giovedì 14 gennaio 2016

toast di carne, con fontina e buona volontà

Qualcuno l'altro giorno in famiglia, di ritorno da una spesa fatta tutta a capa sua, mostrava orgoglioso una confezione di fettine di formaggio fuso, quelle pronte imbustate, sostenendo di averle comprate perché sono l'ingrediente perfetto per rendere i toast buonissimi. 

"Perchè non li hai mai provato dei toast con il formaggio vero", gli è stato risposto. "Va bene, allora stasera a cena prepara dei toast con il formaggio che ritieni migliore e poi ti dico cosa preferisco..."

Apprezzo infinitamente chi mette la buona volontà di farsi venire il dubbio ed accettare il confronto, invece di prenderla come una sfida. E quindi toast siano, per la cena di stasera.

Siccome i toast la sera sono riservati alle occasioni speciali, tipo stanchezza insormontabile abbinata a filmone imperdibile e grandiosa birra bella fresca in frigo, la soluzione che ho trovato per stasera è leggermente alternativa. 

Non è un tentativo di barare sminuendo i formaggi, giuro: uno dei toast in effetti l'ho preparato con le famigerate fettine di formaggio fuso. Ne' ha nulla a che fare con gli hamburger di una nota catena americana di fast food, altro mito altrui a cui lavoro sottobanco da anni per poterlo indirettamente sfatare...

E' solo che oggi ho un minimo di tempo e pure birra buona in frigo. E se anche non ci sono grandi film in programma andrà benissimo cenare davanti alla TV, una volta tanto. Però di toast semplici semplici, quelli pane formaggio e prosciutto, magari possiamo anche fare a meno...



Toast di carne alla fontina buona

ingredienti per 3 sandwich:
400 g di carne trita di manzo
60 g di fontina vera
40 g di prosciutto cotto a fette sottili
200 g di spinaci freschi, puliti
3 fette di pan carré
1 uovo
3 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di grana grattugiato
1 bel cucchiaio di senape rustica
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio
sale
pepe nero al mulinello

Mescolare la carne trita con l'uovo sbattuto, il grana grattugiato, il pangrattato, il prezzemolo, sale e abbondante pepe, come per delle normali polpette.

Versare l'impasto su un foglio di carta forno, coprire con altra carta forno e "stenderlo" in uno strato uniforme e compatto con l'aiuto di un mattarello. Dovrebbe risultare un rettangolo grossomodo 27 x 18 cm spesso di circa 5 mm. Riporre in frigo.

Mettere gli spinaci sciacquati in padella non troppo sgrondati, tenendone da parte qualche fogliolina per il decoro. Unire una goccia di olio, una presina di sale e l'aglio schiacciato e cuocere coperto e fino a che gli spinaci si sono ammorbiditi.

Proseguire la cottura senza coperchio e a fuoco più deciso, rimestando spesso, fino a che gli spinaci si sono asciugati del tutto; levare l'aglio e lasciar intiepidire.

Privare la carne della carta superiore, spalmarne la superficie con un velo leggero di senape rustica e dividerla in due parti uguali con un coltello, ottenendo due rettangoli stretti e lunghi da circa 27 x 9 cm.

Tagliare la fontina a lamelle e disporla su una metà di carne, coprirla con gli spinaci e poi con il prosciutto, quindi rivoltare la carne libera sopra quella farcita, in modo che la senape resti all'interno. 

Tagliare il grosso sandwich in tre quadrati circa 9 x 9 cm, di formato simile a quello delle fette di pan carré, avvolgerli ciascuno strettamente in carta forno o pellicola per alimenti, e tenerli in frigo per almeno un'oretta (o fino ad ora di cena, nel mio caso 6 ore) a compattare.



Poco prima di servire "spacchettare" i sandwich di carne, scaldare l'olio e cuocerli a fuoco vivace un paio di minuti da un lato; voltarli, coprire, abbassare la fiamma e cuocere altri 2 o 3 minuti, fino a che la carne è cotta all'interno e  dorata in superficie e la fontina bella fusa.

Trasferire su un piatto caldo, coprire e lasciar riposare un paio di minuti i sandwich; intanto nel loro fondo dorare velocemente le fette di pan carré.

Disporre il pane nei piatti individuali, adagiare sopra ogni fetta un sandwich di carne, decorare con un ciuffetto di senape e qualche foglietta di spinacio crudo e servire subito. meglio con le posate, ovviamente...



PS: perché dosi per tre? Perché io ne mangio uno, qualcun altro prevedibilmente due. Di cui uno, ovviamente, con il formaggio finto. Attendo il responso...

Con le stesse dosi, se si spiana di nuovo per il lungo con il mattarello il grosso sandwich prima di dividerlo in porzioni, gli strati di carne restano più sottili e si possono poi ottenere 4 pezzi, o anche 16/20 piccoli bocconi, da proporre come fingerfood.


  • rivoli affluenti:
  • ovviamente da servire su un vassoio e mangiare sul divano davanti alla TV, con una bella birra, qualche patatina e un film scelto da lui. In questo caso la registrazione delle ultime sei puntate (sic!) di Persons of Interest...

5 commenti:

  1. Chiamarlo toast mi sembra in qualche modo sminuente, senza offesa per il toast che a me piace un sacco. Sai che a proposito di hamburger americano, pare che in origine fosse più simile a questo tuo, ripieno a parte, che al paninozzo moscio che siamo abituati a vedere nei fast food odierni? Invece la tua superpolpetta, mi ricorda molto da vicino il meat loaf della mia amica Leisa: prova immaginare la tua polpetta moltiplicata per dieci e cotta in fono.....:)

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  2. @roberta: nei fast food odierni dissi da subito che come coppia avrei concesso di mettere piede una sola volta all'anno, giusto come estremo atto di amore, quando avrebbe deciso lui. Al momento è in credito di tre anni: diciamo che assaggiare hamburger "veri" gli ha fatto passare la voglia...
    On quanto al polpettone di Leisa: pubblicalo, ti preeeeeego|||

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  3. Mi piacciono le scaramucce gastronomiche o culinarie come dir si voglia ed anche la "fontina vera". Spesso anche in "casa ello" si mangiano i toast ma devo mantenere il filone standard, lui ritorna dal lidl con le sottilette gialle :-( Io però mi elaboro una versione più umana. La prossima toast-serata prenderò in mano la situazione e glielo dò io il toast ;-)

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  4. @libera: mi piaci così agguerrita!

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  5. Amo il vostro articolo, lo trovo molto ben scritto e strutturato cambia perché non capita spesso di avere a vedere questo tipo di articolo.

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