L'altro giorni ha piovuto, le temperature sono scese con decisione ed io... ho acceso il forno. Non che volessi interrompere la serie delle ricette anti-caldo, ho semplicemente approfittato del momento per procurami la materia prima che mi consentisse di proseguire nei giorni successivi con pranzi "a fornello spento": le freselle . Ho imparato a confezionarle durante il periodo di forzata chiusura domestica per il Covid, come la sfoglia in fantasie da tessuto ed altre leccornie insegnate in rete da professionisti a loro volta blindati in casa. Le freselle di cui parlo oggi sono da intendere nel senso campano del termine, che le distingue dalle friselle o frisedde pugliesi. Varia soprattutto la logica di formatura e taglio, che in Puglia hanno una loro lavorazione tipica mentre in Campania sembrano più "figlie" del tarallo. Nascono tutte anticamente in farina d'orzo, poi evoluta in farina di frumento integrale, porzione contadina per un pasto che risultav...
Per il mio viaggio tra i piatti estivi di altre culture la tentazione di tornare a cucinare giapponese è sempre forte ma, al momento, mi limito a preparare alcune ricette estive nipponiche tipiche della stagione senza scriverci post. Qualcuna in verità l'avevo pubblicata qui in passato, come lo zaru soba (ざるそば) classico o i sōmen (そうめん), tra cui quelli freddi con melanzane e zucchine sono sempre particolarmente gradevoli. Vedo che, a distanza di anni, su quei piatti ora forse avrei qualcosa di meglio da dire... per cui progetto una versione pazzesca di zaru soba , che magari apparirà su questi schermi prossimamente. Per il momento, dopo una prima puntata in Giappone ed una seconda in Andalusia , pesco dal cilindro delle ricette estive un piatto (qui) inedito dei Nativi americani, meravigliosa civiltà gastronomica che cito spesso nel blog quando mi capita di parlare di Stati Uniti. Il mais, che nell'America precoloniale era insieme a fagioli e zucca una delle "tre so...