lunedì 11 marzo 2013

dolce e salato, come quattrocento anni fa

A Milano è in corso una mostra inaugurata il 28 febbraio e che termina domani: vicolo Ciovasso n. 1, dal martedì al venerdì tra le 14 e le 19. Ospitata dalla sede dell'Associazione Culturale Arte Giappone, questa è una mostra molto speciale, dolce e salata insieme, come la vita. Una mostra che accompagna le riflessioni del cuore.

Al posto di parlare io del secondo anniversario del terremoto giapponese lascio che siano le parole di presentazione di questa mostra, in tutta la loro appassionata sobrietà, ad esprimere quello che molti, giapponesi e non, oggi sentono dentro:



"Dopo due anni dalla devastazione nel nord est del Giappone dell’11 marzo 2011, l’oblio del mondo è l’angoscia più paralizzante della speranza, là dove è indispensabile credere nella 'reale idea di fratellanza'.

'Non dimenticateci, abbiamo paura di essere abbandonati', così ripetono le popolazioni che subirono il terremoto e maremoto giapponese. Chi perde tutto si nutre anche di pensieri per riuscire a risorgere. E’ il senso di solitudine a fermare le meraviglie possibili dell’uomo ed è insieme che c’è futuro.

A Ishinomaki accadde già nel 1611, nella zona di Tohoku, che un grande terremoto e maremoto distruggessero ogni cosa, con la stessa intensità del 2011. Anche allora si perse tutto, ma la gente sfidò la malasorte inviando una delegazione all'estero per aprire nuovi rapporti con l'occidente.

Partì una grande nave, la Santjuan Bautista, nel lontano 1613, per la 'Missione diplomatica Keicho', con a capo Tsunenaga Hasekura, con destinazione Spagna e Italia. Non sbagliarono, allora.

Non sbaglieremo oggi noi nel farvi conoscere con la mostra “ISHINOMAKI: NON DIMENTICHIAMO!” ciò che il volontariato, con un grande spirito umanitario, sta facendo per la città che è stata la più colpita dallo tsunami.

Un mostra emozionale, che vive anche per i racconti dei giornalisti e i messaggi personali di gente che ha nel cuore il Giappone, perché è conoscersi che crea amicizia.

Troverete anche la storia e il coraggio di 400 anni fa, che diedero ragione a Masamune Date che ideò il viaggio per condividere il patimento dei giapponesi di allora, assimilabile a quello dei nostri tempi. 

E' importante il sostegno del vostro sentimento: ricordatevi sempre di non dimenticare."

Quattrocento anni. La stessa dignità, la stessa forza d'animo, la stessa determinazione nello sperare, nell'agire, nello scegliere il proprio destino ripartendo dal nulla. 

Per la tavola di oggi, senza bisogno di ulteriori commenti, una ricetta semplice della cucina quotidiana giapponese. Ricetta dolce e salata, come la vita. Da spartire con chi ci è caro, lontano o vicino che sia. Silenzio, rispetto, condivisione. Solidarietà.

Questa stessa ricetta è perfetta anche per le rape "normali", quelle italiane. Giappone ed Italia davvero lontani? "E' conoscersi che crea amicizia"... 


Amaito shoppai daikon - Daikon "dolce-salato"

ingredienti per 2 persone:
un pezzo di daikon da 8 cm, meglio se la parte centrale
1 lt. di acqua di cottura non salata di riso bianco (*)
1 cucchiaio di salsa di soja
1 cucchiaio di sakè
2 cucchiai di mirin
1 cucchiaio di olio di arachidi
1 pezzetto di peperoncino rosso
pepe al mulinello
sale

Pelare il daikon, tagliarlo in circa 10 fette da 8 mm. e smussarne leggermente gli spigoli, in modo che non si ammacchino in cottura.

Disporre il daikon in un ampio tegame in modo che le fette possibilmente non si sovrappongano e coprirlo a filo con l'acqua di riso bollente e cuocere per qualche minuto, fino a che il daikon si è leggermente ammorbidito.

(* Se non si ha a disposizione l'acqua di lessatura del riso si possono mettere un paio di cucchiai di riso Originario in una garza da tè e portarla ad ebollizione, cuocendo per qualche minuto prima di versarla sul daikon; il filtro in questo caso va lasciato nell'acqua anche durante la cottura del daikon.)

Scaldare l'olio con il peperoncino, disporvi le fette di daikon ben scolate, sempre in uno strato unico, e dorare brevemente su entrambi i lati.

Nel frattempo miscelare la soja con il sakè, il mirin, una macinata di pepe e, se serve, un pizzico di sale.

Versare la salsa ottenuta sul daikon e cuocere ancora qualche minuto, in modo che il condimento venga completamente assorbito.

Servire caldo o tiepido, eventualmente con una leggera spolverata di pepe.

  • rivoli affluenti:
  • maggiori informazioni sull'Associazione Culturale Arte Giappone qui

2 commenti:

  1. Un blog come specchio della realtà: un anniversario così eclatante nella più assoluta indifferenza.

    E' senz'altro vero che il nuovo papa e l'inquietante clima politico monopolizzano l'informazione ma almeno un accenno...

    Bah!

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  2. @virò :...che dirti? L'unico servizio televisivo che ha parlato di questa ricorrenza ha chiuso dicendo che però i giapponesi pescano le balene...
    Ho rinunciato a capire e, come vedi, nel blog sono passata oltre. Per fortuna non è così nella mia vita reale e nelle persone che mi circondano...

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