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Visualizzazione dei post con l'etichetta spinaci coste e biete

all'inseguimento di Uffizi da mangiare 11: Baccio Maria Bacci e l'acquacotta

Ritorna oggi l'appuntamento con Inseguendo l'arte da mangiare , che ci porta a pranzo in compagnia di amici sulle colline fiorentine degli anni '20.  L'iniziativa Uffizi da mangiare  ci propone infatti un dipinto di Baccio Maria Bacci, pittore fiorentino nato nel 1888 e vissuto tra Firenze e Fiesole, che nei primi anni si accostò al Futurismo e divenne poi un apprezzato esponente del Novecentismo toscano.  In specifico l'opera di oggi è Pomeriggio a Fiesole , dipinto tra il 1926 e il 1929, in cui l'autore ritrae se stesso e l'amico pittore in compagnia delle mogli alla fine di un pasto conviviale. I resti di pane e vino sul tavolo insieme ad una ciotola di frutta, la finestra aperta sulla campagna, gli atteggiamenti rilassati dei personaggi raccontano un momento piacevole e spontaneo di condivisione amicale. La sensazione di ariosità primaverile è lo spunto colto dallo chef sorrentino  Peppe Aversa , che nella sua ricetta dedicata al dipinto propone dei gnoc...

i cetrioli al forno ed il mito gastronomico di Caterina de' Medici

La nascita del mito di Caterina de' Medici nella storiografia gastronomica italiana è ciò che racconto qui a completamento dell'articolo per il Calendario del Cibo Italiano , che oggi, come il 13 aprile dello scorso anno , di due anni fa e di tre anni fa , celebra con aneddoti e ricette la nobile fiorentina che si dice abbia "civilizzato" la cucina di corte francese, aprendole la strada all'incontrastata e duratura egemonia gastronomica in Europa. Racconto oggi sul Calendario che la convinzione che Caterina de’ Medici abbia portato con sé uno stuolo di cuochi provetti quando andò sposa al futuro re di Francia Luigi II nel 1533, sia in realtà solo una leggenda: gli scambi culturali e gastronomici tra i due Paesi erano attivi da secoli e si influenzavano a vicenda, tanto è vero che si trovano già nel Liber de coquina napoletano dei primi del '300 una ricetta di carne  ad usum Francie e un brodium gallicanum , così come nei testi francesi suoi contempo...

zuppa con monete d'oro per il Capodanno Cinese: i dan jiao

Mentre il cambio di anno per i Giapponesi coincide con il nostro, il Capodanno Cinese coincide con il nuovo anno lunare e quest'anno cade il 25 gennaio ma ha un culmine di tre giorni,  nel 2020 dal 25 al 28, e viene festeggiato comunque per due settimane. In generale le persone curiose di tradizioni orientali sanno che a Capodanno in molte culture asiatiche si propongono piatti di lunghi spaghetti in brodo, che sono augurio per una lunga vita, mentre è meno frequente trovare in Italia, nei ristoranti o nei festival che in molte città stanno prendendo corpo in questi giorni, i  dan jiao , ovvero   蛋饺, ovvero i "ravioli di uova". Sono dei ravioli (genere di cui la cultura gastronomica cinese è ricchissima) che utilizzano come involucro delle frittatine di uovo, a volte miscelato ad amido a volte in purezza, il cui colore giallo acceso è un tipico portafortuna per la sua somiglianza con l'oro, simbolo di prosperità. I dan jiao sono dunque delle simboliche monete...

curry di ceci e zucca: la semplice complessità dell'animo umano

Oggi si va di curry (*), a cercare spontaneamente lo speziato, novembrino conforto che possono darti ceci e zucca declinati genericamente all'orientale. Tra indiano e thai se proprio vogliamo trovare delle assonanze più geografiche.  E oggi si va di vegetariano. Non so bene perchè ma ultimamente mi prende spesso, un po' così, una sorta di semplicità dell'istinto. Riflettevo ieri insieme ad un'amica giapponese di quanto ci si faccia condizionare l'umore dal tempo meteorologico, a suo dire molto più in Italia che in Giappone. Io in verità mi sento abbastanza immune dalla meteoropatia (sarò un po' giapponese inside?), però sono piuttosto sensibile agli stati d'animo di chi mi sta attorno, anche se si tratta solo di incontri professionali o superficiali. Sintonia più con gli esseri umani che con la natura? Questo sarebbe da parte mia davvero molto poco giapponese! Tornando al punto: ad ispirarsi maggiormente al clima nel mio caso è il lato "cucinifero...

la mancata definizione di una zuppa di biete un po' giapponese

Non si tratta di una zuppa chiara, di quelle con il brodo trasparente come si usa in Giappone. Ma non è nemmeno una tipica zuppa occidentale, nonostante il procedimento lo possa far pensare, perchè non contempla pane ne' altro "addensante" e perchè gli ingredienti sono in parte nipponici. Inoltre un Giapponese non la cucinerebbe mai così, quindi non è neppure yoshoku. Ma a me questo piatto dai sapori ibridi è piaciuto tanto, soprattutto oggi in cui avevo bisogno di una pietanza unica, calda, saporita e possibilmente leggera. I grassi e l'indice glicemico totali sono bassissimi, a voler ben guardare, quindi si può pure considerare una ricetta "light", di cui non trovo alla fine una definizione perfettamente calzante: "fusion" mi piace davvero poco, ora che è diventato un aggettivo per contaminazioni commerciali senza grande qualità. Ma la minestra era buonissima e io avevo famissima e me ne sono scofanata l'intera pentola tutta da sola, al...

ispirazioni giapponesi di tacchino e melanzane... senza cocco!

Oggi collaboro all'articolo pubblicato da  Mag about Food sui molteplici utilizzi della  noce di cocco in cucina in versione sia dolce che salata, Quella rielaborata da me è la ricetta di una zuppa di ispirazione thailandese contenente polpettine di tacchino, per i cui dettagli basta seguire il link. Di conseguenza mi sono ritrovata in cucina già "pronti per l'uso" noodle di riso, verdure adatte ad un piatto orientale e un po' di polpa di tacchino tritata al coltello, E ho istintivamente provato l'irrefrenabile impulso (chissà come...) di girare tutto in chiave giapponese. Ho lasciato ovviamente da parte il cocco, ingrediente "esotico" anche in Giappone, dove viene utilizzato raramente e solo per dessert, ed ho accostato invece al resto degli ingredienti delle melanzane perline, quelle lunghe e sottili che tanto si usano nella cucina asiatica in generale e pure giapponese e che, per formato e sfumature viola chiaro, mi sembravano adattissime...

torta salata di riso al limone... e salsiccia, tra Armenia e napoletanità!

Tra i tanti spunti derivati della mia  esperienza  insieme a Rustichella d'Abruzzo  c'è il confronto con  le persone che, provenienti dalle zone più disparate del pianeta, hanno viaggiato con me alla scoperta di quello splendido territorio. Uno degli incontri per me più rivelatori, è stato quello con l'armena Naira: nelle ore trascorse a parlare con lei mi sono resa conto di conoscere molto superficialmente la storia del suo popolo, antichissimo, fiero e martoriato. Di ritorno, quindi, parallelamente all'approfondimento della cultura gastronomica abruzzese ho intrapreso anche un viaggio in quella armena, che racconta usanze e territorio ma anche  le tragedie e le vittorie del popolo armeno. Come lo scorso anno avevo pensato ad un menù di Pasqua a colpi di ricette marocchine per  l'agnello  e per i suoi tre contorni , il mio Natale a tavola è stato totalmente abruzzese (sì, lo so, qui non ne ho parlato. Ma questo fa parte del silenzio del blo...

l'anima certa degli gnocchi di riso coreani

Gli gnocchi di riso sono una golosità asiatica di cui non smetterei mai cibarmi. Li adoro in tutte le loro forme e consistenze, anche se i più conosciuti in Occidente sono quelli che si trovano nei ristoranti "etnici", come i nian gao cinesi a forma di medaglia, i dango giapponesi a pallina ed i tteok coreani a bastoncino, e li ho imparati a preparare sia partendo dal riso in versione tradizionale, che con il metodo "moderno" che utilizza la farina di riso. Nelle righe precedenti ho semplificato molto (un post/trattato in merito prima o poi comunque lo scriverò!), ma non tralascio qui un distinguo importante: qualsiasi sia la patria, la forma od il nome degli gnocchi di riso, quando si prepara l'impasto per dei dolcetti si usa prevalentemente riso (o farina di riso) glutinoso, in modo che gli gnocchetti restino molto morbidi e chewy , mentre per gnocchi da consumare salati ci si serve del normale riso a chicco tondo (o relativa farina), dato che i boccon...

ekiben alla croata per il Summer Box di Dole

Periodo di spostamenti, chi per vacanza chi per necessità. E se i viaggi sono lunghi uno snack fresco e salutare può essere molto utile. Ci ha pensato Dole , che mi chiede di inventarmi una Summer Box di "cibo da viaggio" con la sua meravigliosa frutta. La prima cosa in assoluto che mi viene in mente sono gli ekiben giapponesi, ovvero quei bento (schiscette) con specialità stagionali della zona che vengono venduti in ogni stazione ferroviaria nipponica. da consumare durante il viaggio in treno. Ovviamente hanno lo scopo, oltre che di ristorare i viaggiatori, di diffondere in tutto il Paese la conoscenza delle specialità gastronomiche locali.  Qui, ad esempio, l' ekiben  della stazione di Kobuchizawa, nella prefettura di Yamanashi, che pur non affacciandosi sul mare è la patria dell' awabi , l'abalone, tradizionalmente conservato nella soia (...un po' come nel nostro Piemonte, senza mare, dove molti piatti contemplano le acciughe sotto sale!)....

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!