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Visualizzazione dei post con l'etichetta racconti

i cinque sensi

Un giorno, quando ero bambina, erano spuntate chissà come dal cruscotto dell'auto di mio nonno delle foto di un funerale anteguerra: una carrozza nera trainata da cavalli neri con pennacchi neri seguita da un corteo di persone in abiti scuri anni '40, di cui c'erano panoramiche generali ed alcune immagini di dettaglio in cui si vedevano volti e cappelli. Chissà come quelle foto mi tornavano in mente l'altra sera, al capezzale di mio padre. E pensavo quanto diversamente avrei rappresentato il dolore oggi: gli scatti avrebbero cercato di rendere in modo sinestesico le percezioni di tutti e cinque i sensi. Sì, la vista del capo chino di mia madre, il volto tra le mani ed i capelli bianchi, ma anche il leggero russare di mio fratello, abbandonato su uno sgabello appoggiato al muro, con gli occhi chiusi dopo una nottata di veglia. E la sensazione tattile della mano di mia sorella in quella di mio padre, la cui stretta inconsapevole era ancora così forte da lasciarle il segno...

scene da un matrimonio: A + J, featuring C & A

19 agosto 2022, Fregene, primo pomeriggio. Finalmente grazie al vento la pioggia si è allontanata e decido con il resto dello staff di riprendere ad allestire il prato di fronte al mare al posto della sala interna.  Asciugate le sedie le vestiamo con cuscini bianchi e teli da spiaggia di cotone, mentre i fioristi completano le decorazioni colore del mare, della sabbia e dell'aurora e dal ristorante i camerieri apparecchiamo i tavoli: ogni cosa bianca, centrotavola di conchiglie e candele galleggianti, i menu segnaposto ritraggono un'onda che si allunga sulla spiaggia. Gli sposi arrivano con il sole basso, in una luce dorata impensabile fino a un attimo prima. Gli amici musicisti cantano, i convitati sorridono. Il bouquet di lei e la boutonnière di lui sono fiori di carta origami. Suona strano usare parole francesi per dettagli giapponesi di un matrimonio italo-brasiliano. Ma anche qui i colori sono sempre gli stessi: il mare non è un tema casuale qui, poiché sembrava separare e...

l'amico giapponese. Our Japanese friend, our small okuyami

(English version below) Fino alle 13 di sabato ci si sperava tutti.  Lui era l'amico giapponese simpatico, quello che avendo vissuto a lungo all'estero sapeva superare l'innato riserbo nipponico nelle relazioni interpersonali: non si offendeva per le pacche sulle spalle o il "tu" dato senza chiedere il permesso, sapeva ridere alle battute italiane perchè le comprendeva e a volte ne tentava pure qualcuna sua.  Lui era l'amico giapponese curioso, quello che, una volta destinato all'Occidente per lavoro, prima si era girato l'America e, dopo l'ultimo trasferimento, l'Europa e tutta Italia, sfruttando i weekend ed i giorni liberi per capire questi mondi diversi dal suo, alcuni altrettanto antichi, altri ancora più strani, tutti pieni di gente, di arte e di cibi che gli interessava capire. Lui era l'amico giapponese solitario, quello che sapeva trarre da ogni momento il meglio, che si prendeva cura del proprio corpo con lo sport e del proprio sp...

pho bo vietnamita, ananas e distanze relative

Come dicevo nel post dei pomodori farciti alla vietnamita , in questo periodo cucinare piatti di culture diverse da quella italiana non è semplicissimo: preparo con gli ingredienti che sono in grado di trovare nella mia dispensa, che non è infinita, e al supermercato sotto casa, ora non proprio fornitissimo e che comunque non ha mai avuto un granché sullo scaffale etnico. Ad ogni modo mi sembra poco morale spingermi a fare spesa più lontano della strada in cui abito  (restare "tutti a casa" è una necessità tassativa e non un vezzo facoltativo!), così in questa fase del blog cerco ricette di altre culture che siano semplici da realizzare anche con ingredienti prevalentemente italiani. Detto ciò, Eleonora , che vive in Francia ma fino a poco tempo fa risiedeva in India, mi ha chiesto giorni fa la ricetta del phở autentico, quello che lei mangiava sempre all'Ambasciata vietnamita di Nuova Dehli. Bello, mi dico... e ora che ricetta le do? Perchè ne avrei due. La pr...

Sorprese di Natale, e anche biscottini fondenti alle mandorle

"I giorni prima di Natale sono i più belli!" sentenzia il figlio di Stella mentre aiuta la mamma con l'impasto per i biscotti, "Quasi mi spiace che Gesù Bambino arrivi perchè poi è tutto finito". Stella è orgogliosa di come lui sta crescendo e sa che un pochino è anche merito suo e di suo marito, che è stato disoccupato per quasi un anno ma che finalmente da un paio di mesi si è reinserito nel mondo del lavoro. Lui oggi è di turno e quindi non passerà la Vigilia con loro, ma domani li accompagnerà nella vecchia casa dei genitori, dove a Natale si riunisce tutta la grande famiglia. Stella pregusta la sorpresa che farà a tutti. Regalerà a ciascuno un sacchetto dei biscottini che stanno preparando con tanto amore, mentre fuori il gelo ha cristallizzato i rami dell'albero di cachi e in casa le note malinconiche di un vecchio album di Francesco de Gregori la riempiono di dolcezza. Ma la sorpresa vera sarà di tutt'altro genere. Solo un anno fa piangeva...

un Paese ospitale, e poi agnello e fagiolini alla cinese

L'autobus oggi è gremito. Feng lo prende ogni mattina per raggiungere la lavanderia in centro dove lavora da quando, a dodici anni, è arrivata in Italia al seguito della sua numerosa famiglia da un piccolo paesino rurale dell'altopiano del Gansu, regione della Cina vicina al Tibet. Il viaggio in pullman ogni mattina dura più di un'ora ma, salendo lei in estrema periferia, di solito trova facilmente il posto per sedersi e dunque viaggia comoda. Invece ogni tanto, specie quando in città si svolgono grandi eventi e ovunque si riempie di gente, anche gli hotel più fuori dal centro registrano il tutto esaurito ed i mezzi pubblici sono sempre molto affollati. Come oggi. Lei per fortuna è riuscita lo stesso a prendere posto, di fianco ad una ragazza di colore più o meno della sua stessa età, con un incredibile vestito giallo arancione e nero uguale al turbante che le mette in risalto la carnagione di velluto. Feng si perde ad ammirare i decori del tessuto, che è di tela buon...

storia di un addio e di fidelin saraceni ai finferli

Molti dicono che sia impossibile ma lei ne è convinta: il primo ricordo di cui Alissa ha sempre avuto memoria è di se stessa piccolissima, sdraiata nella carrozzina sulla strada davanti alla vecchia Baita in quel paesino di montagna. E' di lei che guarda in su, verso il cielo, mentre nevica. La carrozzina è di sky blu fuori e di tessuto bianco dentro; un telo di sky blu abbottonato sulla struttura copre le coperte in cui lei è avvolta ed una visierina di plastica trasparente a mezza altezza la ripara dai fiocchi, che scendono lenti. Vero che la carrozzina poi venne usata anche quando nacque la sorella, ma all'epoca Alissa aveva 14 mesi. Dicono che i ricordi si formino dai tre anni ma per allora la carrozzina era già stata data via. A lei non pare di averne mai vista una foto e, anche se fosse, sarebbe stata in bianco e nero, da dove spunta il ricordo del blu? Forse è per questa strana visione che si è sempre sentita a casa in quel paesino. O forse perché ci ha trasc...

le cose di una vita, e poi una tajine di coniglio con frutta e gorgonzola

Mafalda adora la sua casa nuova: un enorme divano "da sprofondo" piazzato davanti al caminetto, una cucina con elettrodomestici professionali, chilometri di armadi e scarpiere, vasca ad idromassaggio e TV in un bagno coi colori dell'acqua e dell'oro. Una camera da letto intima ed ovattata, dal soggiorno una terrazza enorme affacciata su un parco silenzioso, con comode poltrone di design ed un tavolone di cristallo che può allungarsi per accogliere, sedute, più persone di quanto ce ne stessero in piedi nel suo bilocale di prima. E' un privilegio questa casa nuova. Un regalo che si è fatta e che ora si gode pienamente: ogni volta che torna stanca la sera aprire quella porta significa lasciare il mondo alle spalle ed entrare in una dimensione riservata, solo sua, tutta pensata unicamente per avvolgerla di coccole e bellezza. E, per una affamata di bellezza e poco abituata alle coccole come lei, questa sensazione di benessere è davvero una conquista. Manca anco...

Insalata di zucca alla giapponese... per una zucca da fiaba!

"Ci sono certi sapori, certi profumi, che rappresentano le stagioni meglio di qualsiasi altra cosa" pensa Chiaki mentre a piccoli passi percorre la strada che la riporta a casa. Gli alberi questo ottobre hanno chiome dalle mille sfumature e lei sa che presto arriveranno i turisti del momijigari * ad ammirare tutti i colori del bosco sulle montagne di Takayama, dove sorge la sua casetta. Adora le tinte di questa stagione, Chiaki. Forse perché nel suo nome è nascosta la parola "autunno" e, a seconda di come lo si legge, può significare "autunno splendente" oppure "mille autunni". A lei piace di più questa seconda interpretazione: in autunno è nata, all' Hachiman matsuri , la festa d'autunno del suo paese, ha conosciuto il suo sposo, in autunno hanno visto la luce entrambe le sue figlie a poi il suo primo nipotino. Vero, sempre in autunno è mancato suo marito, in autunno ha scoperto la malattia, e in questo ultimo autunno...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!