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empanadas venuezelane di platano e formaggio con tocco abruzzese

L'empanada in Venezuela è un panzerotto di farina di mais molto sottile che racchiude farce di ogni tipo; per tradizione viene fritto ma può essere cotto anche in forno o in padella e l'involucro spesso profuma di zucchero o vaniglia anche quando contiene ripieni salati. 

Ovviamente sono quelli che mi affascinano di più, per cui si usano di solito ingredienti cotti  come carne, pollo, tonno, gamberi, fagioli, carote eccetera, spesso quello che si ha in frigo insomma, che vanno a farcire in guscio da soli, oppure profumati di erbe e spezie o anche mischiati tra loro in mille combinazioni. 

Uno dei ripieni più popolari è quello che mescola formaggio (di solito una pseudo-mozzarella grattugiata) e la polpa schiacciata del platano, che è simile alla banana nella forma ma assai diverso per sapore ed utilizzo, tanto che i suoi differenti stadi di maturazione ne determinano l'uso, come dicevo meglio qui

Avendo un paio di platanos belli maturi, ovvero con la buccia nera e la polpa morbida che profuma proprio di banana, ho pensato di utilizzarli non nel ripieno ma direttamente nell'impasto, dove sostituisco parte della farina di mais con farina di frumento (mi da la sensazione che assorba meglio l'umidità, chissà se è vero), a cui unisco un uovo perchè con il calore anche la parte umida del platano si compatti velocemente.

E il formaggio resta da solo nella farcitura: ovviamente non uso mozzarella finta ma un caciocavallo abruzzese, filante e saporito, di un artigiano casaro di Campo Imperatore, che profumo semplicemente con una grattatina di pepe. 

Una leggera spolverata finale di zucchero sulle empanadas calde richiama quel gusto dolce-salato tipico venezuelano, che l'abbinata platano-formaggio rende perfetto anche per una colazione o una merenda alternative. So che le foto non rendono, d'altronde è stato un guizzo improvviso che mi ha distolto dalla ricetta cinese a cui mi stavo dedicando e che è pure sparito in pochi minuti. 

Meglio così: significa che hanno avuto un senso non solo per me!

EMPANADAS DE PLATANOS CON QUESO - PANZEROTTI DI PLATANO AL CACIOCAVALLO

ingredienti per 6 pezzi:
2 platani ben maturi
circa 70-80 g di farina bianca
circa 30-40 g di fioretto o fumetto (farina di mais sottilissima)
1 uovo piccolo
70-80 g di caciocavallo grattugiato grosso (io ne ho usati solo 40 g ma erano scarsi, come si vede nella foto finale)
pepe nero al mulinello
sale
olio di arachidi per friggere
zucchero semolato per spolverare

Lavare e spuntare i platani senza sbucciarli, tagliarli in due pezzi, tuffarli in acqua bollente leggermente salata e far sobbollire per 5 o 6 minuti, fino a che sono ben teneri e la polpa esce dalle estremità. (C'è chi utilizza il microonde, cuocendoli per 3 minuti, ma in questo primo esperimento ho preferito seguire la tradizione.) 

Scolare i platani, eliminarne le bucce, riunire la polpa in un ciotola e schiacciarla con una forchetta fino ad ottenere una massa abbastanza uniforme.

Unire l'uovo, un pizzico di sale (mia licenza, non ci andrebbe) e le due farine setacciate insieme, una cucchiaiata per volta, fino a che l'impasto è ancora appiccicoso ma lavorabile con le mani (io ci ho messo 3 belle cucchiaiate colme, circa 90 g in tutto).

Mescolare bene e far riposare l'impasto in frigo per almeno mezz'ora coperto. Miscelare intanto il formaggio del ripieno con una bella gratta di pepe. 

Infarinare abbondantemente un vassoio con il mix di farine e stendervi un sesto dell'impasto con le mani ben infarinate; formare un disco di circa 8 cm di diametro e disporvi una cucchiaiata di formaggio.

Chiudere a raviolo premendo bene i bordi,quindi "accarezzare" la superficie con le mani infarinate, dando al tutto una forma liscia ed uniforme. Lasciar riposare sul vassoio infarinato mentre si procede con il resto delle empanadas

Friggere un paio di panzerotti per volta in abbondante olio a 170-180 °C fino a che sono dorati su entrambi i lati (ci vogliono in tutto circa 6-8 minuti) e scolare su carta assorbente. 

Trasferire sul piatto di portata, spolverare con lo zucchero e con una macinatina di pepe (ma c'è chi preferisce usare sale, chi niente) e servire caldi, in modo che il formaggio all'interno sia ancora filante.


 In alternativa si può ungere leggermente la superficie dei panzerotti e cuocerli in forno a 200 °C per 20 minuti, oppure avvolgerli in alluminio e cuocerli a secco in padella circa 3 minuti per parte. Il forno non mi attira ma nel prossimo esperimento proverò la padella.

  • rivoli affluenti:
  • l'idea dell'impasto con il platano mi è venuta leggendo qui.

Commenti

  1. Molto intriganti...d'altronde il formaggio come ripieno di dolci fritti si usa anche in Italia: mi hai fatto venire una gran voglia di seadas!!!

    RispondiElimina
  2. E impasteresti le seadas con banane? Quando vieni ci proviamo!

    RispondiElimina

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