Gli gnudi toscani, ovvero "ravioli nudi della sfoglia", dovrebbero essere semplicemente il saporito ripieno di ravioli spinaci e ricotta, passato in farina a cucchiaiate, calato in acqua e cotto fino a che torna a galla. E, come tutte le ricette "semplici", anche questa non lo è affatto. Un po' come la vita. Ho sempre preparato gli gnudi partendo dalla ricetta di Artusi*, con pangrattato nell'impasto e forma allungata, ogni volta trovando qualche problema e ogni volta provando ad aggiustarne dosi, proporzioni, ingredienti e meccanismi vari. Mi basavo, di volta in volta, su libri storici e moderni di cucina toscana e su consigli di amici toscani, senza essere mai soddisfatta in pieno. Poi dieci anni fa ho trovato il metodo perfetto grazie al post di Sabrina nel suo blog Architettando in cucina . Sapiente compagna di MTC, Sabrina aveva lì spiegato alcuni trucchetti tecnici che da allora in poi ho sempre applicato: se scolare molto bene la ricotta (già sugg...
Amo storia e geografia del cibo, tra le altre cose. Così viaggio attraverso il mondo e dentro me stessa. Assaggiare mi fa sapere con cuore e palato, ancora prima di capire con la testa.