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Visualizzazione dei post con l'etichetta inseguendo marco polo

tornando a casa

Periodo di rientri, questo. Tornare a luoghi, persone, oggetti od abitudini che si sono dovuti/voluti lasciare per un certo periodo è un momento di ambivalenza: da una parte reincontrare il noto fa sentire a casa, finalmente sicuri e protetti, dall'altra ci si rende conto che nulla è più come prima, che si tratta comunque di un nuovo inizio. E' ciò che nel loro piccolo sta succedendo in questo periodo alle ragazze genovesi che riaprono la loro attività dopo la devastante alluvione  di un mese fa. Riparlerò tra qualche giorno della loro esperienza, perchè le settimane di interruzione della routine, in questo caso forzate, le hanno davvero cambiato profondamente, soprattutto in consapevolezza. E' ciò che "nel suo grande" (nel senso di decisamente più famoso) ha vissuto Marco Polo quando torna alla sua casa di Venezia dopo oltre vent'anni di viaggi per tutto o quasi il mondo conosciuto. Dell'orgoglio e delle emozioni di Marco parla dunque l'ultimo cap...

perdere la trebisonda

Marco Polo può perdere la trebisonda? Forse avvicinarsi finalmente dopo più di vent'anni alla vera meta di ogni viaggiatore che si rispetti, cioè il ritorno a casa, lo ha emozionato tanto da non sapere più in che nazione si trovasse... In italiano "perdere la trebisonda" significa essere disorientati oppure proprio uscire di testa, perdere il controllo. Come succedeva agli antichi naviganti del Mar Nero, che se non riuscivano a scorgere il porto di Trebisonda, già allora tappa strategica sulle rotte commerciali verso l'Oriente, dovevano procedere disperatamente a casaccio e capitava finissero per naufragare sulle coste anatoliche settentrionali. Enrico  nel suo post racconta il reincontro di Marco Polo con il Mediterraneo e poi la serie di tappe che via terra lo riporteranno a Venezia. Tra cui, appunto,Trebisonda. Ai tempi di Marco Polo la città era capitale di un piccolo impero a sè sotto l'influenza bizantina, Cioè ne' del Kahn ne' degli Ottomani. ...

l'importanza delle conoscenze locali

Quando ho saputo che Marco Polo dopo lo Yemen avrebbe veleggiato lungo le coste dell'attuale Arabia Saudita la prima cosa che ho fatto è stato scrivere all' Araba Felice . Della serie: tu sei lì, sai tutto e tutto puoi, dimmi che ne pensi delle ricette che mi sono venute in mente. Ecco la sua ineccepibile risposta: Da queste parti sul Mar Rosso il pesce la fa da padrone e lo fa da molti secoli, a differenza delle parti più interne dell'Arabia dove prevale una cucina diciamo di terra. Il pesce, tra cui il pregiatissimo hamour, ovvero la nostra cernia, in tempi più antichi veniva semplicemente cotto sul fuoco, ma non prima di averlo avvolto in tutte le spezie possibili ed immaginabili. Le versioni che ho trovato prevedono mix di cumino, curcuma e cannella! Altre più moderne, forse, nominano semplicemente zathar e sumak.  Yanbu al Bahr era zona di passaggio delle carovane di mercanti e per questo molte spezie altrimenti irreperibili si trovano qui da moltissimo temp...

Africa ben nascosta

Oggi il nostro curiosissimo Marco Polo ci parla addirittura di luoghi che non ha visitato di persona ma che, attraverso le parole di chi ci è stato, l'hanno affascinato comunque... Ci racconta addirittura l'Africa , affastellando dettagli e visioni come se la costa orientale dell'intero continente fosse un tutt'uno. Non è semplice per la povera vivandiera stargli dietro con una certa precisione! E non è facile neppure dal punto di vista della ricostruzione storica perché sono pochissime le testimonianze riferite alla gastronomia del continente Nero, fatte salve le cronache delle zone più a nord, ancora oggi influenzate dalla cucina persiana e arabo/mediorientale. Dalle parti di Zanzibar e Tanzania, ad esempio, certamente al contrario di quanto accadeva all'epoca di Marco Polo la maggior parte del cibo consumato oggi sfrutta le scarse risorse naturali locali, a cui sono adatti fondamentalmente solo cereali, qualche antico legume ed alcuni prodotti arrivati dal Nu...

colazione di viaggiatori e regine

Oggi a Marco Polo la vivandiera vuol parlare di colazioni tradizionali. Sarà che la raccolta di   Valentina l''ha spinta ad una breve ricerca in materia, sarà che ne è uscita con tante curiosità del gusto da soddisfare sia storiche che geografiche... fatto sta che oggi si le presenta una ghiotta occasione. Perché Marco Polo è approdato in Yemen , Paese dai mille volti, patria della mitica Regina di Saba. Così ecco che si va con tutta la carovana alla scoperta della colazione tipica del luogo: il fatout , di origine popolare ma molto apprezzato anche nelle classi alte. Fatto curioso, gli ingredienti base di questo piatto sono il pane del giorno prima, cosa comune a moltissime tradizioni di tutto il mondo (presente i french toast o le migas spagnole , per dire?), e le uova, altrettanto diffuse, pure se a noi Italiani un filo meno familiari. Così come molte sono le ricette internazionali di pane e uova saltati, anche se non tutti poi le consumano a colazione. Tornando alle...

dessert... o pasta al forno

Nel suo lento ritorno verso Venezia Marco Polo risale la costa occidentale della penisola indiana, facendo oggi tappa nella regione indiana del Gujarat . Il regista del viaggio Enrico questa volta, ignorando tutte le mie belle proposte di cucina vegetariana tipiche del luogo, se ne è uscito con una richiesta specifica, anche se non sapeva il nome del piatto ne' tantomeno descrivermene gli ingredienti oltre al fatto che fosse pasta e contenesse zenzero...  Dopo lunghi consulti abbiamo stabilito che "quella specie di pasta al forno" che lui ricordava di aver assaggiato durante il suo viaggio in quelle lande era dolce e per la precisione si trattava di  semian (o simian o semya , o anche seviyan in Pakistan). In sostanza sono vermicelli indiani di farina di frumento cotti nel latte insieme con zucchero, spezie e farina di mandorle, fino a che il tutto si addensa e si ottiene una sorta di morbido budino. Detto fatto, ec...

la ricchezza del cibo povero

Come saranno state le bancarelle di streetfood a Bombay all'epoca di Marco Polo? Anche ai tempi si usava che gli abitanti passeggiassero lungo la spiaggia al tramonto o nel tempo libero, rilassandosi tra le attrazioni da fiera ed i baracchini di chaat , i golosissimi snack indiani? Probabilmente no, tempo libero e relax essendo concetti alquanto moderni in relazione alla "gente comune". Il nostro Marco non specifica nulla in merito e si concentra molto i più sui commerci e sulle abitudini della gente che popolava ai suoi tempi il porto di Bombay ... La sua vivandiera invece  non riesce a farsi completamente assorbire dai suoi racconti e si perde tra i profumi delle bancarelle sulla spiaggia di Chowpatty, dove si radunano la maggior parte dei venditori di snack e cibo da asporto, e si immagina che i cibi esposti sui loro banchetti non siano poi tanto diversi da quelli attuali... ... a parte il fatto che oggi, a differenza ovviamente dell'offer...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!