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Visualizzazione dei post con l'etichetta cavallo

fichi e sfilacci di cavallo, idea di primo autunno

Il meraviglioso quartiere multietnico in cui vivo è ricco dei più disparati negozietti alimentari e di bottegucce oramai altrove scomparse, come il ciclista (riparatore di biciclette), la sarta, il colorificio/cartoleria o il calzolaio. E qualche tempo fa ho scoperto pure una macelleria equina, in cui faccio capolino ogni tanto nei giorni di mercato, quando il quartiere si riempie di bancarelle con frutta, verdura e spezie ancor più esotiche di quelle dei suddetti negozietti. Ci entro perchè talvolta ho bisogno di ritrovare la mia infanzia italiana, quella fatta di latterie e drogherie, in cui la macelleria nel vicolo di fronte alla vecchia casa dei nonni aveva scolpita sopra la porta una testa di cavallo per distinguerla dal macellaio comune, che invece si fregiava di una testa di manzo.  Quando accompagnavo la nonna per la spesa volevo sempre fermarmi ad ammirare quella testa di cavallo che spuntava dal muto, e poi all'interno mi sporgevo in punta di piedi per riuscire...

sfilacci e melone. Una lacrima. Un saluto.

Necessità impellente di un salume. Subito. E di una ricetta sobria ma che mi aiuti a non eccedere in malinconia. E di uno sfondo scuro, perchè il colore oggi è solo quello dell'essenza. Dell'assenza. Da ieri, amico che mi hai insegnato a gustare i salumi oltre la superficialità e la golosità del giudizio del mio palato (troppo "familiare" per essere professionale), non potrò più chiederti nulla. In realtà sono anche altre le cose che ho imparato da te, nel bene e nel male, di cibo e non.  Una però ti invidiavo, perchè sapevo che io non ce l'avrei mai fatta: la capacità di restare, tutto sommato, un bambino che gioca. Con i sapori, con i selfie, con le bellissime, con il colore delle bretelle, con la tua immagine sul lavoro, con il tuo percorso nella vita. Con le luminarie che rendono magico il piccolo castello di una piccola piazza di un piccolo paese sperduto nella pianura padana in una sera nebbiosa di metà dicembre. Cerco sul cellulare una delle foto...

ricette complesse per cornicioni barocchi

Avevo pensato di preparare per San Valentino un cibo che raccontasse il mio rapporto con l'amore, su cui negli ultimi anni ho meditato più del solito. L'esperienza aiuta a non ripetere errori clamorosi ma non è mai abbastanza per garantire un risultato perfetto, la fortuna è utile ma da sola non porta alla costanza della qualità... e qui le analogie con la cucina si fermano perché quando si comincia a parlare di impegno... quello di un cuoco è unilaterale, in una coppia deve essere reciproco. Si è mai visto dell'impegno da parte di un sugo o di una torta?! Nulla è più difficile che ottenere la semplicità. Il mio rapporto con l'amore ha la stessa complessità di una pizza: secoli di tradizione riassunti in regole ben chiare, pochi ingredienti miscelati con equilibrio sapiente a formare una solida base di certezze e possibilità di variare all'infinito condimenti, decori e sfumature. Una ricetta veramente complessa. Ho sempre cercato di seguire la tradizione per q...

barare sotto i ciliegi in fiore...

In questo periodo in Giappone i notiziari TV ed i giornali riportano come notizia principale l'avanzata del sakura zensen , cioè il fronte della fioritura dei ciliegi che in questi giorni sta salendo da Sud a Nord, con aggiornamenti quotidiani accompagnati da accurati bollettini metereologici. Lo scopo è permettere alla popolazione delle varie regioni di organizzare gite scolastiche, aziendali e familiari nel giorno giusto per il loro Hanami ( hana = fiore, mi contrazione di miru = vedere): assistere allo stabiliante spettacolo della fioritura dei ciliegi. Per molti Giapponesi l' Hanami non è solo il simbolo dell'arrivo della primavera o l'espressione della propensione culturale nipponica verso la natura, l'armonia e la bellezza. E' un'occasione di riflessione interiore su quanto tutto nella vita sia effimero come i leggeri petali dei fiori dalla breve vita, e tutto appartenga comunque al naturale ciclo degli eventi, dove ad ogni fine segue un n...

conseguenze inaspettate di un trasloco

Sarà un annetto che ho scoperto il mondo dei blog. La scorsa estate causa "modifiche dell'assetto familiare" mi sono ritrovata a traslocare in pieno agosto. Ho trascorso la prima parte del mese a riempire e spostare scatoloni, la seconda parte a svuotarli, caldo torrido e città deserta come contorno. Ero decisamente a corto di energie, senza il refrigerio delle ferie e con un'idea plumbea del presente e del mio immediato futuro: la maggior parte del mio tempo libero si era improvvisamente svuotato, mi ritrovavo un quotidiano da reinventare ed un silenzio in casa a cui non ero più abituata. Nello smarrimento generale la cosa che più mi rasserenava e per certi versi mi teneva ancorata alla realtà concreta era sempre e comunque la cucina. Stranamente l'appetito non mi aveva abbandonato e quando nella nuova casa è arrivato il collegamento ad internet, che fino a quel momento utilizzavo solo in ufficio per lavoro, ho cominciato a girellare in cerca d...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!