Passa ai contenuti principali

pasta al burro di aglio e cognac "for adults only"

Chi non potrebbe eleggere la pasta al burro come piatto archetipico della propria infanzia? Qui nelle plaghe familiari lombardo-franco-elvetico-venete era ovviamente alla base dello svezzamento, subito dopo il passato di verdure col grana e il frullato di carne e verdure.

Omogeneizzati industriali neanche a parlarne, in casa, proprio per principio, nonostante fossero i rassicuranti e futuristici anni '60, e questo rappresenta uno dei pochi grandi onori gastronomici che devo assolutamente tributare a mia madre. Ma ovviamente via libera a burro e formaggi di ogni tipo e stagionatura, e ben presto anche a cioccolato, salumi e vino (anche se i responsabili in questo caso erano prevalentemente i nonni svizzeri e veneti...) 

Sono sopravvissuta egregiamente all'infanzia probabilmente anche grazie all'amorevole varietà di nutrimenti di cui sono stata cibata. Forse il gusto per la cucina per me è nato in quella primissima infanzia, grazie alla scarsa paura dei sapori "veri" che la famiglia nel suo insieme mi ha trasmesso, e che mi ha permesso di passare indenne attraverso la successiva (interminabile) fase di pasti a base di sofficini, pesce surgelato, würstel e piselli in scatola.

La passione per il burro, comunque mi ha sempre accompagnato, come raccontavo anche qui definendo il burro il mio profumo di casa e la pasta al burro, che per noi era "la pasta in bianco", la consolazione di tutti i cuori feriti.

E pasta in bianco sia, allora, oggi che di consolazioni ne servono in abbondanza. Però in versione adulta, un po' più evoluta rispetto alla golosità della mia infanzia: l'abbinamento di pasta e burro, se ben pensato, può generare piatti davvero da gourmet. 

Nella versione for adults only il burro si aromatizza con una crema di aglio tostato inaspettatamente delicata, si "sveglia" con una sferzata di pepe nero e si profuma con un tocco alcolico, che in verità non si propone tanto di sgrassare il piatto (in questo caso la "burrosità" ne è connotazione imprescindibile) quanto di accentuarne la "densità" del gusto.

Quale tipo di pasta è più "buono" con il burro? A mio gusto qualsiasi formato di pasta all'uovo, che ci si sposa perfettamente "a prescindere", forse perché assorbe molto e bisogna quindi abbondare di condimento (yumm!) Il mio preferito? I garganelli.

Ma in questa versione "adulta", proprio perché sono consapevole della differenza tra golosità personale ed equilibrio del gusto, userei pasta di semola. Più che gli spaghettini sottili sottili (praticamente unica pasta lunga presente nella mia infanzia, che quindi cito per motivi di palato affettivo), direi pasta corta liscia e dalla forma accogliente: caserecce, conchigliette, pipette, gemelli, tubetti, eccetera. Oppure gramigna, come qui. 

"Ovviamente", sempre per regressione infantile, con il burro funziona benissimo anche tutta la pastina non minutissima, tipo farfalline, ditalini o risoni, che anche in versione asciutta, ci potrebbe essere gusto a mangiare con il cucchiaio pure da adulti!



Pasta al burro di aglio, con cognac e pepe nero

ingredienti per 4 persone:
350 g di pasta formato gramigna
60 g di burro 
6 spicchi di aglio 
30 g di grana padano stagionato
1 ciuffetto di prezzemolo 
1 cucchiaio e 1/2 di cognac
2 cucchiai di olio d’oliva extravergine 
sale
pepe nero al mulinello

Lasciar ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Intanto tritare il prezzemolo e grattugiare il grana.

Scaldare un tegamino antiaderente, disporci gli spicchi di aglio con la buccia e far tostare a fuoco medio, scuotendo la padella di tanto in tanto, per circa 15 minuti, fino a che l'aglio profuma intensamente e la buccia si è bruciacchiata in modo uniforme.  

Far intiepidire l'aglio, sbucciare e schiacciarne la polpa riducendolo a una pasta.

Unire all’aglio il prezzemolo, il grana, l’olio, il cognac, un pizzico di sale e una bella grattata di pepe. Mescolare bene ed unire il burro morbido, lavorando fino a che la crema è morbidissima e uniforme.

Lessare la pasta al dente in acqua bollente salata, scolarla e versarla in una terrina ben calda. 

Unire la crema di burro e mescolare velocemente, in modo che il condimento si fonda ed il formaggio cominci appena a filare.

Dividere in piatti individuali, spolverizzare con un pochino di pepe e servire subito.

  • rivoli affluenti:
  • la "pasta in bianco" di mia mamma? Tocchetti di burro crudo direttamente sulla pasta, rimessa dopo scolata nella pentola di cottura. Se pasta e burro sono di grande qualità basta davvero così...
  • lo stesso condimento è perfetto anche per insaporire riso bianco, per patate lesse o in cartoccio caldissime, castagne lesse, fette di polenta abbrustolite e crostoni di pane nero.

Commenti

  1. anche x un piatto semplice come questo...c'è pasta a burro e pasta a Burro (con la B maiuscola) come questa!!
    ps. anche la mia mamma, che aveva sempre poco tempo rimetteva i 2 ingredienti direttamente in pentola e mantecava...ma sento ancora oggi quel profumo... ;))

    RispondiElimina
  2. Non dico niente tanto sai che la copio :) Buona fine settimana.

    RispondiElimina
  3. Annalena, già, come dimenticare la pasta al burro che, praticamente, ha contribuito alla mia crescita? Ho in congelatore 2 tipi di burro fatti da me: con aglio orsino già sperimentato e levistico adoperato per un risotto. Devo comperare il cognac sperando di non inciocchettarmi:-D Bacio

    RispondiElimina
  4. @ilaria: pure iomfaccio come mia mamma qualche volta, soprattutto quando ho bisogno di tornare bambina per un pochino!

    @edvige: per una volta niente ingredienti strani, no?!

    @libera: mio padre ogni tanto faceva il burro, quando ero bambina, con la zangola di legno (che qui si chiama "penagia"). Ma solo qiuando aveva il fornitore di latte giusto. Un delitto che questa cosa in famiglia si sia poi persa, mi mangerei le mani!

    RispondiElimina
  5. Oggi la semplicità profuma intensamente di buono!!
    Io impazzisco per il burro scalogno e mandorle, con quale pasta?? Assolutamente tagliolini:)))

    P.S. Facevo un giro nei tuoi "quartieri" a caccia di riso.
    Sulla piazza sei certamente quella che ne sa di più!:))

    RispondiElimina
  6. @fabiana: la pasta al burro, a parere personale, è una golosità in qualsiasi versione. E la tua la provo subitissimo, ovviamente!

    RispondiElimina
  7. Grazie per i bei momenti nel tuo blog. Sono spesso in grado di guardare (ancora e ancora) questi oggetti meravigliosi hai condiviso. Molto interessante. Buona fortuna a voi!

    voyance gratuite

    RispondiElimina
  8. Quanto mi riconosco in quella pasta al burro della infanzia! Mi sto perdendo nel tuo bellissimo blog e grazie davvero per questa ricetta. La farò sicuramente. Un abbraccio Giuliana

    RispondiElimina
  9. Quanto mi riconosco in quella pasta al burro della infanzia! Mi sto perdendo nel tuo bellissimo blog e grazie davvero per questa ricetta. La farò sicuramente. Un abbraccio Giuliana

    RispondiElimina
  10. Ho appena scoperto il vostro sito, wow, è veramente buono e francese. Complimenti, continuate così il buon lavoro. Tornerò e fare pubblicità per il vostro sito.

    RispondiElimina

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà". 
A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza!

Premessa...
... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere. 

E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero!

Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO, come capirete, li spalanca frantumando ogni…

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici titolari e aggiunte dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali...

Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone!

Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con Cipango, il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un siffatto des…

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi...

Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare.

Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia. 

Ho pescato invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integralista...



Si utilizza ridotto in farin…

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso...

A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsurigiapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori!


In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati "matsuri", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di autentico stre…

il riso parla. E sceglie la ricetta vincitrice dell'MTC

Anche se ad alcuni questo MTC è sembrato difficilissimo e ad altri una passeggiata, la base della sfida era semplice: cuocere con una tecnica tra le tre indicate la varietà di riso più adatta all'ispirazione di partenza e confezionarci una ricetta personale.

Le regole, oltre alle pure indicazioni tecniche, altrettanto chiare: che ci si inventasse tutto di sana pianta o si prendesse spunto da piatti regionali, classici o etnici, era fondamentale capire che cosa si stesse facendo e perché. E farlo con cura e sorriso, al meglio del proprio gusto per la cucina.

Il criterio personale di giudizio del giudice del mese varia di volta in volta. Il mio l'avevo però esplicitato da subito: il confronto non era davvero con il riso ma piuttosto con se stessi. Così diventavano importanti lo spirito di armonia dell’insieme, la cura positiva dei gesti, la fantasia degli abbinamenti e la conseguente, inevitabile bellezza "naturale" del piatto finale. 
In generale ogni piatto condiviso su…

acquaviva scorre... sciuè sciuè!

Arrivo all'ultimo giorno utile con il mio modesto contributo all'iniziativa Pasta Bufala e fantasia! Reinventa la tradizione, contest organizzato da Le Strade della Mozzarella e Pastificio dei Campi.

Scopo specifico di questo confronto di idee è interpretare un piatto della tradizione usando delle nuove tecniche di cottura e di preparazione, che abbiano naturalmente come protagonista l'abbinamento di pasta prodotta a Gragnano dal Pastificio dei Campi e Mozzarella di Bufala Campana DOP. 

Nel giudicare la ricetta saranno valutati l'utilizzo della tecnica in rapporto al risultato ottenuto, la valorizzazione della pasta e della mozzarella, la qualità innovativa rispetto a preparazione tradizionale. Che ci faccio io dunque in questo gruppo di esperti gourmet? La mia cucina non ha mai brillato per inventiva tecnica... 

Forse la mia personale sfida in questo caso è quella di confrontarmi con prodotti che ovviamente conosco ma con cui "non sono nata": le mie origini f…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!