Il meraviglioso quartiere multietnico in cui vivo è ricco dei più disparati negozietti alimentari e di bottegucce oramai altrove scomparse, come il ciclista (riparatore di biciclette), la sarta, il colorificio/cartoleria o il calzolaio. E qualche tempo fa ho scoperto pure una macelleria equina, in cui faccio capolino ogni tanto nei giorni di mercato, quando il quartiere si riempie di bancarelle con frutta, verdura e spezie ancor più esotiche di quelle dei suddetti negozietti. Ci entro perchè talvolta ho bisogno di ritrovare la mia infanzia italiana, quella fatta di latterie e drogherie, in cui la macelleria nel vicolo di fronte alla vecchia casa dei nonni aveva scolpita sopra la porta una testa di cavallo per distinguerla dal macellaio comune, che invece si fregiava di una testa di manzo. Quando accompagnavo la nonna per la spesa volevo sempre fermarmi ad ammirare quella testa di cavallo che spuntava dal muto, e poi all'interno mi sporgevo in punta di piedi per riuscire...
Amo storia e geografia del cibo, tra le altre cose. Così viaggio attraverso il mondo e dentro me stessa. Assaggiare mi fa sapere con cuore e palato, ancora prima di capire con la testa.