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lo spirito (napoletano!) del Natale che verrà

Sono stata un paio di giorni via da casa, volevo cercare meglio il Natale e mi sono rifugiata in una Napoli dolce, nei suoi vicoli affollati, nella sua malinconica e fantasiosa capacità di rigenerarsi e cominciare da capo al sorgere di ogni nuovo giorno.


Naturalmente mi sono tuffata nei presepi di San Gregorio Armeno, luogo inventato proprio per ricostruire piccoli mondi, dove gli oggetti in miniatura ritrovano un significato quasi primario, dove in fondo si riesce sempre a sognare nonostante ogni cosa abbia il suo prezzo, Gesù Bambino compreso.

 

Natale a Napoli non ti parla solo dai luoghi istituzionali, ma viene raccontato d'improvviso, appena voltato l'angolo, da chi sopravvive come può, oppure te lo ritrovi addosso alzando casualmente la testa verso chi riesce a costruirsi la sua piccola dignità lasciando il mondo fuori dai confini del proprio spazio, oppure si insinua sottile quando incroci il quotidiano di chi vive con caparbietà in un'altra epoca a prescindere, tra specchi luccicanti ed eleganze, come se alla fine tutto rimanesse sempre uguale a se stesso (... ma  il Gattopardo non era siciliano?!)


Natale a Napoli è nella tenacia con cui si sa godere delle piccole cose, dove il cibo è arte barocca e consolatoria esattamente come le architetture o le musiche, dove l'ironia è anch'essa un'arte, quella del quotidiano, nel paradosso di un purgatorio vissuto ogni giorno come fosse un paradiso.


Da Napoli riporto un pizzico di quel raro e preziosissimo spirito natalizio che è la fiducia nel futuro. Non è complicato, in fondo: la sorte viene affidata al caso ed al divino con la stessa noncuranza, con la stessa speranza, con la stessa sapienza fatalista, con la stessa dolcezza che fa posare una stella di Natale nell'angolo dimenticato di un chiostro...


Da Napoli eredito anche un sapore, tra mille altri: quello verace dei carciofi cotti con perfezione. La cuoca non mi ha rivelato la ricetta ed ho provato ad arrangiarmi. Mi sono venuti in mente per assonanza gli zeytinyagli enğinar, i carciofi all'olio turchi. Così ho preso la ricetta turca, ho levato pomodori, patate ed ogni altro ingrediente "in più"... poi ho pensato che comunque non avrei potuto riprodurre il sapore esatto napoletano e mi sono rassegnata ad inventarne una consolatoria variante mia, sempre linearissima e scarna ma comunque con un'aroma personale.

Così ho ridotto la quantità di aneto ed ho aggiunto, di mio, un accenno di timo e rosmarino, quel tanto che bastava per profumare l'aria, mentre i carciofi se ne stavano traquilli a crogiolarsi nel tegame di coccio ed io mi sfogliavo le foto dello spitito buono, napoletano, del Natale a venire...


Carciofi all'olio profumati
ingredienti per 4 persone:
4 carciofi
olio extravergine saporito (il mio è toscano)
1 cucchiaino di foglie di aneto
1 rametto di timo
1 cucchiaino di aghi di rosmarino
2 cucchiai aceto bianco (o succo di limone)
zucchero
sale

per servire:
8 fettine di pane
(aglio, prezzemolo, pepe)

Riempire una ciotola di acqua ed acidularla con l'aceto.

Pulire con cura i carciofi, eliminando le foglie dure esterne e le barbette interne, tagliandoli in quattro ed immergerndoli subito nell'acqua acidulata. A me  piacciono anche i gambi, che ho nettato con un pelapatate, tagliato in quattro per il lungo e poi a tocchetti alti come i carciofi e poi immerso sempre nell'acqua. Attenzone però perchè, a seconda della varietà del carciofo, possono essere anche molto amari... Per tutta questa operazione meglio indossare dei guanti per evitare che le dita si tingano di nero.

Scolare bene i carciofi, disporli in un tegame di coccio insieme con le erbe, 4 cucchiai di olio, un'abbondante presa di sale ed un pizzico di zucchero e coprire di acqua tiepida.

Accendere il fuoco, mantenendo la fiamma abbastanza bassa, e cuocere scoperto per una ventina di minuti, fino a che i carciofi (ed i gambi) sono morbidi e "rilassati". Regolare il livello dell'acqua a seconda che si vogliano ottenere dei carciofi asciutti con solamente un po' di sughino, come erano quelli che ho assaggiato a Napoli (conviene in questo caso lasciare i carciofi interi, dimezzare la dose dell'acqua fin dall'inizio e quasi raddoppiare i tempi di cottura), oppure si preferisca un fondo abbondante (come nella mia versione), alzando in questo caso la fiamma un paio di minuti verso la fine per asciugare a piacere la preparazione.

Io l'ho servita come antipasto con abbondante, semplicissimo pane tostato; per un sapore meno delicato si possono aumentare le proporzioni delle erbe, aromatizzare i carciofi verso la fine con una macinata di pepe ed un trito di prezzemolo e sfregare il pane con uno spicchio di aglio. In questo caso può diventare un vero e proprio primo sotto forma di zuppetta (oppure, più asciutto, un contorno per una carne robusta).


(nota tecnica: non so perchè in questo post non riesco ad allineare le foto come vorrei... ma non è così importante da perderci il sonno, in fondo...)
  • rivoli affluenti:
  • per la ricetta turca completa dei carciofi all'olio: Inci Cut, La Cucina Turca, Net Turistik Yayinlar
  • per la filosofia del "cambiamo perchè niente cambi": Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, Feltrinelli Editore
  • su Napoli ho ancora tutto troppo da imparare...

Commenti

  1. Certo che le cose le sai presentare come si deve, Brava. Io sono stato a napoli all'Hotel Paradiso, belle sensazioni.

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  2. @enrico: io non ho dormito lì, ma per chiamare "Paradiso" un b&b in via Purgatorio devono essere dei grandi!

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  3. Mancava una sola piccola cosa in questo post bello, ma così bello che mi fa sospettare che in un'altra vita tu non fossi esattamente lombarda!

    In cima alla via di S.Gregorio Armeno, sulla destra, c'è una libreria piccolissma (praticamente una stanza con porta sulla strada) che vende essenzialmente libri su Napoli e/o in napoletano...

    Oltre al Piccolo Principe acquistato in dialetto qualche anno fa, ha arricchito la mia libreria "Si cucine cumme vogli'i' " scritto dalla moglie di De Filippo sulle passioni e sulle ricette preferite dal marito, ovviamente il tutto condito da aneddoti e curiosità sulla personalità del grande Eduardo...

    Se fai la bravissima potrei anche prestartelo...!

    p.s Le foto migliorano di post in post!

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  4. S', una zuppetta di carciofi con un qualche pesce dentro, ecco cosa mi piacerebbe per la sera della vigilia.

    Napoli, grande città alla deriva, e insieme ancora viva e ricca. hai visto la Napoli sotterranea?

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  5. @artemisia: bella una zuppetta di carciofi e pesce: racconta, racconta!
    Napoli sotterranea purtroppo era chiusa nei giorni della mia permanenza ma il tentativo l'ho fatto (ne è testimonianza la foto della vetrina di dolci, che sta proprio di fronte al suo ingresso...)

    RispondiElimina
  6. Sai che mi hai veramente dato una Bella emozione con quello che hai scritto.
    Avevo parlato a Virò della mia Napoli...ma le parole usate da te hanno centrato ogni nota di questa città che "'a sape tutto o' munno ma nun sanno a verità..."(Pino Daniele dei tempi d'oro)
    Ecco, forse quella verità in bilico, come in equilibrio è la gente che la vive, l'hai colto tu con un rispetto mai incline al buonismo ne al paternalismo manzoniano, oserei dire invece con affetto sentito, a bassa voce, in modo dimesso eppur più vivo di quanti lo urlano.
    GRAZIE

    RispondiElimina
  7. Io voto per la versione più asciutta pronta per contornare una bella bistecca!
    Tutto questo tour per Napoli mi ha messo fame ...
    :-P
    Baci

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  8. Che bello questo post! A volte ci vuole uno sguardo un po' "straniero" per farci riscoprire posti che ci dovrebbero essere tanto familiari :)
    Un bacio e buon Natale!

    RispondiElimina
  9. @gambetto: "e ti resta solo quello che non vuoi, e non ti aspetti niente perchè lo sai che passa il tempo ma... ma tu non cresci mai"

    @twostella: io per i carciofi voto sempre a favore a prescindere! Comunque altro che fame: non ti sto a raccontare quello che non ho visto nelle vetrine delle pasticcerie! "Cose che voi umani..."

    @3di15: d'accordissimo (!) sull'occhio straniero, come quando tu parlavi di Pantelleria dove io ero stata l'anno prima. Anche se io mi ci sentivo proprio bene, devo dire, a Napoli. Forse ha ragione Virò, da qualche parte prima o poi spunterà fuori un avo partenopeo ...

    RispondiElimina
  10. Senza parole :)))
    Anche se posticipati auguri di Buon Natale e di un felice Anno nuovo :)

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