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la mia storia con i Würstel svizzeri. In umido...


L'articolo pubblicato oggi sul Calendario del Cibo italiano MTC, che vede nel 7 maggio la Giornata dei Würstel e crauti, appartiene alla rubrica "Le voci degli altri".  E infatti non parlo di insaccati italiani ma vi racconto dei  Würstel svizzeri: un piccolo mondo di sorprese!


Il grosso del senso di questi insaccati tipici lo racconto in quell'articolo, che chiudo con una delle ricette di famiglia che li vedono protagonisti. 

Quegli involtini di Würstel sono una delle poche eredità culinarie davvero felici della mia infanzia, ma come contributo al tema di oggi segnalo anche quella dei Bratwurst in salsa di cipolle, pubblicata poco tempo fa, ed infine una ricettina che farà ridere i miei fratelli: quella dei Würstel in umido della mia mamma!

Essendo svizzera di nascita e di mentalità, avendo un lavoro a tempo pieno e gestendo tre figli ed una casa tutto in contemporanea, mia madre non aveva tanto tempo a disposizione per cucinare. Anche le fosse piaciuto, intendo... ma non amava particolarmente stare in cucina, come i traumi gastronomici di noi fratelli stanno ancora oggi a testimoniare.

Così come contributo al Calendario riporto una delle ricette che lei preparava spesso perchè pratica, facile, poco impegnativa e, soprattutto, piatto unico, cucinabile alle sette di mattina e riproponibile sia a pranzo che a cena. E che io non ho ancora mai avuto il coraggio di ripreparare... fino ad oggi!

Per rendere il piatto un filo meno schematico utilizzo, naturalmente, dei Würstel svizzeri freschi particolari, i Sant Galler Stumpen. Il nome significa i "sigari di San Gallo", il cantone patria dei mitici Cervelat svizzeri di cui questi salsicciotti riprendono la forma. Ma tutto in questi speciali Cervelat è particolare: vengono preparati con un impasto di carne di vitello con una punta di speck svizzero, insaccati in budello bovino e poi affumicati.

Insomma: quello che ci vuole per insaporire per bene la salsa e le verdure con cui cuociono... che sono, ovviamente, patate e cipolle! E poi pomodoro, imprevedibilmente, come succede spesso in Ticino, dove gli orti assomigliano a quelli lombardi e gli aromi della cucina mediterranea non hanno ancora incontrato la barriera alpina della cultura gastronomica nordica a base di latticini.

Uso qui pomodoro fresco, sostituendo parzialmente il concentrato in tubetto di mia mamma (che lei diluiva anche con latte), e qualche erba fresca. Alla fine, devo dire, è un piatto con un suo perchè. E, davvero: riscaldato è anche più buono!



Umido di Würstel e patate della mia mamma svizzera
ingredienti per 4 persone:
4 Stumpen affumicati da 140 g l'uno
3 pomodori maturi, circa 600 g
3 patate, circa 450 g
1 cipolla
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
2 foglie di salvia
1 foglia di alloro
10 g di burro
1 cucchiaio di olio extravergine
sale
zucchero
pepe nero al mulinello

Ridurre la cipolla a fette sottili; tagliare le patate sbucciate e tagliarle a fettine spesse 5 mm. Frullare i pomodori.

Rosolare le cipolle in olio e burro caldi. Appena cominciano a dorare unire le patate e le erbe e far insaporire un paio di minuti.

Unire il frullato di pomodoro, il concentrato sciolto in mezzo bicchiere di acqua, una presa di sale e un pizzico di zucchero.mescolare bene; coprire e lasciar cuocere a fuoco dolce per 20 minuti.

Ridurre i Würstel a rondelle spesse 1 cm, versarli nel tegame e cuocere un'altra ventina di minuti, fino a che le patate sono morbide, la salsa abbastanza asciutta ed il profumo di affumicato avrà invaso casa. Regolare di sale se serve, pepare a gusto e servire ben caldo.


  • rivoli affluenti:
  • fratelli miei... ricredetevi!

Commenti

  1. Risposte
    1. ma anche no, se fatti per benino, una volta ogni tanto. E' solo che noi siamo traumatizzati da ben altro.

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  2. io non ho mai amato i würstel... ebbene grazie al tuo articolo nel calendario e a questo stufato che definire goloso e' riduttivo, mi sono ricreduta!!!!!! che delizia!!!!

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    1. Valentina... se ti sentissero i miei fratelli, svezzati a würstel!

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  4. Grazie prima di tutto per questo grande blog. Io vengo tutti i giorni compresi i fine settimana! buona fortuna

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  5. Buono veramente e poi con le tue spiegazioni... "Servalade" li conosco da piccola ma la versione austriaca/tedesca erno grossi cosi e senz'altro con una punta di speck o simile molto molto gustosi. Li trovo ancora oggi li fanno anche grandi a ferro di cavallo ma secondo me il sapore non va bene meglio i classici come questi. Buona giornata.

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    1. ma quante cose condividiamo, noi due, gastronomicamente parlando?! A volte mi spaventa... ;)

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    2. ...sai come te anch'io ho il cosidetto "sangue misto" forse per questo che ci accumunano alcuni sapori e conoscenze gastronomiche. Poi lasciami dire onore al merito... non sei mai scontata sia nello scrivere che nel presentare poi il tuo piatto che risulta mai banale e perfetto nell'accostamento dei sapori che senz'altro chimicamente parlando l'insieme produce uno nuovo come in realtà dovrebbe sempre essere. Buona giornata e spero di poterti incontrare forse ancora a Trieste se verrai.

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    3. guarda... non è detto che non succeda!

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  6. Grazie al vostro sito ho appena appendre diverse cose. Continua!

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  9. Ho fatto questo piatto stasera: troppo buono!!! Massimo ne ha mangiato da scoppiare :D

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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