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cose inutili e dolci e sorprendenti

Inutile provare a risolvere i miniminagghi, gli indovinelli della tradizione orale contadina siciliana. Inutile provare a capire: ti devi solo abbandonare al suono dolce della lingua ed aspettare dal narratore la sorpresa della soluzione.

Inutile parlare di quanto puoi vedere in 24 ore di Sicilia e di quante cose inaspettate ti possono accadere. Ogni dettaglio che ti aspetta dietro l'angolo è gustoso e ruvido e profumato e sottile come un indovinello popolare...

Cominci con una colazione in terrazza a base di latte di mandorla e marmellata di agrumi locali, pregustando un sole che appare accogliente (specie se sei partita con 11 gradi centigradi) e che poi ti rovescia addosso tuta la potenza di un'estate che non sa di essere fuori calendario.


Inforchi allora occhiali da sole più veri e ti inoltri tra i campi e respiri le zolle e gli arbusti di una terra che sembra brulla ma si rivela ricca e dolce nei suoi regali...


Decidi di fermarti a pranzare nel mezzo del nulla. Mani sapienti ti offrono pasta alla Norma e coniglio alla stimpirata (di cui esiste nel blog una mia umilissima versione) e capisci di non aver mai capito nulla fino a questo momento, ne' di ricotta dura ne' di aceto.


Intanto ti volano attorno libellule che si posano su antichi carretti a riposo, intanto in sottofondo friniscono cicale, intanto perdi completamente la nozione del tempo...


Poi visiti un'oasi faunistica, dove passeggi su passerelle di legno per non disturbare la natura e ti aspetti uccelli e piante e animaletti inconsueti, ma poi...


ma poi al posto degli aironi trovi una coppia di sposi in fuga, che decide di ignorare le pose del fotografo, appende parte degli abiti alla recinzione e si tuffa in braghe e gonne a sbuffo per un bagno...


Decidi, per riprenderti dalle emozioni, di concederti una merenda un po' speciale e poi magari di passare a salutare nella stradina accanto un giovane principe colto e un po' formale, che ti mostra con orgogliosa modestia i ricordi di famiglia...



Ti rimane ancora voglia di fare due passi. Incredibile. Così ti gusti una passeggiata in un vecchio borgo di pescatori,


dove parte della vecchia tonnara è diventata negozio di golosità, mentre attorno all'ala abbandonata giocano i monelli...


Intanto cala la sera e la luna che spunta sembra tingere di azzurro i tetti e i muri di tutto il paese. Ti entra dentro un'aria dolce e serena e capisci che stai vivendo dentro una magia speciale. Persino i dettagli decisamente fuori posto quasi non stonano, ti fanno piuttosto sorridere...


E decidi per un'ultima coccola: una cena a base di pesce e pomodorini sotto i balconi più belli del mondo...

Ripartire poi è un dolore, anch'esso dolce. Resti con gli occhi pieni di luce barocca e di buio naturale. Resti con una cesta di pesche e di limoni e di vere mele cotogne e qualche vecchio stampino da cotognata.


Resti con un indicibile languore, che ti accompagnerà a lungo perché non basta una vita a smaltire ricordi tanto intensi. Resti anche con mille e mille curiosità gastronomiche da approfondire. E con la sofferenza di non averne ora purtroppo più tempo (e devo dire nemmeno ingredienti all'altezza)...

Inutile provarci ora. Magari tra un po', quando mi arriveranno le cosine speciali che mi sono fatta spedire, cucinerò più dolcemente, siciliano. Per il momento provo solamente voglia di leggerezza, di pesce, di sogno, di luce. La magia delle sorprese, quelle della Sicilia e dei miniminagghi.


Spiedini di tonno e salmone nelle zucchine 
per 4 spiedini:
80 gr. di polpa di salmone (al netto di pelle e spine)
80 gr. di polpa di tonno (" " " ")
1 zucchina trombetta diritta (o 2 zucchine scure)
100 gr. di ricotta
5 o 6 foglie di basilico
1 ciuffetto di aneto fresco (o di finocchietto)
5 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaio di olio extravergine leggero
1 pizzico di peperoncino in polvere
pepe bianco al mulinello
sale

Mettere a bagno 4 stecchini di legno in acqua fredda per una ventina di minuti. Nel frattempo tritare separatamente al coltello salmone e tonno fino ad ottenere due grossolane tartare, e versarle in due ciotole.

Sminuzzare il basilico ed unirlo al tonno, sfogliare l'aneto ed unirne gli aghi al salmone. Condire il salmone con una grattata di pepe bianco ed il tonno con appena un pizzico di peperoncino.

Aggiungere ad ogni ciotola metà della ricotta, un pizzico di sale ed un paio di cucchiai di pangrattato, fino ad ottenere due composti morbidi ma sufficientemente compatti da essere facilmente lavorabili.

Tagliare dalla zucchina 16 strisce lunghe e sottili con l'aiuto di un pelapatate.

Preparare con ogni composto otto polpettine grosse come un tuorlo d'uovo sodo, avvolgere ognuna con una striscia di zucchina e premere bene il ripieno sui due lati per appiattirlo.

Infilare su ogni stecchino due rotolini al salmone e due al tonno alternando i colori e passare la superficie scoperta dei ripieni in un sottile strato di pangrattato.

Io ho scaldato un cucchiaio di olio in un tegame e vi ho dorato gli spiedini circa un minuto per lato, quindi in totale circa 4 minuti, ma si possono anche cuocere gli spiedini alla griglia, ungendoli prima leggermente da tutti i lati.


Servire caldo o tiepido, accompagnato da insalata verde insaporita con basilico e un poco di aneto.
Se  cotti individualmente, eventualmente fissati con uno stuzzicadenti, i rotolini costituiscono un ottimo fingerfood.


Ovviamente in questa ricetta ho utilizzato due tipi di pesce "qualsiasi" che qui il mercato offre in abbondanza. Inutile: niente a che vedere con il pesce siciliano, tonno compreso.
  • rivoli affluenti:
  • da gustarsi con moderazione, dona benessere immediato: Giovanni Tiralongo, Nzettimi chista. Raccolta di miniminagghi delle tradizioni popolari di Noto, Pro Noto.

Commenti

  1. azzardo: i balconi più belli del mondo son quelli di Ragusa, la zona dove sei andata e a Capo Pachino e la tonnara è quella di M e non so cosa (che deve averla comprata Schumacher, tanto per dirne una).
    Se ho sbagliato, fa niente: aggiungo solo luoghi magici ad una terra magica, che ci hai raccontato nel solito tuo modo, con la penna intrisa nell'inchiostro delle emozioni.
    Gli spiedini mi mancavano- da oggi, non più.
    Grazie!
    ake

    RispondiElimina
  2. Ti odio quando scrivi questi post!

    Volevo venire anch'iooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!

    RispondiElimina
  3. Sono estasiato. Brava, bravissima :)

    RispondiElimina
  4. Un racconto arricchito da foto emozionanti. Sono stata anch'io 2 mesi fa in Sicilia e leggerti, oggi, mi ha fatto rivivere sensazioni speciali, sensazioni siciliane.
    Complimenti,
    Valentina

    RispondiElimina
  5. @ale: quasi tutto esatto! I balconi sono Noto, la tonnara Pachino/Marzemini, lo spaccio Campisi, l'oasi Vendicari. Gli spiedini sono miei, quelli che valgono meno di tutto.

    @virò: e pensa che la scusa ufficiale era un lavoro! Potremmo adottarla anche per la prossima 24 ore napoletana...

    @corradoT: non sono io, è tutto merito della Sicilia!

    @Valentina: devo al più presto imparare a non vivere nel rimpianto, ma è difficilissimo...

    RispondiElimina
  6. Ho riconosciuto Vendicari da quel pezzettino di spiaggia, e Noto dai balconi e dai colori dorati...Marzamemi poi, la città dove un giorno andrò ad invecchiare...Che belle foto, complimenti, mi hai restituito per un attimo un pezzettino della mia Sicilia :)

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  7. Ciao Annalena, mi sono persa tra viuzze, spiagge, mercatini, ma con te c'è sempre da perdersi, ciao e grazie.

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  8. @supercaliveggie: respirare Sicilia non può che fare bene. E la piazza di Marzamemi all'imbrunire ti riconcilia con il mondo qualunque sia il tuo dolore del momento...

    @libera: vieni a perderti qui quando vuoi. Basta tu faccia attenzione a non cedere alla tentazione di perderti dentro. Tieni sempre a mente che sei una farfalla, destinata a volare alto

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  9. Mi rincuora leggerti. E se poi scrivi di Sicilia, mi delizia...;-) Grazie, acqua!

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  10. @mariuzza: rincuorerebbe anche me leggerti... Un abbraccio

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