venerdì 25 settembre 2009

ode alla carta

Ho sempre avuto quasi una venerazione per la carta, che sembrerà buffa a chi vive completamente integrato nella civiltà del computer. Rivesto spesso i libri a cui tengo, stampo quasi sempre le ricette interessanti che scopro in rete invece di memorizzarle nel computer, per un periodo ho addirittura collezionato carte da regalo...

Trovo infinitamente interessante la somma di sensazioni che vengono comunicate da una lettera, da un libro, da un diario scritti o stampati su dei fogli di carta, che me li fa gustare prima ancora di cominciare a leggerli. Il rumore, il profumo e la consistenza della carta collaborano con la vista nel costruire il piacere che ricavo nel rapporto con questi "oggetti", di cui apprezzo anche la dimensione propriamente "materiale". E naturalmente, per quanto irrazionale possa apparire, provo molto più gusto nel vedere una lettera spuntare dalla cassetta all'ingresso di casa rispetto al lampeggiare dell'avviso di una nuova mail sullo schermo del computer...

Purtroppo si tratta di un piacere raro e negli ultimi anni mi sono rassegnata a vederla popolata solamente di bollette ed avvisi pubblicitari, ma ieri... Avevo qualche tempo fa raccontato dei miei scambi postali di ricette con mia sorella, che abita lontana, finalizzati a costruirci due copie dello stesso quaderno di cucina. Pensavo fosse un'esperienza conclusa, invece tornando da lavoro ieri cosa mi ritrovo nella buca delle lettere? Un plico dall'aria familiare... Ed infatti ne sono spuntati questi fogli!


Stinti dal tempo, macchiati dagli anni di consultazione in cucina, pieni di fascino e di memorie... Vi era allegata una confezione di profumatissimo zafferano sardo ed una nota, sempre su carta "d'epoca", che spiegava: "apprezza come prima cosa questa strepitosa carta da lettere! E' un foglio originale del 1987 (era azzurro un po' più carico in origine!) del mio quadernetto, che si sta assottigliando sempre di più... Siccome tanto io non sono capace di buttare le ricette che non mi interessano più te le spedisco (decisione ineccepibile dal punto di vista ecologico!), così ti fai due risate e poi ne decidi il destino..."

Vuoi mettere il sapore delle ricette su queste carte macchiate?! Vuoi mettere la sacralità vitale che emanano questi fogli?! Impossibile evitare di riporli tutti quanti accuratamente nel mio storico quaderno, debitamente protetti da una bustina di plastica. Eccolo qui il loro destino: riposare e farmi felice. E poi, almeno uno di questi fogli, essere qui protagonista, citato e riprodotto in versione originale... (Ma guarda: divertente come in questo caso l'associazione carta/ricetta sia assoluta... intendo naturalmente riprodurre il piatto, non il foglio su cui è raccontato!)

Una ricettina davvero semplice e veloce ma che sa proprio di casa e di ingenuità, molto avvolgente grazie al burro, memoria della nostra adolescenza lombarda che al pomodoro dona quell'effetto setoso... L'ho preparata con poche piccole modifiche per non snaturarne l'origine, nonostante la fantasia fosse già partita al galoppo... Ho voluto lasciarle proprio quello spirito di orgoglio e scoperta che aveva ai tempi, quando ci sembrava quasi trasgressiva per l'allora a noi sconosciuta accoppiata di zafferano e pomodoro!
(P.S. il connubio zafferano/pomodoro è già stato proposto nel blog insieme a delle seppie...)


Omelette allo zafferano
ingredienti per 4 persone:
1 cipolla
1 tazza di polpa di pomodoro
1/2 cucchiaino di zafferano (direi sardo, già che ci siamo...)
8 uova
burro
sale
pepe

Tritare finemente la cipolla e farla stufare in un tegame con un pezzettino di burro ed un paio di cucchiai di acqua, fino a che è morbida e comincia a dorarsi.

Unire il pomodoro, salare leggermente e lasciar cuocere a fuoco basso una decina di minuti perchè si insaporisca bene, quindi unirvi lo zafferano sciolto un cucchiaino di acqua ed una spolverata di pepe, spegnere e tenere in caldo.

Rompere le uova in una scodella e sbatterle con una frusta, salare e pepare.

Sciogliere in una padella antiaderente una nocciolina di burro, versarvi 1/4 delle uova e cuocere fino a quando il lato inferiore si è rappreso e sopra è cremoso, scuotendo la padella per non far attaccare.

Versare un quarto del pomodoro sull'omelette,  ripiegarne un lato a coprire il ripieno e far scivolare sul piatto, meglio se scaldato.

Variazioni:
ho raddoppiato le dosi di cipolle (ma ero addirittura tentata di triplicarle! anche la cipolla con il burro ha il suo bel perchè...);
ho usato un pomodoro fresco a testa più 1 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro, allungando leggermente i tempi di cottura;
ho sciolto un pizzico di zafferano anche nelle uova sbattute;
ho abbondato con il pepe nelle uova;
ho versato un cucchiaino di burro fuso nelle uova prima di cuocerle per rendere la miscela meno a rischio "attaccatura"

(versione young+easy:
- cuocere la frittata a fuoco basso con il coperchio, in modo che si rapprenda uniformemente e non ci si debba incasinare nel giudicare la giusta densità della superficie;
- farla poi scivolare nel piatto e solo dopo coprire con il pomodoro metà dell'omelette e ripiegarci sopra l'altra metà)
  • rivoli affluenti:
  • l'affascinante storia della carta (libro che purtroppo non posseggo...): Angelo Tajani, Sulle orme della carta, De Luca Editore
  • per stare sul classico parlando di sorelle separate...: Louisa May  Alcott, Piccole donne crescono, 1869

10 commenti:

  1. Hai ragione, riguardo alla carta... :)
    I miei nell'ultimo viaggio fatto in Sicilia mi hanno fotocopiato il quaderno di ricette di mia zia, tesoro inestimabile che custodisco gelosamente.
    E quando mio padre ha copiato le ricette di diversa provenienza di mia madre sul computer er poi stamparle un quaderno "elettronico" ed ha buttato i vecchi foglietti ingialliti originali, senza consultare la diretta interessata, in casa è scoppiato un giustificatissimo putiferio ;)
    Il fascino della carta è insostituibile, e lo dice una che ha imparato a cucinare esclusivamente da internet.

    (ros)marina

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. @marina: ha buttato i foglietti ingialliti?! Aaaaaagh!!!

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  4. Questa omelette ha davvero un gusto vintage (termine molto chic per indicare che si capisce che ha origine nei tuoi primi esperimenti culinari)...strano che nel ripieno non fosse indicato anche un bel cucchiaione di panna!

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  5. @virò:... veramente era una delle ricette che aveva scritto mia sorella per me, non viceversa... bisognerebbe chiedere a lei che fine ha fatto la panna!

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  6. carssima, ecco un'altra che non butta le carte regalo.... :DDD

    non dico poi delle ricette scritte su vecchi quaderni ;)

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  7. @artemisia comina: e poi... quanto è più soddisfacente rintracciarsi le ricette su vecchi appunti di viaggio conservati insieme ad altre memorie del momento, o in libri di edizione locale dalle improbabili traduzioni invece che "semplicemente" recuperarli da internet?! mi consolo, pensavo di essere una monomaniaca isolata...

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  8. Oltre a sottoscrivere in pieno la superiorità di fascino (non di comodità o celerità) della comunicazione cartacea rispetto a quella telematica mi viene un'altra riflessione decisamente fuori argomento...

    Ieri sera sono andata a vedere Baaria, l'ultimo film di Tornatore sulla Sicilia: il miglior film che abbia visto da decenni ed ho pensato che alla televisione non sarebbe stato lo stesso...e non solo perchè ho uno schermo 14 pollici ma proprio perchè il cinema batte la tv come la lettera batte la mail...

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  9. @virò: sottoscrivo in pieno(anche se Baaria non l'ho ancora visto)

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  10. Ho scoperto il tuo blog facendo una ricerca sulla carta! Ho deciso di seguirlo.....grazie, Bibi

    http://bibiorigami.blogspot.it/

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