Passa ai contenuti principali

World Pasta day 1, la storia: penne di farro con fichi e cipolle

Da qui ad una settimana sarà il 25 ottobre e si celebrerà il World Pasta Day, la giornata mondiale della pasta. L'evento racchiude nel suo nome la storia di questo incredibile alimento, visto che la pasta nasce storicamente in Italia (con lo zampino arabo, e anche in Cina, come avevo spiegato il questo articolo) come il suo nome, ma finisce per diventare con il tempo un vero e proprio patrimonio di tutta l'umanità.

Quasi ogni cultura locale ha infatti sviluppato un proprio modo di intendere la pasta, però è la pasta italiana, prodotta con grano duro in infiniti formati, cotta al dente, condita con sughi e salse altrettanto infiniti e servita come piatto a sé, a rappresentare un esempio, o comunque un punto di partenza, quasi per tutti.

Ecco perchè in questa occasione Rustichella d'Abruzzo vuole "celebrare sua maestà la pasta"  mettendo a disposizione mia e di altri blogger alcuni tipi di pasta di loro produzione ed un tubo per "Spaghettata Express" che contiene spaghetti, sugo pomodoro e basilico e un forchettone di legno, ovvero tutto ciò che serve a parte l'acqua per un ottimo spaghetto al pomodoro.
Decido di usare il tubo per la ricetta che pubblicherò proprio il 25 ottobre, che voglio sia preceduta da questo post perchè in due modi diversi mi piacerebbe riuscire a sottolineare con i miei piatti da una parte una storia tipicamente italiana e dall'altra come la contaminazione con altre culture possa generare idee e sapori impensabili. In entrambi i casi le ricette voglione essere appetitose per palati italiani e non, oltre che facilmente riproducibili anche fuori dai nostri confini.

Perché è questo l'eterno problema della cucina "etnica", ovvero "riprodotta altrove" spesso, inevitabilmente, con ingredienti sostitutivi, similari oppure confezionati, o con prodotti locali ma di qualità e sapore differenti dagli originali. E la difficvoltà esiste sia per piatti stranieri cucinati in Italia che viceversa, dunque nella settimana in corso, occasione mondiale ed italiana, non voglio cadere in questo rischio.

Ma oggi tralascio il tubo anche per raccontare fuori Italia che "pasta" non significa soltanto spaghetti al pomodoro: uso delle penne e, per sottolineare l'importanza che la pasta sia sempre prodotta con grano duro, scelgo specificamente penne di farro, che di fatto è un primordiale grano duro in uso già in epoca romana. Il specifico queste sono le Penne Rigate di farro 100% abruzzese della linea Triticum Bio Rustichella d'Abruzzo, che riprende le varietà di grani duri dell'antica tradizione italiana.
Il collegamento con la cucina di storia è presto fatto, così: la pasta con fichi e cipolle! E già: come quando, nell'antica Roma, non era importante la distinzione tra salato e dolce ma tra buono o meno, e come quando tutti gli ingredienti che uso erano presenti perchè facilmente conservabili. E' un misto tra cucina quotidiana, con il farro (anche se allora lo si consumava sotto forma di polentina o pane piatto), le cipolle, l'aglio e le erbe, cucina da ceto medio, con olio, vino, noci e fichi secchi, e rarità degne delle mense più nobili, con spezie allora costosissime quali cannella e pepe.
l'Italia che servo nel piatto oggi è una pasta condita con materie prime semplici, senza connotazioni specificamente regionali (nel senso che molte zone d'Italia vantano varietà eccelse di questi prodotti ma sono diffusissimi anche in molte varietà comuni) e che sono reperibili facilmente in Italia come pure in molti altri Paesi. A parte gli ultimi tocchi, non sono nemmeno tipicamente di "stagione", in modo da poter replicare tranquillamente la ricetta ogni vota che ce ne viene voglia. Per questo, nonostante qualche fico fresco sia ancora reperibile sui banchi del mercato, oggi ho optato per i fichi secchi.
I toni bruni della preparazione richiamano effettivamente l'autunno in cui ci troviamo e nel complesso esigono un "decoro", a maggior ragione se immaginiamo come l'avrebbero presentato per un banchetto di epoca romana, A differenza di allora, però, tengo conto sia dell'aspetto vivace e brillante della decorazione che del suo sapore, cercandovi ciò che completa il piatto con note fresche, asprigne e croccanti. La pasta oggi si colora di chicchi di melagrana e foglie di coriandolo, ma d'estate potrebbero essere ribes e basilico, in primavera fragoline di bosco e acetosa, in inverno pieno dei dadini di arancia rossa e aneto.
PENNE DI FARRO IN SALSA "ANTICA" DI FICHI SECCHI E CIPOLLE, CON NOCI E MELOGRANO
ingredienti per 4 persone:
320 g di penne rigate di farro della linea Triticum Bio Rustichella d'Abruzzo
4 cipolle dorate
2 carote
2 gambi di sedano
5 fichi secchi morbidi
4 noci
1/2 melagrana
1 spicchio di aglio
1 bicchiere di vino rosato, (io Cerasuolo d'Abruzzo)
1 cucchiaio di miele di acacia 100% italiano Rustichella d'Abruzzo
1 mazzetto di coriandolo fresco
1/4 di cucchiaino di semi di coriandolo
1 piccola stecca di cannella
2 cucchiai di olio extravergine di oliva non filtrato Rustichella d'Abruzzo
1 cucchiaio di olio di noci (o di sesamo, se non si trova)
sale
pepe nero al mulinello
Preparare un brodo mettendo a freddo in 4 litri di acqua 1 cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano e 1 fico secco, tutto ridotto a pezzi, 4 rametti di coriandolo fresco, 4 semi di coriandolo, 2 grani di pepe, mezza stecca di cannella, mezzo bicchiere di vino, 1/2 cucchiaio di miele e una presina di sale.

Portare a bollore e lasciar cuocere a fuoco basso per un'oretta, poi lasciar intiepidire e filtrare.

Tritare finemente carota, sedano, cipolle e fichi rimanenti con l'aglio e i gherigli di 3 noci; privare delle foglie 3 o 4 gambi di coriandolo fresco e tritarne le foglie.

Scaldare in un tegame i due oli miscelati con i semi di coriandolo leggermente pestato e la cannella rimasti; dopo un minuto unire il trito misto e i gambi di coriandolo e rosolare a fiamma viva un paio di minuti.

Sfumare con il vino rimasto in cui si è sciolto 1 cucchiaino di miele, far bene evaporare quindi salare leggermente, unire 400 ml di brodo, abbassare la fiamma e lasciar consumare a fuoco basso, semicoperto, per un'ora e mezza circa, aggiungendo se serve un altro mestolino o due di brodo.

Quando è tutto morbidissimo levare i gambi di coriandolo e la cannella e frullare. Regolare se serve di sale, pepare leggermente, unire il coriandolo tritato e tenerla in caldo nel tegame.
Portare a bollore il brodo rimasto, cuocervi la pasta molto al dente (io 7 minuti), scolarla, trasferirla nel tegame del sugo e padellare un paio di minuti, con l'aggiunta di qualche cucchiaio di brodo di cottura se serve, poi dividere nei piatti individuali.
Decorare con i chicchi della melagrana, l'ultima noce spezzettata e qualche altra foglia intera di coriandolo e servire.
E con questa ricetta parte la mia settimana per il World Pasta Day!
Ps: il brodo ha una logica tecnica un po' cinese, la presentazione finale è all'uso del riso mediorientale, i sapori complessivamente toccano accenti mediterranei... eppure proprio le penne definiscono con decisione il piatto come italiano. O no?

Commenti

  1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  2. Congratulations for your site! Really, it's great and as I saw in the first posts it's true that sharing and site interface are really a boon to work style. Really a big thank you!

    Voyance gratuite

    RispondiElimina

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà".  A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza! Premessa... ... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere.  E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero! Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO , come capirete, li spalanca fran

una salsa di cipolle svizzera per würstel e per mamme lavoratrici

Lo so: sono rimasta indietro di una puntata! Parlavo di  ricette svizzere  quando un'irrefrenabile tentazione di cibo americano  si è intrufolata in cucina ed ha avuto  la meglio. Riprendo ora il filo con un piatto che ho proposto pochi giorni fa anche alla mia cara mammina svizzera in occasione del suo compleanno: Bratwurst con salsa di cipolle. L'aspetto curioso non sta tanto nel tipo di würstel utilizzato, una salsiccia bianca di vitello il cui nome per alcuni significa "salsiccia di carne spezzettata" e per altri "salsiccia da arrostire". In Germania di solito viene speziata in modo deciso con pepe, noce moscata e/o cumino, mentre in Svizzera il suo sapore è molto più delicato. In Ticino ne esiste una versione mignon, una "collana" di micro-salsiccine detta cipollata  non perchè contenga cipolle ma perchè, appunto, di solito si serve in salsa di cipolle. Ma, a casa della mia mamma lavoratrice senza tempo ne' passione per la cucina,

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici  titolari  e aggiunte  dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali... Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone! Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera ) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con  Cipango , il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un s

a tu per tu con il Fleischkäse svizzero, questo sconosciuto di famiglia

Nel curioso elenco dei cibi svizzeri che hanno caratterizzato la mia infanzia mi rendo conto che, fatto strano, sul blog non ho ancora parlato del  Fleischkäse, una via di mezzo tra un polpettone ed un würstel gigante di cui da bambini venivamo spesso nutriti. Ma un episodio di vita vera me lo ha messo sotto il naso proprio l'altro giorno, ed eccomi qui con il mio reportage storico-familiare. Alcuni Svizzeri, come quelli di casa mia, vivono il   Fleischkäse come un salume, da comprare pronto, intero o affettato sottile in buste, da servire in tavola come fosse prosciutto cotto o da infilare nei panini per merenda con maionese, senape e cipolline sottaceto (Be'... che c'è?! Se mia mamma per evitare che noi figli mangiassimo troppa Nutella la teneva in frigo ad indurire, così era più difficile da spalmare e sul pane se ne metteva di meno, perché stupirsi di quella che lei invece considerava una merenda "sana"?!) Altri amanti del  Fleischkäse  lo compran

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi... Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare. Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia.  Ho pescato  invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il  nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integral ista... Si utilizz

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso... A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsuri giapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori! In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati " matsuri ", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di aute

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!