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Visualizzazione dei post con l'etichetta film

Film: Ritrovarsi a Tokyo, con scorfano, miso e accenni di sorprese

In attesa di poter cominciare a breve a mostrare il progetto giapponese che mi ha visto impegnata in questa prima parte del 2025... parlo di nuovo di cinema. Dove sono stata chiamata, oramai qualche settimana fa, per presentare una pellicola prima della sua proiezione. Devo dire che ci sto prendendo gusto... Se il primo film di cui ho pubblicato anche qui nel blog la mia personalissima recensione era francese e parlava di cibo,  il secondo era giapponese (come anche altri, che ho presentato al cinema nel frattempo ma non pubblicato qui). Come non riportare dunque su queste pagine anche un film francese ambientato in Giappone?  Si tratta di Ritrovarsi a Tokyo, titolo italiano di una pellicola che in francese e nelle traduzioni internazionali si intitola "Una parte mancante", mentre in giapponese è 東京物語, Tōkyō monogatari , "Racconto/storia di Tokyo". E' la storia di un padre francese che, separato dalla moglie giapponese, ha perso ogni contatto con la figlia e v...

Film "Il mostro". O, meglio: "La cosa misteriosa". Con merenda giapponese di pane noci e miso

Qualche sera fa,  ho di nuovo presentato un film al cinema. Dopo un precedente a tema gastronomico questa volta l'argomento non era la cucina ma il Giappone. Titolo italiano del film " L’innocenza" , titolo originale giapponese 怪物, Kaibutsu , tradotto in altri Paesi occidentali come "Il mostro" anche se letteralmente i kanji da cui è composta la parola significano “cosa misteriosa”.  Cerco di non spoilerare per chi non lo avesse ancora visto: il protagonista è un preadolescente alla scoperta delle proprie relazioni con il mondo e la sua vicenda è presentata prima con gli occhi della madre, poi con quelli del suo insegnante ed infine attraverso i suoi, uno stile narrativo che la cinematografia internazionale credo abbia imparato da  Rashomon di Kurosawa nel 1950 e che ha poi sfruttato egregiamente in molti thriller, come Prospettive di un delitto del 2008. Ma questo film, anche se si intuisce che sotto sotto ci sia qualcosa di misterioso (ecco il senso del ti...

di chi parla il film Il Gusto delle Cose? E le 'quenelles' sono francesi?

Lo so, è inutile parlarne ora che tutti i cinefili appassionati di cinema e di cucina lo hanno già visto, ma come al solito non sono una buona reporter ed arrivo a parlare dopo gli accadimenti invece di anticiparli: a maggio, a 4 giorni dalla sua uscita ufficiale, ho presentato in un colto cineforum il film  Il Gusto delle Cose . Pur sapendo di avere un limite di pochi minuti, come al solito mi ero preparata ore e ore di argomenti, decidendo poi cosa dire davvero solo al momento di accendere il microfono, in base all'umore della sala. Ho finito semplicemente per consigliare di "ascoltare" il film nei suoi suoni mesmerizzanti e di farsi coinvolgere dal sapiente tepore delle sue luci, e poi ho scelto di raccontare un aneddoto storico che curiosamente nessuno pare aver ancora notato. Il film, ambientato nella Francia del 1884*, illustra il rapporto tra un gastronomo benestante e la sua cuoca, ed è ispirato ad un romanzo del 1924 di Marcel Rouff, scrittore e gourmet svizzero,...

il film Il cacciatore, i sentimenti, le frittelle di mele

Quando ho visto Il cacciatore per la priva volta avevo intorno ai 16 anni, ad un cineforum. Mi innamorai ovviamente in quell'occasione in modo totale di due attori per me ancora sconosciuti: quel Robert de Niro che poi mi ha abbandonato per strada coi suoi ruoli brillanti un po' dozzinali degli ultimi anni e quella Meryl Streep che invece non ha più lasciato il mio cuore.  Degli altri interpreti conoscevo solo John Cazale per Quel pomeriggio di un giorno da cani e John Savage per Hair (film che casualmente avevo visto prima, anche se era uscito più tardi); invece mi aveva talmente inquietato la recitazione di Cristopher Walken da non riuscire più a slegarlo da quel personaggio ed apprezzarlo in seguito in altri ruoli. Però... caspita che anni! Sono stata fortunata a vivere la mia epoca: quello sì era cinema!  Il fatto che a 16 anni leggessi Sciascia e Hesse e frequentassi cinema e cineforum mi aveva aiutato da subito, per  Il cacciatore , a cogliere l'atmosfera sosp...

tiramisù dell'amore silenzioso: il desiderio dell'MTC

Non c'è un tiramisù nel film che ho scelto per rappresentare cosa significa per me la sensualità. La richiesta di Susy May  per questo MTC n. 61  è un tiramisù "sexy"  ispirato da un film. La mia risposta non può che essere In the mood for love , il mio film assoluto, il mio capolavoro dalla sensualità tutta suggerita ma testimone della totale internazionalità dell'attrazione e del sentimento.  E' ambientato in Oriente. Come poteva non essere? Vuoi mettere la sensualità di una manica di seta che scopre appena il polso mentre si versa il tè o la linea delicata dei capelli raccolti sulla nuca svelata da un colletto che si abbassa appena, rispetto ad un seno debordante da una guepiere strizzata?! In the mood for love (il titolo cinese in origine significa "l'età della fioritura") racconta la storia di un uomo e una donna, vicini di casa, che si frequentano in amicizia nella Hong Kong del 1962; sono accomunati dalla delusione per il tradimento dei...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!