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paccherini alla frutta, con pudore

In occasione del compleanno mio e del blog (nove anni il blog, per il resto sorvoliamo!) festeggio tornando con una nuova puntata della mia personale saga abruzzese per parlare un momento dell'azienda che mi ha accompagnato in questa esperienza di conoscenza del territorio e delle sue emozioni.

Il primo impatto con Rustichella d'Abruzzo è stato il viaggio notturno in macchina con un cordiale magazziniere dell'azienda che mi è venuto a prendere all'aeroporto ad ora tarda, la sera del mio arrivo. Il saluto finale è stato, qualche giorno dopo, con un altro gentilissimo componente dello staff che si è alzato all'alba per accompagnarmi al primo volo del mattino per Milano.

Non sarebbero stati tenuti, sindacalmente parlando, a svolgere questi compiti ma entrambi mi hanno spiegato che si erano offerti volentieri perché l'azienda è come una grande famiglia in cui tutti si danno una mano, e poi tutti ci tengono ad accogliere come si deve chi viene nella loro terra per …
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una vaga idea thai di curry verde di maiale e melanzane

Rispetto all'estate passata quest'anno ho pubblicato poche ricette con le melanzane che tanto adoro. Rimedio ora, fino a che il tempo regge, citando in modo abbastanza superficiale un curry verde, piatto thai che ho assaggiato più volte, di solito con le tipiche melanzanine amare piccole come piselli e con pollo o gamberi, ma che questa volta decido di replicare con melanzane nostrane e... lonza di maiale!

Il procedimento classico prevederebbe di ricavare dal cocco fresco del "latte" e della "panna", ovvero creme di cocco dalle diverse densità, di prepararsi la pasta di curry in casa ma soprattutto, di "lessare" carne e verdure nel liquido aromatico ottenuto da cocco, aromi e spezie in vari passaggi.

Io stravolgo tutto, non solo usando banale latte di cocco in lattina e pasta di curry verde in barattolo, ma unisco pure bok choy, soffriggo verdure e carne in un velo d'olio prima di unirvi le componenti liquide ed accompagno il piatto con un ri…

peperolls di manzo e peperoni di Carmagnola: come avvolgere Piemonte, Tailandia e Sudamerica in un unico gesto

Una cosa che in Asia si abbina raramente ai peperoni è il formaggio, mentre altre accoppiate tradizionali anche da noi, come con carne, acciughe (o loro derivati), con fagioli (o legumi simili) e con la grande famiglia di cipolle e aglio sono molto più consueti. In Sudamerica, al contrario, dove i peperoni hanno avuto origine, stanno spesso con formaggio, fagioli o carne ma anche vengono spesso utilizzati in associazioni per noi meno consuete, come con la frutta o il pesce fresco.

Quando mi hanno chiesto un piatto da preparare in 10 minuti per il libro di ricette di PEPERO', la FIERA NAZIONALE DEL PEPERONE DI CARMAGNOLA che prende il via domani, mi sono dibattuta a lungo tra le culture gastronomiche di quei due continenti, che volevo in qualche modo portare nell'alveo della cucina di peperoni italiana, anzi piemontese, visto che di Carmagnola, in provincia di Torino, stiamo parlando.
Considerando che il piatto deve essere di velocissima realizzazione scarto tante golose idee ch…

sono out

Spesso quando uno non si sente in forze dice "sono giù" o "sono down". Tu mi hai detto invece: "Ci vediamo un altro giorno, oggi sono out out out". Chissà perchè, forse già ti sentivi fuori da tutto, separato da questo pazzo mondo che hai talmente amato da tenerti accanto l'agenda degli appuntamenti anche quando non eri nemmeno più in grado di reggerla in mano.

Sei sempre stato un essere altamente sociale ed i rapporti sinceri con le persone erano per te davvero una ragione di vita, sia nel privato che nella professione. Essere così goloso di contatti, così aperto alla gente, così fuori dal comune forse sono le ricchezze che ti hanno sempre distinto dalle persone banali, che ti hanno reso "out" per tutta la tua vita, mille spanne sopra, nonostante tu vivessi "in", immerso in mille situazioni ed infiniti rapporti ad ogni tuo respiro.

"Sono out" è l'ultima cosa che mi hai detto. La prima non la posso ricordare perchè i…

chitarrone alla misticanza: la perfezione della semplicità

Il caso vuole che passassi a trovare mio padre, che l'orto fosse in pieno rigoglio e che lui mi regalasse una cassetta carica di ogni ben di Dio. E che arrivata a casa mi rendessi conto che in quell'orto avevo provato lo stesso senso di benessere e naturalità vissuti nei giorni scorsi in Abruzzo. E che mi venisse in mente di cucinare insieme pasta abruzzese e ortaggi freschi, cercando un legame per riprodurre quelle sensazioni perfette.

E così eccomi qui, a parlare di nuovo di Abruzzo, questa volta nel senso di pasta alla chitarra.
Non ho al momento la chitarra, lo stumento con cui ho imparato a tagliare quei meravigliosi spaghettoni a sezione quadrata a base di semola e uova, che descritti così paiono un controsenso, visto che per abitudine nella pasta fatta in casa di solito si accoppiano farina con uova e semola con acqua, ma che un controsenso, lo assicuro non sono affatto!


Appena avrò sotto mano lo strumento di cui sono in attesa mi metterò a "chitarrare" anche…

l'insalata di sgombri e la lenta educazione del palato

Rarissimamente si mangiava pesce a casa della mia famiglia, quando ero piccola. Escludendo i bastoncini surgelati, insieme a sofficini e würstel risorsa base di mia madre, che lavorava a tempo pieno ed era pure svizzera, compariva ogni tanto in tavola qualche filetto di sogliola (sempre surgelato), qualche trota di fiume o qualche persico od agone di lago che mio padre ogni tanto pescava la domenica.

Si trattava sempre di pietanze dove il sapore specifico del pesce si sentiva poco, un po' per caratteristica della specie, un po' per i tipi di cottura o di condimenti che mia madre utilizzava, appunto, per levare al piatto il "sapore di pesce". Sono cresciuta senza allenamento del palato a questo gusto, insomma, e quando ho cominciato a cucinare per conto mio ci ho messo anni per uscire dal seminato e indagare "sapori di pesce" più caratteristici.

Il mio impatto con lo sgombro ne è la conseguenza più evidente: trovavo quello in lattina troppo saporito quello …

l'anima certa degli gnocchi di riso coreani

Gli gnocchi di riso sono una golosità asiatica di cui non smetterei mai cibarmi. Li adoro in tutte le loro forme e consistenze, anche se i più conosciuti in Occidente sono quelli che si trovano nei ristoranti "etnici", come i nian gao cinesi a forma di medaglia, i dango giapponesi a pallina ed i tteok coreani a bastoncino, e li ho imparati a preparare sia partendo dal riso in versione tradizionale, che con il metodo "moderno" che utilizza la farina di riso.

Nelle righe precedenti ho semplificato molto (un post/trattato in merito prima o poi comunque lo scriverò!), ma non tralascio qui un distinguo importante: qualsiasi sia la patria, la forma od il nome degli gnocchi di riso, quando si prepara l'impasto per dei dolcetti si usa prevalentemente riso (o farina di riso) glutinoso, in modo che gli gnocchetti restino molto morbidi e chewy, mentre per gnocchi da consumare salati ci si serve del normale riso a chicco tondo (o relativa farina), dato che i bocconcini de…

emozione d'Abruzzo

Trovo difficilissimo iniziare questo racconto: in una manciatina di giorni l'Abruzzo mi ha investito e stordito, farcendomi la testa di storie, persone e luoghi memorabili e lasciandomi nell'anima il tocco lieve di chi ha troppa saggezza per perdersi nei tempi veloci che il resto del mondo esige.

Abruzzo terra strana, umanissima, con l'accoglienza di chi ama lo spirito delle persone e la riservatezza di chi conosce il valore delle parole. Spazi diversi ad ogni passo, ciascuno impregnato di un genius loci tutto da ascoltare nei silenzi aspri da montagna, nei silenzi pazienti nei campi, in quelli quieti di un mare dalla costa affollata con troppa superficialità.

Abruzzo da ascoltare con cura, 'che sono in pochi a raccontarlo, un po' per timidezza, un po' per gelosia, un po' perché il lavoro è più importante delle chiacchiere. Basta che parlino i fatti, le finestre delle case, le curve delle colline, il colore chiaro delle pietre, il passo lento di un anziano…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!