In questi giorni la vita di tutti, soprattutto qui in Lombardia, è diventata improvvisamente simile a quella delle province cinesi più colpite dal coronavirus e sto assistendo alla quasi desertificazione di strade e negozi, nonostante le autorità continuino a ripetere che per soggetti sani non si tratti in verità di un rischio superiore a quello di una comune influenza. I miei impegni nel mondo reale sono pesantemente condizionati dal prudente annullamento di molte attività che prevedono un piccolo o grande pubblico ma, anche se razionalmente io sono tranquilla, mi rendo conto che non posso reagire al terrore diffuso con iniziative che coinvolgano altre persone. Così decido di sfogare la mia voglia di agire attraverso la narrazione della cucina, assistendo sbigottita alla perdita di senso della réclame (adoro il termine vintage) di moltissimi prodotti e vivendo una sensazione di sospensione, in attesa di capire l'evolversi del tutto in questa strana ed un po' ister...
Amo storia e geografia del cibo, tra le altre cose. Così viaggio attraverso il mondo e dentro me stessa. Assaggiare mi fa sapere con cuore e palato, ancora prima di capire con la testa.