sabato 10 ottobre 2009

attimi di svogliatezza

Oggi sono un filo giù di corda. Vorrei potermi un po' riposare, fermando lo scorrere vorticoso di questo perido per accoccolarmi sotto una copertina e godermi senza pensare a nulla la lussuosa malinconia della luce grigia, del ticchettio della pioggia, delle ore vuote. Invece vivo la giornata come da dovere ed arrivo a sera svuotata da qualsiasi energia.

Mi capita raramente, ma non sento nemmeno il desiderio di cucinare. Ceno a pane, formaggio e marmellata (la mia merenda d'infanzia, per cui tutti in famiglia mi guardavano con occhi sgranati... fino a che non è diventato uso comune abbinare il formaggio a miele, composte di frutta e marmellatine varie...), scrivo due righe di presentazione alla  ricetta che avevo già preparato nei giorni scorsi con quei bei finferli gialli arrivati in casa in abbondanza, poi sprofondo nel divano, sul tavolino un libro assolutamente distensivo, un giallo di Elisabeth George, ed una tazza di tè bollente... L'effetto rigenerante di questa serata di relax al calduccio comincia a farsi sentire...

Tornando seriamente alla ricetta: il secondo piatto nato dal cesto di finferli dell'altro giorno era un abbinamento tra funghi e pistacchi, folgorazione dovuta ad un magnifico vasetto di pesto di piastacchi siciliani appena ricevuto in dono. Oramai gli amici lo sanno che apprezzo molto i regali a tema gastronomico...



L'ispirazione proviene da una ricetta siciliana per condire la pasta con i funghi della ferla o cardarelli, una varietà di pletorus tipica del clima temperato meridionale; ho cambiato leggermente la consistenza del fondo per adattarlo meglio ai finferli ed ho deciso di farne un piatto più sostanzioso, adatto a questo clima autunnale sempre più costante. In mancanza del pesto di pistacchi pronto si possono frullare dei pistacchi con un pizzico di sale ed uno di zucchero, pepare leggermente ed allungare la pasta granulosa che si forma con un filo di olio extravergine.



Uova  con patate e finferli ai pistacchi
ingredienti per 2 persone:
2 grosse patate
200 gr. di finferli puliti
1 pomodoro maturo
2 uova grandi (meglio a temperatura ambiente)
2 cucchiai di pesto di pistacchi
1 spicchio d'aglio
peperoncino in briciole
aceto bianco
olio extravergine saporito
sale

Pulire con cura i funghi dalla terra con un coltellino e poi con un panno umido e tagliare i più grossi a pezzetti simili ai funghi piccoli; tagliare il pomodoro (eventualmente spellato); lavare molto bene la buccia delle patate aiutandosi con una spazzolina.

Cuocere le patate intere a vapore (o lessarle), quindi tagliarle in due per il lungo e scavarne leggermente la polpa al centro in modo da ricavare due "ciotoline", tenendo poi in caldo sia le patate che la polpa ricavata.

Rosolare per un minuto lo spicchio d'aglio in due cucchiai di olio, unirvi i funghi e padellare per qualche minuto, in modo che si insaporiscano bene.

Unirvi il pomodoro ed un pizzico di peperoncino a gusto, salare e lasciar cuocere coperto a fuoco medio, aggiungendo eventualmente qualche cucchiaio di acqua fino a che i funghi sono belli morbidi, quindi amalgamarvi la polpa delle patate ben schiacciata, regolare di sale e far ritirare il sughino fino alla consistenza che piace di più.

Poco prima di servire portare a bollore un piccolo pentolino di acqua, versarvi un paio di cucchiai di aceto quindi rimestare in modo da creare nell'acqua un vorticce e versarvi nel centro un uovo prima rotto su un piattino; far sobbollire un paio di minuti, aiutandosi con un cucchiaio a ricoprire bene il tuorlo con l'albume, quindi scolare con un mestolo forato, salare e tenere in caldo mentre si procede allo stesso modo per le uova rimanenti.

Disporre in ogni piatto (preferibilmente già caldo) due mezze patate, miscelare velocemente il pesto di pistacchi al sugo di funghi e riempirci le patate, lasciandone colare un poco anche sul fondo; disporvi sopra le uova, decorare con un altro pizzico di peperoncino (e/o qualche pistacchio intero) e servire subito.

Lo stesso intingolo si può usare lasciato un po' liquido, naturalmente senza l'aggiunta della polpa di patata, per cuocervi delle scaloppine, oppure addizionato di olio per condirci la pasta... Se lo si fa restringere un momento in più può anche essere servito come contorno e anche come antipasto,  con una fetta di pane tostato o una cucchiaiata di polenta morbida...


  • rivoli affluenti:
  • casualmente sul tavolino...: Elisabeth George, Payment in blood, New English Library

11 commenti:

  1. Lo Zingarelli triste....una personcina tutta 'verve' piena di brio , sempre pronta a dare un consiglio,la mano sulla spalla a chi ha il morale sotto le scarpe.....Qui ci vuole un ...'cicchetto'...magari ammorbidito , per Signore...Un latte caldo con cognac e miele...Un te caldo con il rum.....Se dopo canti, vuol dire che ti è passata! San Bernardo

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  2. @sanberny: non c'è bisogno di ammorbidirli, i cicchetti... apprezzo anche un bel grappino! Il nonno veneto mi ha insegnato bene a stare al mondo...
    A parte questo: grazie.

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  3. ...Allora..piove sul bagnato ! Però su col morale!Anche quando ci sembra di avere il morale sotto le scarpe..., se guardiamo un pò meglio, ci accorgiamo che è ai malleoli.....Livio

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  4. bella la ricetta, buona e golsa, ma.... questa malinconia ottobrina? stanchezza arretrata?
    un abbraccierrimo, perchè un abbraccio normale a volte non basta :-)

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  5. @babs: quasi solo stanchezza... ma mi sto già riprendendo. Grazisssime.

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  6. Certo che io giro al contrario: la nebbia, le giornate uggiose, la pioggerella mi mettono di buon umore!

    Comunque accetta un consiglio: cioccolato fondente (meglio della grappa), un film qualsiasi con Francesco Scianna (!) e il profumo del pane dal forno...giuro che funziona!

    P.s. Perchè io non ho amici siciliani che mi regalano vasetti così?

    P.p.s. L'idea delle barchette di patate mi ispira ma perchè tagliare i finferli? Non è meglio lasciarli interi con una forma più fungosa?

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  7. di fronte a certe ricette e certi "pensieri" mi ero ritirata in buon ordine. No non posso inviare più alcun commento, le parole non bastano, mi ero detta. Come faccio in due tre righe a chiederle: ma dove trovi il tempo, ma come fai a mettere in così perfetta armonia emozioni,azioni,praticità,fantasia? Un corso di "cucina" e "sentimenti" quando lo metti in piedi? Ma oggi, molto più prosaicamente, mi sono soffermata su un particolare del tuo ultimo post e ho dimenticato i vecchi proponimenti. Sì tra le tante cose belle ed interessanti che hai scritto sin qui ce n'è una una sola che mi fa - posso dirlo? - rabbia. Io avrò provato dieci, no cento volte a fare l'uovo "in camicia" ma non c'ero riuscita .... e tu oggi tra una melanconia, una tazza di tè caldo, una nuova ricetta ... mi spieghi come fare! Mannaggia, devo proprio dirlo e scriverlo anche, sei proprio eccccezzzziunale!!!!
    ciao

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  8. @virò: essendo finferli colti e non coltivati, ce n'erano di piccolissimi ed enormi... ho tagiato i più grossi per uniformarne grossomodo il formato, in modo che i tempi di cottura valessero per tutti i funghi.
    ... Francesco Scianna?!!!
    Comunque anche a me la pioggia piace meolto, era solo una questione di stanchezza...

    @paola: il tempo per scrivere lo trovo quasi sempre di notte, il segreto delle uova neanche basta per pareggiare i milioni di consigli tuoi di cucina napoletana... ed in quanto all'armonia di vita... vogliamo proprio parlare di chi ne è maestra?!

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  9. Eh sì: è il protagonista di Baaria di cui ti parlavo recentemente.

    Siccome però sono una seria madre di famiglia mi astengo da lasciare commenti in merito.

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  10. A me diversamente la svogliatezza è sintomo di influenza in arrivo o similari carenze fisiche e quindi la temo parecchio, 'combattendola' anche in presenza di stanchezza acclarata :-)
    PS
    La ricetta è bellissima. Oramai sono puntualmente annotate e non ricordo di averne saltata una. Spunti e riflessioni gastronomiche su cui ritornerò come faccio di mio solito ;-)
    Grazie come sempre e buon inizio settimana :-)

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  11. @gambetto: gli attacchi di "gnagnera" sono un ottimo movente per qualche coccola in più (ottimo rimedio per qualsiasi tipo di malanno...). Anch'io tendo a reagire invece che accasciarmi, ma ho pure imparato a non giocare all'eroe a tutti i costi. Della serie: quando ce vò ce vò!

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