venerdì 17 febbraio 2017

gli gnocchi, il cavalier, l'arme, il convento... (parte VI)


[arriva da qui...] Ma in poco tempo il tempo era cambiato, il cielo si era fatto nero, lampi e tuoni provenivano da Nord, forse avrebbe fatto bene ad affrettarsi…

Il temporale lo colse che era ancora sul fianco del monte: impossibile pensare di proseguire il cammino fino al convento, con il rischio di bagnare i sacchi di farina destinati ai buoni frati! Un viottolo scosceso si dipartiva dalla strada principale e scendeva verso una casupola dai vetri appannati e il cavaliere guidò con attenzione il cavallo in quella direzione. 

Era appena giunto al piccolo pianoro dove sorgeva la casa che si aprì l’uscio e sul vano della porta si parò un giovane dalla testa rasata e dalla veste bianca. Il volto curioso di un’anziana signora faceva capolino alla sue spalle. “Chi siete - chiese diffidente il giovane – che volete?“. “Sto portando dei sacchi di farina al convento qui vicino ma vi chiedo umilmente un riparo almeno per il cavallo fino al cessare dell’acquazzone, se non è troppo disturbo”.

La signora spinse il ragazzo da parte: “Figlio mio, lascia entrare un cavaliere tanto gentile e porta subito il suo cavallo nella stalla!” e così dicendo invitò l’ospite ad entrare. Non si trattava di un’abitazione ma, si rese conto con sorpresa, della bottega di un casaro. “Certo – disse il figlio, rientrando, con un moto di orgoglio - siamo i Marovelli, casari da tre generazioni!” 


E insieme alla madre prese ad illustrargli la loro produzione, spiegando che avevano scelto di collaborare solo con piccoli allevatori selezionati, di lavorare il latte bovino ed ovino in modo naturale e controllato e di lasciar stagionare infine i formaggi senza fretta nelle loro cantine,


alcune delle quali ospitavano anche salumi locali per la stagionatura.


La visita alle cantine lo inebriò talmente di profumi che decise di acquistare qualche golosità per farne omaggio ai frati ed arricchire il banchetto serale. Ficcò dunque con cura in un sacco un caprino stagionato, una forma del morbidissimo bagiolo a pasta fiorita, una formaggetta conservata nelle foglie, una caciotta vaccina e anche, crepi l'avarizia, due salami e una mondiola!

Il temporale nel frattempo si era esaurito. Il giovane Marovelli gli tagliò un'ultima fetta da un pecorino speciale e la infilò nel sacco, poi uscì con lui per legare il goloso carico alla soma del cavallo.


Ma la madre li raggiunse correndo, con due involti fra le mani: “Cavaliere - disse affannata - prima che partiate vorremmo donarvi qualcosa di speciale da condividere con i monaci: sono un vaso di yogurt freschissimo ed uno stracchino appena fatto. Mi raccomando, trasportateli con cura e consumateli subito, alla nostra e alla vostra salute!”


 Il cavaliere ringraziò calorosamente i due casari per i loro generosi doni e ripartì subito verso il convento, che per fortuna distava solo poche miglia. Il sole stava calando e le ultime nuvole striavano di blu un cielo altrimenti tutto arancione.

I frati lo aiutarono a scaricare tutte le buone cose che aveva portato e disposero subito formaggi e salumi sulla tavola. La cena era quasi pronta, gli dissero, che si rinfrescasse e li raggiungesse in fretta. E così il cavaliere aveva intenzione di fare, perché i profumi della cucina e della tavola erano davvero invitanti... se non che, passando in una delle sale vicine alla cucina, vide uno dei confratelli con un pennello in mano davanti ad una tela.

Non resistette alla tentazione di sbirciare oltre la spalla dell’artista mentre dipingeva. La curiosità l’avrebbe ucciso, gli diceva sempre Fra Camillo, il suo padre spirituale: ma in questo caso non sembrava pericoloso. [continua qui...]
...

Ok, questo è il mio brano che va a comporre la storia MTC "Gli gnocchi, il cavalier, l'arme, il convento". E' un  racconto nato a 18 mani nel laboratorio di scrittura all'interno del master MTChallenge Workshop - Grarfagana Terra Unica. I tre giorni dell'esperienza prevedevano infatti, oltre ad un tour tra i prodotti tipici della zona in compagnia di Antonella Poli del locale Ufficio Turismo, anche un corso di scrittura tenuto da Alessandra Van Pelt,  il cui risultato consiste nel racconto corale di cui sopra, un workshop sugli gnocchi gestito da Annarita Rossi, un master di fotografia a cura di Paolo Picciotto e un confronto con Mai Esteve per lo styling della foto e la grafica che avrebbero potuto comporre la copertina di un nostro personale ipotetico libro a tema gnocchi.

Questa, nel caso, sarebbe la gratificante copertina del del mio volume!



Per gustarsi il senso e poi la trama completa della Storia del Cavaliere  non resta che seguirne lo svolgimento partendo dall'inizio. Per assaporare invece  tutte le ricette correlate ad ogni capitolo del racconto, che sia tratti di gnocchi usciti dal corso o di piatti creati con ingredienti garfagnini, si possono assaggiare direttamente, in ordine sparso:

gli gnocchi con cavolfiore delle sorelle Calugi 
gli gnocchi alle castagne con melanzane e polvere di caffè di Sabrina
gli gnocchi alla curcuma ripieni di mele e cipolle di Mai

ma anche:

i passatelli di ceci in crema di broccoli di Giuliana
il farrotto ai porri di Kika 
la minestra di farro e fagioli garfagnini di Flaminia
la polenta di formenton otto file con spezzatino di Antonella
la tota dolce di farro di Annarita


E infine anche la mia ricetta, naturalmente, preparata con una delle delizie dei casari Marovelli:



Pasta al pesto di cavolo nero con caprino garfagnino stagionato e nocciole

per 4 persone:
350 g di pasta media "avvolgevole", tipo cellentani o fusilli
280 g di foglie di cavolo nero
70 g di nocciole col guscio (o 30 g sgusciate)
50 g di mandorle col guscio (o 20 g sgusciate)
1 spicchio  di aglio
35 g di caprino della Garfagnana stagionato
15 g di grana
100 g di olio extravergine d’oliva
sale
pepe nero al mulinello


Privare le foglie di cavolo delle coste più dure e sbollentarle 3 minuti in acqua bollente leggermente salata. Scolare con la schiumarola raffreddandole in acqua fredda perché il colore resti brillante e conservare l’acqua di bollitura, che servirà per la pasta. Strizzare e tagliuzzare grossolanamente le foglie.

Sgusciare mandorle e nocciole e tostarle in una padella calda senza condimento fino a che la pelle è appena bruciacchiata e cominciano  a profumare. Trasferirle subito su un piano freddo e "massaggiarle" con un panno ruvido perchè perdano un po' di pellicina (non importa che si stacchi tutta).

Grattugiare i due formaggi e metterli nel mixer con le foglie di cavolo, le nocciole, le mandorle, l’aglio sbucciato e privato del germe e un paio di cucchiaiate di acqua di cottura del cavolo. frullare unendo a filo 1 mestolino di acqua di cottura del cavolo e poi l’olio, sino ad ottenere un composto omogeneo, cremoso, denso e corposo. regolare di sale se serve e pepare.

Lessare la pasta al dente nell'acqua di cottura del cavolo, condirla con il pesto e servire fumante, con eventualmente altro caprino grattugiato a parte.


Utilizzare l'eventuale pesto avanzato servito su bruschette di pane toscano sfregate di aglio e decorate con una nocciola tostata, come aperitivo,



oppure come secondo con l'aggiunta di cannellini al fiasco e fettine sottili di lardo. O mettere tutto insieme in tavola, forma di caprino e nocciole fresche comprese, e chi s'è visto s'è visto!


  • rivoli affluenti:
  • le foto sono tutte mie tranne quella dei salumi, che ho sottratto a Marta
  • la ricetta originaria del pesto di cavolo nero è quella di Annarita, che usa i pinoli e parmigiano ed è spiegata qui
  • un poco del mio pesto è stato utilizzato anche da un certo piccolo cuoco settenne (!!!) per un "aperitivo dello chef" tutto realizzato da lui. La sua versione: tartina di pane sciocco, acciughina sottolio (la sorpresa dello chef) coperta di pesto garfagnino e fetta sottile di caprino...

19 commenti:

  1. Sentirti raccontare mi ha fatto venire voglia di rivederti. Troviamo un'occasione, sì lo so che dovrei venire io a Milano e raccogliervi tutte. E' stato bello e, come sto dicendo a tutte, lo rifarei domani. Grazie di tutto.

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    1. guarda che abbiamo in programma una cena "revival" da me! Appena fissata la data...

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  2. Ciao Annalena, anch'io ho adorato il pesto con il cavolo nero di Annarita. Ma la cosa che ho adorato in questo workshop è stata l'intesa che si è creata subito tra noi. Mi è piaciuto cucinare con te e con le altre, in questa super indisciplinata squadra che ha subito messo i piedi in testa alla povera Annarita che ci voleva "coordinare". Mi manca la Garfagnana e tutte voi! Spero di rivedervi prestissimo! Un abbraccio!!!

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    1. Annarita che ci voleva coordinare è una delle immagini più buffe di tutta questa vulcanica esperienza. Dobbiamo tornare e lasciarglielo fare, per vedere che salta fuori!

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  3. Annalena cucinare insieme è stata per un'esperienza. mi hai colpito per la tua grande competenza e intuizione nell'accostare i sapori. Il pesto di cavolo nero: una scoperta e una folgorazione. Fate attenzione crea forte dipendenza!

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    1. il pesto rifatto con le nocciole e soprattutto con quel favoloso caprino stagionato assume una sfumatura variegata ed intensa, ma quello di Annarita resta insuperabile!

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  4. Grazie Annalena, della compagnia, della condivisione.!

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    1. grazie a te Antonella. Come sai ho apprezzato molto anche io la tua compagnia...

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  5. cara Annalena, leggerti è sempre molto bello e coinvolgente, e assaggiare i tui piatti anche di più! Il pesto di cavolo nero è una di quelle cose per cui vale la pena vivere, Annarita ci ha stortate tutte su questo argomento! Bella la tua pasta, da rifare assolutamente. Grazie per la compagnia durante il viaggio, e grazie di tutto. Giuli

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    1. e guarda che la cena revival è solo in attesa di collocazione: non me la sono certo scordata!

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  6. Annalena quando ho cominciato questo viaggio virtuale insieme allo stupore e alla gioia dei vostri racconti, speravo tanto di trovare le ricette sperimentate da voi durante il workshop o preparate con i prodotti che poi vi siete portati via. E ti ringrazio per l'indice dove le citi tutte.
    E grazie per le tue meravigliose e intense foto e per la tua golosissima ricetta

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    1. grazie a te Antonella per aver viaggiato con noi lungo tutto il percorso!

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  7. Grazie Annalena questo viaggio ad ogni tappa è sempre più emozionante e sapori del racconto si accompagnano ai profumi dei vostri piatti, il tuo posso immaginarlo perchè il pesto di cavolo nero lo trovo veramente gustoso
    Grazie un abbraccio

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    1. grazie a te Manuela, sei sempre attenta e gentile

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  8. Rimango sempre a scoltarti a boca aperta, (si lo so che ti sto leggendo ma mi sembra di sentirti) ma le risate che ci siamo fate le prelivatezze che sono uscite dalla cucina con prodotti del locco, li porto come una stampina dentro il portafoglio... sempre con me!
    Il pesto di cavolo nero....? cavoli, che pesto!

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  9. Rimango sempre a scoltarti a boca aperta, (si lo so che ti sto leggendo ma mi sembra di sentirti) ma le risate che ci siamo fate le prelivatezze che sono uscite dalla cucina con prodotti del locco, li porto come una stampina dentro il portafoglio... sempre con me!
    Il pesto di cavolo nero....? cavoli, che pesto!

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    1. come si ride noi sopra una tisana o davanti a un compluter... Cavoli che esperienza!

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  10. Lavorare in cucina con tutte voi è stata una esperienza fantastica, ho imparato molto. Ripartirei domani. Inoltre il tuo saper sentire i sapori sul palato prima di assaggiarli mi ha colpito molto.
    Bellissimo piatto, io il pesto di cavolo nero lo conoscevo già, noi usiamo pinoli e uvetta ma con le nocciole non l'ho mai provato, davo rimediare. Spero ci sia presto un'altra occasione per incontrarsi un grosso abbraccio
    Marta

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    1. ecco, mo' devo assolutamente provare il cavolo nero con l'uvetta! Intanto studiamo un altro motivo di incontro, E grazie per la foto!

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