Passa ai contenuti principali

prima o poi...

Incredibile.... Marco Polo si è deciso a tornare a casa!!! Prima o poi daltronde avrebbe dovuto decidersi: vero che la casa è dove tu ti trovi in ogni momento ma anche le mura fisiche, la famiglia e le relazioni a cui i ricordi ti legano hanno una loro potenza. E sono una forma di casa altrettanto reale.

E così Marco si incammina di nuovo verso Venezia. Naturalmente non lungo la via più semplice, visto che, già che c'è, accetta di scortare una principessa navigando per i mari del Sud... ma che ci si poteva aspettare da un viaggiatore curioso come lui?!

Con esattamente la stessa curiosità la vivandiera continuerà ad accompagnarlo anche nei prossimi mesi, per tutto il tempo che impiegherà per percorrere la lunga strada del ritorno, ed avrà modo di accorgersi quanto le cucine asiatiche siano contaminate l'una con l'altra. Ad esempio nel Ciamba in cui è sbarcato oggi, che sarebbe l'attuale Vietnam, trova evidenti infulenze cinesi armoniosamente unite ad una infinita serie di profumate e piccanti spezie che  non aveva mai assaggiato alla tavola del Kahn.

Nel Vietnam odierno il 90% della popolazione ha un background etnico cinese, a cui si sommano le contaminazioni del più recente dominio francese, che ha lasciato profonde tracce a livello gastronomico. Eppure la cucina locale vietnamita ha una sua personalità molto ben delineata, che riesce ad esprimere una precisa identità nonostante le evidenti influenze di differenti culture.

Le caratteristiche principali dello stile culinario vietnamita sono lo scarso uso di olio inteso come condimento (per la frittura ovviamente è un'altra cosa...), un'ampia gamma di peperoncini, spezie ed erbe aromatiche, il cui utilizzo, insieme a quello dell'aglio, cresce a mano a mano che si scende verso sud ma che è comunque sempre ben presente in quasi tutte le preparazioni, e la incredibile varietà di snack salati e di dolcetti tradizionali, che vengono consumati per strada come a casa ad ogni ora della giornata. 

Ingrediente tipico molto usato è poi la salsa di pesce nuoc mam, che spesso sotituisce del tutto la più "cinese" salsa di soja, ed è particolarmente apprezzato il gusto dolce ed asprigno della pasta di tamarindo; molto presenti alcuni aromi condivisi con la cucina della penisola indocinese, come lemon grass e latte di cocco. Numerosissime naturalmente le ricette a base di pesce, ma molto diffuso anche l'utilizzo della carne, che in base ai dettami religiosi comprende pollo, maiale o manzo, spesso miscelati ai gamberi.

In questo caso la vivandiera ha pensato di proporre al nostro Marco Polo un piatto molto semplice ma di grande effetto, che rende esattamente l'idea della complessa armonia vietnamita nei sapori e dell'estrema facilità pratica invece delle loro preparazioni:


Bo Ca Ry - Curry di manzo alla vietnamita
ingredienti per 4-6 persone:
800 gr. di muscolo di manzo
3 patate (nel mio caso patate dolci, ma possono anche essere normali, miste, o un mix di patate e carote)
1 cipolla
2 spicchi di aglio
1 cubetto di zenzero fresco da 2 cm.
100 gr. di arachidi tostate salate
400 ml. di latte di cocco
40 ml. di nuoc-mam (o 30 ml. colatura di alici diluita in acqua)
3 cucchiai di pasta di tamarindo (o succo di limone e lime miscelati)
1 cucchiaio di pasta di curry verde (o 1/2 cucchiaio di curry in polvere)
4 chiodi di garofano
6 bacche di cardamomo
1 stecca di cannella
1 foglia di alloro
30 gr. di zucchero di canna
per servire:
250/300 gr. di mi (tagliolini all'uovo)
olio di arachidi
sale

Tagliare la carne a cubotti da 5 cm. e le patate a cubetti da 2,5 cm.; tritare grossolanamente la cipolla, grattugiare l'aglio e lo zenzero. Tritare grossolanamente anche una manciatina di arachidi.

Mettere tutti gli ingredienti in un tegame pesante tranne le arachidi tritate, coprire e mettere sul fuoco fino a portare i liquidi a bollore. (Se si usa il succo di agrumi unirne metà ora e metà un paio di minuti prima di fine cottura.)

Abbassare la fiamma e cuocere per circa un'ora e mezza, scoperchiando una decina di minuti prima della fine per far asciugare un po' il fondo.

Lessare i mi in abbondante acqua salata e condirli con un filo di olio, mescolando bene.

Distribuire la pasta in ciotole individuali, versarvi sopra la carne con tutto il suo sugo, decorare con le arachidi tenute da parte ed eventualmente con una fogliolina di coriandolo (qui le ho dimenticate entrambe...) e servire caldo.
Al posto dei tagliolini il bo ca ry si può sevire anche con del riso a vapore o accompagnato da baguette di pane francese, eredità dei quasi cento anni di presenza coloniale in Vietnam da parte della Francia.
  • rivoli affluenti:
  • ispirazione di base: Suzanne Ngoc Anh, The best of Vietnamese cooking. Traditional recipes from Vietnam, Evenas Mitchell Books

Commenti

  1. Mica male, è soprattutto il cocco, così presente nella cucina indocinese che dà ai piatti quel sapore particolare. secondo me il nostro Marco se ne è fatta una sgroppata di questo spezzatino!

    RispondiElimina
  2. I tuoi post sono sempre affascinanti! Non vedo l'ora di leggerli! Buonissimo questo piatto.
    (ah, ma capita anche a te di dimenticare qualche ingrediente! Mi consolo un po'! A volte, fatta la foto e terminato di mangiare tutto..mi ritrovo decorazioni o guarnizioni varie, dimenticate in un angolo!)

    RispondiElimina
  3. @enrico: chissà di cosa era davvero goloso Marco Polo... Comunque l'aspettano ancora tanti piatti interessanti prima di rientrare a Venezia.

    @patrizia: a chi lo dici... io spesso le decorazioni mi dimentico proprio di tenerle da parte!

    RispondiElimina
  4. A volte mi sento come Marco Polo, perché alla fine ogni posto è casa, in un modo o nell'altro. Il problema sono le valigie, in più non ho una carovana ed una vivandiera che mi segue, un bel problema eh?

    @ Patrizia e acquaviva: tranquille non siete sole, anche io mi dimentico qualche ingrediente ogni tanto, talvolta me ne accorgo quando è già troppo tardi!

    RispondiElimina
  5. molto interessante questa ricetta, mi piace moltissimo la cucina thai e orientale in genere anche se quella vietnamita non la conosco per niente. Ma gli ingredienti li ho tutti percio proverò di sicuro questo piatto.
    Tra l'altro hai chiarito un dubbio che avevo da tanto tempo, cioè se si potesse sostituire la salsa nuoc mam con la colatura, anche se io trovo facilmente la prima ma non la seconda ;)
    Grazie! Un bacio

    RispondiElimina
  6. @muscaria: per concepire oggi un viaggio "con carovana" alla Marco Polo bisognerebbe essere talmente zen da attribuire anche al percorso una sua dignità temporale. E non ce lo possiamo permettere, mannaggia!
    Per questo finiamo per raccogliere testimonianze edibili sul posto ed utilizzarle in seguito da vivandiere: una forma come un altra per recuperare e gustarsi anche il tempo del viaggio.

    @viola: anch'io faccio spesso il contrario, uso la nuoc mam dove la ricetta indica colatura! Senza scordare che per le dosi ovvio che dipende comunque anche da tipo e marca. Che bello incrociare qualcuno che ha una dispensa simile alla mia...

    RispondiElimina
  7. Hai ragione, non ce lo possiamo proprio permettere, accidenti!

    RispondiElimina

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà".  A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza! Premessa... ... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere.  E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero! Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO , come capirete, li spalanca fran

una salsa di cipolle svizzera per würstel e per mamme lavoratrici

Lo so: sono rimasta indietro di una puntata! Parlavo di  ricette svizzere  quando un'irrefrenabile tentazione di cibo americano  si è intrufolata in cucina ed ha avuto  la meglio. Riprendo ora il filo con un piatto che ho proposto pochi giorni fa anche alla mia cara mammina svizzera in occasione del suo compleanno: Bratwurst con salsa di cipolle. L'aspetto curioso non sta tanto nel tipo di würstel utilizzato, una salsiccia bianca di vitello il cui nome per alcuni significa "salsiccia di carne spezzettata" e per altri "salsiccia da arrostire". In Germania di solito viene speziata in modo deciso con pepe, noce moscata e/o cumino, mentre in Svizzera il suo sapore è molto più delicato. In Ticino ne esiste una versione mignon, una "collana" di micro-salsiccine detta cipollata  non perchè contenga cipolle ma perchè, appunto, di solito si serve in salsa di cipolle. Ma, a casa della mia mamma lavoratrice senza tempo ne' passione per la cucina,

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici  titolari  e aggiunte  dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali... Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone! Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera ) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con  Cipango , il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un s

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi... Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare. Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia.  Ho pescato  invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il  nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integral ista... Si utilizz

a tu per tu con il Fleischkäse svizzero, questo sconosciuto di famiglia

Nel curioso elenco dei cibi svizzeri che hanno caratterizzato la mia infanzia mi rendo conto che, fatto strano, sul blog non ho ancora parlato del  Fleischkäse, una via di mezzo tra un polpettone ed un würstel gigante di cui da bambini venivamo spesso nutriti. Ma un episodio di vita vera me lo ha messo sotto il naso proprio l'altro giorno, ed eccomi qui con il mio reportage storico-familiare. Alcuni Svizzeri, come quelli di casa mia, vivono il   Fleischkäse come un salume, da comprare pronto, intero o affettato sottile in buste, da servire in tavola come fosse prosciutto cotto o da infilare nei panini per merenda con maionese, senape e cipolline sottaceto (Be'... che c'è?! Se mia mamma per evitare che noi figli mangiassimo troppa Nutella la teneva in frigo ad indurire, così era più difficile da spalmare e sul pane se ne metteva di meno, perché stupirsi di quella che lei invece considerava una merenda "sana"?!) Altri amanti del  Fleischkäse  lo compran

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso... A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsuri giapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori! In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati " matsuri ", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di aute

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!