Passa ai contenuti principali

beata ingenuità...

Agli albori di tutto, quando a vent'anni mi credevo "migliore" (sic!) perché mi divertivo a leggere e sperimentare di cucina invece di passeggiare sul corso con i miei coetanei o sdilinquirmi dietro le foto dei cantanti, mi faceva sentire particolarmente speciale pensare di capire qualcosa di cucina cinese.

Avevo assaggiato involtini primavera, maiale in agrodolce e poco altro in uno dei primi, allora rari, ristoranti cinesi di Milano e, letti un paio di libri in merito, pensavo di aver capito tutto della vita e di possedere una vera sapienza orientale, soprattutto culinaria.

Quando scoprii che anche il fidanzato di mia sorella aveva un libro di ricette cinesi mi sentii parte di una sorta di clan di eletti e perorai a tutto spiano la sua causa con lei. Lui finì poi per sposarsela, mia sorella. Indipendentemente dalle ricette cinesi e pure dal mio affettuoso supporto, a dire la verità...

Una delle soddisfazioni derivanti per me da questo evento fu che potevo finalmente chiacchierare anche di cucina etnica con qualcuno che non mi prendeva per un'assoluta pazza... Mi fotocopiai parzialmente il suo libro (una delle prime edizioni su cartapaglia, genere che per un periodo è stato tanto di moda) e me lo studiai come una terza bibbia, da affiancare alle due che già ritenevo di possedere.

Beata ingenuità... Con il senno del poi devo dire che il suo testo, nonostante fosse di un'autrice italiana, era molto più credibile dei due in mio possesso. Il che la dice lunga su quanto fossi stupida pensando di aver capito qualcosa di cucina cinese: ho continuato ad approfondire e a praticare per anni e anche ora a malapena mi rendo conto di quanto poco io ne sappia!

Della trentina di ricette fotocopiate (ai tempi avevo anche questo difetto: non mi preoccupavo dell'integrità dell'informazione) una in particolare mi è rimasta impressa negli anni: i cosiddetti "biscotti cinesi" che il mio futuro cognato seppe aggiungere alle numerose frecce al suo arco per conquistarsi definitivamente la fidanzata.

Non so se si tratti davvero di una ricetta "tipicamente cinese" e per la verità non si tratta nemmeno di biscotti: così li chiamava mio cognato ma sul libro di cartapaglia (che "ovviamente" non cita alcun nome in cinese) sono definiti molto occidentalmente bastoncini di roastbeef con semi di sesamo

Nella ricetta originale (cioè quella riportata nel libro di mio cognato) questi bocconcini sono preparati con carne di manzo e panati con solo sesamo; immagino fossero da servire come snack. Si prestano per un secondo sostanzioso, per uno sfiziosissimo aperitivo o anche come fingerfood per una serata a tema... "orientale ma non troppo".

Facilissimi e veloci, la marinata dona loro un gusto dolce-salato da urlo. Prima o poi indagherò anche l'origine ed il nome esatti dell'eventuale piatto tradizionale cinese che possa essere servito da ispirazione per questi biscotti di sesamo. Ad ogni modo in questa veste li ho ereditati e per ora così continuo a prepararli, con poche mie varianti personali. Al di là di ogni altra considerazione, ancora "ingenuamente".


Bocconcini croccanti di maiale "alla cinese"
ingredienti per 4/12 persone:
600 gr. di lonza di maiale
1 uovo
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di sakè
1 cucchiaio di amido di mais
1 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai di panko*, pangrattato giapponese

2 cucchiai di semi di sesamo
4  o 5 cucchiai di olio di arachidi

Tagliare la lonza a fette di circa 5 mm. e poi a strisicoline da 2 x 4 cm.

Sbattere l'uovo insieme a soia, sakè, zucchero e amido di mais fino a che lo zucchero e l'amido si sono perfettamente sciolti. 

Mescolare la carne all'uovo, coprire e lasciar riposare una ventina di minuti, in modo che i bocconcini si insaporiscano bene.

Miscelare in un vassoio il pane con i semi di sesamo e passarci i boccincini senza scolarli troppo, in modo che se ne rivestano sui due lati (se si ha fretta si può aumentare un po' la dose di pane e sesamo e versarli direttamente sulla carne, mescolando velocemente e friggendo poi subito). 

Scaldare l'olio in un largo tegame e dorarci i bocconcini in un solo strato, voltandoli dopo un minuto o due quando hanno fatto una crosticina croccante e scolandoli su carta da cucina a mano a mano che si dorano anche sull'altro lato.

A seconda che si servano come pietanza o come fingerfood, foderare di insalata delle piccole ciotoline o dei piatti individuali, condirla con uno spruzzo di aceto nero cinese (o di balsamico) e appena un filo di olio, e distribuirvi i bocconcini. 

Questi "biscotti cinesi", che sono ottimi sia caldi che e temperatura ambiente, costituiscono inoltre un'ottima nota croccante in una insalata mista o per accompagnare dei piatti di riso bianco o verdure orientali.


(* Il panko è un pangrattato giapponese è particolarmente leggero e arioso. Lo si può sostituire grattugiando la mollica del pancarrè, prima tostato quel che basta ad indurirlo ma senza farlo colorare.) 
  • rivoli affluenti:
  • ovviamente il libro di mio cognato: Agostina Carnevale Maffè, Cucina Cinese, La Spiga, 1985.

Commenti

  1. Deliziosi davvero...un piatto da "conquista"! E pensare che ho ancora da parte un libro di cucina cinese comprata dai miei in Cina alla fine degli anni '80...peccato che molti ingredienti siano di difficile reperibilità e mettano l'msg in tutto

    RispondiElimina
  2. @isabel: grazie! In realtà, anche se pure io preferisco spesso sostituirlo con sale o soia, a quanto pare il glutammato non è poi così dannoso come racconta la leggenda, come spiega autorevolmente Dario Bressanini qui: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/02/04/miti-culinari-3-la-sindrome-da-ristorante-cinese/

    RispondiElimina

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà". 
A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza!

Premessa...
... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere. 

E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero!

Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO, come capirete, li spalanca frantumando ogni…

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici titolari e aggiunte dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali...

Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone!

Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con Cipango, il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un siffatto des…

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi...

Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare.

Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia. 

Ho pescato invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integralista...



Si utilizza ridotto in farin…

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso...

A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsurigiapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori!


In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati "matsuri", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di autentico stre…

il riso parla. E sceglie la ricetta vincitrice dell'MTC

Anche se ad alcuni questo MTC è sembrato difficilissimo e ad altri una passeggiata, la base della sfida era semplice: cuocere con una tecnica tra le tre indicate la varietà di riso più adatta all'ispirazione di partenza e confezionarci una ricetta personale.

Le regole, oltre alle pure indicazioni tecniche, altrettanto chiare: che ci si inventasse tutto di sana pianta o si prendesse spunto da piatti regionali, classici o etnici, era fondamentale capire che cosa si stesse facendo e perché. E farlo con cura e sorriso, al meglio del proprio gusto per la cucina.

Il criterio personale di giudizio del giudice del mese varia di volta in volta. Il mio l'avevo però esplicitato da subito: il confronto non era davvero con il riso ma piuttosto con se stessi. Così diventavano importanti lo spirito di armonia dell’insieme, la cura positiva dei gesti, la fantasia degli abbinamenti e la conseguente, inevitabile bellezza "naturale" del piatto finale. 
In generale ogni piatto condiviso su…

acquaviva scorre... sciuè sciuè!

Arrivo all'ultimo giorno utile con il mio modesto contributo all'iniziativa Pasta Bufala e fantasia! Reinventa la tradizione, contest organizzato da Le Strade della Mozzarella e Pastificio dei Campi.

Scopo specifico di questo confronto di idee è interpretare un piatto della tradizione usando delle nuove tecniche di cottura e di preparazione, che abbiano naturalmente come protagonista l'abbinamento di pasta prodotta a Gragnano dal Pastificio dei Campi e Mozzarella di Bufala Campana DOP. 

Nel giudicare la ricetta saranno valutati l'utilizzo della tecnica in rapporto al risultato ottenuto, la valorizzazione della pasta e della mozzarella, la qualità innovativa rispetto a preparazione tradizionale. Che ci faccio io dunque in questo gruppo di esperti gourmet? La mia cucina non ha mai brillato per inventiva tecnica... 

Forse la mia personale sfida in questo caso è quella di confrontarmi con prodotti che ovviamente conosco ma con cui "non sono nata": le mie origini f…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!