venerdì 4 settembre 2009

conseguenze inaspettate di un trasloco

Sarà un annetto che ho scoperto il mondo dei blog. La scorsa estate causa "modifiche dell'assetto familiare" mi sono ritrovata a traslocare in pieno agosto. Ho trascorso la prima parte del mese a riempire e spostare scatoloni, la seconda parte a svuotarli, caldo torrido e città deserta come contorno. Ero decisamente a corto di energie, senza il refrigerio delle ferie e con un'idea plumbea del presente e del mio immediato futuro: la maggior parte del mio tempo libero si era improvvisamente svuotato, mi ritrovavo un quotidiano da reinventare ed un silenzio in casa a cui non ero più abituata.

Nello smarrimento generale la cosa che più mi rasserenava e per certi versi mi teneva ancorata alla realtà concreta era sempre e comunque la cucina. Stranamente l'appetito non mi aveva abbandonato e quando nella nuova casa è arrivato il collegamento ad internet, che fino a quel momento utilizzavo solo in ufficio per lavoro, ho cominciato a girellare in cerca di ricette carine da preparare per risollevarmi un po' l'umore. Morale della favola: sono incappata nei food-blog, ho cominciato prima a leggere e poi qua e là anche a commentare e mi sono di fatto riempita l'estate con un mondo virtuale alternativo a valigie, scatoloni, silenzi e malinconica afa.

Una volta esaurita la funzione terapeutica di questa novità mi sono assestata sulla piacevolezza di condividere la mia passione con persone sconosciute ma altrettanto interessate ai miei argomenti preferiti. Alcune di queste persone poi le ho anche "conosciute" per telefono o via mail e qualcuno l'ho anche incontrato dal vivo... se me l'avessero detto qualche mese prima non avrei minimamente creduto di poter instaurare delle amicizie attraverso il computer, io che per di più sono totalmente negata nei confronti di tutto ciò che è elettronico!

Qui si aprirebbe lo spazio per mille considerazioni, invece mi limito a raccontare della volta che insieme con una blog-amica di Milano sono andata a trovarne un'altra di Padova. Abbiamo pranzato alla sua tavola chiacchierando naturalmente, come se ci conoscessimo da sempre, con confidenza, spontaneità e sintonia, ci siamo scambiate ricette, consigli di vita e piccoli regalini alimentari... Me ne sono tornata a casa con un sorrisone stampato sulla faccia e con un preziosissimo sacchettino di sfilacci di cavallo artigianali! Questa è una piccola idea di utilizzo, divertente e saporosa come quella giornata...



Focaccia di patate, sfilacci e squacquerone
220 gr. patate
400 gr. farina 00
25 gr. lievito fresco di birra
100 gr. squacquerone
60 gr. sfilacci di cavallo
2 cucchiai foglioline di timo
olio extravergine
sale fino e grosso

Cuocere le patate disposte a raggiera, sforacchiate e coperte nel microonde a 900w per 7 o 8 minuti (oppure lessarle in acqua bollente), sbucciarle calde passarle allo schiacciapatate.

Unire alle patate la farina, 2 cucchiai di olio, un pizzico di sale ed il lievito, precedentemente sciolto in 100 ml. di acqua tiepida e cominciare ad impastare (meglio nell'impastatrice planetaria).

Aggiungere gradualmente circa altri 100 ml. di acqua in modo da formare un impasto morbido e non troppo compatto e continuare a lavorare per una decina di minuti, quindi coprire e lascia riposare un paio d'ore.

Ungere una larga teglia, trasferirci l'impasto ed allargarlo bene sulla superficie senza premere troppo, non importa se risulta una forma irregolare od uno spessore non perfettamente uniforme.

Distribuire gli sfilacci su circa metà della superficie lasciando liberi solo un paio di cm. sui bordi, quindi con le mai unte prendere un lembo dell'impasto dal lato libero e ripiegarlo a metà sopra quello con gli sfilacci; premere bene sui bordi per sigillarli e ristendere l'impasto allargandolo grossomodo sull'intera superficie della teglia, quindi lasciar riposare una decina di minuti.

Spalmare con un cucchiaio lo squacquerone su metà della focaccia e, come prima, ripiegarci sopra l'altra metà, sigillando sempre bene sui bordi e riallargando l'impasto il più possibile senza però che la pasta si stracci.

Ungere di nuovo bene la superficie (non troppo sui bordi, che altrimenti diventeranno molto croccanti) e lasciar riposare ancora una ventina di minuti, mentre nel frattempo il forno si scalda a 190° ventilato o 210° tradizionale.

Spolverare leggermente la superficie della focaccia con sale grosso e cuocere per circa 25/30 minuti, levando la focaccia dal forno quando è ben gonfia ed uniformemente dorata. E' buona sia calda che fredda.

  • rivoli affluenti:
  • per la base di pane alle patate: Bodo A. Schieren, Patate, Rizzoli

3 commenti:

  1. Due curiosità: cosa sono gli sfilacci? Forse qualcosa di simile alle coppiette equine laziali? La presenza delle patate nell'impasto lo rende senz'altro piu' morbido ma ha conseguenze anche sulla deperibilita'?

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  2. Gli sfilacci di cavallo, tipici del Veneto, sono le parti più magre della coscia salate, affumicate e poi battute in modo che la fibra muscolare si sfaldi e si riduca in sottili filamenti. L'uso di carne equina si è diffusa in Veneto con la dominazione Longobarda e la leggenda vuole che gli sfilacci nascano dall'errore di un contadino che aveva affumicato troppo la carne e pur di non buttare il tutto diventato ormai duro e stopposo, lo stracciò seguendo la venatura in tanti filini sottili. Si usano di solito nelle insalate, sul formaggio fuso, con la polenta e gli gnocchi di patate. Il sapore ricorda un po' la bresaola ed è decisamente meno pronunciato di quello delle coppiette, di solito aromatizzate con erbe ed abbondante pepe o peperoncino.
    Le patate mantengono l'impasto umido, quindi il pane si secca meno velocemente di quello semplice però è più facile che ammuffisca se non respira abbastanza. Puoi conservarlo in un sacchetto di carta dentro in un sacchetto di plastica lasciato socchiuso per due o tre giorni, ma si presta bene anche ad essere surgelato.

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