Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta gocce di me

le ricette della nostalgia: gnocchi di peperoni alla rucola

Ogni tanto cucino anche italiano, anche se non sempre tradizionalissimo. Più che altro reinterpreto, oppure invento con quello che ho in casa. Ieri mi sono concessa una giornata di stacco dal mondo, avevo bisogno di resettarmi e vivermi a pieno la malinconica tristezza di qualche momento solo mio. Oggi va meglio, dunque cucino.  Sfogliando ieri in modo distratto vecchie riviste di cucina mi ero lasciata sedurre da una ricetta anni '90 che ho deciso facesse proprio al caso del mio mood nostalgico. Ovviamente la tendenza alla personalizzazione non mi abbandona neppure oggi, e come "improvvisazione" utilizzo un peperone rosso che negli ultimi giorni giaceva solo soletto abbandonato in frigo e quel paio di cucchiaiate di mascarpone avanzate dall'ultimo dessert (che, no, non è pubblicato qui). Alla tentazione di modificare non resisto, ed ecco i miei gnocchi di peperoni e patate, che in parte si ispirano alla ricetta (per la verità abbastanza diversa) pubblicata a pag. 53 ...

i cinque sensi

Un giorno, quando ero bambina, erano spuntate chissà come dal cruscotto dell'auto di mio nonno delle foto di un funerale anteguerra: una carrozza nera trainata da cavalli neri con pennacchi neri seguita da un corteo di persone in abiti scuri anni '40, di cui c'erano panoramiche generali ed alcune immagini di dettaglio in cui si vedevano volti e cappelli. Chissà come quelle foto mi tornavano in mente l'altra sera, al capezzale di mio padre. E pensavo quanto diversamente avrei rappresentato il dolore oggi: gli scatti avrebbero cercato di rendere in modo sinestesico le percezioni di tutti e cinque i sensi. Sì, la vista del capo chino di mia madre, il volto tra le mani ed i capelli bianchi, ma anche il leggero russare di mio fratello, abbandonato su uno sgabello appoggiato al muro, con gli occhi chiusi dopo una nottata di veglia. E la sensazione tattile della mano di mia sorella in quella di mio padre, la cui stretta inconsapevole era ancora così forte da lasciarle il segno...

Orata tra burro e miso, come me tra Italia e Giappone

Avevo visto pubblicata su Facebook qualche anno fa da Chef Kumalè una ricetta giapponese di gamberi al miso . Lui è un conoscitore della cucina internazionale e, nonostante alcune piccole imperfezioni nella denominazione degli ingredienti, mi aveva fatto piacere vedere come considerasse "acquisita" la "recente", golosissima accoppiata tra miso e burro nel proporre una ricetta nipponica. In passato il burro era malvisto in Giappone ( raccontavo qui la curiosa storia ), ma da qualche anno è uno dei sapori occidentali spesso usati dai cuochi contemporanei che cucinano Yōshoku , 洋食, ovvero cucina giapponese contaminata dall'Occidente. Ma si trovano spesso ora utilizzati volentieri anche tipicità italiane come olio extravergine, parmigiano, pomodori secchi, basilico, tartufo ed altre "piccole" specialità per loro sorprendentemente esotiche, di cui apprezzano il sapore umami e le insolite consistenze, e che sanno valorizzare al massimo in combinazione con...

Sahou: l'unico libro italiano sulle buone maniere alla tavola giapponese

Questo blog da anni funziona come una piccola finestra aperta sulla mia realtà. Molto parziale, con poco o niente di privato, ma da qui si sarà comunque capito quanto io sia curiosa di ciò che mi circonda, quanto mi piaccia conoscere le storie che si celano sotto la superficie e quanto io ami scrivere. Se queste passioni convivono in me fin dall'epoca delle medie, poco più tardi si è aggiunta la cucina, subito dopo i viaggi e più avanti il Giappone, ovvero i temi che tratto spesso qui dentro. E che, poco per volta, sono diventati argomento di vita, oltre che di blog (e di vignetta iniziale). Ed ora tutto questo pandemonio di esperienze è finito dentro un libro: SAHŌ (termine che in mancanza nel font del carattere "Ō" si può scrivere anche SAHOU). Ovvero modi e gesti per gustare al meglio il cibo giapponese (perchè cambiando le modalità ne cambia il sapore!) e per "comportarsi bene" a tavola, così da rispettare cibo, commensali, cuoco, ambiente, eccetera.  Il vol...

cena giapponese invernale 2: kamo seiro, soba in brodo di anatra

Nella composizione di un menu giapponese si può anche non seguire il classico modello  ichijū sansai (一汁三菜, di cui avevo parlato qui ), però ci sono alcuni principi base, le cosiddette "regole dei cinque", di cui bisogna tenere conto. Possibilmente di tutte, ma per la cena di cui ho cominciato a parlare nel  post precedente  il menu ne ha seguite principalmente due: che fossero presenti cinque tecniche di cottura diverse e i cinque colori base della cucina giapponese: bianco, nero, rosso, giallo e verde/blu, sempre in contrasto con i colori delle stoviglie in cui viene servita ogni pietanza. Nelle ricette per gli aperitivi di cui ho parlato la scorsa volta i colori principali erano il giallo (uova e abura-age ), bianco (riso) e il nero/scuro (funghi e alghe). Se con il tamagoyaki  la tecnica prevalente è stata la cottura in padella, l' inarizushi  ne contemplava diverse ma quella principale era la cottura a vapore del riso.  Il piatto di oggi, tipicamente d...

cena giapponese invernale 1: menu e aperitivi

Ho riempito il blog qualche mese fa con le ricette di un mio pranzo giapponese estivo-autunnale, la cui pubblicazione per intero è durata, con alcune intrusioni di altre ricette, sostanzialmente da giugno a fine settembre. Eccomi ora a raccontare un menù giapponese decisamente invernale. Anche qui lo svilupperò passo passo. Se nel frattempo arriverà primavera pazienza: non si diceva la volta scorsa che il concetto giapponese di stagione è molto più articolato e fluido del nostro? L'occasione per la cena è stata la visita di una ospite speciale, che "conosco" da tempo senza esserci mai incontrate. Insomma: una di quelle cose che succedevano ai tempi dei blog, quando ci si incontrava attraverso la scrittura, prima che arrivasse Facebook con i suoi testi limitati, e prima che Instagram e successivi parlassero solo in superficie per immagini ed alla stima si sostituisse il consenso.  Artemisia Comina mi ha sempre fatto sognare con il suo blog Accademia Affamati Affannati  e ...

ristorazione e cuore dolente: Tomoyoshi Endo, la fine di un'era

Al 31 marzo, come da termine dell'anno commerciale in Giappone, Tomoyoshi Endo chiude. Non si tratta "solo" di un ristorante giapponese tra i più antichi, autentici e buoni di Milano, ma è parte della storia della ristorazione giapponese in Italia. Ed è, tra l'altro, un pezzo fondamentale della mia vita. Sono stata l'altra sera a cena da Masako e Kato-san, per salutarli come titolari di un'attività che so per sicuro rimpiangeremo in molti, ma soprattutto per abbracciarli come amici. Sapendo che continueremo a vederci anche fuori dal loro locale, come è accaduto spesso in questi ultimi 25 anni, ma che il profumo avvolgente della loro spettacolare cucina non mi farà più da punto di riferimento. Grazie a loro ho imparato le basi della cucina giapponese: negli anni mi hanno fatto assaggiare ingredienti e pietanze che non avrei altrimenti mai conosciuto in Italia, mi hanno illustrato tecniche e procedimenti per alcuni piatti base che sono diventati il mio quotidian...

scene da un matrimonio: A + J, featuring C & A

19 agosto 2022, Fregene, primo pomeriggio. Finalmente grazie al vento la pioggia si è allontanata e decido con il resto dello staff di riprendere ad allestire il prato di fronte al mare al posto della sala interna.  Asciugate le sedie le vestiamo con cuscini bianchi e teli da spiaggia di cotone, mentre i fioristi completano le decorazioni colore del mare, della sabbia e dell'aurora e dal ristorante i camerieri apparecchiamo i tavoli: ogni cosa bianca, centrotavola di conchiglie e candele galleggianti, i menu segnaposto ritraggono un'onda che si allunga sulla spiaggia. Gli sposi arrivano con il sole basso, in una luce dorata impensabile fino a un attimo prima. Gli amici musicisti cantano, i convitati sorridono. Il bouquet di lei e la boutonnière di lui sono fiori di carta origami. Suona strano usare parole francesi per dettagli giapponesi di un matrimonio italo-brasiliano. Ma anche qui i colori sono sempre gli stessi: il mare non è un tema casuale qui, poiché sembrava separare e...

Saluto a V.

Mi lavo con sapone di Aleppo, so che ne cogli il senso umano prima ancora che politico. Poi indosso un abito nero perchè oggi al tuo funerale sarò triste. Prima di uscire infilerò al collo una collana africana di legno colorato: insieme è la "tua" Africa e le infinite tinte di tutte le cose stupende che tu mi hai insegnato a scoprire. Poco tempo fa mi hai chiesto "vienimi a salutare" e sono corsa. Lì mi hai confidato di quanto hai coltamente scritto negli anni di pensieri filosofici che possono preparare alla morte e di come ti sia sorpreso a rinnegarli quando ti sei reso conto che a morire eri tu.  Fermo nel letto hai bevuto da assetato i racconti dei miei ultimi viaggi, hai ricordato, tra i tuoi innumerevoli, quello tuo più felice insieme a tua moglie, e ogni volta che la nominavi ti brillavano gli occhi.  Stanco nella vista mi hai chiesto delle mie ultime letture e mi hai inondato di consigli: come sempre è più forte di te dispensare sapienza, istillare curiosità...

pastasciutta e coccarde, per la gioia della libertà

Ognuno vive la propria infanzia come "normalità", fino a che non prende coscienza di sé e non comincia a confrontarsi con l'altro e con esperienze differenti dalla propria. Così solo verso la fine delle elementari mi sono conto che i racconti che ascoltavo tutti i giorni, rapita, pendendo dalle labbra di mio nonno erano diversi da quelli che sentivano altri bambini. Insieme a filastrocche e canzoncine che mi insegnavano a scuola o all'oratorio per me era "normale" imparare dal nonno i canti della Resistenza e quelli degli Alpini della Prima Guerra Mondiale, accomunati da un nemico simile e dallo stesso coraggioso, dolente cuore. I suoi racconti invece non parlavano di fate o draghi ma di fantasiosi escamotage per procurare viveri ai partigiani nascosti, di dispetti ai soldati tedeschi, di blitz per liberare prigionieri antifascisti, di resistenza alle torture in carcere, di sopravvivenza nel campo di concentramento di Fossoli, di una rocambolesca fuga al mom...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!