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mood strano, da gnocchi

Ho le ultime stentate foglioline sulla pianta di basilico del davanzale. Ho del pecorino romano pieno di significato che occhieggia dal frigo insieme ad una ricotta vaccina assolutamente anonima. Ho dubbi su cosa essere nella vita, situazione che alla mia età suona un po' ridicola anche se il saggio dice che può succedere, di non crescere mai.  Ho forse bisogno di un momento per me, nell'aria tiepida di questo cielo grigio di un ottobre milanese qualsiasi. Sto in bilico tra storia e futuro, un po' come quel basilico smorto che non è ne' estate ne' autunno, e non capisco da che parte voglio cascare.  Farò come le foglie, mi affiderò al vento. Farò pure degli gnocchi di pecorino buono e ricotta anonima, che alla fine danno pure un senso al pranzo anche se in partenza poteva non sembrare. Sarà merito del limone, o del pepe. Oppure proprio del basilico, chi lo sa.  GNOCCHI DI RICOTTA E  PECORINO  AL LIMONE  PEPE E BASILICO ingredienti per 4 persone: 500 g di ricotta 160
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pollo alla Kyiv, oggi una piccolissima isola di serenità

Sono con un'amica ucraina quando danno la notizia dei nuovi bombardamenti sui civili di Kyiv e di altre città. Poi, dopo ore di angoscia, arriva il messaggio che sua figlia e suo nipote sono riusciti a rifugiarsi nella stazione della metro e sono vivi. "Della casa non mi importa", commenta la mia amica, sollevata. Ora siamo in attesa di capire se ce l'hanno ancora, una casa in cui tornare, una volta che potranno uscire dai rifugi. Sinceramente mi rattrista il disinteresse oramai abbastanza diffuso per il dramma di chi subisce la guerra in prima persona: la cronaca riferisce quasi solo delle conseguenze economiche per l'Occidente, mentre sono pochissimi a mantenere il focus sulle persone che per questa scelleratezza rischiano di perdere o hanno già perso tutto, persino la vita, non solo qualche ora di riscaldamento o una spesa a prezzi accessibili. Vedo che serve a poco il sistema, adottato qui sul blog, di pubblicare prevalentemente ricette ucraine per non distrar

di nuovo in Ucraina, con vareniki e panna

Finalmente il clima si è un po' riaccordato con la stagione e le temperature mi permettono di tornare in cucina seriamente. Mi spiace non riuscire a pubblicare spesso quanto vorrei, ma nella vita che faccio ora non sono contemplati momenti di pausa in cui godersi i fornelli e fotografare con calma. Tornando alla stagione, se nella mia cucina iniziano a comparire zuppe e stufati di tutte le parti del mondo, qui nel blog riprendo più che volentieri il filo dei racconti di cucina dedicati all'Ucraina con una delle tante varianti dei loro  vareniki . Sono i ravioli la cui storia avevo accennato qui , che questa volta preparo utilizzando la panna acida, come da tradizione molto diffusa in diverse aree del Paese, che entra sia nell'impasto che nel condimento.  Io per la verità li avevo preparati qualche settimana fa, in uno strano "buco temporale" libero da altri impegni e pensieri, per poi congelarli su un vassoio e raccoglierli in sacchetti per alimenti. ovviamente

paella? Be'... quasi, in versione insalata di riso

Si organizza un pranzo a tema "Revival anni '70-'80" dove ciascuno provvede a una portata, e a me commissionano il primo. So che ci saranno tra i convitati dei golosi di paella, che tanto piaceva a casa dei miei verso la fine di quegli anni, ma sinceramente non ho voglia di cucinare a lungo e all'ultimo momento: vorrei poter preparare tutto prima e godermi la giornata in relax, come avrei fatto se avessi portato quello che avevo in mente, l' insalata di pasta e verdure grigliate della mia adolescenza. Ma per fortuna ecco che scatta la folgorazione: preparo una insalata di riso ispirata alla paella! Cerco di ricalcarne l'aspetto e gli aromi ma in modo che il piatto tragga vantaggio da qualche ora di riposo. E magari, già che ci sono, uso un condimento che citi pure la fideuà , la "paella di pasta" che di solito si accompagna con una salsa aioli.  In sostanza, rispetto ad una paella classica, uso un tipo di riso differente e quasi tutto quello che

mlintsy o nalysnyky? Alcune curiosità sulle crespelle ucraine

Non trascorro il ferragosto in vacanza ma lo dedico a cucinare, cosa che per me ultimamente è una vacanza di per sè. E resto idealmente in Ucraina, come mi sono riproposta da quando è iniziata la guerra, permettendomi questa volta una ricetta un pochino più lunga e golosa della mia ultima media giornaliera. Non voglio rischiare però di commettere di nuovo qualche involontaria gaffe come per la zuppa di cetrioli , così torno a concentrarmi, in questo percorso dentro la cucina ucraina che si fa (purtroppo) sempre più lungo, su una ricetta le cui origini non siano offensive per nessuno. Cominciamo da una storia antica, quando si venerava Masla, la dea del burro, che in Ucraina si chiama maslo . A fine inverno si auspicava l'imminente inizio della primavera con il Maslyanytsa , l'attuale Carnevale, durante il quale si faceva viaggiare un fantoccio di paglia della dea su una slitta trainata da cavalli che percorreva un semicerchio attorno al villaggio a simboleggiare il sole nascen

veloce e sorprendente: provola e cetrioli

Inizialmente avevo raccolto cetrioli nell'orto di mio papà per preparare una zuppa fredda estiva, che prevede anche patate e yogurt, che si consuma anche in diverse parti dell'Ucraina ma che nasce in Russia con il nome di  okroshka. Quando ne ho parlato con i miei amici ucraini per cogliere i loro segreti, però, ne è sorta una sorta di garbata polemica: non tanto riguardo al fatto che il piatto sia originario della Russia, ma per il fastidio che ho colto in loro nel voler raccontare una ricetta che loro ammettono di aver "importato" ma che non è storicamente appartenente a tradizioni culinarie storicamente condivise del Rus di Kiyv , come invece quelle che ho pubblicato finora. Mi rendo conto che il perdurare della situazione bellica sta esasperando gli animi e rinuncio al progetto: non voglio rischiare di mancare di rispetto a qualcuno. Ma che fare dei cetrioli? Per restare su una ricetta fresca ed estiva mi rifugio nella storia e provo una combinazione inusuale, sco

un flash all'ultimo: insalata di pasta con bottarga e... more!

Oggi ho avuto il dispiacere di non poter sostenere un'amica ucraina come avrei voluto, ne' materialmente ne' moralmente. Ho cercato di farmi perdonare promettendole di riempirle la dispensa di specialità italiane appena tornerà dal suo urgente viaggio, quando potrà. Ma mi è rimasta l'amarezza di non averle potuto regalare una sporta di cose buone per questa sua necessaria partenza. Le avevo promesso da tempo anche un pranzetto siciliano, e me lo ha ricordato una fantastica bottarga di Marzamemi, di quelle ancora morbide e profumatissime, arrivata in dono al mio frigo poco tempo fa. Nonostante il mio ultimo  viaggio in Sicilia  sia lontano oramai dieci anni, infatti, non ho smesso di ricevere i profumatissimi prodotti di quella terra da amici che vi risiedono o vi si recano. Mi piacerebbe andarci con la mia amica ucraina, quando le cose si saranno sistemate. Il post di oggi dunque è legato solo affettivamente all'Ucraina, ma contiene sapori tutti italiani, perchè sor

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!