venerdì 19 ottobre 2012

la storia del sedano cascato

Damiano ha una vera e propria passione per il sedano. Fin dal banco verdure del supermercato vedere una massa di verde rigogliosa e croccante gli mette allegria. Così non manca mai di metterne ogni volta un bel cespo nel carrello e quando arriva a casa, prima di sistemare il resto della spesa, a volte anche prima di levarsi la giacca, se ne divora con golosità un paio di steli, appena lavati sotto l'acqua corrente e conditi con un pizzico di pepe.

Poi i giorni passano, il suo amato sedano langue nel frigo insieme al resto degli acquisti, i ritmi del lavoro assorbono qualunque altro tipo di energia e le velleità culinarie del weekend si diluiscono in una settimana di incarichi imprevisti, di orari assurdi, di casa vissuta quasi solo per dormire. Qualche gambo di sedano viene ancora sgranocchiato al rientro, ma con poco gusto: non per il piacere di concedersi uno sfizio ma come reazione alla rabbia di non riuscire mai ad arrivare per bene dove vorrebbe.

Il sabato successivo Damiano fa piazza pulita di quegli steli morbidi e spenti che dormono  nel cassetto delle verdure come piccoli serpenti rassegnati, e ogni volta riparte alla volta del supermercato, deciso a non farsi ingolosire dalla sua passione ma ad acquistare solo ciò che può ragionevolmente sperare di riuscire a consumare nella settimana che lo aspetta.

Ma il sedano è per lui una tentazione irresistibile ed ogni sabato, nonostante sia riuscito magari a razionalizzare il resto degli acquisti, le foglie più alte di un bel cespo di sedano fresco non mancano mai di svettare impavide dalla sua busta della spesa.

Damiano incontra Supani proprio così, al parcheggio del supermercato, un sabato mattina d'autunno, mentre entrambi stanno caricando nel baule della propria auto gli acquisti. Lei è minuta ma forte, lui fa per aiutarla a sollevare una sacca pesante ma rimane imbambolato di fronte alla grazia del gesto con cui lei la maneggia, quasi come non le costasse fatica. Ed un sacchetto casca invece di mano a lui. Quello del sedano, guarda un po'...

Lei sembra da principio molto riservata ma poi le scappa un sorriso. Superati la timidezza orientale e l'imbranataggine occidentale Supani e Damiano si scambiano qualche battuta in inglese, poi si presentano e poi cominciano a parlare davvero.

Lui le racconta del mogio destino settimanale che aspetta il suo cespo di sedano; lei gli spiega che in Tailandia, suo Paese d'origine, il sedano si chiama khuen chai, che ha steli molto sottili ed assomiglia quasi al prezzemolo, che è considerato più un'erba aromatica che non una verdura e che si ritiene renda gli uomini più attraenti.

Lui si sente incoraggiato da quest'ultima battuta, scherza sul droopy celery, il sedano cascante che ha in frigo, e su quello dropped, appena cascatogli di mano, e una cosa tira l'altra, e continuano a sorridersi. E poi la sera si trovano a cenare insieme. Senza sapere quale strada potranno imboccare, magari condividere.

Inventarsi una ricetta con sedano occidentale ed erbe tailandesi è di fatto un passo fatto in due. La direzione è comune. La destinazione forse neppure così importante.


"Dropped celery" fishcakes in profumi Thai
ingredienti per circa 16 pezzi:
350 gr. di polpa di pesce bianco al netto si spine, pelle e cartilagini (io merluzzo)
1 bel gambo di sedano (anche senza bisogno di farlo cadere al supermercato)
1 piccolo porro sottile
1 grosso spicchio d'aglio
1 cubetto di zenzero fresco da circa 2 cm.
6 foglie di keffir lime essiccate (o 2 foglie di limone scottate 30 secondi in acqua bollente)
1 piccolo stelo di lemongrass (o scorza di 1/2 lime grattugiata finissima)
1 cucchiaio di coriandolo fresco tritato (foglie e steli)
1 peperoncino rosso, meglio se fresco
1 uovo
2 cucchiaiate di nam-pla (o colatura di alici)

facoltativi:
2 o 3 cucchiai di farina di riso
2 cucchiai di olio di arachidi

Portare a bollore mezzo bicchiere di acqua, spegnere ed immergervi le foglie di keffir, lasciandole rinvenire per una ventina di minuti, quindi scolarle e conservare l'acqua di ammollo.

Tritare finemente o passare al frullatore il porro, l'aglio, lo zenzero, il lemon grass, metà delle foglie di keffir ed il peperoncino (io ne ho usato solo mezzo e l'ho privato dei semi, ma va a gusto).

Tagliare a pezzetti la polpa di pesce e frullarla con il trito ed il coriandolo, fino ad ottenere un impasto omogeneo e consistente.

Unire il nam-pla e qualche cucchiaio dell'acqua di keffir a temperatura ambiente, fino ad ottenere una massa morbida e compatta, quindi unire l'uovo sbattuto.

Tritare grossolanamente il sedano e le foglie di keffir rimaste ed incorporarli al composto, lasciando quindi riposare coperto in frigo per almeno una mezz'oretta perché la polpa di pesce si insaporisca bene (qui ho lasciato un paio d'ore).

Ricavare dal composto delle polpettine tonde e compatte, spesse circa 1 cm. e dal diametro di circa 4-4,5 cm. Se ne dovrebbero ottenere 16-18 circa.


Si possono cuocere su una piastra rovente, qui ho preferito infarinarle leggermente e dorarle in un goccio di olio di arachidi ben caldo. In entrambi i casi l'importante è che la superficie sia colorata in modo uniforme e l'impasto all'interno sia cotto e morbido. Ci vorranno circa un paio di minuti di cottura per parte.


Servire calde o tiepide accompagnate con una salsa al cocco e arachidi tipo questa oppure, come in foto, con una ciotolina di nam-pla in cui si è sciolta a caldo una punta di zucchero e un pizzico appena di peperoncino.

  • rivoli affluenti:
  • per essere più thai al posto del sedano occidentale si possono usare verdure come fagiolini e cipollotti; il peperoncino in questo caso ci vorrebbe verde e più abbondante e la salsa di accompagnamento dovrebbe essere decisamente piccante. Un esempio in: Jacki Passmore, Step by Step Thai Cooking, Murdoch Books.

3 commenti:

  1. Beh, vien voglia di provare questa ricetta, senza dubbio per il romanticismo sprigionato dal racconto che la precede.....deliziosa e delicata....complimenti!!

    RispondiElimina
  2. Bella la ricetta, ma ancora più bella la storia che l'accompagna, direi incantevole.

    RispondiElimina
  3. @giuli: grazie, le polpettine profumano di thai per conto loro ma dentro la storia sembrano quasi più buone.

    @roberta: ogni tanto la vita è ancora più profumata della cucina...

    RispondiElimina