venerdì 6 settembre 2013

casa che vai, "sarata" che trovi

Avrei decine di ricette arretrate fresche fresche e a base di prodotti di stagione, da pubblicare prima che il prossimo acquazzone si porti definitivamente via l'estate, come succede di solito alle mie latitudini.

Ma il mood jap sta tornando alla carica, più intenso e volitivo che mai. Dunque oggi una versione pseudoestiva di yamaimo sarata, una sorta di "insalata russa" giapponese casalinghissima, che avevo già preparato qui in versione molto classica e che mi sono ora divertita a reinterpretare.

Come in ogni ricetta tradizionale che si rispetti, infatti, ognuno ha l'abitudine di personalizzare il piatto con la propria "mano" ed il proprio gusto (un po' come da noi l'insalata di riso...). A maggior ragione per questa preparazione, che in Giappone viene spesso servita durante i pasti di famiglia perché è molto gradita a tutte le età. Devo dire che ne ho assaggiate anche versioni piuttosto improbabili...

Di solito questa sarata (la definizione giapponese di "insalata", derivata dall'inglese salad) è presentata in piccole porzioni, spesso ricavate con uno scavino da gelato, insieme ad altri assaggi. Per noi quelle porzioni sono adatta a dei fingerfood, qui ne ho fatto invece un piatto più importante, a pallotte grandi come pesche. 

Nella mia versione ho cercato un gusto un po' più fresco di quello tradizionale, che eliminasse completamente dalla percezione dei commensali l'idea del "purè di patate"... perché nel profondo è di questo che si tratta!

Per aggiungere freschezza ho sostituito i classici carote e piselli con dadini di pomodori freschi e mela (ovviamente una fuji...), mentre a condire le patate al posto del sakè ho usato la marinatura dello zenzero. Devo dire che non tutti hanno indovinato gli ingredienti, ma le pallotte sono sparite in un attimo...


Yamaimo to ringo sarata - Insalata giapponese di patate con le mele

ingredienti per 6 pallotte:
3 patate (in tutto circa 650 gr.)
1 piccola mela fuji
1 piccolo cetriolo
1 cipollotto
1 pomodoro cuore di bue
1 cucchiaio di gari (lo zenzero marinato che si serve di solito con il sushi)
2 cucchiai di liquido di marinatura del gari
4 o 5 cucchiai di maionese
1/2 cucchiaio di semi di sesamo neri
sichimi togarashi (miscela a base di peperoncino giapponese)
zucchero
sale

Lessare le patate con la buccia ben lavata, mettendole in acqua fredda appena salata e cuocendo fino a che sono morbide ma non spappolate (circa 15-20 minuti dal bollore, conviene punzecchiarle per cogliere l'attimo giusto).

Scolarle e passarle subito allo schiacciapatate, mescolando subito al purè il liquido del gari e lasciando poi intiepidire.

Tagliare il pomodoro a dadini piccoli come piselli e lasciarli scolare su un tagliere inclinato con un pizzico di sale.

Tritare il cipollotto e lasciarlo a bagno in una tazza di acqua tiepida per almeno 10 minuti.

Tagliare il cetriolo a rondelle sottilissime con la buccia, "stropicciarlo" con la punta delle dita insieme ad un po' di sale sotto l'acqua corrente fino a che si ammorbidisce leggermente e lasciarlo scolare in un colino.

Tagliare la mela sbucciata a dadini grandi come un pisello e lasciarli a bagno in acqua fredda con appena un pizzico di zucchero; tritare il gari grossolanamente.

Scolare bene e tamponare con carta da cucina tutti gli ingredienti preparati ed unirli alle patate, mescolando perché si distribuiscano uniformemente.

Incorporare a questo punto la maionese, fino a che la crema di patate risulta liscia e vellutata, quindi assaggiare e regolare a gusto di sale e zucchero.

Lasciar riposare la iamaimo sarata per una decina di minuti perché i sapori si amalgamino bene. Poco prima di servire unire metà dei semi di sesamo, mescolare bene e formare le pallotte.


Decorare con i semi di sesamo rimasti e con un pizzico, per chi gradisce, di peperoncino giapponese e servire accompagnando con dell'insalata verde, condita con un filo di olio di sesamo ed un goccio di marinata dello zenzero oppure con olio di arachidi e pochissimo aceto di riso.



Si può conservare la sarata in frigo anche per un giorno; non conviene però servirla troppo fredda perché se ne perdono le sfumature di sapore.

  • rivoli affluenti:
  • il metodo di cottura delle patate più corretto è quello indicato nella ricetta precedente, insegnatomi da un'amica giapponese

2 commenti:

  1. ma esiste la traduzione in giapponese di :"ammapate"!
    no, perche qua ci stà... io vedo una insalata con le patate e mi ci butto! Mi intriga l'abbinamento patata/mela, sarà da provare di sicuro!

    Sai che da me, per bollire le patate per fare il pure si usa lo stesso sistema... (sbucciate, a dadini e in acqua freda salata...)

    besos

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  2. @mai: in questa versione l'acidino croccante delle mele devo dire che crea un contrasto con il morbido vellutato delle patate abbastanza sorprendente. Credo terrò le mele come ingrediente fisso anche nelle prossime versioni di iamaimo sarata!

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