lunedì 30 maggio 2016

dolce di riso e more... e tanta consapevolezza in più!


Spesso non scrivo nulla degli incontri a cui sono invitata da aziende produttrici di alimenti, bevande, utensili da cucina od elettrodomestici. I motivi sono diversi: argomenti arcinoti, filosofie aziendali ambigue, incontri superficiali... e a volte, ma è la minoranza dei casi, semplice mancanza di tempo.

D'altronde è una delle prime cose che ho chiarito all'apertura del blog, questa: che non si tratta di uno spazio pubblicitario in affitto ma che, al contempo, cito volentieri prodotti ed esperienze che mi insegnano qualcosa. Sono tutto il contrario di una persona in cerca di visibilità, anche se la cosa, come molti mi ripetono, non è "funzionale" al senso di un blog.

Quando di recente ho visto pubblicate foto del palco vuoto poco prima che iniziasse un evento a cui ho partecipato, per poi non trovare in sala chi si era vantato di essere presente, ho capito che il mondo è fatto di gente diversa. 

Chi evidentemente ha ritenuto più importante la propria visibilità ed un contentino all'organizzatore rispetto ad essere disponibile ad un ascolto vero ha perso parecchio, mentre io sono una persona che ha fatto dell'ascolto e dell'apprendimento di fatto il proprio stile di relazione con gli altri, nella vita come nel blog.

Collegando la mia "dichiarazione di indipendenza" alla mia altrettanto inevitabile necessità di imparare, arrivano ora una serie di post che tentano di riassumere in parole povere alcune delle esperienze più gratificanti di cui sono stata partecipe all'interno del multiforme mondo degli "eventi da blogger".

E' stato, ad esempio, un puro piacere assistere alla conferenza della dott.ssa Lila, direttrice dell'Istituto Murdock che studia l'importanza dei vegetali nella salute umana. In particolare ha illustrato le proprietà non solo nutrizionali ma anche terapeutiche dei frutti di bosco, partendo con le esperienze dei Nativi dell'Alaska per approdare ad esperimenti nutrizionali condotti su maratoneti e su anziani in una casa di riposo. 



Ci sarebbe da parlare per ore: la sostanza è che assumendo frutti rossi in abbondanza (nel caso dei detti esperimenti due bicchieri di mirtilli al giorno) e con continuità, gli atleti dopo un paio di settimane già vedevano migliorare sia prestazioni sportive che velocità di recupero post-esercizio, mentre gli anziani dopo sei mesi avevamo arrestato la perdita di memoria e di capacità di concentrazione, in alcuni casi addirittura migliorate.

Ideale sarebbe assumere frutti rossi freschi, interi o frullati al momento, mescolandoli il meno possibile a zucchero, panna, cioccolato e a tutti quegli ingredienti golosi che siamo abituati ad accoppiare ai frutti di bosco, in sé relativamente poveri di zuccheri, tanto da farci pensare di essere indispensabili.  

Invece, nonostante sia difficile pensare ad un dessert con "soli" frutti rossi come protagonisti principali, per motivi tecnici, estetici e anche di abitudine, come spiegava il pluripremiato pasticcere Domenico Spadafora, si possono utilizzare queste preziose bacche in moltissimi modi, sia dolci, come in questo suo "dessert d'autore",


che salati, come testimonia questa carrellata di fingerfood "fruttati", 



serviti con un bibite ed aperitivi, ovviamente anch'essi a base di frutti di bosco.



Ma anche la  cottura lenta e prolungata dei frutti di bosco, come con il sottovuoto, è corretta, anzi: migliora l'assorbimento delle sostanze benefiche. Da evitare solo le cotture veloci ad alta temperatura, come il salto in padella, e il consumo di frutti surgelati a diverse ore dallo scongelamento, che le disperdono, ma vanno bene se frullati ancora ghiacciati: si ottiene una bibita freschissima e molto salutare! 

Il vantaggio offerto da Dole, l'azienda promotrice dell'evento all'interno del loro programma My Energy, è che i frutti rossi vengono da loro coltivati in varie zone del Pianeta, dove la stagione è favorevole, in modo che con un efficace sistema di distribuzione siano sempre disponibili freschi e al meglio delle loro proprietà. In estate le coltivazioni sono anche italiane. Allegato alle confezioni di frutti di bosco Dole un libretto che ne riassume le proprietà, i metodi ideali di conservazione e qualche idea per il consumo.



Con una manciata di more, dunque, mi dedico ad una ricetta "slow", di quelle con filosofia "easy", che se la prende comoda e si prepara quasi tutta da sola. Cerco di non venire meno alle indicazioni nutrizionali della dott.ssa Lila o quasi (pochi zuccheri, poche cotture), che in effetti coincidono anche con i miei gusti personali in fatto di frutti di bosco. Poi con un filo d'alcool e un pochino di latte trasgredisco. Ma sempre a fin di bene!

Dessert o merenda che sia, si rivela comunque goloso ma senza esagerare: dolcezza ed acidità stanno nella frutta e l'accogliente cremosità di riso e latte lo rende un dolce di soddisfazione. Che si chiama sformato solo perchè esce dalle formine... ma lentamente, 'che è un dessert calmo!



Dolce di riso e more al latte, con more marinate e zuccheri naturali
ingredienti per 4 stampini da 120 ml:
160 g di more fresche Dole
160 g di riso Originario
250 ml di latte parzialmente scremato
1/2 cucchiaio di miele
3 datteri
20 g di uvetta
100 ml di vino di prugne cinese
4 foglie di coriandolo fresco
1 cucchiaino di olio di mandorle (o olio di semi insapore)

In un giorno di relax portare a bollore il latte con 200 ml di acqua. Intanto tritare grossolanamente i datteri e l'uvetta e schiacciare con una forchetta 6 o 7 more. 

Mettere da parte metà dell'uvetta e unire il resto al latte in ebollizione insieme ai datteri sminuzzati e alle more schiacciate.

Appena il latte riprende bollore versarvi il riso e lessarlo a fuoco basso, mescolando ogni tanto, fino a che il liquido è quasi del tutto assorbito ed il tutto ha preso la consistenza di un risotto leggermente legato. Ci vorranno circa 20 minuti.

Distribuire il composto in 4 stampini individuali appena unti con olio di mandorle e lasciar intiepidire, quindi coprire e dimenticare in frigo: 15 minuti, un'oretta, un paio di giorni... tanto siamo in relax!

Nel frattempo tagliare a pezzi le more rimaste e metterle a macerare nel vino di prugne con il resto dell'uvetta e con il coriandolo tritato, tenendo il tutto coperto ma fuori dal frigo fino a che si decide di servire gli sformatini.

Rovesciare allora con calma gli stampini in piatti fondi o ciotole basse e ampie, versarvi sopra e intorno le more a pezzi con la loro marinata e servire.



Mangiare a cucchiaiate, lentamente, raccogliendo tutto insieme: Quando si impara qualcosa conviene fermarsi e rifletterci sopra... Gnam!



  • rivoli affluenti:
  •  Una versione più completa e scaricabile del "libretto di istruzioni" per i frutti rossi Dole: qui
  • Per approfondimenti e interazioni: il blog Dole Italia e la pagina facebook
  • mi scuso per le foto sfocate del "reportage" ma con il telefonino non ho ancora preso bene confidenza.

6 commenti:

  1. Molto interessante i frutti rossi mi piacciono ma non sempre si trovano almeno non da me. Poi quelli appena raccoltitutt'altra cosa.... buona serata e saluti dall'Austria sono in campeggio.

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  2. Io ti voglio proprio bene, mi è piaciuta l'introduzione, mi piaci perchè dici sempre quello che pensi con garbo. La "visibilità" è una brutta faccenda, io sto curando la "mia visibilità" (anche perchè quella col web me la sono giocata ;-) :-D ), voglio imparare ad essere visibile a me stessa, perchè se non mi "vedo" come posso vedere gli altri? Io sono risolatte dipendente, per me è proprio la coccola perfetta, la carezza e la tenerezza. Ciao Annalena

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  3. @edvige: ho memoria di spedizioni nei boschi da bambina in cerca di mirtilli... erano più quelli che mangiavamo che quelli che finivano nel cestino! Si tornava con la bocca e le mani viola... ma che soddisfazioni! Ora che il bosco non è più proprio a portata di mano, però, devo dire che qualche cestino acquistato me lo concedo volentieri.

    @libera: "visibile a me stessa"... una delle cose più difficili che mi sia mai impegnata a fare. Ed ancora non sono certa di avere una visione obiettiva, per quello mi sa che serviranno ancora anni. Con te mai discorsi banali, comunque...

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    1. Amo parlare con chi sa interpretare le mie parole e leggere tra le pieghe del mio cuoricino bello <3

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  4. Coucou, ton blog est trop ! Je viens tous les jours et cela me plait beaucoup
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  5. Sono davvero orgoglioso di trovare, il tuo blog è davvero grande! Mi piace la sua interfaccia, e troppo mi è piaciuto il contenuto troppo. Soprattutto così continuare!

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