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Visualizzazione dei post con l'etichetta seppie & c

ikameshi: calamaro ripieno di riso, tra leggende e curiosità giapponesi

Chi mi sta parlando di un prossimo viaggio lascia cadere nella conversazione una frase come fosse per caso: "Domani parto alle 12 ed arrivo alle 15.30, lavoro fino all'ultimo e non ho tempo di farmi un panino ne' di fermarmi a comprarlo: so già che sul treno morirò di fame!" Come rimanere insensibile ad un appello tanto accorato? "Ti preparo un piccolo bentō ", rispondo. Ovviamente parte il mood giapponese e, visto che siamo in piene Olimpiadi Invernali e vicino a casa dei miei si sta allenando la squadra di pattinaggio giapponese, quale migliore occasione di preparare un ekiben , 駅弁, ovvero bentō (弁当) "ferroviario" regionale tipico dell'isola di Hokkaido, famosa per gli sport invernali, dove a Sapporo nel 1972 si tennero i primi Giochi Olimpici Invernali asiatici? Lo ikameshi , 烏賊飯, è un calamaro ripieno di riso e una ricetta vagamente simile era presente nella tradizione della zona del monte Hakodate, regione di Oshima, in Hokkaido. Durante l...

omaggi napoletani: totani ripieni di scarola

Abbandono per un momento i miei temi ucraini ed orientali per infilarmi nel ginepraio di un pranzo di compleanno dedicato ad un'ospite napoletana. Per il quale ho saccheggiato (ovviamente...)  le ricette che lei stessa mi aveva insegnato, da cui ho colto spunti per ripresentargliele in un omaggio di tutto cuore ed un poco personalizzato. Il piatto per cui si è più meravigliata è quello di totani ripieni di scarola, in verità un incrocio tra la sua ricetta della pizza di scarole  della Vigilia e quella, sempre sua, dei  calamari 'mbuttunati , che lei cuoce in rosso mentre ho scoperto non essere prassi comune napoletana, bensì più cilentana. Dovrò tornare in loco per verificare questi dettagli! Che poi io qui nel mio "omaggio incrociato" abbia poi usato totani e non calamari, datterini al posto dei pomodorini del piennolo (oggettivamente irreperibili qui, ia'. ..) e pure mandorle invece dei pinoli non sono che minuzie, in fondo... TOTANI... 'MBUTTUNATI DI SCAROL...

passate le feste 5: tiepido di seppie e cannellini al sesamo

Nell'esprimere i desideri per il pranzo di pesce tutto bianco, i  miei familiari avevano citato alcuni antipasti "classici", tra cui l'insalata russa (che abbiamo poi un po' mantenuto nel tronchetto con salmone ), ma anche l'insalata di nervetti, fagioli e cipolle, tipicamente lombarda e vera golosità di tutti che ci si concede però raramente. Ne ho tenuto conto quando cercavo un'idea per il secondo, perchè a volte in casa fagioli (sempre in scatola ma se possibile quelli di Lamon) e cipolle si abbinavano anche al tonno sott'olio. Se sostituire gli scuri borlotti veneti con i bianchi cannellini toscani mi risolveva il dettaglio cromatico, aprire scatolame in un menu di questo tipo non mi piaceva per niente.  E poi per proseguire dopo la  zuppa di vongole e mais  preferivo una portata calda o tiepida. Ho trasformato allora l'insalata in un "secondo con contorno incorporato", come l'hanno definito i miei. Per la verità con lo stesso pro...

passate le feste 2: linguine allo scoglio our way

Avrei voluto in questi primi giorni dell'anno parlare del Natale ucraino che cadeva ieri, ma erano talmente preoccupati e afflitti i miei amici al di qua del confine ucraino a talmente in pericolo e difficili da raggiungere quelli al di là che di fatto nessuno se l'è sentita di impegnarsi davvero nel celebrare secondo la tradizione ne' nel cucinare piatti carichi di simboli di serenità, pace, famiglia e speranza.  Condiviso un pasto frugale, ieri chi riesce ancora a crederci ha concentrato le proprie energie nella preghiera, gli altri hanno semplicemente parlato della situazione attuale e di quanto a lungo sarà ancora da patire. Condividere il dolore aiuta ad umanizzarlo, mi dicevano ieri, e chi mi circondava sosteneva anche che è sbagliato da parte mia sentirmi in colpa per le piccole felicità che mi arrivano mentre ad altri sono negate.  Loro stessi mi hanno suggerito di postare sul blog le ricette del mio Natale, con la speranza che avremo presto qualcosa da festeggiar...

polenta viola e moscardini rosè... viaggiare per tornare (vicino) casa!

Sono cresciuta in una famiglia appassionata di polenta e fino a che c'è stato mi nonno praticamente era il "piatto speciale" di ogni domenica. C'era chi la preferiva accompagnata dallo spezzatino, chi dalle salsicce, chi dai funghi, chi dal formaggio, chi dai cetrioli (!), chi dalla soppressa, chi dal baccalà, chi tuffata in una tazza di latte... La cosa che non cambiava mai era la polenta in sè: rigorosamente gialla e rigorosamente "soda". Perché della polenta esistono fondamentalmente due partiti: quello della "polenta vera", come sostenevano a casa mia, e quello da loro decisamente disprezzato della "polentina molla", ovvero della polenta cremosa. In famiglia erano solo due gli estimatori della seconda versione: una delle mie adorate zie anziane, sorella di mio nonno... ed io, che da lei ho imparato il trucco per ottenere una polenta morbida e cremosa anche se si parte da farina bramata. E che così la preparo sempre, tranne qua...

i segreti confessati di un'insalata di polpo e topinambour al miso

Adoro l'uso "improprio" della maionese, familiare ai  Russi  e ai  Nipponici , tra gli altri. Entrambe popolazioni che  hanno molto più  in comune,  gastronomicamente parlando, di quanto i semplici stereotipi "burro cavoli e panna acida" e "sushi miso e tempura" potrebbero far sospettare: due esempi per tutti il grano saraceno ed i ravioli, per dire. Ma ne' di grano ne' di ravioli si parla oggi, bensì di maionese. Con questa salsa pure io mi sono concessa parecchie libertà culinarie, nel blog e fuori: una volta ci ho fatto dei  muffin salati  ed un'altra addirittura dei biscotti natalizi, variando leggermente la ricetta che avevo imparato  qui !  Quando si è trattato di proporre un antipasto ad una combriccola dai  vincoli alimentari decisamente assortiti , come raccontavo qualche giorno fa, una rivisitazione della maionese mi è venuta in mente subito, perché in quella cena cena volevo di fondere la tradizione partenopea di pa...

totanetti in sugo piccantino (non esattamente napoletani)

In questo momento molte delle persone che ho conosciuto sul web e che ho continuato allegramente a frequentare (alcune anche nel mondo reale!) si trovano a Napoli e se la stanno godendo tutte insieme. Non ho la possibilità di condividere la giornata con loro, ma posso raggiungerle virtualmente cucinando qualcosa che mi faccia sentire a Napoli! Non si tratta di una ricetta tipica partenopea, almeno per quanto ne so: di solito polipetti, calamari, totani e seppioline si preparano o alla luciana o con aglio, pomodoro, peperoncino e prezzemolo. Qui ho invece insaporito dei totanetti a fantasia mia, ad ispirazione ovviamente mediterranea, ma usando alcuni ingredienti ricevuti in dono direttamente da Napoli poco tempo fa.  Due sono stati spiccati davanti ai miei occhi dai grappoli appesi, come d'uso, fuori dalla finestra: pomodorini del piennolo e peperoncini freschi. Un altro è invece un vasetto di olive di Gaeta, praticamente svuotato in pochi secondi dall'apertura, se n...

la mia storia con il pesce per un brodetto romantico

La ricetta che presento questo mese per l’ MTC n. 55 a tema brodetto adriatico  proposto da Annamaria del blog La cucina di Q.B. , risponde in modo molto semplice e diretto alla domanda da lei posta: Quando, nella vostra vita, un momento legato al cibo ha fatto la "differenza"? Da piccolina andare dai nonni svizzero-francesi era una festa: l’orto che era in realtà un campo gigantesco in cui imparavo nomi e colori, le galline che razzolavano da rincorrere nel cortile, la scatola di caramelle nascosta nella credenza… tutto era un gioco stupendo! Purtroppo erano visite sporadiche ed il legame con la natura, e con il cibo che da essa proveniva, in realtà rimaneva per me “astratto”. Quando io ero intorno ai 13 anni la mia famiglia traslocò in una casa con un bel prato e mio padre smise di trascorrere il tempo libero pescando per dedicarsi all'orto. Funzionò da rivelazione, per me, quel suo pezzettino di terra coltivato con intensissimo amore e cura smisurata.  ...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!