Passa ai contenuti principali

crema di asparagi al dragoncello: tutto in verde


Dovrei amare sopra a tutto gli asparagi bianchi di Cantello, specialità della mia zona d'origine. Oppure dovrei adorare quelli violetti francesi da cui questi derivano, come me, che ho un nonno francese. O anche dovrei andar pazza per quelli bianchi di Bassano, visto che l'altro mio nonno era veneto quasi di quelle parti... 

Ma la mia passione in verità sono gli asparagi verdi, anche quelli sottili e selvatici, che rispetto ai bianchi ed ai violetti risultano decisamente più ferrosi al palato e tanto, tanto più saporiti!

Li ho presentati in questo blog in quasi tutte le salse, anche le più bizzarre, ma non ne ho fatto mai una zuppa... finora. La tentazione, in questa occasione, era quella di esagerare; poi ho deciso di stare sul classico, limitandomi a sottrarre burri e panne che di solito con gli asparagi vanno a meraviglia, ed introducendo un tocco di dragoncello a recuperare l'anima francese della ricetta.

Non me ne vogliano nonni e terre natie in genere... oggi si va di asparagi verdi!


Crema semplice di asparagi al dragoncello
ingredienti per 4 persone:
900 g di asparagi
200 g di  patate
50 g di yogurt
1 scalogno
1 cucchiaino di dragoncello
2 cucchiai di olio extravergine
sale
pepe bianco al mulinello

Lavare molto bene gli asparagi, eliminare la parte dura del gambo e, se serve, spellare con il pelapatate la parte bianca. Tenere da parte un mazzetto di punte e tagliare il resto a rondelle. 

Tritare lo scalogno; tagliare a dadini le patate. Portare a bollore 900 ml di acqua.

Stufare lo scalogno in 1 cucchiaio di olio, rosolarvi i gambi degli asparagi e le patate insieme al dragoncello. Unire l'acqua bollente salata, riportare a bollore e cuocere circa 20 minuti, fino a che le verdure sono morbide.

Frullare e unire lo yogurt. Se si preferisce una crema molto liscia passare al colino. Regolare se serve di sale e pepare a gusto e coprire.

Scottare in un tegamino a parte le punte nel resto dell'olio per 2 minuti, lasciandole dorate ma croccanti, quindi salarle leggermente. Dividere la crema calda o tiepida nei piatti individuali, decorare con le punte croccanti e servire.



  • rivoli affluenti:
  • per altre ricette di mood francese basta un pochino di pazienza: a breve una piccola sorpresa!  

Commenti

  1. Anch'op amo gli asparagi verdi coltivati o selvatici ottimo questo piatto mi attira molto. Buona giornata un abbraccio,.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. te lo dicevo che abbiamo parecchio in comune!

      Elimina
  2. uhh che buona anche il colore è bellissimo. Adoro gli asparagi e l'aggiunta di yogurt credo doni quel gusto di freschezza e cremosità che con questa verdura si sposa benissimo. Tutto delicato così si sentono bene i sapori, bravissima. Il dragoncello è particolare, a me piace ne basta poco per rendere tutto un po' diverso e unico. Carissima, posso chiederti una cosa? vorrei acquistare un libro di cucina mediorentiale per approfondire. A parte quelli di Ottolenghi hai qualche consiglio da darmi? In realtà vorrei investire un po' per provare a conoscere meglio la cucina di vari paesi stranieri su cui mi sento poco ferrata: Grecia, libano, india e spagna. Per ora. Scusa per la domanda ma so che con te non posso sbagliare!!! Un saluto caro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mile per un discorso molto formativo, oltre che una lettura piacevolissima, sulla cucina mediorientale in generale non potrei che consigliarti praticamente tutte le opere di Claudia Roden. Poi da lì capisci che ci sono stili differenti a seconda delle aree culturali (più che dei "paesi" o delle "religioni") e decidi cosa ti interessa di più approfondire. Della Roden avevo parlato in questo post, dove trovi anche tuta la bibliografia: http://acquavivascorre.blogspot.it/2012/12/claudia-roden.html

      Elimina
    2. per la Spagna c'è un libro meraviglioso in spagnolo, Cocina Regional Espanola, edizioni Everest, ISBN 84-241-2314-x, oppure in italiano un vecchio ma carino volume delle edizioni Konemann, Spagna, una festa gastronomica, ISBN 3-82904194-2. Grecia e Libano (come anche Spagna e India, per accenni) li trovi in divrsi testi della Roden, ma per l'India una panoramica corretta di base la acquisisci (in inglese) da: The Food of India, Murdoch books, ISBN 174045043-4

      Elimina
  3. Io ti adoooooroooooooooooooooooo davvero! ho letto con estremo entusiasmo il tuo bellissimo post.. che mi ero persa! Ho messo subito nei miei futuri acquisti alcuni libri. Grazie di cuore davvero!

    RispondiElimina
  4. Una gran festa per un grande soggetto e un grande blog !!!

    RispondiElimina
  5. Grazie per essere quello che sei, e non cambia particolarmente.

    RispondiElimina

Posta un commento

post più popolari

MTC di settembre 2014: un sacco di riso!

Diceva un vecchio slogan anarchico: "con l'ironia abbatteremo il potere e un sacco di riso lo seppellirà". 
A no? Erano risate?! Va be'... per un MTC di questa portata ci si può anche concedere una licenza!

Premessa...
... avevo scritto un post lunghissimo per raccontare perché e per come ho scelto questo tema per l'MTChallenge di settembre 2014. Poi l'ho ridotto della metà, lasciando solo alcune note che mi sembravano indispensabili, e l'ho mandato alla Gennaro per un parere. 

E lei ha detto che un terzo di quanto le ho mostrato era già troppo! Allora ho ricomposto alcuni dei contenuti in articoli di supporto da pubblicare più avanti ed ho cassato il resto. Qui è rimasto il riassunto della selezione della selezione, ovvero il puro tema dell'MTC. Che, mi spiace, adesso vi tocca leggere per intero!

Se scegliere un ingrediente invece che una ricetta tende ad allargare gli orizzonti, questa volta scegliere IL RISO, come capirete, li spalanca frantumando ogni…

MTC giugno 2011... verso Oriente!

Continuo a pensare che le giudici titolari e aggiunte dell'MTC fossero completamente fuori quando hanno passato a me il testimone e nessuno potrà convincermi del contrario, anche perchè potevano ben immaginare in che gorgo storico-etnico-confusionale avrei trascinato la sfida... ma si sono fidate lo stesso! No, è oggettivo: non possono essere completamente normali...

Accertato questo, dichiaro anche di non essermi mai emozionata tanto nello scrivere un post e soprattutto nel proporre una ricetta, sentendo tanti occhi puntati addosso ed il fiato trattenuto di tanti MTC addicted... Ebbene sì, rilassatevi (o disperatevi) pure: come temevate, questa volta si va davvero tutti in Giappone!

Niente succede per caso, si sa. Tanto è vero che l'eterno girovagare di Marco Polo (a cui faccio da qualche tempo da vivandiera) l'ha portato proprio a questo punto del suo viaggio a confrontarsi con Cipango, il Paese del Sol Levante... Come potevo non cogliere il suggerimento di un siffatto des…

riso Otello: un nero integral(ista)

Il primo giorno di autunno una ricetta con le ultime verdure estive, che sono ancora buone visto che sembra far più caldo ora che nei mesi trascorsi...

Sollecitata da alcuni dubbi posti sulle modalità di cottura del riso integrale e sull'utilizzo di varietà di riso "esotiche", ho pensato di provare le risposte sul campo e chiarire soprattutto le idee a me stessa, la prima che ha tutto ancora da imparare.

Così, per prendere due piccioni con una fava, ho scelto un riso sia nero che integrale. No, non famoso ed idolatrato riso Venere, fantastica varietà di nobile origine cinese che, grazie a opportune ibridazioni, ora è coltivato anche in Italia. 

Ho pescato invece una varietà tutta italiana: il riso Otello, che deriva anch'esso da varietà cinesi ma è di concezione e di coltivazione tutta nostrana. Chissà se il nome è stato ispirato ispirato dal famoso personaggio shakespeariano, dalla sua pelle scura e dalla sua natura piuttosto integralista...



Si utilizza ridotto in farin…

Milano matsuri: una festa popolare giapponese... sotto casa!

Il 26 maggio nessuno mi cerchi: non ci sarò! Il 26 maggio succederà una cosa bellissima, tanto che non sto più nella pelle dalla voglia che arrivi presto, e trascorrerò l'intera giornata a Milano vivendo un'esperienza giapponese davvero unica. A meno di non abitare in Giappone, intendo, cose così in Italia non si vedono spesso...

A Milano tra via Keplero e piazza Carbonari (pochi passi dalle stazioni metrò di Zara o Sondrio) una domenica tutta dedicata alle tradizioni giapponesi. Non le solite che conoscono tutti, tipo sushi o manga, ma proprio quelle popolari, i divertimenti delle persone semplici che affollano una festa di piazza... insomma: un vero e originale matsurigiapponese, con le sue bancarelle, i suoi suoni, i suoi profumi ed i suoi colori!


In alcune città d'Italia si sono tenuti degli eventi denominati "matsuri", ma mai è stata ricostruita la vera atmosfera della sagra di paese giapponese, mai è stata presentata una così vasta gamma di autentico stre…

il riso parla. E sceglie la ricetta vincitrice dell'MTC

Anche se ad alcuni questo MTC è sembrato difficilissimo e ad altri una passeggiata, la base della sfida era semplice: cuocere con una tecnica tra le tre indicate la varietà di riso più adatta all'ispirazione di partenza e confezionarci una ricetta personale.

Le regole, oltre alle pure indicazioni tecniche, altrettanto chiare: che ci si inventasse tutto di sana pianta o si prendesse spunto da piatti regionali, classici o etnici, era fondamentale capire che cosa si stesse facendo e perché. E farlo con cura e sorriso, al meglio del proprio gusto per la cucina.

Il criterio personale di giudizio del giudice del mese varia di volta in volta. Il mio l'avevo però esplicitato da subito: il confronto non era davvero con il riso ma piuttosto con se stessi. Così diventavano importanti lo spirito di armonia dell’insieme, la cura positiva dei gesti, la fantasia degli abbinamenti e la conseguente, inevitabile bellezza "naturale" del piatto finale. 
In generale ogni piatto condiviso su…

acquaviva scorre... sciuè sciuè!

Arrivo all'ultimo giorno utile con il mio modesto contributo all'iniziativa Pasta Bufala e fantasia! Reinventa la tradizione, contest organizzato da Le Strade della Mozzarella e Pastificio dei Campi.

Scopo specifico di questo confronto di idee è interpretare un piatto della tradizione usando delle nuove tecniche di cottura e di preparazione, che abbiano naturalmente come protagonista l'abbinamento di pasta prodotta a Gragnano dal Pastificio dei Campi e Mozzarella di Bufala Campana DOP. 

Nel giudicare la ricetta saranno valutati l'utilizzo della tecnica in rapporto al risultato ottenuto, la valorizzazione della pasta e della mozzarella, la qualità innovativa rispetto a preparazione tradizionale. Che ci faccio io dunque in questo gruppo di esperti gourmet? La mia cucina non ha mai brillato per inventiva tecnica... 

Forse la mia personale sfida in questo caso è quella di confrontarmi con prodotti che ovviamente conosco ma con cui "non sono nata": le mie origini f…

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!