sabato 23 dicembre 2017

le regole per una bella tavola



Mi sono appassionata al galateo della tavola e al senso delle buone maniere in generale fin da ragazzina, complici non solo l'educazione ricevuta in famiglia ma soprattutto il mio libro preferito durante il periodo delle medie: il testo di economia domestica su cui studiava mia madre svizzera quando era in collegio!

Lei ci ha educati secondo alcune norme di "buona creanza" per cui era normale rivolgersi alle persone con toni garbati e parole gentili, non buttare le carte a terra, masticare a bocca chiusa e tante mille simili raccomandazioni che i bambini della mia generazione credo si siano tutti sentiti ripetere fino alla noia.

Tra le regole magari meno comuni ad altre famiglie c'erano alcune abitudini curiose che mia madre ci teneva imparassimo, come rifare il letto con gli angoli perfettamente squadrati (ne sanno forse qualcosa i ragazzi che hanno fatto in tempo a fare il militare?), saper presentare una persona ad un'altra rispettando le precedenze di sesso, età e rango, indossare i guanti ai matrimoni (il cappello non sempre, era da chiedere alla madre della sposa...) e piccole amenità varie che poi nella vita forse non si sono proprio rivelate indispensabili ma hanno contribuito a non farci mai sentire fuori posto in qualsiasi ambiente capitassimo.

Sul suo testo di economia domestica ovviamente tutte questi insegnamenti erano presenti, oltre a quelli per la perfetta padrona di casa, ampiamente istruita sulla complessa arte del ricevere per come la si intendeva a inizio anni '50. Quindi io sono cresciuta approfondendo quel mondo anche oltre i dettami familiari, imparando a memoria il "bon ton" anni '50, documentandomi poi su testi più aggiornati ed organizzando per anni e anni "ricevimenti" (leggi inviti e cene) più o meno formali per i mei genitori, quando ancora usavano farlo.

Queste esperienze mi hanno talmente imbevuto di quei meravigliosi suggerimenti per vivere in armonia con gli altri e con se stessi (perché alla fine questo è, in sostanza, il galateo) che ora anche quando mangio la schiscetta in ufficio non posso fare a meno di apparecchiarmi la scrivania con una tovaglietta e tenere sulle gambe un tovagliolo in tessuto coordinato!

Tutto ciò mi permette di essere assolutamente informale nella vita di tutti i giorni, in realtà, ma di sapermi gustare i dettagli curati quando ne vedo uno. Soprattutto a tavola, vista poi l'evoluzione filo-gastronomica delle mie passioni. Ecco perché mi è venuto naturale scrivere l'articolo che appare oggi su MTChallenge, il ventitreesimo regalo del Calendario dell'Avvento MTC che riguarda le basi per apparecchiare in modo pratico ed elegante la tavola di Natale.



I dettagli per posizionare (ed usare) ogni cosa sopra la tavola preparata per una bella festa in modo pratico sono nell'articolo sopra citato, insieme ad un po' di immagini che illustrano in modo immediato il da farsi.

Le mie idee personali invece relative al gusto, allo stile, all'accostamento di colori e materiali sulle tavole delle feste le avevo mostrate qua e là, ma soprattutto ne avevo parlato nel post sulla tavola per una Vigilia semplice e chic e in quello sulla tavola per un Natale a colori elegante, entrambi  legati al master MTC Conciati per le Feste tenuto da Caterina Reviglio Sonnino, nonché nell'articolo sui segreti di una tavola settecentesca, di cui qui raccontavo tutti i "dietro le quinte".

Ma come quegli articoli non nascevano come tutorial, anche questo di oggi non vuole essere altro che un ringraziamento alla mia mamma, ai suoi severi ma utilissimi dettami svizzeri... ed  al prestito del suo libro di economia domestica: sappi che se sono così è anche un po' colpa/merito tuo!
  • rivoli affluenti:
  • l'immagine della tavola "apparecchiata" da Henri Matisse è presa qui, quella con lo schema per l'apparecchiatura qui

4 commenti:

  1. Io purtroppo sono cresciuta per necessità in un contesto diciamo di fortuna quindi queste cosa non erano per impossibilità all'ordine del giorno. Però la mamma era stata abituata bene da piccola e nel limite del possibile mi passava questi passi che ho sentito tante volte. Picolo annedoto giusto perchè siamo a Natale: l'Ammiraglio Tomasuolo cugino di mio suocere e di stanza come comandante del basso Mditerrano Nato a Napoli, diciamo un 45 anni fa, aveva sposato una Caracciolo e ci aveva invitati alla base per un pranzo informale - perchè sapeva che eravamo a Napoli .-...tra parenti. Non sapendo l'età di mia figlia la moglie aveva fatto fare due menu per piccolissima e per i 6 anni circa. Serviti dal militare di turno con tanto di guanti, tavola apparecchiata ma su tovagliette stile americano che solo il costo di una potevamo fare la spesa per un mese :D Marito e figlia aspettavano me per vedere l'utilizzo della varie posate ...quale prima ecc. Io però mi ero dimenticata che come ospite donna non veniva servito la pietanza successiva se non avevo finito io. Siccome sono lenta, i piatti degli altri erano vuoti il mio semipieno... guardando mi sono detta ..oddio stanno aspettanto me... via un grosso boccone e .. con stile ho lasciato qualcosa in piatto :D Mi è rimasto impresso questo poi fuori tutti a ridere. Prima di andare via le dissi, scusa se vi ho fatto attendere.... lei rispose con grazia... essendo in famiglia si poteva andare avanti ma non ci ho pensato nemmeno io. Mi hai fatto ritornare in mente questo e chiedo scusa se l'ho scritto. Sai mi piacerebbe avere una bella tavola, non che sia brutta ma vorrei di piu... ma ho tre ...contadini... che manco si accorgerebbero e pensare che genero è professore di musica ha suonato per anni nell'orchestra base del Teatro Verdi a Trieste, mia figlia è maestra d'arte e mio nipote è l'unico che osserva e vede ed ha 19 anni... non ho speranze con il vecchi.... Buona Natale cara e se vuoi puoi elininare questa troppo lunga chiaccherata. Bacioni cara Annalena

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    1. Altro che eliminare il tuo commento: come ti dicevo si è perso un po' il vero senso dei blog, che in verità è questo: imparare gli uni dagli altri. E nel tuo commento insegni tante di quelle cose di vita vera che il galateo è solo un pretesto! Grazie mille per la tua testimonianza, mi fa un mondo di piacere. Un abbraccio e un Buon Natale a te ed ai tuoi amati "contadini"!

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    2. Vero , una bella chiacchiarata, grazie e buon Natale a entrambe 😍

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    3. Grazie Giulia, buon Natale anche a te

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