Mia madre, ultranovantenne, svizzera e di padre francese, ha un'idea tutta personale di cosa si intenda qui e oggi per piatti estivi e freschi. Sono a casa sua. L'altro giorno voleva il risotto, oggi mi dice: "Con questo caldo ho proprio voglia di una bella vichyssoise ". Uno con 38 gradi in casa pensa ad insalate, formaggini, frutta, gelati... e invece si tratta di una minestra, che si serve fredda, d'accordo, ma si prepara stando ai fornelli per oltre un'ora. Ma lei è golosa di patate, il nome le ricorda un paesino francese della sua infanzia e conta su di me per non restare personalmente in cucina neanche un minuto. Che risponderle? Dunque eccomi all'opera con una ricetta che, come penso molti sappiano già, non nasce in Francia a fine '700, come il più famoso potage Parmantier, ma nel 1917 (o 1919) negli Stati Uniti. Però il cuoco era comunque francese, Louis Diat, e si ispirò ad un piatto che nella sua città natale (Vichy, appunto) gli preparava...
Pranzare con il gelato. Non ci sono alternative con 39 gradi in città ed anziani che non vorrebbero mangiare nulla. In freezer solo una vaschetta di fior di latte e nessuna intenzione di procurarsi alcunché uscendo. Decido di rendere il gelato più particolare con spunti suggeriti da ciò che c'è in casa: susine rosse e bacche di pepe rosa*. La ricetta è presto detta: 6 susine rosse, a spicchietti, senza nocciolo ma con la buccia, con 100 g di zucchero, 100 g di acqua e 2 rametti di bacche di pepe rosa. Si accende la cappa aspirante prima dei fornelli e si cuoce tutto, scoperto e a fuoco basso, per un'oretta, mandando gli anziani in un'altra stanza. Quindi si eliminano i rametti e si frulla, ottenendo una salsa densa, leggermente acidula, di colore rosso brillante. Se ne ricavano circa una decina di cucchiaiate e se non si usa subito va conservata in frigo. In prima battuta questa salsa, come da programma, finisce una cucchiaiata a testa sul gelato (che nel tempo della foto ...