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Visualizzazione dei post con l'etichetta mais

l'insalata di mais crudo secondo i Nativi americani

Per il mio viaggio tra i piatti estivi di altre culture la tentazione di tornare a cucinare giapponese è sempre forte ma, al momento, mi limito a preparare alcune ricette estive nipponiche tipiche della stagione senza scriverci post. Qualcuna in verità l'avevo pubblicata qui in passato, come lo zaru soba   (ざるそば) classico o i sōmen (そうめん), tra cui quelli freddi  con melanzane e zucchine sono sempre particolarmente gradevoli. Vedo che, a distanza di anni, su quei piatti ora forse avrei qualcosa di meglio da dire... per cui progetto una versione pazzesca di zaru soba , che magari apparirà su questi schermi prossimamente. Per il momento, dopo una prima puntata in Giappone ed una seconda in Andalusia , pesco dal cilindro delle ricette estive un piatto (qui) inedito dei Nativi americani, meravigliosa civiltà gastronomica che cito spesso nel blog quando mi capita di parlare di Stati Uniti. Il mais, che nell'America precoloniale era insieme a fagioli e zucca una delle "tre so...

Moritsuke, la complessa arte giapponese dell'impiattamento

Come dico spesso: in Giappone ogni piccolo gesto può diventare una forma d'arte. Facendo nelle scorse settimane esperimenti di impiattamento per una serie di conferenze da tenere sul Moritsuke ,盛り付け,dove mori (盛り)è “porzione” e tsuke (付け) "disposizione”, ho dovuto cucinare alcune pietanze per poterne poi studiare la disposizione in stoviglie correttamente selezionate. Non entro ora in merito ai dettagli di questa sorprendente arte, di cui ho scritto in parte nel libro Sahō * e di cui invece do dimostrazione pratica ai Japan Days  di dicembre a Roma. Ne' commento qui i risultati estetico-compositivi dei miei primi, timidi tentativi di esprimermi con procedure che richiedono competenze profonde e complesse, legate non solo a forme e colori come potrebbe sembrare a noi, ma anche a concetti come yin-yang , stati d'animo del cuoco, considerazione nei confronti dell'ospite, rispetto dello spazio, stagionalità e tanto altro ancora. Semplicemente qui nel blog riporto tre...

passate le feste 4: clam & corn chowder alleggerito

Prosegue la mia tardivissima illustrazione dei piatti delle nostre feste di Natale. Dopo i  biscottini al doppio cioccolato e le  linguine con frutti di mare polpo e pomodori secchi della Vigilia, sono partita con il pranzo di Natale, a tema "pesce, leggero e total white ", cominciato con l'aperitivo/antipasto , un cocktail alle mandorle e un pane farcito. Oggi parliamo al primo piatto, una sorta di clam chowder bostoniano rivisitato in versione molto alleggerita: ho usato poco latte invece di litri di panna, ho ridotto la quantità delle patate canonica (che avevo anche evitato nella "insalata russa" dell'antipasto) ed ho usato sì, il grasso sciolto del bacon ma si è trattato dell'unica concessione. Piccola ulteriore variante, per pura mia golosità: ho  aggiunto chicchi di mais, che non compaiono nella versione "classica" ma in una delle tante possibili variazioni sul tema. Non appartiene, ovviamente, alla tradizione natalizia italiana e pe...

fiori di uova in una zuppa cinese d'autunno

Tornando nel mood cinese , oggi mi dedico ad un comfort food familiare popolarissimo, che si prepara con ingredienti diversi in base a zona e stagione ma che ha come denominatore comune l'aspetto, molto raffinato a dispetto dei semplicissimi ingredienti. E di cui mi rendo conto di non avere ancora, stranamente, mai parlato qui. Si tratta della "minestra di fiori d'uova", il  daan fa tong  ( daang, dang o dah è uovo, fa o ua  è fiore,  tong o tang è zuppa), caratterizzata da sottilissimi fili d'uovo che dorano un profumato brodo di pollo, appena addensato da amido come è abitudine nella cucina cantonese di cui è originaria.  Altre zuppe con drop egg  sono diffuse in ogni parte del mondo, a partire dalla stracciatella italiana all' avgolemono greco, dal sup ton cua vietnamita fino allo  tsukimi soba giapponese (dove però il tuorlo resta intero, a ricordare la luna piena cui è ispirato il piatto). E dappertutto si tratta di un piatto che racconta...

empanadas venuezelane di platano e formaggio con tocco abruzzese

L' empanada in Venezuela è un panzerotto di farina di mais molto sottile che racchiude farce di ogni tipo; per tradizione viene fritto ma può essere cotto anche in forno o in padella e l'involucro spesso profuma di zucchero o vaniglia anche quando contiene ripieni salati.  Ovviamente sono quelli che mi affascinano di più, per cui si usano di solito ingredienti cotti  come carne, pollo, tonno, gamberi, fagioli, carote eccetera, spesso quello che si ha in frigo insomma, che vanno a farcire in guscio da soli, oppure profumati di erbe e spezie o anche mischiati tra loro in mille combinazioni.  Uno dei ripieni più popolari è quello che mescola formaggio (di solito una pseudo-mozzarella grattugiata) e la polpa schiacciata del  platano , che è simile alla banana nella forma ma assai diverso per sapore ed utilizzo, tanto che i suoi differenti stadi di maturazione ne determinano l'uso, come dicevo meglio  qui .  Avendo un paio di platanos  belli maturi, o...

la qualità dei contenuti: zuppa di taro yoshoku

Sono momentaneamente orfana di macchina fotografica, uno dei tanti piccoli guai con cui è iniziato questo nuovo anno. In attesa che il destino si decida prima o poi a sorridermi (spero!), continuo a cucinare. Anche se, dato il periodo, si tratta per la maggior parte di piatti molto semplici e di scarso interesse per il blog, per cui alla fine, se decido di pubblicare lo stesso, basta uno scatto veloce con il cellulare. Anche la zuppa di oggi appartiene alla categoria "piatti del caso", creato da quello che c'era senza un grande pensiero dietro, quindi senza una valenza tale da finire in rete con convinzione. Almeno per come concepisco io la pubblicazione di una ricetta. Poi vedo su facebook far faville un passato di zucca o un riciclo di panettone a strati con panna montata, per non parlare di altri social dove non serve nemmeno una ricetta perchè basta una foto, e mi viene il dubbio di essere io quella sfasata e non tutto questo pubblico osannante. Se mi fermo a pe...

l'insalata di sgombri e la lenta educazione del palato

Rarissimamente si mangiava pesce a casa della mia famiglia, quando ero piccola. Escludendo i bastoncini surgelati, insieme a sofficini e würstel risorsa base di mia madre, che lavorava a tempo pieno ed era pure svizzera, compariva ogni tanto in tavola qualche filetto di sogliola (sempre surgelato), qualche trota di fiume o qualche persico od agone di lago che mio padre ogni tanto pescava la domenica. Si trattava sempre di pietanze dove il sapore specifico del pesce si sentiva poco, un po' per caratteristica della specie, un po' per i tipi di cottura o di condimenti che mia madre utilizzava, appunto, per levare al piatto il "sapore di pesce". Sono cresciuta senza allenamento del palato a questo gusto, insomma, e quando ho cominciato a cucinare per conto mio ci ho messo anni per uscire dal seminato e indagare "sapori di pesce" più caratteristici. Il mio impatto con lo sgombro ne è la conseguenza più evidente: trovavo quello in lattina troppo saporito qu...

insalata giapponese di patate miste, questa volta vegetariana

Ci eravamo lasciati, qualche post fa , quando si parlava di arrosticini di pecora, con un interrogativo: "cosa appare a fianco degli spiedini? Lo scopriremo nella prossima puntata!" La puntata è questa, in cui racconto la mia ennesima versione di insalata di patate alla giapponese, che in questo caso, alleggerita nei condimenti vista la presenza del salmoriglio nel piatto finale, risulta più vicina ad un purè che simile ad un'insalata russa, come è di solito, e ben si presta a fungere da insolito contorno freddo per un piatto caldo. Nel blog, lo so bene, ho già proposto tante volte l'insalata di patate giapponese... ma quando un piatto è buono, versatile, preparabile in anticipo e, cosa non secondaria per me, di anima orientale, come si fa a dirgli di no? In questa preparazione tipicamente yoshoku (cioè nata in Giappone relativamente di recente, contaminata da ispirazioni o ingredienti occidentali), i golosi nipponici infilano sempre prosciutto o altri affe...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!