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salmoriglio alle mandorle per gli arrosticini di una Pasqua "dimessa"


Non è che in tutti questi giorni di silenzio non abbia cucinato. E' che sono sopraffatta dagli eventi e mi sembra di non aver tempo per niente. Trascurare il blog non mi fa sentire in colpa, dunque è la prima cosa che fa le spese della mia fretta di vivere. Ed ecco che ora aggiorno il blog, al volo, come fosse per oggi un semplice archivio di ricette che un giorno magari tornerò anche a commentare come si deve.

Aggiungo solo che questa Pasqua a tavola è stata leggera e semplice, con piatti che poi ho ripreso e trasformato per il picnic di pasquetta. Di tutti i dettagli culinari parlerò (con calma?) in un altro post; qui riporto solo la salsetta veloce preparata per profumare dei semplicissimi arrosticini di pecora, quelli attorno a cui è ruotato il pranzo di Pasqua, quest'anno "dimessa" in senso positivo, all'insegna della facilità senza pensieri. 

Salsina vagamente ispirata ad un salmoriglio che avevo avuto occasione di assaggiare in una grigliata di famiglia in mezzo agli orti di meloni di Alcamo, si intensifica nell'anima siciliana incrociandosi in aromonia di amorosi sensi con una parvenza di pesto trapanese. Come al solito, il caleidoscopio non inventa nulla ma rimescola spunti già buoni in partenza...

Ottimo con la carne, ha rappresentato anche un perfetto dip per il pinzimonio dedicato al lato vegetariano e a quello celiaco della compagnia. Diluito con ulteriore olio si presta anche a fare da saporito condimento per una bella insalata mista.


Salmoriglio piccantino alle mandorle con arrosticini di pecora

per 6 persone:
1.2 kg di arrosticini di pecora
18 mandorle spellate
2 spicchi di aglio
12 rametti di prezzemolo
6 pomodorini datterini
1 limone
3 pomodori secco sott'olio
1 peperoncino piccante fresco, privato dei semi
1/2 di cucchiaino di semi di cumino
5 o 6 cucchiai di olio extravergine strong
sale

Tritare grossolanamente le foglie di prezzemolo, i pomodorini (conservando semi e succo), le mandorle, l'aglio privato dell'anima, il peperoncino (a cui io ho levato i semi, per ridurne la piccantezza) ed i pomodori secchi. 

Pestare il cumino, unirlo al trito e frullare tutto con un pizzico di sale, aggiungendo il succo di mezzo limone e l'olio a filo. 

Unire infine la scorza del limone grattugiata finissima, regolare di sale, unire se serve un altro goccio di olio se si preferisce una consistenza più fluida e tenere coperto in frigo fino al servizio.

Arrostire gli spiedini di pecora sulla griglia calda senza alcun condimento, salarli appena e servire con il salmoriglio a parte (come in foto) oppure spennellato sopra appena ritirati dalla grigia (come poi abbiamo fatto in realtà).

  • rivoli affluenti:
  • cosa appare a fianco degli spiedini?! Come si usa dire: lo scopriremo nella prossima puntata!

Commenti

  1. Bel condimento, mi piacciono la presenza di pomodorini sia freschi che secchi e la grattatina di scorza di limone...molto siciliana inside!

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  2. sai che non ho mai visto gli arrosticini di pecora? di agnello si, di suino e di pollo e poi di tacchino, ma ora però... mi viene un dubbio.. quelli abruzzesi è agnello vero? ecco quelli li compro sempre. Santo cielo che casino.. comunque la tua salsina mi ispira moltissimo! Se ti va potresti partecipare al nostro contest! se vuoi leggere il regolamento lo trovi qui http://www.batuffolando-ricette.com/2017/04/il-contest-di-al-km-0.html

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quelli abruzzesi nascono di pecora ma poi si adattano commercialmente all'agnello o agnellone perché sono poche le aree italiane in cui i sapori intensi di pecora e montone vengono ancora apprezzati.

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  3. Sembra deliziosa questa caleidoscopica micro-follia di sapori, ma cosa ci possiamo bere insieme? Vino? Nooooo!

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  4. Che golosità!! Lo proverò...me lo segno.
    Un abbraccio
    Vera

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    Risposte
    1. semplice, velocissimo, versatile, scenoso e... buono. Che volere di più?!

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  5. Very nice blog, thank you for the details on the shots, it will make me progress.

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  6. Sempre così eccitante e così diversificare, sono felice che io sono disabile mi porti felicità. Continuare questo!

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