere al microonde 4 minuti a 900 w, quindi lasciar riposare 1 minuto.

Nel frattempo filtrare il fondo di cottura rimasto, unirvi il succo di lime rimasto ed il doppio del volume totale di acqua.

Fondere in un padellino il resto del burro e appassirvi lo scalogno tritatissimo fino a che è morbido e trasparente.

Setacciarvi sopra l'amido, rimestare bene, quindi diluire con il fondo di cottura e cuocere a fiamma bassa per una decina di minuti fino a che la salsa si è ben legata; poco prima di spegnere unirvi la menta tritatissima e regolare di sale.

Distribuire la salsa su due piatti individuali e sformarvi sopra le cupolette, decorando eventualmente con scorzette di lime o altre foglioline di menta.
E' una preparazione buona anche tiepida o fredda, e si presta anche ad un piacevole "riciclo", tagliata a dadini insieme ad avocado e pomodori, condita con la sua salsina ed olio extravergine ed abbinata ad una bella cucchiaiata di robiola spolverata di peperoncino...

(Nota tecnica per gli scettici del microonde: ecco, questa è un'esperienza che al palato non saprei come rendere in altro modo. Forse con un forno a vapore, diminuendo magari la robiola nell'impasto. Anche la salsa si può fare al micro, ma preferisco il padellino per controllare l'esatta consistenza e grana dello scalogno...)
  • rivoli affluenti:
  • la luna sorprendente: Luigi Pirandello, "Ciàula scopre la luna" in Novelle per un anno, 1922
  • ricordare l'infanzia, la luna, gli agrumi...: Salvatore Quasimodo, Ride la Gazza, da Nuove Poesie, 1938

1 commento:

  1. Mi sono accorta adesso dei rivoli affluenti... Pirandello e Quasimodo: la luna è un po' più vicina...

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