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ceci e spezie del Punjab per un piatto dai troppi nomi

Il dettaglio forse più curioso del piatto di cui parlo oggi è il nome, che segue la sorte di molte parole entrate nell'uso comune nonostante si tratti in realtà di marchi commerciali. Chi di noi, ad esempio, non ha mai detto "fòrmica" per indicare il laminato plastico oppure "scotch" per parlare del nastro adesivo o "bic" di una penna a sfera?

Ecco: nella regione del Punjab e dintorni, antico territorio ora politicamente suddiviso tra India e Pakistan, esiste uno stufato di ceci che si chiama semplicemente chana ochole masala: chole, cholay ochana sono i ceci nelle varie lingue, mentre masala significa in generale "misto di spezie", quello che noi Occidentali siamo abituati erroneamente a definire "curry" (...dalla parola tamil cari, che invece significa salsa o, per esteso, il piatto con essa cucinato).

Il chana masala, in Pakistan spesso detto familiarmente solo chole, viene tradizionalmente preparato versando i ceci cotti in un…
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un tuffo nello Hunan cinese per una ricetta di noodle dalla memoria occidentale

Rimanendo in tema di noodle asiatici, questa volta al posto degli spaghetti di riso racconto di una pasta decisamente cinese, i "silk noodles" tagliatelle di amido di patate dolci del lago Tianding (o Donting, o Tungting). Il bacino si trova nella provincia dello Hunan, che da esso prende  nome: hu (lago) nan (sud), "a sud del lago".

Si tratta di una provincia dalla cucina grandiosa, una delle otto grandi tradizioni culinarie che caratterizzano la gastronomia cinese. Qui da noi è ancora poco conosciuta: i  primi ristoranti cinesi apparsi in Italia una cinquantina di anni fa proponevano quasi solo cucina cantonese, spesso adattata in modo acritico ai gusti occidentali. Solo di recente hanno cominciato a prendere piede anche da noi locali  più attenti alla cucina regionale autentica.

Una delle più diffuse attualmente è quella diretta e speziata del Sichuan, a cui la gastronomia dello Hunan in parte somiglia per l'uso di peperoncino, in parte si discosta per il m…

ispirazioni giapponesi di tacchino e melanzane... senza cocco!

Oggi collaboro all'articolo pubblicato da Mag about Food sui molteplici utilizzi della noce di cocco in cucina in versione sia dolce che salata, Quella rielaborata da me è la ricetta di una zuppa di ispirazione thailandese contenente polpettine di tacchino, per i cui dettagli basta seguire il link.
Di conseguenza mi sono ritrovata in cucina già "pronti per l'uso" noodle di riso, verdure adatte ad un piatto orientale e un po' di polpa di tacchino tritata al coltello, E ho istintivamente provato l'irrefrenabile impulso (chissà come...) di girare tutto in chiave giapponese.

Ho lasciato ovviamente da parte il cocco, ingrediente "esotico" anche in Giappone, dove viene utilizzato raramente e solo per dessert, ed ho accostato invece al resto degli ingredienti delle melanzane perline, quelle lunghe e sottili che tanto si usano nella cucina asiatica in generale e pure giapponese e che, per formato e sfumature viola chiaro, mi sembravano adattissime al piatt…

le marachelle dell'essere: insalata di aringa affumicata alla salvia

"Oggi la spesa l'ho fatta io". Temo sempre questo genere di dichiarazione al mio rientro la sera, ma dovrei imparare a fidarmi di più perchè la maggior parte delle volte escono dalla sporta ingredienti interessanti e facilmente utilizzabili e la nostra cenetta si svolge tra grandi classici e curiose delicatessen, all'insegna della golosità.

La maggior parte delle volte, dicevo. Capita ogni tanto (ma molto, molto raramente, ci tengo a precisare), che l'essere che mi vive a fianco si lasci un po' prendere la mano dalla sperimentazione oppure dall'innocenza, immaginando di poter organizzare una cena lampo con prodotti che non conosce ma che acquista lo stesso, pensando che assomiglino a cibi che già conosce.

Tipo una bella aringa affumicata, che l'altra sera ho trovato sul tavolo nella sua confezione sotto vuoto e che, insieme al pacchetto di pane di segale a fette compatte che lo accompagnava, nella sua percezione sarebbe servita per prepararci al volo…

l'allegra imperfezione di una ratatouille filo-giapponese

Per raccontare come inizia bene questa mia nuova parte di vita, comincio con una mancata ricetta di ispirazione giapponese: una variante della ratatouille  al miso... senza miso!

C'è poco da spiegare: nella somma di mille idee e operazioni pratiche a cui si dedica la mia testa da quando mi sono ribaltata le logiche quotidiane, in sostanza mi ritrovo ogni istante a fare infinite cose insieme.

In attesa di rientrare in una logica di pensiero più ordinata comunque ho continuato a cucinare, anche perchè avevo in testa una ricettina da dedicare ad Emanuela che volevo fosse come lei: insolita, positiva, curiosa e sprizzante energia.

Cerco tante verdure, colori chiari e solari, nei toni finalmente estivi del giallo e verde, e profumi stranieri (i miei ovviamente sono asiatici ma chissà lei che preferisce, invece...) che raccontino viaggi, emozioni e scoperte. Tale è l'allegria di questa ricetta che, nonostante avessi pensato di insaporirla con un tocco finale di miso rosso... tra i …

a casa di Sonia, ovvero come ribaltare la propria vita

"Ciao, hai programmi per domenica mattina?" "No, idee pigre ma niente di particolare." "Ok, allora che ne dici di un brunch a casa di Sonia?" "A casa di chi?" "Da Sonia: Sonia Peronaci."
Ovviamente ho accettato, e mi ci è pure voluto qualche momento per riprendermi. E poi un paio di mesi per metabolizzare, trovare la forza di agire e poi parlare di come un'uggiosa domenica di inizio aprile mi abbia ribaltato la vita.

Credo non serva spiegare a chi legge blog a tema food chi sia la Sonia in questione, ne cosa sia Giallo Zafferano, che lei ora ha lasciato in altre mani ma con cui mantiene rapporti e collaborazione. Forse è però opportuno specificare che lo scorso anno ha aperto uno spazio di cucina e chiacchiere a Milano, il Sonia's Factory, un salotto gastronomico in cui spesso la domenica mattina invita "gente" per i suoi Sonia Social Brunch.
So che molti appassionati fanno carte false per essere invitati e che ci so…

dolcetti giapponesi ed evoluzione: mochi facile, contaminato con mirtillo e mandorla

Oggi pubblico una ricetta che prende origine da una serie di riflessioni partite da una domenica diversa dal solito. Mi ci sono volute diverse settimane per elaborare il senso profondo che ha avuto quella giornata per me e le conseguenze pratiche sulla mia vita, tanto è vero che sono passati quasi due mesi dall'ultimo post pubblicato qui nel blog.

Non era mai successo che lasciassi un intervallo di silenzio così lungo ma è servito e, per le decisioni prese in questo periodo di assenza dalla rete, non credo succederà di nuovo. Tutte le riflessioni profonde e piacevoli legate alla scelta maturata in questa pausa le racconterò a parte, però. Il mese prossimo.

Qui cucino solo, con il micro-tempo a disposizione sfruttato al meglio per non lasciare orfano di ricette questo stranissimo, decisivo mese di maggio e con tanta, tanta, tanta serenità. Spero si noti quanto ne fanno parte il mio amore per la cucina, la mia mania per il Giappone e la mia voglia di vivere in pieno quella che è la…

torta salata di riso al limone... e salsiccia, tra Armenia e napoletanità!

Tra i tanti spunti derivati della mia esperienza insieme a Rustichella d'Abruzzo c'è il confronto con  le persone che, provenienti dalle zone più disparate del pianeta, hanno viaggiato con me alla scoperta di quello splendido territorio.

Uno degli incontri per me più rivelatori, è stato quello con l'armena Naira: nelle ore trascorse a parlare con lei mi sono resa conto di conoscere molto superficialmente la storia del suo popolo, antichissimo, fiero e martoriato. Di ritorno, quindi, parallelamente all'approfondimento della cultura gastronomica abruzzese ho intrapreso anche un viaggio in quella armena, che racconta usanze e territorio ma anche  le tragedie e le vittorie del popolo armeno.

Come lo scorso anno avevo pensato ad un menù di Pasqua a colpi di ricette marocchine per l'agnello e per i suoi tre contorni, il mio Natale a tavola è stato totalmente abruzzese (sì, lo so, qui non ne ho parlato. Ma questo fa parte del silenzio del blog su moltissime cose che più …

cotoletta panata in carpione per il mio primo amore volato via

Credo che ognuno di noi in cuor suo sappia riconoscere quegli istanti specifici che, in una vita, lo hanno fatto crescere. Oggi voglio parlare dei due momenti in cui per la prima volta mi sono resa conto di essere un essere pensante, una "persona" vera e propria e non solo una bambina, e poi mi sono sentita una donna, nonostante non avessi ancora tacchi, trucco, seno e quant'altro. Si collocano entrambi nella mia pre-adolescenza.

Il mio primo flash di consapevolezza  arrivò al mio undicesimo compleanno, quando la mia zia evoluta mi regalò Il gabbiano Jonathan Livingston. A guardarmi così indietro mi faccio tenerezza da sola: la storia di un essere che con la mente poteva arrivare a distinguersi dagli altri e addirittura a sperimentare la telecinesi mi folgorò, costringendo il ragnetto che fisicamente ero allora ad essere fiero almeno della propria intelligenza ed a coltivarla con cura ed orgoglio, perchè fosse davvero solo mia, "diversa" e a suo modo unica.

Dop…

dedica a mio padre con arrosto ai funghi e fichi

Ho trascorso qualche giorno pensando con inconsueta frequenza a mio padre. Poi ho saputo (evidentemente il sangue non è acqua!) che era caduto e, una volta convintosi ad andare dal medico dopo giorni di resistenza, aveva scoperto di avere delle costole incrinate.

Avei voluto andare da lui ma credo di avergli fatto un favore rimanendo a casa mia, forzata da una stupida influenza. Lui è uomo di altri tempi, con il dovere morale di mostrarsi una roccia: avrebbe mal sopportato l'ennesima persona al suo capezzale preoccupata per lui.

Nei giorni precedenti, quando pensarlo era inconsapevole del suo attuale disagio, avevo elaborato una ricetta che mi sembrava adatta al suo gusto. Così, appena la febbre mi ha dato tregua, ho cucinato come fosse per lui. La mia ricetta ha funghi e fichi ed il motivo, appare evidente, non è certo la stagione!

D'estate in monagna portava sempre noi bambini nei boschi, insegnandoci a cogliere i mirtilli senza rovinarne le piantine e a distinguere i fungh…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!