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Visualizzazione dei post con l'etichetta pane

freselle homemade con licoli: ricetta "etnica" e locale

L'altro giorni ha piovuto, le temperature sono scese con decisione ed io... ho acceso il forno. Non che volessi interrompere la serie delle ricette anti-caldo, ho semplicemente approfittato del momento per procurami la materia prima che mi consentisse di proseguire nei giorni successivi con pranzi "a fornello spento": le freselle . Ho imparato a confezionarle durante il periodo di forzata chiusura domestica per il Covid, come la sfoglia in fantasie da tessuto ed altre leccornie insegnate in rete da professionisti a loro volta blindati in casa. Le freselle di cui parlo oggi sono da intendere nel senso campano del termine, che le distingue dalle friselle o frisedde pugliesi. Varia soprattutto la logica di formatura e taglio, che in Puglia hanno una loro lavorazione tipica mentre in Campania sembrano più "figlie" del tarallo. Nascono tutte anticamente in farina d'orzo, poi evoluta in farina di frumento integrale, porzione contadina per un pasto che risultav...

ajo blanco o gazpacho de almendras? La risposta agli Andalusi

Con lo hiyashi chūka di qualche giorno fa ho inauguro qui nel blog una serie di piatti estivi pescati da diverse culture gastronomiche, che mi riprometto di pubblicare con costanza, anche se a volte  intervallerò le ricette estive con attualità varie.  Ho molti Paesi nel cuore e sarà un viaggio lungo, ma mentre cucino per la cena di oggi ripenso a quante ricette estive e fresche in verità ho ancora nel cassetto. Ne avevo scritto spesso anche per il mensile A Tavola , di cui ho curato per anni la rubrica A Tavola nel Mondo  fino a che non è divenuta solo digitale. Ad esempio sul numero cartaceo di giugno 2014 avevo pubblicato "Specialità da tagliere", e su quello di agosto "Piatti freddi da picnic inglese"; a luglio 2015 parlavo di "Tapas di pesce estive nel mondo" e ad agosto 2015 di "Cucina estiva/da trasloco" per un intero menù senza fornelli, e così via. Ovviamente non posso riportare qui nessuna delle ricette realizzate per  A Tavola , ma ...

canederli improvvisati con pane saraceno e feta

Qualche settimana fa ero a tenere un corso di cucina vegana per monaci buddisti in Trentino e, fuori dal lavoro, mangiavo locale. Quindi canederli. Quindi me ne è tornata la voglia, nonostante me li prepari spessissimo (anche se ne ho pubblicati qui troppo pochi). Eccone dunque una nuova ricetta, improvvisata con quello che avevo in casa una volta rientrata dal Trentino. Che è il vero spirito con cui nascevano i canederli, per quell'arte del riciclo che i Giapponesi chiamano もったいない, mottainai .  Ovviamente qui la versione è poco ortodossa, oserei dire quasi improbabile a prima vista, dato che non accoglie formaggi trentini o speck ma rimasugli di feta greca e di prosciutto crudo toscano, mentre pane e farina sono di grano saraceno, profumo innegabilmente lombardo.  Si possono servire i canederli in brodo, come qui, oppure asciutti, insieme ad aromi un po' greci che si riallaccino alla feta. Ne avevo infatti scolato qualcuno... ma erano talmente buoni anche solo in br...

Film "Il mostro". O, meglio: "La cosa misteriosa". Con merenda giapponese di pane noci e miso

Qualche sera fa,  ho di nuovo presentato un film al cinema. Dopo un precedente a tema gastronomico questa volta l'argomento non era la cucina ma il Giappone. Titolo italiano del film " L’innocenza" , titolo originale giapponese 怪物, Kaibutsu , tradotto in altri Paesi occidentali come "Il mostro" anche se letteralmente i kanji da cui è composta la parola significano “cosa misteriosa”.  Cerco di non spoilerare per chi non lo avesse ancora visto: il protagonista è un preadolescente alla scoperta delle proprie relazioni con il mondo e la sua vicenda è presentata prima con gli occhi della madre, poi con quelli del suo insegnante ed infine attraverso i suoi, uno stile narrativo che la cinematografia internazionale credo abbia imparato da  Rashomon di Kurosawa nel 1950 e che ha poi sfruttato egregiamente in molti thriller, come Prospettive di un delitto del 2008. Ma questo film, anche se si intuisce che sotto sotto ci sia qualcosa di misterioso (ecco il senso del ti...

il mio anno: Giappone e Ucraina. Ovvero pane di mele e noci con spread al miso

Durante quest'ultimo anno  ho vissuto un numero tale di esperienze differenti che non ho praticamente avuto tempo di raccontarne qui nemmeno una. Mi prenderò spazio personale nel 2024 per farlo come si deve, parlando approfonditamente di (in ordine sparso) viaggi, piatti, vicende e persone che mi hanno arricchito durante i miei ultimi percorsi. Chiudo qui questo anno, ricco di incontri ma scarso di post, accennando ad un ingrediente in cui ho avuto modo di tuffarmi "full immersion" in questo ultimo paio di mesi, e che conto di approfondire nei prossimi articoli: il 味噌... cioè il miso giapponese. Ma questo mio 2023 è stato pieno, oltre che di Giappone, anche di Ucraina e non posso ovviamente fare a meno di citare anche una ricetta di quel Paese: nuove guerre sono purtroppo nate quest'anno ma quella a cui ho dedicato il mio cuore da febbraio 2022 è tristemente ancora in atto.  Uno dei cibi più sacri per il popolo ucraino, come un po' in tutto il mondo cristiano, è i...

passate le feste 3: tronchetto con verdure e salmone più cocktail alle mandorle per un Natale tutto bianco

Per i motivi che ho descritto nel post precedente , "passate le feste" continuo a pubblicare le ricette natalizie della mia famiglia.  E dopo il menu per la cena della Vigilia  eccoci al pranzo di Natale, che per noi ha ogni anno un tema differente e per cui questa volta ho ricevuto tre input specifici: doveva essere "semplice", possibilmente di pesce e adatto all'età media dei commensali, per due terzi sopra gli ottant'anni. Quindi, nella loro visione, un antipasto "classico tipo insalata russa", un primo "in brodo ma senza tortellini", un secondo "scarso e leggero" e niente dolci strani, "al massimo una cremina per il panettone", così "si resta nella tradizione". Amo i temi difficili in cucina, e quello vero qui era stupire i commensali (perchè questo si aspettano da me, specie a Natale) restando light nella sostanza e aderenti ad una sorta di tradizione che nemmeno loro avevano ben chiara. Dal punto di vi...

kanapky: tartine multicolor per un antipasto ucraino

Dopo un lungo intervallo dovuto a impegni giapponesi di cui parlerò a breve, al buffet floreale  dell'ultimo post ne faccio seguire uno che riprende il filo dei sapori ucraini , in questo caso una semplice serie di tartine e crostini che nel mio pranzo ideale a tema ucraino accompagna il cocktail dell'aperitivo ma che in Ucraina viene solitamente servita come antipasto in un menu della festa.  Non oso dire che quel che in Russia si chiama butterbrod in Ucraina è detto kanapky (ma anche in Danimarca smorrebrod o in Italia crostini/tartine ...) perchè sto paragonando risultati diversi, ciascuno molto caratterizzato a modo suo; però partono tutti da un concetto base comune: aprire un pranzo con una serie di piccole golosità disposte su fette di pane.  Oggi tra questi diversi ma simili antipasti approfondiamo lo stile ucraino, che si racconta in sei diversi "canapè" di cui alcuni sono molto semplici, altri potrebbero quasi sembrare italiani ed uno, davvero speciale, è ...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!