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dolce di uova, miele e pepe: cucina patrizia della Roma antica

Il Calendario del Cibo Italiano MTC oggi, che è il compleanno di Roma (fondata, si dice, il 21 aprile del 753 a.C.), celebra la Giornata della cucina dell'antica Roma con il racconto di cosa e come si mangiasse a seconda della classe sociale di appartenenza. Qui ragiono invece sul "gusto" degli antichi Romani che, se nei loro piatti più semplici, consumati dai ceti più poveri, dagli schiavi e dai contadini, andavano diritti al sapore,  articolavano invece gli ingredienti in modo molto più complesso nelle vivande destinate ai più abbienti. Di questi cibi "ricchi" abbiamo avuto esempio in quasi tutte le ricette proposte dal Calendario negli anni precedenti, prevalentemente derivate dalle descrizioni che ne fece Apicio nel suo trattato di gastronomia del V secolo d.C. Anche nelle versioni lì addomesticate per i palati odierni, viene da chiedersi come mai abbondassero tutti di spezie, erbe e aromi e come mai in origine il dolce miele, il salato del  garum...

pasta al pomodoro e mozzarella... fujuti, per un MTC ridotto

Quando la rediviva forma ridotta dell' MTChallenge  si è inventata di proporre la creazione di un piatto di pasta condito con gli scarti, ho pensato subito a due cose: la prima è che ho da sempre per carattere l'abitudine di buttare pochissimo di quello che è commestibile ed di riciclare sempre tutto, quasi al limite del buonsenso. Sarà che sono cresciuta in una famiglia che ha davvero conosciuto la mancanza di cibo e che quindi mi ha trasmesso la necessità di sfruttare ogni risorsa al massimo possibile, di non dare mai nulla per scontato, di conservare tutto ciò che può tornare buono in un'altra occasione. Sopra il frigo di mia nonna c'è sempre stata una scatola con l'etichetta   "spaghi troppo corti per essere usati" . Ecco... In questo senso per l'occasione mi sono rituffata nelle memorie di famiglia e nelle abitudini domestiche durante gli anni del fascismo e della guerra di cui nonni, prozii e pure genitori mi hanno raccontato, quando le ma...

pasta agli scarti di carciofo e arancia, per un MTC ridotto

Dopo che la Giornata Nazionale della Carbonara ha visto in rete un proliferare di paste condite in modo assurdo ( la mia compresa! ), l'MTC, nelle persone di Alessandra giudice titolare e di Greta giudice aggiunto, ha deciso di riparare allo scempio della pastasciutta improvvisata con il lancio di una nuova, piccola sfida adatta al periodo di restrizioni che stiamo vivendo: per modalità sceglie tempi brevi, regolamento snello e pubblicazione non sul sito MTC ma nel gruppo Facebook di appassionati dell'MTChallenge , mentre per il tema stimola a ragionare su un piatto di pasta con un condimento (ovviamente da mantecare) ricavato dagli scarti. Il tempo che la mia mente partisse per un viaggio di ispirazione molto italiana, di cui parlerò in un altro post, e si è fatta Pasqua, così mi sono istintivamente ritrovata a non buttare nulla degli scarti prodotti cucinando per il pranzo festivo. Ci ho poi ragionato sopra il giorno di Pasquetta, esaminando criticamente i vari sca...

i cetrioli al forno ed il mito gastronomico di Caterina de' Medici

La nascita del mito di Caterina de' Medici nella storiografia gastronomica italiana è ciò che racconto qui a completamento dell'articolo per il Calendario del Cibo Italiano , che oggi, come il 13 aprile dello scorso anno , di due anni fa e di tre anni fa , celebra con aneddoti e ricette la nobile fiorentina che si dice abbia "civilizzato" la cucina di corte francese, aprendole la strada all'incontrastata e duratura egemonia gastronomica in Europa. Racconto oggi sul Calendario che la convinzione che Caterina de’ Medici abbia portato con sé uno stuolo di cuochi provetti quando andò sposa al futuro re di Francia Luigi II nel 1533, sia in realtà solo una leggenda: gli scambi culturali e gastronomici tra i due Paesi erano attivi da secoli e si influenzavano a vicenda, tanto è vero che si trovano già nel Liber de coquina napoletano dei primi del '300 una ricetta di carne  ad usum Francie e un brodium gallicanum , così come nei testi francesi suoi contempo...

una pastiera più consapevole

In questa strana Pasqua 2020, con la primavera vista solo dalla finestra, la famiglia dalle chat del computer e gli amici dal telefonino, il mio pranzo vuole celebrare non il classico banchetto luculliano di una "festa" ma, visto che saremo a tavola in due, un piccolo ed affettuoso misto di tradizioni di coppia: dal mio lato apriamo con una insalatina che comprende, tra l'altro, bresaola valtellinese, passione di mio padre,  e uova sode e insalata amara tanto amate dalla mamma svizzera; dal lato dell'essere partenopeo sforniamo invece un crapetto caso e ova come faceva sua madre e una pastiera, specialità di suo padre. Mi concentro qui a raccontare della pastiera per tre motivi: ho giusto seguito nei giorni scorsi un simpaticissimo tutorial on line di Peppe Guida che comprendeva i canditi fatti in casa e qui ho voluto sperimentare la sua versione della ricetta, mi ha chiesto i riti della pastiera la mia nipote romana (e penso incuriosiscano anche ai nipoti di ...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!