martedì 5 luglio 2016

tarassaco con gnocchi di patate e cozze, in ordine di importanza


... in ordine di importanza in senso di piacevolezza del ricordi. Vedo del tarassaco dall'ortolano. Un flash dolcissimo di me a 3 o 4 anni seduta in un prato con la mia nonna svizzera accovacciata accanto che mi insegnava i nomi di fiori e delle piante.

Quello che poi ho scoperto chiamarsi tarassaco era per me una continua fonte di meraviglia: una pianta sola con tre nomi! La nonna mi spiegava che quando sbocciano quei fiori gialli ed allegri la pianta si chiama dente di leone, quando poi il fiore si trasforma in una palla soffice di semi si chiama soffione, se invece non ci sono ne' fiori ne' semi ne' steli, le foglioline scure e seghettate che formano dei mazzetti tondi vicino alla radice sono l'insalata matta.


Mentre io giocavo a sfogliare i fiori per un "m'ama non m'ama" infinito e a soffiare sui soffioni per veder volare i semi dappertutto, lei coglieva il cespo di foglie con tutta la radichetta e le adagiava nel grembiule rialzato a formare una tasca. Poi a casa le puliva con cura e le univa all'insalata. A me non piacevano: erano troppo amare.

Il tarassaco dell'ortolano era chiaramente coltivato, con margini delle foglie molto meno dentellati (e come chiamarlo dente di leone, allora?!) e colore decisamente più chiaro rispetto a quello selvatico che ho conosciuto nei prati da bambina. E, per fortuna, anche meno amaro. O forse sono io che ho cambiato gusto. O forse è il mio palato che oggi, sull'onda della nostalgia, sente tutto molto più dolce...

Penso subito che il sapore amarognolo del tarassaco potrebbe stare benissimo con la dolcezza degli gnocchi di patate e la sapidità delle cozze. All'impasto degli gnocchi aggiungo una punta di pomodoro: non mi serve solo per un accenno di acidità, ma anche per avvicinare il colore degli gnocchi a quello delle cozze (almeno quelle chiare), in modo che il tarassaco sia vividamente protagonista in un piatto da forme, consistenze e colori tutti morbidi.

Tengo tutti i sapori semplicissimi: olio, aglio e una spolverata di pepe bianco sono più che sufficienti a bilanciare e dare tono al tutto: in pratica non serve (quasi) nemmeno il sale! Se fosse stato tarassaco selvatico forse lo avrei prima sbollentato un paio di minuti per levare un eventuale eccesso di amaro, ma avrei avuto il gusto di utilizzare nel piatto anche i fiori, per accompagnare il colore delle cozze più colorate...


Tarassaco strascinato con gnocchi color cozza... e cozze vere!

per 4 persone:
per gli gnocchi:
1 kg di patate vecchie
220 g di farina 0, più un pugno per la spianatoia
1/2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale

per il condimento:
1 kg di cozze
200 g di tarassaco mondato
2 spicchi di aglio
4 o 5 cucchiai di olio extravergine
pepe bianco al mulinello

Pulire bene cozze eliminando bisso e incrostazioni sotto acqua corrente e sciacquarle bene. Versarle in un tegame con uno spicchio di aglio, sbucciato e schiacciato, e 2 cucchiai di olio; coprire e farle a prore a fuoco vivo.

Filtrare il fondo di cottura con un telo fine; intanto sgusciare le cozze (tranne qualcuna per la decorazione); metterle quindi a bagno nel liquido filtrato.

Sbucciare le patate, farle a pezzi da 2 cm e cuocerle a vapore al microonde a 900 w per 6 o 7 minuti (oppure lessarle intere con la buccia in acqua bollente appena salata per 25-30 minuti).

Mentre le patate cuociono mondare il tarassaco, lavarlo bene e tagliarlo a striscette da circa 2 cm.

Passare le patate ben calde allo schiacciapatate e farne cadere il purè ben allargato su un vassoio. Nel caso della cottura a vapore passare una leggerissima spolverata di sale in superficie; distribuire il concentrato di pomodoro sopra le patate e poi setacciarvi sopra la farina e lasciar intiepidire tutto.

Impastare patate e farina in modo da formare un massa morbida ed omogenea; dividerla a pezzetti e ridurli a cordoncini spessi un dito rotolandoli sulla spianatoia inafrinata; tagliarli a tocchetti da 1 cm o poco più e passare ogni boccone su un'assicella rigata o sui rebbi di una forchetta, per ottenere degli gnocchetti rigati; disporli man mano su un vassoio infarinato senza che si tocchino.


Lasciare le cozze in 5 o 6 cucchiai di liquido e versare il resto del liquido nella pendola dove si lesseranno gli gnocchi. Unire acqua e portare a bollore.

Intanto scaldare 2 cucchiai di olio in un ampio tegame con l'ultimo spicchio di aglio ed unirvi il tarassaco, coprire fino a che si è leggermente appassito e poi cuocere a fuoco vivace per qualche minuto, in modo che si insaporisca.

Unire le cozze con il liquido rimasto nel tegame tarassaco e scaldare tutto bene. lessare gli gnocchi nell'acqua profumata e, a mano a mano che vengono a galla, trasferirli nel tegame con la schiumarola.


Padellare tutto insieme 1 minuto: con la cottura al microonde delle patate gli gnocchi restano morbidi ma compatti e non si spappolano... ma è sempre meglio mescolarli al condimento con delicatezza.


Dividere gli gnocchi nei piatti individuali, spolverare con una abbondantemente grattata di pepe, decorare con le cozze nel guscio e servire.

  • rivoli affluenti:
  • il disegno del tarassaco è preso da qui

5 commenti:

  1. I piatti "dei ricordi" sono sempre i migliori perché nascono dal cuore e sono autentici. I tuoi gnocchi sono davvero golosi... immagino quanto siano buoni!!!

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  2. Mi stai dicendo che le foglie dei soffioni si mangiano? Mi si apre un mondo! A quando allora una ricetta con "l'erba cucca"?

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  3. I piatti "dei ricordi" sono sempre i migliori perché nascono dal cuore e sono autentici. I tuoi gnocchi sono davvero golosi... immagino quanto siano buoni!!!

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  4. @ mile.z: in effetti avevo perso proprio confidenza con il tarassaco...

    @virò: ho un flash di due bimbe accovacciate in montagna con una donna anziana a fianco (non so più chi) e loro che la aiutavano a cercare l'insalata matta... be': è questa!

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  5. Bella, buon posto. Ho appena imbattuto il tuo blog e volevo dire che mi è piaciuto molto leggere il tuo blog.

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