Oggi sono un filo giù di corda. Vorrei potermi un po' riposare, fermando lo scorrere vorticoso di questo perido per accoccolarmi sotto una copertina e godermi senza pensare a nulla la lussuosa malinconia della luce grigia, del ticchettio della pioggia, delle ore vuote. Invece vivo la giornata come da dovere ed arrivo a sera svuotata da qualsiasi energia. Mi capita raramente, ma non sento nemmeno il desiderio di cucinare. Ceno a pane, formaggio e marmellata (la mia merenda d'infanzia, per cui tutti in famiglia mi guardavano con occhi sgranati... fino a che non è diventato uso comune abbinare il formaggio a miele, composte di frutta e marmellatine varie...), scrivo due righe di presentazione alla ricetta che avevo già preparato nei giorni scorsi con quei bei finferli gialli arrivati in casa in abbondanza, poi sprofondo nel divano, sul tavolino un libro assolutamente distensivo, un giallo di Elisabeth George, ed una tazza di tè bollente... L'effetto rigenerante ...
Amo storia e geografia del cibo, tra le altre cose. Così viaggio attraverso il mondo e dentro me stessa. Assaggiare mi fa sapere con cuore e palato, ancora prima di capire con la testa.