giovedì 26 gennaio 2012

il senso della zucca

Fatico a cogliere il senso di una serie di accadimenti, ultimamente molte le cose che sembrano avere ai miei occhi ancora meno senso del solito. Ecco che sembra naturale cercare rifugio nelle favole. Non dico come forma di sogno ed evasione perché le favole vere, da sempre, sono quelle nate per aiutarci a ragionare.

E, come in questo caso, fin dal '600 qualcuno già spiegava che in genere esiste un senso nascosto nelle cose, anche se noi, con le nostre piccole teste ed i nostri minuscoli cuori autocentrati, non riusciamo quasi mai ad intuirlo.

La ghianda e la zucca
Domineddio fa ben quel ch'Egli fa.
E se tu vuoi le prove
di questa verità,
senza andare a cercarle per il mondo,
potrai trovarle d'una zucca in fondo.

Un contadin che vede
la zucca tonda e gonfia
con piccioletto il piede,
- Che mai pensò nel fabbricarla Iddio? -
disse in suo cor. - Poffare! a parer mio
avrei la zucca ai rami almen sospesa
di questa grossa quercia o di quel faggio.
Tal albero, tal frutto, è più da saggio.

Gran peccato, Taddeo, grande peccato
che tu non ci sia stato
a dar qualche misura
a Colui di cui predica il Curato!

E non è forse strano,
per dirne un'altra, che sull'alta quercia
invece nasca una piccola ghianda
non più grossa dell'unghia della mano?

Il Creator, io credo, era distratto
e prese un qui pro quo,
quando le zucche ha fatto,
e alle querce le ghiande regalò -.

Non potendo risolvere il quesito
Taddeo, che sa che col rifletter troppo
si può perdere il sonno e l'appetito,
sotto una quercia a riposar andò,
e qui si addormentò.

Ma si dié proprio il caso
che una ghianda cadessegli sul naso
che tosto lo svegliò.
Alza la testa, e vista ancor la ghianda
fra i peli della barba, ei la ritiene
come un segno che Dio dal ciel gli manda.

E grattandosi dice: - Mammalucca!
Sarei conciato bene
se fosse stata zucca -.
E recitando quindi un laus deo
a Quei che il sol creò,
il buon Taddeo
a mangiar la polenta ritornò.

E a  proposito di zucca: parlavo l'altro giorno di quanto mi sia mancato ultimamente cucinare orientale ed ecco che si presentano naturalmente una serie di ricette nella mia testa che chiedono a tutti i costi di essere concretizzate.

Si tratterebbe di un periodo in cui il tempo per la cucina, per la verità, scarseggia... ma il bello degli Orientali è che un migliaio di anni fa si sono inventati il wok, che aiuta a velocizzare qualsiasi preparazione possa essere immaginata su un fuoco vivo.

Mi lascio ovviamente trascinare molto volentieri nelle tentazioni levantine, che sono sempre assolutamente compatibili con ciò che mi ritrovo nel frigo. Perché poi uno si immagina che per cucinare straniero siano indispensabili chissà quali strambi ingredienti, ma in fin dei conti non è poi davvero sempre così.

Ad esempio la zucca saltata di oggi, che in partenza sarebbe vietnamita, può essere preparata anche con prodotti tutti italiani. E per la verità anche senza wok, se non si ha la stessa fretta che mi ritrovo addosso oggi, quando mi sono decisa ad agire dentro gli avvenimenti invece di rimanere ferma a cercare dei sensi che al momento non sono in grado di cogliere.


Bi ngo xao ngot - Zucca glassata (casualmente) vietnamita
ingredienti per 4 persone:
500 gr. di polpa di zucca al netto di buccia e semi (circa 750 gr. intera)
1/2 cipolla
2 spicchi di aglio
1 cubetto di zenzero di 2 cm. (o 1/2 cucchiaio di scorza di limone a filetti)
1 cucchiaio di zucchero di canna
2 cucchiai di nuoc mam (o di colatura di alici)
1/2 bicchiere di brodo leggero di pollo (anche se io qui preferisco il brodo dashi)
1/2 limone
1/2 cucchiaino di olio di sesamo (o 1 cucchiaino di semi di sesamo tostati e poi leggermente pestati)
1 cucchiaio di olio di arachidi
pepe al mulinello
sale
qualche fogliolina di prezzemolo o coriandolo per decorare

Dividere la zucca a dadi di circa 2,5 cm.; pestare nel mortaio lo zenzero e l'aglio sbucciati fino a ridurli in pasta; grattugiare la cipolla o tritarla finissima; spremere il limone e grattugiarne la scorza.

Cottura con il wok: scaldare bene il wok, versarvi l'olio di arachide e farlo scaldare; versarvi quindi la pasta di aglio e zenzero e le cipolle e far insaporire per circa un minuto senza lasciar dorare troppo.

Unire la zucca e lo zucchero e padellare per circa 8 minuti, muovendo il tegame o rimestando spesso, fino a che la zucca comincia ad ammorbidirsi sugli angoli.

Unire il brodo di pollo, l'olio di sesamo, la scorza di limone ed il nuoc mam e lasciar evaporare il fondo, sempre rimestando abbastanza spesso; ci vorranno circa 6 minuti.

Se serve regolare di sale, quindi spruzzare con il succo di limone e spolverare con un'abbondante macinata di pepe, mescolare bene, decorare con il prezzemolo e servire con riso bianco oppure come contorno a della carne speziata.


La stessa ricetta in un tegame normale ha tempi diversi: lo zucchero va aggiunto insieme al brodo e poi la zucca deve cuocere semicoperta per circa 20 minuti.


Per dovere di cronaca: limone cipolla e zenzero sono aggiunte mie, mentre nella versione originale l'aglio è doppio, lo zucchero più abbondante e pure con il pepe non si scherza...
  • rivoli affluenti:
  • la favola è la quarta del libro IX nella seconda raccolta di: Jean La Fontaine, Favole, 1679 nella traduzione ottocentesca di Emilio De Marchi
  • lo spunto per la zucca viene da una ricetta riportata in: AA. VV., The Essential Asian Cookbook, Könemann

4 commenti:

  1. ciao! era un po' che non passavo di qua e mi spiace perchè è sempre piacevole e istruttivo.
    anch'io spadello spesso col wok, ottima questa zucca!
    ciao
    cristina

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    1. davvero cri, il sapore che assume saltando con pesce e zucchero è difficile da immaginare ma sorprendentemente armonioso all'assaggio.

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  2. Ecco qui! Ho un pezzo di zucca in casa alla quale aggiungerò un un po' di riso: così proverò questa tua ricetta. A seguire un bel pesce. Domani farò un dolce un po' dificilotto....ma bisogna pur sperimentare! Il pranzo di domenica è pronto con tutto il fascino che accompagna le novità in cucina. Giulietta

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  3. @giulietta: bella la tua domenica...

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